MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 12 novembre 2002, n.34: Chiusura delle contabilita' dell'esercizio finanziario 2002, in attuazione delle vigenti disposizioni in materia contabile. (GU n. 272 del 20-11-2002)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 12 novembre 2002, n.34

Chiusura delle contabilita’ dell’esercizio finanziario 2002, in
attuazione delle vigenti disposizioni in materia contabile.

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alle Amministrazioni centrali dello
Stato
Agli Uffici centrali del bilancio
presso le Amministrazioni centrali
dello Stato
Agli Uffici centrali di ragioneria
presso le Amministrazioni autonome
dello Stato
Alle Ragionerie provinciali dello Stato
Alla Banca d’Italia – Amministrazione
Centrale – Servizio rapporti col Tesoro
Al Magistrato alle acque – Venezia, al
Magistrato per il Po
All’Ufficio di ragioneria presso il
Magistrato per il Po di Parma;
Alla Corte dei conti
Alle Sezioni regionali della Corte dei
conti
All’Avvocatura generale dello Stato;
Alle Avvocature distrettuali dello
Stato
Agli Uffici territoriali del governo
Al Dipartimento per le politiche
fiscali
All’ Agenzia delle entrate
All’ Agenzia delle dogane
All’ Agenzia del demanio
All’ Agenzia del territorio
Al Dipartimento del tesoro – Direzione
V
Ai Dipartimenti provinciali del
Ministero dell’economia e delle finanze
Alle Direzioni provinciali dei servizi
vari
Alle Poste italiane S.p.a.
e, per conoscenza:
Alla Corte dei conti Sezioni riunite in
sede di controllo
Alle Amministrazioni autonome dello
Stato
Ai commissari o rappresentanti del
Governo per le regioni a statuto
speciale e le province autonome di
Trento e Bolzano
Alle Ragionerie delle regioni a statuto
ordinario, delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di
Trento e Bolzano
All’Associazione bancaria italiana

Per opportuna norma degli uffici in indirizzo, ad evitare ritardi
od incomplete comunicazioni, si riportano qui di seguito le
disposizioni relative alla chiusura delle contabilita’ per l’anno
finanziario 2002 raccomandandone l’osservanza.
Si richiama l’attenzione di codesti Uffici sul contenuto del
decreto-legge n. 194 del 6 settembre 2002, “Misure urgenti per il
controllo, la trasparenza ed il contenimento della spesa pubblica ”
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 246 del 31 ottobre
2002, ed in particolare per quanto disposto dal comma 5 dell’art. 1
che configura piu’ rigorosamente il termine del 31 dicembre quale
chiusura dell’esercizio finanziario, prevedendo la irricevibilita’,
da parte degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie
provinciali dello Stato, di atti d’impegno che dovessero pervenire
oltre tale data, fatti salvi quelli derivanti da applicazioni di
leggi pubblicate nel mese di dicembre.
N.B. Le modifiche o integrazioni alla precedente circolare di
chiusura sono evidenziate in corsivo.
Tali modifiche sul terminale sono tra i segni (( … ))
Titolo I – ENTRATE
Paragrafo 1
(( Adempimenti da osservarsi per i versamenti ))
(( dei fondi e la resa della contabilita’ ))
Come e’ noto, a seguito del protocollo di intesa tra il
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e
l’Amministrazione della Banca d’Italia per la “Rendicontazione
telematica delle entrate imputate all’erario dello Stato”, a
decorrere dal 1 gennaio 2001 la Banca ha cessato di inviare agli
uffici di ragioneria gli estratti delle quietanze di tesoreria, la
lista 129T-seconda parte, nonche’ i tabulati mod. 55T, mod.55T/1 e
55T riepilogo. Pertanto, per i versamenti riguardanti l’esercizio
2002, in assenza di tali supporti cartacei, detti uffici continuano
ad avvalersi delle nuove funzionalita’ realizzate dal Sistema
Informativo – R.G.S. che consentono di interrogare, visualizzare e
stampare informazioni relative alle quietanze e alle loro diverse
aggregazioni.
Per quanto riguarda la resa della contabilita’ amministrativa delle
entrate, si richiamano i predetti uffici e le Agenzie fiscali
interessati alla rigorosa osservanza degli articoli 254 e 257 del
vigente Regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per la
contabilita’ generale dello Stato, circa l’invio entro il 10 gennaio
2003 agli uffici centrali del bilancio presso le varie
amministrazioni ed al Dipartimento del tesoro, dei prospetti o
rendiconti riassuntivi con i conti e documenti prescritti, con
esclusione di quelli prodotti dal Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato come da istruzioni
emanate dal Ministero del tesoro – Ragioneria generale dello Stato,
con le circolari n. 1 del 10 gennaio 1973 e n. 53 del 31 agosto 1973,
per i capi dal I al X, con circolare n. 69 del 21 ottobre 1974, per i
capi dall’XI al XXVII, e con circolare n. 7 del 29 gennaio 1977, per
il capo XXIX. Per il capo XXXII dovra’ operarsi con le modalita’
previste per le entrate gestite direttamente dalle amministrazioni
centrali.
Ai fini di quanto sopra le agenzie fiscali sono invitate ad
intervenire presso i propri agenti contabili, in particolare presso i
concessionari del servizio della riscossione dei tributi, affinche’
provvedano a rendere le proprie contabilita’ amministrative entro i
termini prescritti ed a sanare le irregolarita’ rilevate dalle
ragionerie provinciali dello Stato.
Le stesse ragionerie provinciali, alla chiusura dell’esercizio
finanziario, scaduti i termini previsti per la presentazione delle
contabilita’ in argomento, provvederanno ad inoltrare alle Agenzie
stesse l’elenco degli agenti contabili inadempienti sia nella resa
che nella regolarizzazione dei conti.
Per i versamenti risultanti dalle contabilita’ amministrative si
rinvia alle istruzioni contenute nella circolare della Ragioneria
generale dello Stato n. 57 dell’11 luglio 1996, prot. n. 164567.
Eventuali variazioni avvenute negli importi dei versamenti devono
essere tempestivamente segnalate, oltre che al Dipartimento del
tesoro Direzione V (ufficio I), agli uffici centrali del bilancio
competenti.
Le prenotazioni di variazione ai versamenti saranno effettuate
dagli uffici centrali del bilancio e dalle Ragionerie provinciali
dello Stato, secondo le rispettive competenze, seguendo le istruzioni
fornite dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato –
I.G.I.C.S.
E’ da ricordare, in merito alle operazioni relative alle variazioni
da apportare ai versamenti, che e’ stata eliminata la possibilita’ di
operare, in casi eccezionali, le eventuali rettifiche di quietanza
oltre il termine ordinario previsto per le prenotazioni da parte
degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie provinciali
dello Stato. Pertanto, i predetti uffici dovranno inviare le
prenotazioni per modifica di imputazione nonche’ per riduzione
dell’importo o per annullamento delle quietanze di versamento,
esclusivamente tramite il Sistema informativo del Dipartimento della
ragioneria generale dello Stato entro il termine improrogabile del 31
marzo 2003.
Al fine di superare le difficolta’ operative rappresentate dalle
ragionerie provinciali dello Stato e dalla Banca d’Italia e rendere
quindi possibile la corretta gestione delle entrate erariali,
limitatamente alle operazioni di chiusura si ritiene possibile
derogare alla disposizione contenuta nell’art. 2 del decreto del
Ragioniere generale dello Stato, prot. 2489/D del 12 marzo
2001-modificativo dell’art. 287 delle I.G.S.T. e consentire che le
modifiche di imputazione possano essere eseguite anche in mancanza
dell’originale della quietanza.
Si richiama altresi’ l’attenzione sul disposto dell’art. 290 delle
Istruzioni generali sui servizi del tesoro secondo il quale le
quietanze provenienti dalla riduzione o annullamento dei titoli
d’entrata rilasciati nel termine dell’esercizio chiuso debbono essere
emesse a data corrente con l’annotazione “per il 31 dicembre”.
Sara’ cura poi delle sezioni di tesoreria provinciale eseguire le
variazioni prenotate entro il termine improrogabile del (( 15 aprile
2003 )) e renderle disponibili al Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato non oltre il ((
22 aprile 2003 )).
Gli eventuali casi di inadempienza, in relazione alle disposizioni
vigenti in materia di entrate, saranno segnalati per gli opportuni
provvedimenti al Dipartimento del tesoro, al Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato ed all’ufficio centrale del bilancio
competente.
Titolo II – SPESE
Paragrafo 1
(( Termini di emissione dei titoli di spesa ))
(( A) Ordini di pagare. ))
Le amministrazioni centrali e periferiche avranno cura di inoltrare
gli ordini di pagare ai competenti uffici centrali del bilancio ed
alle ragionerie provinciali dello Stato (( entro e non oltre il 5
dicembre 2002 )).
Gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie provinciali dello
Stato potranno trasmettere, via terminale, i relativi mandati
informatici al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato –
I.GE.P.A. fino al (( 18 dicembre 2002 )).
Le Sezioni di tesoreria provinciale accetteranno mandati
informatici, emessi in conto dell’esercizio 2002, fino alla data
ultima del (( 20 dicembre 2002 )) (cosi’ come da protocollo di intesa
del 18 dicembre 1998 fra il Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e la Banca d’Italia per la gestione
del mandato informatico).
Pertanto, tenuto conto degli adempimenti connessi alla
trasformazione degli ordini di pagare in mandati informatici e del
calendario sopra indicato, le amministrazioni interessate dovranno
necessariamente evitare l’invio massiccio di ordini di pagare a
chiusura di esercizio, anticipando opportunamente l’emissione di
quelli per i quali e’ gia’ noto il nome dei creditore, l’esatto
ammontare del debito e la scadenza dello stesso (ad esempio rate di
ammortamento mutui, pagamento di canoni e abbonamenti, ecc.).
(( B) Ordini di accreditamento e altri titoli di spesa. ))
Le amministrazioni centrali e periferiche avranno cura di far
pervenire ai competenti uffici centrali del bilancio ed alle
ragionerie provinciali dello Stato gli ordini di accreditamento non
oltre il termine del (( 20 novembre 2002 per consentire, dopo gli
adempimenti di competenza, il tempestivo inoltro alle Sezioni di
tesoreria entro il 30 novembre 2002 e la successiva emissione in
tempo utile degli ordinativi e dei buoni tratti sui titoli della
specie da parte dei funzionari delegati )).
Si fa presente che (( entro il termine del 20 dicembre 2002 )) le
amministrazioni emittenti devono far pervenire alle sezioni di
tesoreria provinciale gli ordinativi tratti su ordini di
accreditamento per i quali puo’ essere operato il trasporto. Entro il
medesimo termine devono pervenire alle suddette sezioni anche:
a) i titoli tratti su ordini di accreditamento non trasportabili
salvo che gli stessi non riguardino il pagamento di retribuzioni o il
riversamento di ritenute;
b) gli ordinativi tratti sulle contabilita’ speciali e tutti gli
altri titoli emessi da amministrazioni periferiche, compresi quelli
emessi su ruoli di spesa fissa.
Le sezioni di tesoreria provinciale restituiranno alle
amministrazioni emittenti i titoli di spesa che pervenissero dopo il
suddetto termine del 20 dicembre 2002, ad eccezione dei casi in cui
il quantitativo dei titoli sia limitato e la stessa amministrazione
emittente segnali per iscritto l’urgenza del pagamento.
Le sezioni restituiranno, in ogni caso, i titoli di spesa emessi in
conto esercizio 2002 e pervenuti dopo la chiusura dello stesso.
I buoni di prelevamento in contanti vanno pagati esclusivamente
presso le sezioni di tesoreria provinciale, quando l’emissione
avviene nel mese di dicembre.
Si invitano i funzionari delegati che emettono (( entro il
30 novembre 2002 )) buoni di prelevamento in contanti pagabili presso
gli uffici delle Poste italiane S.p.a., di volerne curare la
riscossione con ogni sollecitudine e si raccomanda ai suddetti uffici
pagatori di procedere, al piu’ presto possibile, alla richiesta di
rimborso di tali pagamenti alla sezione di tesoreria provinciale.
(( C) Decreti di assegnazione fondi. ))
(( Le amministrazioni centrali avranno cura di inoltrare ai
competenti uffici centrali del bilancio i decreti di assegnazione
fondi emessi ai sensi della legge 17 agosto 1960, n. 908 “Estensione
alle amministrazioni periferiche dello Stato della possibilita’ di
utilizzare talune forme di pagamento gia’ esclusive
dell’Amministrazione centrale” non oltre il termine del 20 novembre
2002.
Gli uffici periferici, destinatari dei predetti decreti,
provvederanno a trasmettere gli ordini di pagare alle ragionerie
provinciali dello Stato competenti per territorio, entro il termine
di cui al precedente punto A) )).
Paragrafo 2
(( Spese da sistemare ))
(( A) Riduzione ed annullamento degli ordini di accreditamento.))
Tutti i funzionari delegati a favore dei quali siano stati emessi
nell’esercizio ordini di accreditamento, dovranno inviare, entro il
31 gennaio 2003, alle competenti sezioni di tesoreria provinciale un
prospetto – in duplice copia – degli ordini di accreditamento rimasti
in tutto od in parte inestinti alla chiusura dell’esercizio da cui
risultino, per ciascun ordine e distintamente per competenza e
residui, il numero, il capitolo, l’importo dell’ordine, nonche’
l’importo dei pagamenti effettuati e la somma rimasta da pagare
sull’ordine medesimo.
Le ragionerie provinciali dello Stato che avessero necessita’ di
conoscere gli effettivi carichi dei funzionari delegati potranno
chiedere le notizie occorrenti attraverso interrogazioni – via
terminale – al Sistema informativo del Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato.
I funzionari delegati in carica, cosi’ come previsto dall’art. 333
del Regolamento di contabilita’ generale dello Stato (quale risulta
modificato da ultimo dal decreto del Presidente della Repubblica
20 aprile 1994, n. 367 per effetto di quanto disposto dall’art. 9,
comma 4, dello stesso decreto), dovranno attenersi scrupolosamente a
quanto disposto dall’art. 60 (modificato da ultimo dall’art. 9,
comma 5, del citato decreto del Presidente della Repubblica 367/1994)
e dall’art. 61 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.
In proposito si precisa :
a) i funzionari delegati debbono presentare i rendiconti del II
semestre (( entro il 25 gennaio 2003; ))
b) le somme prelevate in contanti, per la parte eventualmente da
trattenersi oltre il 31 dicembre 2002, perche’ non utilizzata entro
tale data, debbono essere strettamente commisurate alle effettive
esigenze. Le quietanze concernenti il versamento di tali somme presso
la sezione di tesoreria provinciale, per la parte non ancora erogata
(( entro il 31 marzo 2003, )) termine tassativo per la presentazione
del rendiconto suppletivo, dovranno essere allegate al rendiconto
medesimo. Tale termine di rendicontazione e’ tassativo anche per il
funzionario delegato titolare di contabilita’ speciale.
Allo scopo di ridurre al minimo, per quanto possibile, le
operazioni di riduzione e di annullamento delle aperture di credito,
si raccomanda a tutte le amministrazioni di interessare i funzionari
delegati a richiedere i fondi soltanto nella misura occorrente per
far fronte alle spese che prevedono di potere, con certezza, pagare
(( entro la chiusura dell’esercizio 2002, )) tenendo presente i
termini previsti per l’invio dei titoli di spesa alle tesorerie di
cui al precedente 1/2 1. Va altresi’ rispettato il criterio che gli
ordini di accreditamento sono da estinguersi secondo il loro ordine
di emissione, come dispone l’art. 59-bis, comma 1, della legge di
contabilita’ generale, istituito con l’art. 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, modificato nei
termini dalla legge n. 468 del 1978 (art. 33), distinguendo, in tale
ordine di emissione, gli ordini emessi in conto competenza da quelli
emessi in conto residui e, per questi ultimi, anche avuto riguardo
all’esercizio di provenienza dei residui di relativa imputazione.
Ovviamente, detta disposizione non e’ da applicarsi a quegli ordini
di accreditamento emessi allo scopo di dotare i funzionari delegati
di fondi destinati a particolari e specifiche erogazioni. In tali
casi le amministrazioni che hanno emesso gli ordini di accreditamento
dovranno indicare sui titoli che trattasi di fondi destinati agli
scopi sopra menzionati.
Correlativamente, si raccomanda alle amministrazioni centrali,
nonche’ agli uffici periferici competenti ad emettere aperture di
credito a valere sui fondi assegnati ai sensi della legge 17 agosto
1960, n. 908, di effettuare un oculato esame e vaglio dei fabbisogni
prima di concedere l’apertura di credito, onde evitare che, per
effetto di errate previsioni, a fine esercizio rimangano sulle
aperture di credito cospicui fondi non utilizzati.
La predetta raccomandazione a commisurare l’importo delle aperture
di credito alle effettive necessita’ dei funzionari delegati, trae
anche giustificazione, specialmente per i capitoli con gestione
esclusivamente delegata, dal fatto che la riduzione piuttosto
consistente degli ordini di accreditamento comporta l’accertamento di
residui passivi non quantificabili in sede di bilancio di previsione,
con la determinazione di una massa spendibile assolutamente
inadeguata ai fini degli stanziamenti di cassa. In tali casi gli
stanziamenti di cassa del nuovo esercizio risulterebbero
insufficienti per l’emissione di ordini di accreditamento in conto
residui a fronte di mod. 32-bis C. G. o di mod. 62 C.G.
Va peraltro precisato che una valutazione piu’ attenta di tali
necessita’ consentirebbe di non lasciare privo di fondi il capitolo
interessato per le necessita’ proprie delle amministrazioni centrali
e periferiche.
Analoghe considerazioni vanno svolte in ordine all’applicazione
delle disposizioni recate dall’art. 2 della citata legge n. 908/1960.
In particolare tale norma, nel disporre che le amministrazioni
centrali possano ripartire, in tutto o in parte, le somme stanziate
sui singoli capitoli di spesa tra i dipendenti uffici periferici,
prevede la possibilita’ di effettuare, nel corso dell’esercizio, le
variazioni che si rendessero necessarie alle ripartizioni medesime.
Cio’, ovviamente, al fine di consentire l’adeguamento delle risorse
in relazione alle effettive necessita’ dei singoli uffici e, nel
contempo, di evitare che da un lato rimangano somme non impegnate,
quindi destinate ad economia di gestione, e dall’altro che i fondi
assegnati risultino insufficienti per far fronte ai pagamenti di
competenza di altri centri di spesa.
In proposito corre l’obbligo di segnalare che nei decorsi esercizi
finanziari, in sede di bilancio consuntivo, sui capitoli gestiti ai
sensi della menzionata legge n. 908/1960, sono state rilevate
numerose economie sulle quote di stanziamento assegnate a vari uffici
periferici mentre sugli stessi capitoli sono state registrate
eccedenze di spesa sulle quote mantenute in gestione dalle
corrispondenti amministrazioni centrali.
Al fine di evitare il ripetersi del problema segnalato, si
raccomanda a queste ultime di procedere, ove occorra nel corso
dell’esercizio, ma in ogni caso non oltre la data di sistemazione dei
titoli di spesa, con le stesse modalita’ previste per la ripartizione
delle somme stanziate sui singoli capitoli, alle variazioni che si
rendessero necessarie, quindi anche riducendo le assegnazioni degli
uffici periferici per la parte non impegnata ad integrazione della
quota a se stesse riservata.
Si reputa essenziale rivolgere invito agli uffici periferici
affinche’ comunichino tempestivamente alla propria amministrazione
centrale gli eventuali esuberi di assegnazioni ricevute per
consentire a ciascuna di esse di procedere alle conseguenti
variazioni, prima della predisposizione dei D.A.R. di propria
competenza.
Sempre per evitare che a fine esercizio rimangano sulle aperture di
credito cospicui fondi non utilizzati e per ridurre al minimo la
formazione dei residui passivi ed il trasporto al nuovo esercizio di
ordinativi su ordini di accreditamento, e’ necessario che tutti gli
uffici ed i funzionari preposti alla ordinazione e liquidazione delle
spese adottino le opportune e tempestive misure perche’ la
liquidazione ed il pagamento delle medesime avvengano al piu’ presto,
senza attendere gli ultimi giorni dell’esercizio finanziario in
corso.
Per la gestione dei fondi assegnati a carico del bilancio statale,
in favore del Commissario del Governo per la regione Friuli-Venezia
Giulia, trova applicazione la legge 17 agosto 1960, n. 908,
richiamata nell’art. 1, lettera c), del decreto del Presidente della
Repubblica 23 gennaio 1965, n. 99, concernente le norme di attuazione
dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia.
E’ da rammentare poi che, in applicazione dell’art. 4 della legge 3
marzo 1960, n. 169, le disposizioni di cui all’art. 61 della legge di
contabilita’ generale – primo, secondo e terzo, comma – si applicano
anche ai fondi accreditati, a carico degli stanziamenti di bilancio,
nelle contabilita’ dei funzionari delegati delle diverse
amministrazioni dello Stato. Inoltre, a tali fondi, si applicano
anche le disposizioni di cui all’art. 60 della vigente legge di
contabilita’ generale e dell’art. 9 del decreto del Presidente della
Repubblica 367/1994.
Pertanto tali funzionari delegati sono tenuti, al pari di tutti gli
altri, alla rigorosa osservanza delle citate disposizioni concernenti
la presentazione dei rendiconti semestrali relativi agli ordinativi
che hanno trovato estinzione sia nei semestri dell’anno finanziario
in cui l’ordine di accreditamento e’ stato disposto, sia (fatta
eccezione per la contabilita’ in discorso degli Enti militari – come
precisato al paragrafo 3 – Spese, punto 2, relativo ai funzionari
delegati titolari di contabilita’ speciali) nei rispettivi semestri
dell’anno seguente durante il quale, com’e’ noto, potranno essere
pagati i titoli della specie il cui importo non e’ stato riscosso
entro l’esercizio di emissione; detti titoli verranno rendicontati
dalle sezioni di tesoreria provinciale, una volta che sia stata
attribuita loro la nuova imputazione per il nuovo esercizio.
(( B) Spese in gestione ai funzionari delegati rimaste insolute. ))
Entro il 31 gennaio 2003, i funzionari delegati dovranno inviare,
in doppio esemplare, agli uffici centrali del bilancio e alle
ragionerie provinciali dello Stato che hanno effettuato il controllo
preventivo sugli ordini di accreditamento, gli elenchi mod.62 C.G.
delle spese delegate insoddisfatte al 31 dicembre 2002, in conto
della gestione dell’esercizio 2002, distintamente per capitolo e per
esercizio di imputazione al bilancio delle spese medesime e con
l’indicazione del numero degli ordini di accreditamento in tutto o in
parte non utilizzati; i predetti elenchi mod. 62 C.G. dovranno essere
corredati dell’elenco analitico dei creditori e delle singole somme
da pagare. Un altro esemplare dei suddetti elenchi dovra’ essere
inviato dai funzionari delegati alle amministrazioni che hanno emesso
gli ordini di accreditamento.
Nel caso in cui la compilazione analitica del mod.62 C.G. dovesse
risultare particolarmente laboriosa e non determinante ai fini di
specifiche esigenze di controllo, potranno, in via del tutto
eccezionale, indicare globalmente – in detti elaborati – l’importo
delle spese rimaste da pagare a fine esercizio, precisando comunque i
numeri degli ordini di accreditamento ridotti.
Quanto ai modelli 62 C.G., si precisa che essi dovranno essere
compilati in due distinti elenchi nel modo che segue:
nel primo saranno riportati gli ordinativi su ordini di
accreditamento emessi (( entro il 31 dicembre 2002 )) e non portati
in uscita entro la stessa data dalle sezioni di tesoreria
provinciale, che sono quindi da trasportare all’esercizio 2003; sul
predetto elenco vanno indicati, l’importo netto e quello delle
relative ritenute erariali di ciascun ordinativo. Per cio’ che
concerne le eventuali ritenute erariali rimaste da versare
relativamente a ordinativi estinti, dovranno essere emessi appositi
elenchi mod.62 C.G., solo se trattasi di spese non riguardanti
stipendi, altri assegni fissi e pensioni. In proposito vedere piu’
avanti anche la lettera G);
nel secondo saranno riportate tutte le spese relative ad
obbligazioni assunte, per le quali non e’ stato ancora emesso il
relativo titolo di pagamento e indicando l’importo totale quale
prodotto della loro sommatoria.
Si raccomanda una particolare attenzione nella compilazione dei
detti modelli, tenuto conto che alla nuova imputazione nell’esercizio
2003 degli ordinativi rimasti insoluti (o scritturati in conto
sospeso) e al pagamento delle spese insolute, sara’ provveduto
mediante distinti ordini di accreditamento in conto residui.
Gli ordini di accreditamento emessi in conto residui nel prossimo
esercizio, per dare nuova imputazione agli anzidetti ordinativi
rimasti insoluti (o scritturati in conto sospeso), dovranno essere
utilizzati dai funzionari delegati esclusivamente per la
regolarizzazione contabile degli ordinativi stessi.
A tale fine sui predetti ordini di accreditamento deve essere
apposta, ben appariscente, la indicazione: “esclusivamente per
ordinativi da trasportare”. Inoltre le amministrazioni interessate
avranno cura di emettere con ogni sollecitudine gli ordini di
accreditamento suddetti mentre i funzionari delegati, da parte loro,
solleciteranno alle predette amministrazioni l’emissione degli ordini
di accreditamento, se non pervenuti (( alla data del 31 agosto 2003.
))
Si richiama altresi’ l’attenzione delle amministrazioni ad una
tempestiva emissione degli ordini di accreditamento per la
sistemazione contabile degli ordinativi emessi e pagati negli
esercizi 2002 e precedenti e tuttora scritturati al conto sospeso
“collettivi”. La Banca d’Italia trasmettera’ agli uffici centrali del
bilancio presso le singole amministrazioni nonche’ alle ragionerie
provinciali dello Stato gli elenchi (mod. 79 R.T.) dei predetti
ordinativi, per i quali le amministrazioni dovranno emettere
improrogabilmente entro il 30 giugno 2003 i relativi ordini di
accreditamento, segnalando al Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato – Ispettorato generale per le politiche di bilancio – gli
eventuali motivi ostativi all’emissione di tali ordini di
accreditamento.
Le sezioni di tesoreria provinciale non daranno corso ad ordinativi
emessi dai funzionari delegati sui predetti ordini di accreditamento.
Si dovra’ aver cura di fare con detti elenchi l’accertamento
completo dei residui passivi riguardanti ciascun capitolo, con
l’avvertenza che l’ammontare delle somme al lordo di eventuali
ritenute, da comprendere negli elenchi mod. 62 C.G., sia contenuto
nei limiti delle riduzioni da apportare alle corrispondenti aperture
di credito disposte nel corso dell’esercizio finanziario scaduto a
favore dei funzionari delegati.
Quelle partite che, per circostanze eventuali, non potessero
iscriversi negli elenchi principali, inviati entro il mese di
gennaio, formeranno, eccezionalmente, oggetto di appositi elenchi
suppletivi, il cui invio potra’ aver luogo (( fino al termine massimo
del 14 febbraio 2003. ))
La possibilita’ di ricorrere ad elenchi suppletivi potra’ essere
utilizzata per le ritenute erariali da calcolarsi sugli importi degli
ordinativi estinti nel mese di dicembre 2002 quando la relativa
comunicazione della locale sezione di tesoreria provinciale non
perviene nei termini previsti.
Negli eventuali casi in cui vengano emessi elenchi suppletivi, i
motivi eccezionali che ne giustificano il ricorso dovranno essere
indicati in calce agli stessi.
Il suddetto termine (( del 14 febbraio 2003 )) dovra’ essere
rigorosamente osservato, essendo assolutamente indispensabile che le
amministrazioni centrali ricevano in tempo debito gli elementi che
loro occorrono per la compilazione del conto consuntivo.
Gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie provinciali dello
Stato non prenderanno in considerazione le richieste contenute in
elenchi modello 62 C.G., che in base al timbro postale risultassero
spediti oltre i termini piu’ sopra precisati e, pertanto,
restituiranno ai funzionari delegati i modelli di che trattasi, ad
eccezione del caso in cui i predetti modelli 62 C.G. si riferiscano a
ordinativi emessi nell’esercizio 2002 e trasportati all’esercizio
2003.
Negli elenchi 62 C.G., si specifichera’ in annotazione:
1) se si tratta di spese derivanti o meno da obblighi
contrattuali;
2) distintamente per esercizio finanziario, la parte da
soddisfare in contanti della somma complessiva delle spese pagabili
con i fondi delle aperture di credito.
Ai fini della regolazione di tutti gli ordinativi tratti sugli
ordini di accreditamento, si raccomanda anche ai funzionari delegati
di effettuare, tempestivamente, gli adempimenti richiamati al
paragrafo 3 – Spese, punto 1, relativo ai funzionari delegati.
(( C) Trasporto degli ordini di accreditamento. ))
L’art. 61-bis della legge di contabilita’ generale, istituito con
l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972,
n. 627, prevede che “gli ordini di accreditamento riguardanti le
spese in conto capitale emessi sia in conto competenza che in conto
residui, rimasti in tutto o in parte inestinti alla chiusura
dell’esercizio, possono essere trasportati interamente o per la parte
inestinta all’esercizio successivo, su richiesta del funzionario
delegato. La disposizione di cui al precedente comma non si applica
agli ordini di accreditamento emessi sui residui che, ai sensi
dell’art. 36, terzo comma, della vigente legge di contabilita’,
devono essere eliminati alla chiusura dell’esercizio”.
Ad evitare poi possibili incertezze, si ricorda l’attuale
numerazione dei capitoli della “spesa”:
dal n. 1001 al 6999: Spese correnti;
dal n. 7000 al 9499: Spese in conto capitale;
dal n. 9500 al 9999: Rimborso di passivita’ finanziarie.
Si ritiene opportuno precisare che continuano ad avere efficacia le
disposizioni di carattere particolare che regolano il trasporto degli
ordini di accreditamento facenti carico a capitoli relativi a spese
correnti. Tali disposizioni sono contenute nell’art. 1 del decreto
legislativo n. 700, del 20 marzo 1948 e nella legge n. 232, del 16
marzo 1951, per gli ordini di accreditamento emessi dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
La facolta’ di trasporto dei relativi ordini di accreditamento, per
effetto della legge 28 dicembre 2001, n. 449 concernente il bilancio
di previsione per l’esercizio finanziario 2002 e bilancio pluriennale
per il triennio 2002-2004, e del decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze del 31 dicembre 2001, di ripartizione in capitoli delle
unita’ previsionali di base, e’ estesa – per quanto riguarda i
Ministeri e nell’ambito dei relativi centri di responsabilita’ –
anche ai seguenti capitoli di parte corrente:
a) Infrastrutture e trasporti: Capitanerie di porto, U.P.B.
6.1.1.5: 2716, 2717, 2718, 2719;
b) Difesa: Armamenti navali, U.P.B. 10.1.1.4: 1432, U.P.B.
10.1.2.2: 1476; Armamenti aeronautici, U.P.B. 11.1.1.3: 1665, U.P.B.
11.1.2.3: 1711; Telecomunicazioni, informatica e tecnologie avanzate,
U.P.B. 12.1.1.3: 1885, U.P.B. 12.1.2.2: 1927; Lavori e demanio,
U.P.B. 15.1.1.3: 2073, U.P.B. 15.1.2.4: 2150; Sanita’ militare,
U.P.B. 16.1.1.3: 2291; Bilancio e affari finanziari, U.P.B. 22.1.2.1:
2545; Arma dei carabinieri, U.P.B. 23.1.1.5: 2891; Armamenti
terrestri, U.P.B. 26.1.1.3: 3773; Commissariato e servizi generali,
U.P.B. 27.1.1.6: 4021; Ispettorato logistico dell’esercito, U.P.B.
28.1.1.3: 4261; Ispettorato supporto logistico navale e dei fari,
U.P.B. 29.1.1.3 : 4381; Ispettorato logistico/Comando logistico
dell’aeronautica, U.P.B. 30.1.1.3: 4551; ufficio del segretariato
generale per la gestione degli enti dell’area industriale, U.P.B.
31.1.1.4: 4731.
Le sezioni di tesoreria provinciale ed i funzionari delegati, ai
fini del trasporto degli ordini di accreditamento, si atterranno alle
indicazioni riportate sulla fascia meccanografica riguardante gli
ordini stessi, fatte salve le variazioni al regime di
trasportabilita’ degli ordini di accreditamento intervenute nel corso
dell’esercizio, che il Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato comunichera’ alla Banca d’Italia – Amministrazione centrale
-Servizio rapporti col tesoro, per via informatica.
Per il trasporto di tali titoli trova applicazione il combinato
disposto degli art. 443, comma 3, 444 e 448 del Regolamento di
contabilita’ generale dello Stato, quali risultano modificati con
decreto del Presidente della Repubblica n. 402 del 21 ottobre 1989.
I funzionari delegati dovranno far pervenire, (( entro il termine
ultimo del 10 gennaio 2003, )) alle sezioni di tesoreria provinciale
la richiesta per gli ordini di accreditamento da trasportare.
(( Si raccomanda ai funzionari delegati il rispetto di tale termine
onde consentire alle sezioni di tesoreria provinciale di effettuare
la segnalazione, per via informatica, del trasporto entro il previsto
termine del 15 gennaio 2003. )) Dopo la predetta data del 10 gennaio
2003, le stesse sezioni di tesoreria provinciale, per le operazioni
di riduzione o annullamento, restituiranno alle rispettive
amministrazioni, per il tramite degli uffici centrali del bilancio o
delle ragionerie provinciali dello Stato competenti, gli ordini di
accreditamento relativi a spese in conto capitale o assimilate per i
quali non e’ stato richiesto il trasporto. Si rammenta in proposito
che non possono essere ulteriormente trasportati gli ordini di
accreditamento per i quali il trasporto e’ gia’ avvenuto nell’anno
precedente.
Sulla base delle parifiche effettuate dalle sezioni di tesoreria
provinciale con le scritture dei funzionari delegati in ordine al
movimento avvenuto sugli ordini di accreditamento ed in conseguenza
delle eventuali richieste avanzate da detti funzionari, l’Istituto
incaricato del servizio di tesoreria elabora, entro il 20 gennaio
2003, una raccolta di dati informatici, contenente gli estremi
identificativi di tali titoli da trasportare e ne cura l’invio al
Sistema informativo del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato.
I funzionari delegati solo dopo tale data potranno emettere sugli
ordini di accreditamento trasportati ordinativi e buoni di
prelevamento.
Le sezioni di tesoreria provinciale, una volta ricevute le
informazioni da detto Sistema informativo, provvederanno ad indicare
la nuova imputazione su ciascun ordine di accreditamento esistente
presso di esse e cureranno l’invio di un elenco dei titoli
trasportati, con l’indicazione degli estremi della nuova imputazione,
ai funzionari delegati, come viene richiamato al successivo paragrafo
3 (Adempimenti delle tesorerie).
Gli ordini di accreditamento di cui sopra, ai quali per qualsiasi
motivo non dovesse essere attribuita dal Sistema informativo la nuova
imputazione, andranno restituiti dalle sezioni di tesoreria
provinciale alle rispettive amministrazioni emittenti per il tramite
degli uffici centrali del bilancio o delle ragionerie provinciali
dello Stato competenti. I pagamenti nel frattempo disposti su tali
ordini di accreditamento, andranno sistemati dalle competenti
amministrazioni mediante emissione di nuovi ordini di accreditamento
nell’esercizio 2003, in conto residui.
(( D) Mandati informatici, non pagati entro il 31 dicembre 2002. ))
Il trasporto dei mandati informatici emessi sia in conto competenza
che in conto residui, viene disposto con la procedura di cui all’art.
443 del Regolamento di contabilita’ generale dello Stato, quale
risulta modificato con il citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 402 del 21 ottobre 1989.
A tal fine l’Istituto incaricato del servizio di tesoreria elabora
entro il (( 20 gennaio 2003 )) l’elenco dei mandati informatici
inestinti a fine esercizio.
Gli uffici delle Poste italiane S.p.a. debbono restituire entro il
giorno 5 del mese di gennaio 2003 (prorogabile al 10 per necessita’
operative) alle sezioni di tesoreria provinciale i documenti
sostitutivi dei mandati informatici inestinti e perenti al (( 31
dicembre 2002. ))
(( E) Ordinativi su ordini di accreditamento, ordinativi su
contabilita’ speciali ed ordini di pagamento di ruoli di spesa fissa
non pagati entro il 31 dicembre 2002. ))
Si premette che i funzionari delegati dovranno aver cura di
emettere i titoli di spesa entro i termini di cui alla lettera B) del
paragrafo 1, al fine di consentirne l’agevole pagamento non oltre il
31 dicembre 2002 da parte delle competenti sezioni di tesoreria
provinciale.
Il trasporto degli ordinativi, eventualmente rimasti insoluti al 31
dicembre 2002, viene effettuato dalle competenti sezioni di tesoreria
provinciale che, non appena ricevuti i fondi in conto residui,
riportano la nuova imputazione sui singoli titoli in conto del nuovo
esercizio. Gli ordinativi che, per qualunque ragione, non debbano
piu’ essere pagati, sono richiesti dai funzionari delegati alle
sezioni di tesoreria provinciale per essere annullati.
Per gli ordinativi tratti su contabilita’ speciali rimasti insoluti
alla fine dell’esercizio, le sezioni di tesoreria provinciale, dopo
aver nuovamente effettuata la prenotazione sul mod. 89 T, comunicano
all’Amministrazione emittente la nuova numerazione attribuita agli
stessi per l’esercizio 2003.
Il trasporto degli ordini di pagamento su ruoli di spesa fissa
inestinti alla chiusura dell’esercizio viene ugualmente effettuato
dalle sezioni di tesoreria provinciale che provvederanno ad apporre
il nuovo codice sugli ordini medesimi.
(( F) Rimanenze di importi non superiori a euro 5,16 sui singoli
ordini di accreditamento relativi all’anno finanziario 2002. ))
Ai sensi dell’art. 59-bis della legge di contabilita’ generale
dello Stato, come e’ noto, i funzionari delegati hanno l’obbligo di
utilizzare interamente i fondi di ciascuna apertura di credito prima
di emettere ordinativi o buoni sulle successive aperture di credito.
I medesimi funzionari delegati qualora accertino al (( 20 dicembre
2002 )) una rimanenza di importi, non utilizzabili, non superiori a
(( euro 5,16 )) sui singoli ordini di accreditamento relativi
all’anno in corso, dovranno provvedere al versamento della detta
rimanenza con imputazione al capitolo “Entrate eventuali e diverse”
del bilancio del Ministero su cui fanno carico gli ordini di
accreditamento emessi.
(( G) Applicazione dell’art. 37 della legge 30 marzo 1981, n. 119
(legge finanziaria 1981). ))
L’art. 37 della legge finanziaria 30 marzo 1981, n. 119 – da
considerarsi di efficacia permanente- dispone che le ritenute per
imposte sui redditi delle persone fisiche nonche’ i contributi
previdenziali ed assistenziali relativi a stipendi ed altri assegni
fissi e pensioni, corrisposti al personale statale in attivita’ ed in
quiescenza, sono imputati alla competenza del bilancio dell’anno
finanziario nel quale vengono effettuati i relativi versamenti.
Pertanto, sia le ritenute erariali che i contributi previdenziali e
assistenziali – riguardanti esclusivamente le menzionate spese –
rimasti da versare al (( 31 dicembre 2002, )) dovranno imputarsi alla
competenza dell’anno 2003. Si raccomanda alle amministrazioni
centrali ed (( agli uffici scolastici regionali )) la scrupolosa
osservanza di tale disposizione, al fine di non determinare
difficolta’ nella gestione e nella contabilizzazione delle relative
entrate.
Non rientrano nella disposizione contenuta nel citato art. 37 della
legge finanziaria 1981:
1) i mandati informatici emessi per la regolazione delle ritenute
dell’esercizio 2002 e non estinti nello stesso esercizio, i quali,
ovviamente, fruendo dell’istituto del trasporto trovano imputazione
nel 2003, in conto residui;
2) gli ordinativi mod. 31 C. G. tratti sugli ordini di
accreditamento emessi nell’anno 2002 e non estinti entro il 31
dicembre dello stesso anno, i quali trovano imputazione nell’anno
2003, logicamente, per effetto del trasporto, in conto residui. Per
questi ultimi il funzionario delegato dovra’ emettere il mod. 62 C.
G. per l’ammontare lordo della spesa. Sul mod. 32-bis C. G., che
contiene la nuova imputazione del titolo che si trasporta dovra’,
naturalmente, essere esposto l’importo netto. Il modello 31-bis C.
G., con il quale dovra’ essere regolata la relativa ritenuta, nel
caso di versamento all’erario, verra’ imputato al competente capitolo
in conto residui, mediante commutazione in quietanza di entrata,
quest’ultima da imputarsi in conto competenza, in deroga all’art.
1450 delle vigenti istruzioni sui servizi generali del tesoro emanato
in applicazione degli articoli 152 e 154 del Regolamento di
contabilita’ generale dello Stato;
3) i mandati informatici emessi nell’anno 2002 e non estinti
entro il 31 dicembre dello stesso anno i quali, come e’ noto, vengono
trasportati al netto. Per questi ultimi le relative ritenute dovranno
essere regolate, per quanto attiene alla spesa, in conto residui.
Per quanto concerne le ritenute previdenziali, si raccomanda la
scrupolosa osservanza delle disposizioni emanate in attuazione della
legge 8 agosto 1995, n. 335.
(( H) Applicazione dell’art. 2 della legge 7 agosto 1985, n. 428. ))
L’impegno delle spese, per stipendi ed altri assegni fissi
equivalenti, pensioni ed assegni similari, deve essere assunto a
carico dei pertinenti capitoli di bilancio dell’esercizio in cui
viene ordinato il relativo pagamento, come dispone l’art. 2 della
legge 7 agosto 1985, n. 428 che ha integrato l’art. 20 della legge 5
agosto 1978, n. 468.
Ulteriori e piu’ dettagliate istruzioni sull’applicazione di tale
norma sono riportate nella circolare n. 62, del 7 novembre 1985,
emanata dalla Ragioneria generale dello Stato.
Paragrafo 3
(( Adempimenti delle tesorerie ))
L’Amministrazione centrale della Banca d’Italia, (( entro il 20
gennaio 2003, )) trasmette al Sistema informativo della Ragioneria
generale dello Stato un flusso informatico contenente l’elenco dei:
a) mandati informatici rimasti inestinti al 31 dicembre
dell’esercizio di emissione, che non risultino perenti alla stessa
data, trasportati automaticamente all’esercizio successivo;
b) mandati informatici perenti che erano pagabili presso gli
sportelli delle sezioni di tesoreria provinciale;
c) mandati informatici perenti che erano assegnati per il
pagamento agli uffici delle Poste italiane S.p.a.
Inoltre, alla fine dei mesi di gennaio, febbraio e marzo, la
predetta Amministrazione centrale segnala al Sistema informativo
R.G.S. i mandati di cui al punto c), pagati in tempo utile dagli
uffici delle Poste italiane S.p.a.
Tali informazioni, tramite lo stesso Sistema informativo, sono rese
disponibili agli uffici centrali di bilancio, alle ragionerie
provinciali dello Stato e agli altri uffici di ragioneria.
Per quanto concerne i mandati informatici in limite di perenzione,
non pagati entro il 31 dicembre 2002, si raccomanda agli uffici delle
Poste italiane S.p.A. di tenere presente che i relativi documenti
sostitutivi dovranno essere subito restituiti alla sezione di
tesoreria provinciale mittente per le successive operazioni di
annullamento. Inoltre, ad evitare sospesi di tesoreria, si
interessano le medesime sezioni ad effettuare le scritturazioni in
uscita non oltre il 31 marzo 2003 dei mandati in limite di perenzione
pagati in tempo utile.
Le sezioni di tesoreria provinciale invece, (( entro il 20 gennaio
2003, )) dovranno inviare:
a) ai funzionari a favore dei quali sono state disposte sub –
anticipazioni, a norma dell’art. 728 delle vigenti istruzioni sui
servizi del tesoro, l’elenco degli ordini di prelievo mod.
31-quinquies C.G., rimasti inestinti al 31 dicembre 2002, allegando
tali ordini all’elenco stesso (sull’argomento vedere anche le
disposizioni richiamate a conclusione del presente paragrafo per
l’accennato art. 728);
b) all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato mediante la
nota mod. 100 T., redatta in duplice esemplare, l’elenco degli ordini
del lotto emessi nell’esercizio 2002 d’imminente chiusura e inestinti
al 31 dicembre 2002 e con altra nota mod. 100 T., in duplice
esemplare, l’elenco degli ordini del lotto gia’ trasportati
all’esercizio 2002 ed inestinti alla fine dell’esercizio medesimo;
tale elenco dovra’ comprendere in allegato gli ordini nel medesimo
descritti o la dichiarazione di smarrimento datata e sottoscritta dal
capo della sezione di tesoreria provinciale, salve le disposizioni di
cui agli articoli 583 e seguenti delle vigenti Istruzioni generali
sui servizi del tesoro, nonche’, eventualmente, gli elenchi degli
ordini del lotto emessi nell’esercizio 2001, pagati in tempo utile ma
non conteggiati nel mese di dicembre 2002 (circolare della Direzione
generale del tesoro 23 agosto 1926. n. 19915, Bollettino finanze,
1926, pagina 1999).
Le sezioni di tesoreria provinciale, inoltre, per effetto del
disposto di cui al secondo comma dell’art. 448 del Regolamento di
contabilita’ generale dello Stato, quale risulta modificato dal
decreto del Presidente della Repubblica n. 402 del 1989,
restituiranno, dopo il 10 gennaio 2003 con apposito elenco alle
amministrazioni emittenti, per il tramite degli uffici centrali del
bilancio e delle ragionerie provinciali dello Stato competenti, gli
ordini di accreditamento relativi a spese in conto capitale o
assimilate per i quali non e’ stato richiesto il trasporto entro la
predetta data.
In relazione alla modifica dell’art. 330 del suddetto Regolamento,
introdotta con il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile
1976, n. 656, si richiama l’attenzione delle sezioni di tesoreria
provinciale sul fatto che gli ordini di accreditamento rimasti in
tutto o in parte inestinti alla chiusura dell’esercizio 2002 non
devono piu’ essere trasmessi ai funzionari delegati ma vanno inviati
direttamente dalle sezioni ai competenti uffici di controllo centrali
o regionali della Corte dei conti, in apposito piego.
I funzionari delegati trasmettono (( entro il 31 gennaio 2003 ))
(come gia’ indicato nel paragrafo 2) alle sezioni di tesoreria
provinciale un elenco, in duplice copia, contenente il capitolo, il
numero, l’importo e l’imputazione a competenza o residui dei singoli
ordini di accreditamento rimasti in tutto o in parte inestinti,
concernenti spese sia di parte corrente che in conto capitale in
quanto non piu’ trasportabili, nonche’ le somme che risultano pagate
a valere sugli ordini medesimi e quelle rimaste da pagare a chiusura
dell’esercizio.
Le sezioni di tesoreria provinciale appongono poi sui predetti
elenchi il visto di concordanza sulla base delle proprie risultanze e
ne trattengono una copia. Le medesime sezioni di tesoreria
provinciale, dopo gli adempimenti inerenti alla “chiusura” degli
ordini di accreditamento, nonche’ la riduzione o l’annullamento degli
stessi rimasti parzialmente o interamente inestinti, entro cinque
giorni dalla ricezione dei detti elenchi da parte dei funzionari
delegati, o al piu’ tardi (( entro il 22 aprile 2003, )) trasmettono:
ai predetti uffici di controllo della Corte dei conti gli ordini
rimasti in tutto o in parte inestinti corredati del mod.15 C.G.,
della scheda mod.14 C.G., nonche’ di una copia dei mod.34 C.G.;
all’ufficio centrale del bilancio o alla Ragioneria provinciale
dello Stato competente, altra copia del suddetto mod.34 C.G.;
all’amministrazione emittente una terza copia del ripetuto mod.
34 C.G.
Qualora i funzionari delegati non provvedano a trasmettere (( entro
il 15 aprile 2003 )) l’elenco predetto, le sezioni di tesoreria
provinciale – dopo gli adempimenti di chiusura degli ordini, nonche’
la riduzione o l’annullamento degli stessi, invieranno, comunque,
agli uffici di cui sopra i modelli innanzi specificati.
Per l’Amministrazione dei monopoli di Stato, le sezioni di
tesoreria provinciale provvederanno a trasmettere gli ordini di
accreditamento, rimasti in tutto o in parte inutilizzati, all’ufficio
centrale di Ragioneria corredati del mod. 15 C.G., della scheda mod.
14 C.G., nonche’ di due copie del mod. 34 C.G..
Una copia del predetto mod. 34 C.G. verra’ trasmessa direttamente
all’amministrazione emittente.
I suddetti uffici di ragioneria provvederanno, successivamente, a
trasmettere i titoli annullati o ridotti, unitamente ai modelli 14 e
15 C.G., nonche’ una copia dell’elenco mod. 34 C.G., ai competenti
uffici di controllo della Corte dei conti.
Si fa presente, tuttavia, che per quanto concerne l’Amministrazione
dei monopoli di Stato, sara’ provveduto con separata circolare da
parte dei competenti uffici a impartire le occorrenti istruzioni per
la chiusura delle contabilita’.
Inoltre le medesime sezioni di tesoreria provinciale, (( entro il
10 febbraio 2003, )) dovranno trasmettere:
1) ai funzionari delegati, l’elenco in doppio esemplare
(mod.32-bis C.G.) degli ordinativi tratti sugli ordini di
accreditamento e rimasti insoluti al 31 dicembre 2002. Per detti
ordinativi, che saranno frattanto trattenuti dalle sezioni di
tesoreria provinciale ed il cui importo e’ stato gia’ compreso (in
base agli elementi contenuti nel mod. 31-ter C.G.) negli elenchi mod.
62 C.G., verra’ successivamente indicata la nuova imputazione per
l’esercizio 2003.
Gli ordinativi stessi possono essere pagati dalle sezioni di
tesoreria provinciale e dagli altri uffici pagatori anche prima che
pervenga il nuovo ordine di accreditamento in conto residui al quale
dovranno far carico per l’esercizio 2003 e prima che sia indicata la
nuova imputazione.
Gli ordinativi cosi’ pagati sono scritturati fra i pagamenti in
conto sospeso e registrati definitivamente in uscita al ricevimento
dell’ordine di accreditamento emesso a sistemazione dei predetti
ordinativi.
Gli ordinativi che, per qualunque ragione, non debbano piu’ essere
pagati, saranno dai funzionari delegati chiesti in restituzione alle
sezioni di tesoreria provinciale per essere annullati. Le stesse
sezioni restituiranno per l’annullamento gli ordinativi emessi
nell’esercizio 2001, trasportati all’esercizio 2002 e non ancora
estinti al 31 dicembre 2002, nonche’ gli ordinativi in conto residui
emessi nell’esercizio 2002 con la stampigliatura “da non trasportare”
rimasti inestinti alla data del 31 dicembre anzidetto.
Per gli ordinativi che eventualmente non si rinvenissero, le
sezioni di tesoreria provinciale provvederanno alla loro elencazione
in una speciale nota modello 32-bis C.G., da trasmettere ai
funzionari delegati, corredata della dichiarazione di smarrimento
datata e sottoscritta dal capo della sezione di tesoreria
provinciale, salvo le disposizioni di cui agli articoli 583 e
seguenti delle vigenti Istruzioni generali sui servizi del tesoro;
2) ai funzionari delegati titolari di contabilita’ speciali, per
l’annullamento, gli ordinativi tratti sulle stesse contabilita’,
rimasti inestinti alla fine dell’esercizio successivo a quello di
emissione; per quanto concerne i titoli tratti su contabilita’
speciali accese ad enti militari vanno trasmessi per l’annullamento
quelli rimasti inestinti alla fine dello stesso esercizio di
emissione;
3) agli uffici centrali del bilancio e alle ragionerie
provinciali dello Stato competenti, una copia dei modelli 32-bis C.
G. inviati ai funzionari delegati.
Nel caso che le segnalazioni di cui agli elenchi mod. 32-bis C. G.
e 34 C. G. fossero negative dovranno essere utilizzati gli appositi
mod. 108 C. G., da trasmettere in piego raccomandato.
Ad evitare la giacenza, tra i pagamenti scritturati in conto
sospeso, di numerosi titoli pagati nel corso dell’esercizio
finanziario di prossima chiusura ed allo scopo di limitare, per
quanto possibile, il trasporto al nuovo esercizio di titoli di spesa,
si raccomanda alle sezioni di tesoreria provinciale di provvedere
affinche’, entro il 31 dicembre 2002, siano portati in esito
definitivo tutti i versamenti in titoli pagati dagli uffici delle
Poste italiane S.p.a. e da eventuali altri uffici pagatori.
Allo scopo, poi, di non ritardare la chiusura della contabilita’
dei pagamenti, si interessano le sezioni di tesoreria provinciale a
rispondere, sollecitamente, ai rilievi relativi alle contabilita’ dei
titoli estinti e specialmente a quelli relativi alle contabilita’
degli ordini di pagamento di spese fisse e di pensioni.
Le sezioni di tesoreria provinciale assegnatarie degli ordini di
accreditamento, sui quali siano stati emessi buoni mod. 31-bis C. G.
o buoni speciali modello 31-quater C.G., nei casi previsti,
provvederanno, secondo l’art. 728 delle vigenti istruzioni generali
sui servizi del tesoro, a portare in esito definitivo i pagamenti
effettuati sui buoni stessi, previa riduzione di essi, ove non
completamente estinti.
Gli ordinativi mod. 31 C.G. e gli ordini di prelievo mod.
31-quinquies C.G., tratti rispettivamente sugli ordini di
accreditamento e sui buoni speciali modello 31-quater C.G., pagati
negli ultimi giorni di dicembre dagli uffici delle Poste italiane
S.p.a. e da altri uffici pagatori nonche’ dalle sezioni di tesoreria
provinciale diverse da quella assegnataria degli ordini di
accreditamento e che quest’ultima non abbia potuto portare in uscita
entro il 31 del mese, saranno provvisoriamente scritturati fra i
pagamenti in conto sospeso dalla sezione di tesoreria provinciale,
che ne dara’ notizia ai funzionari delegati mediante invio del mod.
32-bis C.G., in doppio esemplare, come indicato al precedente n. 1).
Tali ordinativi e ordini di prelievo mod. 31-quinquies C.G.,
dovranno essere trasportati dagli stessi funzionari delegati
all’esercizio 2003 e considerati come pagati nel corso di tale
esercizio.
A tale effetto i funzionari delegati ne daranno notizia immediata,
per mezzo di appositi elenchi 62 C.G., di cui al precedente paragrafo
2, all’ufficio centrale del bilancio o alla Ragioneria provinciale
dello Stato competente, ove si tratti di ordinativi di pagamento da
trasportare all’esercizio 2003, mentre nel caso che si tratti di
ordini di prelievo mod.31-quinquies C.G., anch’essi da trasportare, i
funzionari interessati dovranno inviare i relativi elenchi alle
ragionerie provinciali dello Stato competenti.
In entrambi i casi, poi, non appena pervenuti gli ordini di
accreditamento, sui quali gli ordinativi e gli ordini di prelievo
anzidetti dovranno farsi gravare per l’esercizio 2003, le sezioni di
tesoreria provinciale completeranno, con l’indicazione della nuova
imputazione, gli ordinativi e gli ordini di prelievo elencati nel
mod. 32-bis C.G., dandone comunicazione al funzionario delegato.
Per gli ordinativi tratti su ordini di accreditamento in limite di
perenzione, estinti dagli uffici pagatori prima del 31 dicembre
prossimo, ma versati successivamente, e quindi non portati in uscita
in tempo utile, sara’ compilato e trasmesso, in piego raccomandato,
un elenco in doppio esemplare (mod. 32-bis C.G.) munito di speciale
annotazione intesa a porre in evidenza il tempestivo loro pagamento
entro il 31 dicembre 2002. Procedura analoga a quella indicata per
gli ordinativi tratti su ordini di accreditamento dovra’ eseguirsi
per i buoni di prelevamento in contanti emessi nell’esercizio 2002 e
pagati entro il 31 dicembre 2002, ma versati presso la sezione di
tesoreria provinciale successivamente a tale data. Detti elenchi
saranno inviati ai funzionari delegati di cui al precedente n. 1), i
quali dovranno comprendere il relativo importo negli appositi elenchi
mod. 62 C.G., di cui al paragrafo 2 sub lettera B), affinche’ si
possa far luogo alla concessione delle aperture di credito alle quali
gli ordinativi e gli eventuali buoni pagati in tempo utile dagli
uffici delle Poste italiane S.p.a., non contabilizzati in uscita
dalle Tesorerie dello Stato, dovranno far carico per l’esercizio 2003
e provvedere alla nuova imputazione dei titoli medesimi.
Le sezioni di tesoreria provinciale riporteranno sui singoli titoli
la nuova imputazione mediante stampiglia.
Paragrafo 4
(( Spese fisse e pensioni Adempimenti delle ))
(( Direzioni provinciali dei servizi vari ))
Le direzioni provinciali dei servizi vari dovranno trasmettere ((
entro il 15 gennaio 2003 )) alla Corte dei conti (ufficio di
controllo per le spese fisse ed il debito vitalizio) gli elenchi mod.
63 C.G., in un unico esemplare, compilati per ciascun capitolo di
bilancio (anche se negativi), distintamente per le rate o quote di
rate di spese fisse e pensioni prescritte al 31 dicembre 2002.
Per le rate di altre spese fisse che fanno capo al titolo delle
spese correnti del bilancio, perente al 31 dicembre 2002, saranno
compilati separati elenchi tenendo presente la disposizione dell’art.
36 della legge di contabilita’ generale dello Stato.
Per la gestione riguardante il Fondo edifici di culto, gli elenchi
mod. 63 C.G. delle somme prescritte andranno trasmessi dalle
direzioni provinciali dei servizi vari all’ufficio centrale del
bilancio presso il Ministero dell’interno invece che alla Corte dei
conti.
Le medesime direzioni provinciali dei servizi vari dovranno,
altresi’, trasmettere, (( entro il 31 gennaio 2003, )) agli uffici
centrali del bilancio presso le amministrazioni centrali (( e alle
ragionerie provinciali dello Stato delle citta’ capoluogo di regione
per gli uffici scolastici regionali, )) gli elenchi, compilati per
ciascun capitolo di bilancio ( anche se negativi ), delle rate o
quote di rate di spese fisse rimaste da pagare al 31 dicembre 2002 i
cui titoli di spesa siano stati trasportati. Analoghi elenchi
dovranno essere inviati all’ufficio centrale del bilancio presso il
Ministero dell’economia e delle finanze per le spese a carico del
capitolo (( 2198 (u.p.b. 3.1.6.1) )) dello stato di previsione dello
stesso Ministero per l’anno 2002, avente la seguente denominazione:
“Pensioni privilegiate tabellari e decorazioni al valor militare”. E’
consentito ove l’indicazione nominativa di ciascuna quota o rata
insoluta dovesse risultare molto laboriosa, l’indicazione complessiva
della somma corrispondente alle suddette rate o quote rimaste da
pagare.
Agli stessi uffici centrali del bilancio deve essere inviata una
copia dei modelli 63 C.G., relativi alle quote perente di spese
fisse, non riguardanti capitoli attinenti a stipendi .
Paragrafo 5
(( Adempimenti del mese di dicembre 2002 ))
A) Ordini di pagare in conto dell’esercizio 2003.
Gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie provinciali dello
Stato potranno effettuare, per gli ordini di pagare a carico
dell’esercizio 2003, la registrazione nelle scritture del Sistema
informativo del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato a
partire dal (( 17 dicembre 2002. )) Inoltre dal 23 dicembre 2002 i
relativi mandati informatici potranno essere inviati alla Banca
d’Italia, che li rendera’ disponibili per le sezioni di tesoreria
provinciale il primo giorno lavorativo del mese di gennaio 2003.
Sara’ cura dell’amministrazione e degli uffici emittenti far
pervenire agli uffici di ragioneria sopra indicati, con largo
anticipo rispetto alla data suddetta tutti gli elementi necessari per
provvedere ai pagamenti di che trattasi.
Resta da aggiungere che negli ultimi dieci giorni di dicembre e’
confermata la possibilita’ di emettere, con una nuova numerazione a
partire dal numero 1, ruoli di spese fisse, per poter tempestivamente
pagare la prima rata con scadenza ai primi del mese di gennaio
dell’anno successivo.
Sara’ compito tuttavia sempre dell’amministrazione e degli uffici
emittenti inviare tali titoli con separati elenchi evidenziando che
trattasi di “esercizio finanziario 2003”.
B) Ordini di accreditamento in conto dell’esercizio 2003.
Gli ordini di accreditamento, che verranno emessi dalle
amministrazioni negli ultimi dieci giorni del mese di dicembre 2002,
in conto dell’esercizio 2003, dovranno essere trasmessi alle sezioni
di tesoreria provinciale con separati elenchi, avendo cura di
evidenziare che trattasi di esercizio finanziario 2003.
C) Debito pubblico.
Per l’esatta imputazione dei pagamenti di debito pubblico si fa
riferimento alla circolare n. 1523, del 13 marzo 1981, con la quale
la Direzione generale del debito pubblico (ora Dipartimento del
tesoro – Direzione II) ha comunicato le variazioni apportate, con
decreto ministeriale del 9 aprile 1981, ai paragrafi 229, 230, 231,
delle Istruzioni generali sui servizi del debito pubblico.
Al riguardo si precisa che l’imputazione in conto competenza o in
conto residui dei pagamenti di debito pubblico, deve essere
effettuata in base alla data di scadenza delle rate di interesse o di
pagabilita’ dei premi o di rimborsabilita’ del capitale.
Gli interessi, i premi ed i capitali per il rimborso pagabili il 1
gennaio 2003 fanno parte della competenza dell’esercizio finanziario
2003, in quanto solamente dalla predetta data diventano esigibili.
Paragrafo 6
(( Prescrizione e perenzione amministrativa ))
La legge 7 agosto 1975, n. 428, precedentemente citata, per quanto
concerne la prescrizione delle rate di stipendi, pensioni ed altri
assegni, dispone all’art. 2 che il primo comma dell’art. 2 del regio
decreto-legge 19 gennaio 1939, n. 295, sia sostituito dai seguenti:
“Le rate di stipendio e di assegni equivalenti, le rate di pensione
e gli assegni indicati nel decreto – legge luogotenenziale 2 agosto
1917, n. 1278, dovuti dallo Stato, si prescrivono con il decorso di
cinque anni.
Il termine di prescrizione quinquennale si applica anche alle rate
e differenze arretrate degli emolumenti indicati nel comma
precedente, spettanti ai destinatari o loro aventi causa e decorre
dal giorno in cui il diritto puo’ essere fatto valere”.
Per la prescrizione dei ratei di stipendi e pensioni, rimasti
insoluti a seguito del decesso degli aventi diritto, si rinvia alle
apposite istruzioni impartite dal Ministero del tesoro – Direzione
generale dei servizi periferici, con le circolari n. 4 del 5 novembre
1985 e n. 23 del 5 marzo 1986.
Per quanto riguarda la perenzione occorre ricordare che il primo
comma dell’art. 36 della legge di contabilita’ generale, tenuto conto
dell’art. 39 della legge 7 agosto 1982, n. 526, prevede quanto segue:
“i residui delle spese correnti non pagati entro il secondo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo stanziamento
si intendono perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti
spese per lavori, forniture e servizi possono essere mantenuti in
bilancio fino al terzo esercizio successivo a quello in cui e’ stato
iscritto il relativo stanziamento. Le somme eliminate possono
riprodursi in bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli
degli esercizi successivi”.
Riguardo poi ai residui provenienti da spese in conto capitale, si
fa presente che il secondo comma dell’art. 36 innanzi ricordato, e’
stato cosi’ modificato (( dall’art. 1, comma 6, del decreto-legge 6
settembre 2002, n. 194: “Le somme stanziate per spese in conto
capitale non impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l’esercizio
successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti di
stanziamenti iscritti in forza di disposizioni legislative entrate in
vigore nell’ultimo quadrimestre dell’esercizio precedente. In tale
caso, il periodo di conservazione e’ protratto di un anno”. Inoltre,
per effetto della legge n. 246 del 31 ottobre 2002, di conversione di
detto decreto-legge, e’ stato introdotto il comma 6 bis il quale, in
via transitoria, dispone che “Le somme stanziate per spese in conto
capitale negli esercizi 2000 e 2001 non impegnate alla chiusura
dell’esercizio 2002, nonche’ gli stanziamenti iscritti in forza di
disposizioni legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio 1999, possono essere mantenute in bilancio, quali
residui, fino alla chiusura dell’esercizio 2003. Le somme stanziate
per spese in conto capitale nell’esercizio 2002 non impegnate alla
chiusura dell’esercizio medesimo, nonche’ gli stanziamenti iscritti
in forza di disposizioni legislative entrate in vigore nell’ultimo
quadrimestre dell’esercizio 2001, possono essere mantenuti in
bilancio, quali residui, fino alla chiusura dell’esercizio 2004. Le
somme stanziate per spese in conto capitale nell’esercizio 2003 non
impegnate alla chiusura dell’esercizio medesimo, nonche’ gli
stanziamenti iscritti in forza di disposizioni legislative entrate in
vigore nell’ultimo quadrimestre dell’esercizio 2002, possono essere
mantenuti in bilancio, quali residui, fino alla chiusura
dell’esercizio 2005”.
Infine, si ritiene opportuno ricordare che il successivo comma 7
abroga tutte le disposizioni legislative che derogano all’art. 36
anzidetto e riduce ad un solo esercizio finanziario il termine di cui
all’art. 54, comma 16 della legge n. 449/1997. ))
Per una corretta applicazione di tale norma si rinvia, poi,
all’annuale circolare del Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato concernente l’accertamento dei residui passivi alla
chiusura dell’esercizio.
In merito all’istituto della perenzione occorre inoltre ricordare
la modifica apportata dall’art. 12 della legge 17 maggio 1999, n.
144, al terzo comma dell’art. 36 della legge di contabilita’, e
precisamente: “I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per contratto o
in compenso di opere prestate o di lavori o di forniture eseguiti,
non pagati entro il settimo esercizio successivo a quello in cui e’
stato iscritto il relativo stanziamento, si intendono perenti agli
effetti amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi
successivi”. Ovviamente seguono la stessa disciplina delle spese in
conto capitale quelle spese correnti che, in base a disposizioni
contenute nella legge di bilancio o in leggi di carattere
particolare, sono soggetti al disposto del secondo e terzo comma
dell’art. 36 della legge di contabilita’.
La perenzione non opera nei riguardi dei titoli di spesa che siano
stati gia’ estinti dalle sezioni di tesoreria provinciale e si
trovino tuttora contabilizzati tra i pagamenti in conto sospeso, per
mancanza della nuova imputazione. Per tali titoli gli uffici centrali
del bilancio e le ragionerie provinciali dello Stato competenti
dovranno provvedere, con la massima sollecitudine, alla loro
sistemazione, in maniera da rendere possibile la scritturazione;
naturalmente detti titoli non potranno essere restituiti fino a
quando non saranno prodotti in contabilita’.
Si ritiene utile precisare che i suddetti criteri non trovano
attuazione nei confronti dell’amministrazione dei monopoli di Stato
in quanto ad essa non si applica il disposto di cui al richiamato
art. 36 della vigente legge di contabilita’. Cio’ per effetto
dell’art. 10 della legge n. 951 del 22 dicembre 1977, che ha
stabilito, tra l’altro, la non applicabilita’ alla predetta
Amministrazione delle disposizioni recate dall’art. 4 della legge 20
luglio 1977, n. 407.
Titolo III – PATRIMONIO
Paragrafo I
(( Contabilita’ dei beni mobili e immobili ))
(( A) Premessa. ))
(( Le disposizioni innovative in materia di rendicontazione
patrimoniale recate dalla legge 3 aprile 1997, n. 94 e di quelle
dipendenti dalle disposizioni degli articoli 13 e 14 del decreto
legislativo n. 279 del 1997, trovano per effetto del decreto
interministeriale, in via di emanazione, relativo alla ” nuova
classificazione degli elementi attivi e passivi del patrimonio dello
Stato e loro criteri di valutazione “, una prima espressione con il
conto generale del patrimonio per l’esercizio 2002. Le linee di fondo
che sorreggono il nuovo modello di rappresentazione del documento
contabile convergono sulla necessita’ di rispondere alle leggi di
riforma sotto il profilo di una sua maggiore significativita’ in
riferimento all’economicita’ della gestione patrimoniale; il
documento esporra’, come previsto, distintamente i conti accesi ai
componenti attivi e passivi significativi del patrimonio dello Stato
raccordandoli alla classificazione delle poste attive e passive
riportate nel SEC ’95 (Regolamento n. 2223/1996 del Consiglio del 25
giugno 1996, relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e
regionali nella Comunita). Per quanto concerne i beni mobili ed
immobili e’ da precisare, poi, che la nuova classificazione non
andra’ a sostituire l’attuale distinzione in “categorie” dei beni
dello Stato ma e’ aggiuntiva ad essa; cio’ in quanto, dovendosi
esprimere una logica economica per la rappresentazione dell’attivo
patrimoniale, tale classificazione dovra’ differenziarsi da quella
derivante da esigenze giuridico-amministrative su cui si basano le
“categorie”riportate finora nel Conto generale del patrimonio.
Resta solo da aggiungere che sulla riorganizzazione del Conto
generale del patrimonio,che prendera’ l’avvio come detto con il
rendiconto 2002, e sull’introduzione dei nuovi modelli contabili che
dovranno riportare la classificazione dei beni per “categorie” e
quella ulteriore del SEC ’95, quest’ultima a partire dall’ esercizio
2003, verranno fornite successive istruzioni. ))
(( B) Contabilita’ dei beni mobili ))
Le contabilizzazioni di tutte le variazioni riguardanti i beni
mobili dovranno essere effettuate nel rispetto del decreto del
Presidente della Repubblica n. 718 del 30 novembre 1979 – Regolamento
per la gestione dei consegnatari – cassieri delle amministrazioni
dello Stato, del decreto ministeriale del 20 giugno 1987, n. 115 –
Nuove istruzioni generali sui servizi del Dipartimento
dell’amministrazione generale del personale e dei servizi centrali
dello Stato (Parte VI), nonche’ delle seguenti circolari della
Ragioneria generale dello Stato:
n. 11 del 21 febbraio 1987 – Beni mobili dello Stato. Concordanza
tra situazione patrimoniale e situazione finanziaria;
n. 8 del 9 febbraio 1988 – Contabilita’ dei beni mobili relativa
all’esercizio 1987;
n. 18 del 30 marzo 1989 – Istituzione di una nuova categoria per
i beni mobili iscritti in pubblici registri;
n. 88 del 28 dicembre 1994 – Istruzioni per il rinnovo degli
inventari dei beni mobili di proprieta’ dello Stato;
n. 48 dell’8 agosto 1995 – Beni mobili – Buoni di carico e
scarico mod.130 P.G.S. meccanizzato;
n. 10 del 10 febbraio 1997 e n. 23 del 25 marzo 1997 – Nuove
scritture contabili tenute dai consegnatari dei beni mobili.
(( Per quanto concerne le contabilita’ relative ai beni mobili
delle Agenzie fiscali, si rimanda alla circolare del Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato Ispettorato generale di finanza
in corso di emanazione e contenente istruzioni applicative del
decreto ministeriale 5 febbraio 2002. ))
1) Contabilita’ modelli 98 C.G.
Il prospetto delle variazioni annuali dei beni mobili (mod.98
C.G.), compilato per ogni categoria esistente ed in ogni sua parte,
deve essere prodotto dai consegnatari in originale e copia (corredato
dei buoni di carico e scarico – mod. 130 P.G.S. – figlia e della
relativa documentazione nonche’ della fotocopia autenticata dallo
stesso consegnatario del mod. 96 C.G. relativo alla movimentazione
riguardante l’esercizio considerato) (( entro il termine
improrogabile del 15 febbraio 2003 )) all’ufficio centrale del
bilancio competente, per gli uffici centrali ed alle ragionerie
provinciali dello Stato, per gli uffici periferici, a seconda della
competenza territoriale di questi ultimi (art. 21 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 718 del 30 novembre 1979).
Le amministrazioni non tenute alla osservanza della menzionata
circolare n. 88 debbono comunicare, immediatamente dopo la chiusura
delle proprie contabilita’, i dati necessari ai competenti uffici
centrali del bilancio per la formazione del Conto generale del
patrimonio.
Si ricorda che, agli effetti della compilazione di tale Conto
patrimoniale, e’ necessario che dai prospetti delle variazioni dei
beni mobili risultino distintamente per ciascun ufficio e categoria:
le consistenze finali dell’esercizio 2001;
gli aumenti per nuovi acquisti con i fondi dell’esercizio 2002 (
competenza o residui secondo le modalita’ di cui alla menzionata
circolare n. 11 ) con specificazione dei relativi capitoli di spesa;
gli aumenti per oggetti ricevuti dagli altri uffici;
gli aumenti per prodotti di industrie (qualora risultino prodotti
della lavorazione);
gli aumenti per sopravvenienze e rettificazioni contabili e di
valore (per i beni acquistati negli anni precedenti, e non
contabilizzati a suo tempo, non occorre operare la distinzione tra
competenza e residui, poiche’ gli stessi vanno inclusi tra le
“sopravvenienze”);
le diminuzioni per vendite (indicando il capitolo d’entrata);
le diminuzioni per cessioni ad altri uffici ;
le diminuzioni per impiego di dotazioni (qualora risultino
materie prime impiegate nella lavorazione);
le diminuzioni per dismissioni, rettificazioni contabili e di
valore e consumi;
le consistenze finali dell’esercizio 2002.
In particolare nel prospetto delle variazioni dei beni mobili i
consegnatari, per una piu’ esatta rilevazione del punto di
concordanza tra la situazione patrimoniale e la situazione
finanziaria, prevista dall’art. 22 della legge 5 agosto 1978, n. 468,
dovranno assicurarsi, per i beni acquistati o venduti che risultino
assunti in consistenza o dismessi nell’esercizio, che i dati
finanziari riportino i capitoli di spesa o di entrata presenti nel
bilancio dell’esercizio 2002, distintamente per competenza e residui;
ovviamente occorrera’ verificare che tali dati corrispondano a
pagamenti o a riscossioni avvenuti nell’anno da rendicontare per i
quali l’impegno o l’accertamento siano a quest’ultimo contestuali o
precedenti (per i pagamenti o le riscossioni avvenuti in esercizi
anteriori a quello rendicontato, come gia’ sopra segnalato, e’
necessario che i relativi beni vengano contabilizzati tra le
sopravvenienze o le insussistenze senza operare alcuna distinzione
tra competenza e residui).
Quanto alle vendite, va segnalato che gli stessi consegnatari
dovranno contabilizzare il ricavo, quale movimento di entrata, con
l’annotazione del capitolo risultante dalla quietanza di versamento,
mentre le differenze di valore, in piu’ o in meno rispetto a quello
d’inventario, dovranno essere riportate tra gli aumenti come
sopravvenienze o tra le diminuzioni come insussistenze.
Le istituzioni scolastiche, che pur avendo acquisita la
personalita’ giuridica dal 1 settembre 2000 non abbiano ancora
effettuato il passaggio di gestione e redatto il processo verbale di
consegna, devono continuare a gestire i beni mobili con contabilita’
erariale.
Infatti, fino a che non venga formalizzato il passaggio di gestione
non puo’ darsi luogo al discarico ed i beni mobili devono rimanere in
carico al consegnatario dell’istituto di provenienza, che ne conserva
la responsabilita’ e che e’ obbligato a rendere entro i termini
previsti, i modelli 98 C.G. contenenti le variazioni intervenute
durante l’esercizio per ciascuna categoria di beni che vanno
contabilizzate con il loro inserimento nel Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato a cura delle
ragionerie provinciali dello Stato.
Ovviamente i modelli 98 C.G. riporteranno esclusivamente le
variazioni in diminuzione avvenute a tutto il 31 dicembre 2002,
dovute a provvedimenti formali di discarico eventualmente
intervenuti, in quanto le acquisizioni successive al 31 agosto 2000
sono contabilizzate direttamente nelle scritture inventariali della
nuova istituzione scolastica dotata di personalita’ giuridica essendo
state conseguite con fondi del proprio bilancio.
Per quanto attiene ai beni gia’ trasferiti agli Istituti dotati di
personalita’ giuridica a seguito di sottoscrizione del processo
verbale ed in quanto discaricati dalla contabilita’ erariale, nonche’
per quei beni in dotazione di istituti gia’ dotati di personalita’
giuridica al 31 agosto 2000 che hanno subito trasformazione dal
processo di dimensionamento previsto dalle leggi di riforma (( del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, agli
adempimenti contenuti nella circolare della Ragioneria generale dello
Stato I.G.B., n. 6 del 23 gennaio 1994, dovra’ provvedere il
rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze in seno al
Collegio dei revisori dell’ambito territoriale scolastico di
appartenenza. Qualora non siano stati ancora insediati i Collegi
anzidetti, o in assenza del suindicato rappresentante, a tali
adempimenti dovra’ provvedere il Direttore dei servizi generali ed
amministrativi dell’istituto scolastico. ))
Infine per i trasferimenti dei beni tra uffici statali dipendenti
da Ministeri diversi ed anche dal medesimo Ministero, si ritiene
opportuno richiamare al riguardo la circolare n. 8, del 9 febbraio
1988 del Ministero del Tesoro – Ragioneria generale dello Stato, che
fa obbligo di allegare necessariamente, nella contabilita’ del
consegnatario dell’ufficio cedente, il buono di scarico e lo
scontrino del buono di carico rilasciato dal consegna-tario
dell’ufficio ricevente. Ove a cio’ non sia stato provveduto, anche a
seguito di rilievo all’ufficio del consegnatario interessato, la
registrazione contabile relativa all’operazione non dovra’ essere
considerata ai fini della immissione dei dati nel Sistema informativo
fino a quando la situazione non sia regolarizzata.
Gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie provinciali dello
Stato dovranno aver cura, per il rispetto del termine del 15 febbraio
2003, di adottare opportune iniziative al fine di acquisire i dati in
tempo utile per la loro immissione nel Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato non oltre il
termine del (( 31 marzo 2003. ))
Trascorsa tale data lo stesso Sistema informativo considerera’ ”
inadempienti ” tutti gli uffici per i quali non risulti inserita la
contabilita’.
Al fine di ottenere una situazione reale circa il numero degli
uffici inadempienti, e’ necessario che anche i mod. 98 C.G., che non
presentano variazioni in corso d’esercizio, vengano inseriti nel
Sistema informativo sopra citato.
2) Modello “97 C.G. – Riassunto delle variazioni”.
Entro il termine improrogabile del 30 aprile 2003, in deroga a
quanto previsto dalla circolare n. 8 sopracitata, le ragionerie
provinciali dello Stato avranno cura di inviare al competente ufficio
centrale del bilancio, unitamente al modello “estratto 1997 C.G.”, il
modello ” 1997 C.G. – Riassunto delle variazioni” (da richiedere con
la funzione DABI, limitatamente al solo riepilogo), debitamente
convalidato dal direttore.
C) Contabilita’ dei beni immobili.
Per quanto riguarda l’argomento si richiama l’attenzione sul
contenuto della circolare del Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato – Ispettorato generale di finanza n. 58 del 24 giugno
1998, con la quale sono state impartite alle ragionerie provinciali
dello Stato le istruzioni per la restituzione in via definitiva dei
servizi contabili svolti per conto delle ex Intendenze di finanza
(ora Filiali dell’Agenzia del Demanio) ai sensi dell’art. 13 del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1955, n. 1544.
Per effetto di dette istruzioni le contabilita’ riguardanti le
variazioni verificatesi nella consistenza immobiliare sono compilate
dalle Filiali dell’Agenzia del Demanio.
Pertanto, le predette Filiali devono trasmettere in duplice copia,
(( entro e non oltre il 14 febbraio 2003, )) alle ragionerie
provinciali dello Stato competenti per territorio, il mod. 91 delle
variazioni alla consistenza immobiliare per l’anno 2002 da
rendicontare, unitamente al mod. 16 (ex mod. 83) – riassunto delle
scritture delle vendite – ed al mod. 78 (ex mod. 198) – riassunto dei
dati delle operazioni di affrancazioni.
Si precisa che il mod. 91 deve essere corredato di una nota
esplicativa delle variazioni in aumento o in diminuzione, onde
consentire l’aggiornamento delle scritture tenute dalle ragionerie
provinciali dello Stato. Devono risultare chiaramente descritte, con
dettagliate indicazioni, sia le cause delle variazioni sia le
provenienze o destinazioni dei beni. In particolare per la
contabilizzazione delle variazioni riguardanti il carico derivante da
lavori di manutenzione straordinaria effettuati o da immobili
costruiti dalle amministrazioni della difesa e delle infrastrutture e
dei trasporti, per i quali peraltro non vi e’ attualmente una
procedura automatizzata che rilevi nel corso dell’esercizio tali
variazioni, sara’ necessario che il carico in questione risulti anche
da appositi elenchi da produrre contestualmente all’ufficio centrale
del bilancio presso le amministrazioni predette e a quello presso
l’ex Ministero delle finanze.
Per le operazioni di scarico, poi, oltre alle indicazioni delle
cause e delle destinazioni, nonche’ agli estremi delle leggi e dei
provvedimenti formali (registrazione compresa) che giustificano le
operazioni di scarico effettivo, deve essere fornita ogni notizia
utile ai fini della compilazione delle note esplicative da introdurre
nelle schede patrimoniali. E’ da precisare in particolare la
necessita’ di indicare i movimenti compensativi, che si originano tra
partite diverse, per un cambio di categoria o per un trasferimento
tra l’Amministrazione delle finanze e quelle della difesa o delle
infrastrutture e dei trasporti.
Le ragionerie provinciali dello Stato provvedono a riscontrare
entro il (( 31 marzo 2003 )) le predette contabilita’ con i registri
di consistenza, gli schedari e il mod. 23-bis a valore, nonche’ con i
dati relativi all’anagrafe dei beni patrimoniali inseriti nel Sistema
informativo del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
aggiornando questi ultimi con le variazioni, eventualmente non gia’
rilevate nel corso dell’esercizio. Provvedono, quindi, a compilare e
a trasmettere entro il (( 15 aprile 2003 )) all’ufficio centrale del
bilancio presso l’ex Ministero delle finanze il prospetto riassuntivo
del mod. 91, allegando copia del mod. 91 stesso, debitamente
documentato della nota esplicativa, del mod. 16 (ex mod. 83) e del
mod. 78 (ex mod. 198).
A tale scopo vengono inviati alle ragionerie provinciali dello
Stato da parte dell’ufficio centrale del bilancio presso l’ex
Ministero delle finanze alcuni esemplari del predetto prospetto
riassuntivo secondo la classifi-cazione dei beni medesimi disposta
con decreto ministeriale 13 febbraio 1984 (Gazzetta ufficiale n. 87
del 28 marzo 1984).
L’ufficio centrale del bilancio presso l’ex Ministero delle finanze
vigila e provvede alla sistemazione definitiva delle variazioni ai
fini della produzione delle schede patrimoniali.
Per quanto concerne, infine, il rapporto finanziario-patrimoniale
in ordine alle vendite di beni, si richiama la scrupolosa osservanza
delle disposizioni contenute nella circolare della Ragioneria
generale dello Stato n. 78 del 14 dicembre 1970. In particolare e’
necessario assicurare la concordanza, per il prezzo ricavato
dall’Erario per vendite effettuate nell’esercizio, tra:
a) mod. 91 C.G. nella colonna denominata “prezzo ricavato dalla
vendita dell’esercizio in corso (colonna “e )”;
b) mod. 16 C.G. (ex 83), rigo B;
c) prospetto riepilogativo ultima colonna del quadro I, e colonna
2 del quadro II.
Per quanto riguarda il prezzo effettivamente riscosso
nell’esercizio la concordanza dovra’ essere assicurata tra:
1) il mod. 16 C.G. (ex 83), rigo P oppure, in caso affrancazioni,
il mod. 78 (ex 198) colonna 7;
2) prospetto riassuntivo, colonna 4 del quadro II;
3) mod. 91 informatico, causali D 10 e D 11.
Ove dette concordanze non si verifichino, e’ necessario che siano
chiariti i motivi delle differenze, particolarmente per quanto
attiene alla riscossione di somme relative a beni venduti e non
ancora discaricati, come pure il discarico di immobili venduti, il
cui ricavo sia stato riscosso nel corso di esercizi precedenti.
Sono da segnalare peraltro le problematiche derivanti dalla
modifica apportata al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237
dall’art. 1, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 19 novembre
1998, n. 442 che ha di fatto disposto che le entrate sono riscosse
dai concessionari del servizio di riscossione dei tributi senza
tenere conto del vincolo di appartenenza alla circoscrizione in cui
ha sede l’ufficio finanziario competente. Cio’ consente agli
acquirenti dei beni immobili dello Stato di versare il corrispettivo
dovuto presso il concessionario di una provincia diversa da quella in
cui e’ ubicato il cespite acquistato.
Tale situazione non permette alle ragionerie provinciali dello
Stato di parificare i dati contenuti nella contabilita’ patrimoniale
con quelli della contabilita’ finanziaria.
A tal fine, come richiesto dal Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato al Ministero delle finanze – Dipartimento del
territorio, con nota n. 0021316 del 26 aprile 2000, le Filiali
dell’Agenzia del demanio, avuta notizia dai competenti concessionari
dell’avvenuta riscossione, devono comunicarla alle coesistenti
ragionerie provinciali dello Stato per le opportune registrazioni
contabili e per la determinazione della corrispondenza tra il conto
finanziario e quello patrimoniale.
Si ritiene inoltre opportuno precisare che sul capitolo 4010
(u.p.b. 1.3.1) dovranno affluire i proventi delle vendite di immobili
connesse all’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 3, comma
99, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, mentre i proventi afferenti
le vendite di altri immobili (esclusi quelli situati all’estero, per
i quali i relativi introiti trovano imputazione al capitolo 4005
(u.p.b. 1.3.1) dovranno essere attribuiti al capitolo 4003 (u.p.b.
1.3.1).
E’ da precisare infine che i proventi derivanti dalla alienazione
dei beni immobili, dismessi dall’Amministrazione della difesa ai
sensi del comma 112 del suindicato art. 3 della legge 23 dicembre
1996, n. 662, dovranno essere invece attribuiti al capitolo 4011
(u.p.b. 1.3.1).
D) Contabilita’ dei beni considerati immobili agli effetti
inventariali.
Per effetto del secondo comma dell’art. 7 del Regolamento di
contabilita’ generale dello Stato (R.D. 23 maggio 1924, n. 827) sono
da considerarsi “immobili” agli effetti inventariali i beni di
proprieta’ dello Stato consistenti in collezioni e raccolte d’arte
costituite da statue, disegni, stampe, medaglie, vasi ed oggetti di
valore artistico e storico, manoscritti, codici e libri di valore
artistico, ecc., nonche’ le pinacoteche e le biblioteche pubbliche
statali.
Tali beni, che vengono riportati nel Conto generale del patrimonio
dello Stato, sono attualmente raggruppati nelle seguenti classi:
raccolta discografica presso la discoteca di Stato;
quadri, statue, ecc.;
raccolte bibliografiche;
materiali destinati alle lavorazioni.
Cio’ premesso, si precisa che ai fini della loro contabilizzazione
nel suddetto Conto patrimoniale gli Istituti e gli uffici centrali e
periferici del Ministero per i beni e le attivita’ culturali e del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono
tenuti a compilare il prospetto riassuntivo delle variazioni
(rispettivamente il modello 15 e il modello 88) in ossequio alla
vigente normativa (regio decreto 26 agosto 1927, n. 1917 e relative
istruzioni al 31 maggio 1928).
Sara’ cura degli stessi uffici corredare tali prospetti di ogni
notizia utile e piu’ precisamente:
per le operazioni in aumento, distinguere gli importi dei beni
acquistati con le disponibilita’ di bilancio (indicando il capitolo
di spesa, competenza e/o residui) da quelli di altra provenienza, per
questi ultimi distinguere altresi’ l’importo complessivo dei beni
ricevuti in dono, di quelli rinvenuti a seguito di lavori di scavo,
dei beni ricevuti con autorizzazioni da altri uffici o a norma di
legge, e l’importo complessivo delle sopravvenienze o rettificazioni
e delle eventuali rivalutazioni;
per le operazioni in diminuzione, distinguere l’importo
complessivo dei beni discaricati con decreti ministeriali, l’importo
complessivo delle insussistenze o rettificazioni nonche’ dei beni
ceduti con autorizzazioni ad altri uffici. Per quanto riguarda i beni
discaricati con i suddetti provvedimenti ministeriali si ricorda di
allegare alla contabilita’ la copia conforme dell’autorizzazione al
discarico.
E’ da precisare che i richiamati modelli 15 e 88, da trasmettere in
triplice originale ai competenti uffici centrali delle
amministrazioni per i beni e le attivita’ culturali e del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (( entro il 10
gennaio 2003, )) una volta riconosciutane la regolarita’, vengono
inviati debitamente firmati e in duplice originale ai coesistenti
uffici centrali del bilancio (( entro il 20 febbraio 2003 )) per
consentire la successiva acquisizione al Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato non oltre il 31
marzo 2003.
Roma, 12 novembre 2002
Il ragioniere generale dello Stato: Grilli

Allegato n. 1
CALENDARIO DEGLI ADEMPIMENTI
20 novembre 2002 – Termine ultimo per l’invio degli ordini di
accreditamento ai competenti uffici centrali del bilancio e alle
ragionerie provinciali dello Stato da parte delle amministrazioni
centrali e periferiche nonche’, per i decreti di assegnazione fondi,
da parte delle sole amministrazioni centrali.
30 novembre 2002 – (( Termine ultimo entro il quale gli uffici
centrali del bilancio trasmettono gli ordini di accreditamento alla
sezione di tesoreria provinciale. ))
5 dicembre 2002 – Termine ultimo per l’inoltro agli uffici
centrali del bilancio e alle ragionerie provinciali dello Stato
competenti degli ordini di pagare da parte delle amministrazioni
centrali e periferiche.
17 dicembre 2002 – Inizio della registrazione nelle scritture del
Sistema informativo del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato degli ordini di pagare a carico dell’esercizio 2003 da parte
degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie provinciali
dello Stato competenti.
18 dicembre 2002 – Termine ultimo per l’inoltro, via terminale,
da parte degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie
provinciali dello Stato dei mandati informatici al Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato I.GE.P.A.
20 dicembre 2002 – Termine ultimo per l’accettazione dei mandati
informatici da parte delle sezioni di tesoreria provinciale;
Termine per l’accertamento, da parte dei funzionari delegati, di
rimanenze di importi inferiori a euro 5,16 sulle rispettive aperture
di credito, al fine della comune estinzione (vedi Titolo II, lettera
F, paragrafo 2).
Termine per l’invio alle sezioni di tesoreria provinciale da
parte delle amministrazioni emittenti, degli ordinativi tratti su
ordini di accreditamento per i quali puo’ essere operato il
trasporto.
Termine anche per l’invio alle sezioni di tesoreria provinciale
di:
1) titoli tratti su ordini di accreditamento non trasportabili
con esclusione di quelli che riguardano il pagamento di retribuzioni
o il riversamento di ritenute o il versamento al bilancio dello Stato
delle rimanenze sugli ordini di accreditamento inferiori ad euro 5,16
(vedi Titolo II, lettera F paragrafo 2);
2) ordinativi tratti sulle contabilita’ speciali e tutti gli
altri titoli emessi dalle amministrazioni periferiche, compresi
quelli emessi su ruoli di spesa fissa.
23 dicembre 2002 – Data di avvio dell’inoltro alla Banca d’Italia
dei mandati informatici relativi agli ordini di pagare a carico
dell’esercizio 2003 perche’ siano disponibili presso le sezioni di
tesoreria provinciale il primo giorno lavorativo del mese di gennaio
2003.
Termine per l’emissione, da parte dei funzionari delegati, dei
titoli di spesa commutabili in quietanza di entrata estintivi delle
aperture di credito con partite residuali uguali o inferiori ad euro
5,16 (vedi Titolo II, lettera F, paragrafo 2).
31 dicembre 2002 – Termine ultimo entro il quale possono essere
pagati gli ordinativi “trasportati” emessi nell’esercizio precedente.
(( Termine ultimo per l’accettazione, da parte degli uffici
centrali del bilancio e delle ragionerie provinciali dello Stato, di
eventuali atti d’impegno ad eccezione di quelli derivanti da leggi
pubblicate nel mese di dicembre. ))
10 gennaio 2003 – Termine per l’invio, agli uffici centrali del
bilancio presso i vari Ministeri ed al Dipartimento del tesoro –
Direzione V (ufficio I) della contabilita’ amministrativa delle
entrate da parte degli uffici di ragioneria e delle Agenzie fiscali.
Termine ultimo per far pervenire alle sezioni di tesoreria
provinciale, da parte dei funzionari delegati, la richiesta per gli
ordini di accreditamento da trasportare.
Termine per la restituzione da parte degli uffici delle Poste
italiane S.p.a. alle sezioni di tesoreria provinciale dei documenti
sostitutivi dei mandati informatici inestinti e perenti al 31
dicembre 2002.
Termine per l’invio dei prospetti riassuntivi delle variazioni
dei beni considerati immobili agli effetti inventariali ai competenti
uffici centrali delle amministrazioni per i beni e le attivita’
culturali e dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca da
parte degli Istituti ed uffici centrali e periferici.
11 gennaio 2003 – Data di inizio per la restituzione – da parte
delle sezioni di tesoreria provinciale alle amministrazioni
emittenti, per il tramite degli uffici centrali del bilancio e delle
ragionerie provinciali dello Stato competenti, degli ordini di
accreditamento relativi a spese in conto capitale o assimilate per i
quali non e’ stato richiesto il trasporto entro la predetta data.
15 gennaio 2003 – Termine per l’inoltro alla Corte dei conti, da
parte delle direzioni provinciali dei servizi vari, degli elenchi
mod. 63 C.G. delle spese fisse e pensioni prescritte alla chiusura
dell’esercizio.
20 gennaio 2003 – Termine per la trasmissione al Sistema
informativo R.G.S., da parte dell’Amministrazione centrale della
Banca d’Italia, di un flusso informatico contenente l’elenco dei:
a) mandati informatici rimasti inestinti al 31 dicembre
dell’esercizio di emissione, che non risultino perenti alla stessa
data, trasportati automaticamente all’esercizio successivo;
b) mandati informatici perenti che erano pagabili presso gli
sportelli delle sezioni di tesoreria provinciale;
c) mandati informatici perenti che erano assegnati per il
pagamento agli uffici delle Poste italiane S.p.a.
Inoltre, alla fine dei mesi di gennaio, febbraio e marzo, la
predetta Amministrazione centrale segnala allo stesso Sistema
informativo R.G.S. i mandati di cui al punto c), pagati in tempo
utile dagli uffici delle Poste italiane S.p.a.
Termine per l’inoltro, da parte delle sezioni di tesoreria
provinciale, ai funzionari che hanno ricevuto sub-anticipazioni,
dell’elenco degli ordini di prelievo rimasti inestinti al 31 dicembre
2002.
Termine per l’elaborazione dei mandati informatici inestinti da
trasportare al nuovo esercizio da parte dell’Istituto incaricato del
servizio di tesoreria.
Termine per versare al capitolo “entrate eventuali e diverse” del
bilancio, da parte dei funzionari delegati del Ministero su cui fanno
carico gli ordini di accreditamento emessi, importi, non
utilizzabili, (( non superiori a euro 5,16. ))
Termine per l’inoltro all’Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, mediante note mod. 100T, dell’elenco in duplice esemplare
degli ordini del lotto emessi nell’esercizio 2002 ed inestinti al 31
dicembre 2002 e di quelli gia’ trasportati ed egualmente inestinti
alla fine dell’esercizio medesimo.
25 gennaio 2003 – Termine per l’inoltro, da parte dei funzionari
delegati alle amministrazioni e agli uffici centrali del bilancio e
alle ragionerie provinciali dello Stato competenti, dei rendiconti
delle aperture di credito relative al II semestre.
31 gennaio 2003 – Termine per l’inoltro, da parte delle Direzioni
provinciali dei servizi vari, agli uffici centrali del bilancio
presso le amministrazioni centrali (( e alle ragionerie provinciali
dello Stato delle citta’ capoluogo di regione per gli uffici
scolastici regionali )) degli elenchi delle rate o quote di rate
delle spese fisse e pensioni rimaste da pagare al 31 dicembre 2002 e
di quelle andate in perenzione amministrativa alla stessa data.
Termine per l’inoltro, da parte dei funzionari delegati alle
sezioni di tesoreria provinciale, di un prospetto, in duplice copia,
degli ordini di accreditamento in tutto o in parte inestinti alla
chiusura dell’esercizio.
Termine per l’inoltro, da parte dei funzionari delegati agli
uffici centrali del bilancio e alle ragionerie provinciali dello
Stato competenti, degli elenchi 62 C.G. delle spese delegate
insoddisfatte al 31 dicembre 2002 e da trasportare al nuovo
esercizio, corredati dell’elenco analitico dei creditori e delle
singole somme da pagare.
10 febbraio 2003 – Termine per l’inoltro, da parte delle sezioni
di tesoreria provinciale:
1) ai funzionari delegati dell’elenco, in doppio esemplare
(mod. 32-bis C.G.), degli ordinativi tratti su ordini di
accreditamento e rimasti insoluti al 31 dicembre 2002 alla chiusura
dell’esercizio;
2) ai funzionari delegati titolari di contabilita’ speciali,
per l’annullamento degli ordinativi tratti sulle stesse contabilita’
rimasti inestinti alla fine dell’esercizio successivo a quello di
emissione e se riguardano ordinativi tratti su contabilita’ speciali
accesi ad Enti militari, di quelli inestinti alla fine dello stesso
esercizio di emissione;
3) agli uffici centrali del bilancio e alle ragionerie
provinciali dello Stato competenti, dell’elenco degli ordinativi
tratti su ordini di accreditamento rimasti insoluti.
14 febbraio 2003 – Termine ultimo per l’inoltro, da parte dei
funzionari delegati, agli uffici centrali del bilancio e alle
ragionerie provinciali dello Stato competenti, degli elenchi
suppletivi delle spese delegate insoddisfatte, non iscritte per
circostanze particolari negli elenchi principali mod. 62 C.G. inviati
nel mese di gennaio.
Termine ultimo per l’invio in duplice copia alle ragionerie
provinciali dello Stato, competenti per territorio, dei mod. 91 delle
variazioni annuali alla consistenza immobiliare da parte delle
filiali dell’Agenzia del demanio.
15 febbraio 2003 – Termine ultimo per l’invio, da parte dei
consegnatari, dei prospetti delle variazioni annuali dei beni mobili
– mod. 98 C.G. ai competenti uffici centrali del bilancio per gli
uffici centrali, ed alle ragionerie provinciali dello Stato per gli
uffici periferici.
20 febbraio 2003 – Termine per l’invio agli uffici centrali del
bilancio presso le amministrazioni per i beni e le attivita’
culturali e dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca dei
prospetti riassuntivi delle variazioni dei beni considerati immobili
agli effetti inventariali.
31 marzo 2003 – Termine ultimo per l’effettuazione, tramite il
Sistema informativo del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato, delle prenotazioni per modifica di imputazione nonche’ di
riduzione dell’importo o annullamento delle quietanze di versamento,
da parte degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie
provinciali dello Stato.
Termine entro il quale gli uffici centrali del bilancio e le
ragionerie provinciali dello Stato sono tenute a far pervenire alle
sezioni di tesoreria provinciale competenti gli originali delle
quietanze da variare.
Termine ultimo per l’inoltro agli uffici centrali del bilancio e
alle ragionerie provinciali dello Stato competenti, da parte delle
sezioni di tesoreria provinciale, delle comunicazioni dei titoli di
spesa in limite di perenzione pagati in tempo utile.
Termine per il versamento in tesoreria, da parte dei funzionari
delegati, delle somme residuate e non utilizzate alla chiusura del
rendiconto suppletivo.
Termine ultimo per l’immissione al Sistema informativo dei dati
relativi alle variazioni avvenute nella consistenza dei beni mobili
da parte degli uffici centrali del bilancio e delle ragionerie
provinciali dello Stato.
Termine ultimo per l’immissione al Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato dei dati relativi
alle variazioni avvenute nella consistenza dei beni considerati
immobili agli effetti inventariali da parte degli uffici centrali del
bilancio presso le amministrazioni per i beni e le attivita’
culturali e dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
Termine ultimo per le ragionerie provinciali dello Stato per
provvedere al riscontro delle contabilita’ dei beni immobili
(mod. 91, 16 e 78) con i registri di consistenza, gli schedari e il
mod. 23-bis a valore, nonche’ con l’anagrafe dei beni immobili
patrimoniali inseriti nel Sistema informativo del Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato.
Termine tassativo per la presentazione, da parte dei funzionari
delegati, agli uffici centrali del bilancio e alle ragionerie
provinciali dello Stato competenti del rendiconto suppletivo dei
pagamenti disposti sulle aperture di credito non ancora erogate alla
chiusura dell’esercizio.
15 aprile 2003 – Termine ultimo per le sezioni di tesoreria
provinciale di eseguire le variazioni da apportare ai versamenti,
prenotate dagli uffici centrali del bilancio e dalle ragionerie
provinciali dello Stato.
Termine ultimo per l’inoltro alle sezioni di tesoreria
provinciale, da parte dei funzionari delegati, del prospetto degli
ordini di accreditamento in tutto o in parte inestinti.
Termine per provvedere, da parte delle ragionerie provinciali
dello Stato, all’invio all’ufficio centrale del bilancio presso l’ex
Ministero delle finanze del prospetto riassuntivo dei modelli 91, con
allegata copia del mod. 91 stesso, debitamente documentato della nota
esplicativa, del mod. 16 (ex mod. 83) e del mod. 78 (ex mod. 198).
22 aprile 2003 – Termine ultimo per le sezioni di tesoreria
provinciale per rendere disponibili al Sistema informativo del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le variazioni di
entrata effettuate.
Termine ultimo per la trasmissione, da parte delle sezioni di
tesoreria provinciale:
1) agli uffici di controllo centrali o regionali della Corte
dei conti, degli ordini di accreditamento concordati, chiusi, ridotti
o annullati, completi del mod. 34 C.G. (ordinativi inestinti);
2) all’ufficio centrale del bilancio o alla Ragioneria
provinciale competente ed alle amministrazioni emittenti, di una
copia del suddetto mod. 34 C. G.
30 aprile 2003 – Termine ultimo per l’invio agli uffici centrali
del bilancio da parte delle ragionerie provinciali dello Stato, dei
modelli relativi alla contabilita’ dei beni mobili “estratto 1997
C.G” e “97 C.G. – Riassunto delle variazioni”.
(( 30 giugno 2003 – Termine ultimo per l’emissione, da parte
delle amministrazioni, degli ordini di accreditamento per la
sistemazione contabile degli ordinativi emessi e pagati negli
esercizi 2002 e precedenti e ancora scritturati al conto sospeso
“collettivi”. ))

Allegato n. 2
MODELLI RICHIAMATI NEL TESTO
E UFFICI PREPOSTI ALLA LORO EMISSIONE
Mod. 14 C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Scheda prenotazione buoni e ordinativi su ordini di
accreditamento.
Mod. 15 C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Decreto di riduzione degli ordini di accreditamento in tutto o in
parte inestinti alla chiusura dell’esercizio.
Mod. 15 Rag. Cent. (a cura del Ministero per i beni e le
attivita’ culturali).
Prospetto riassuntivo delle variazioni annuali nel materiale
considerato immobile agli effetti inventariali per effetto dell’art.
7, secondo comma, del Regolamento di contabilita’ generale dello
Stato.
Mod. 16 (ex mod. 83) (a cura delle filiali dell’Agenzia del
Demanio).
Riassunto scritturazioni delle vendite dei beni immobili.
Mod. 23-bis (a cura delle filiali dell’Agenzia del Demanio).
Riepilogo a valore delle partite vigenti riguardanti beni
immobili discaricate nell’esercizio (appendice al mod. 23).
Mod. 31 C.G. (a cura del funzionario delegato).
Ordinativo di pagamento su ordine di accreditamento.
Mod. 31-bis C.G. (a cura del funzionario delegato).
Buono su ordine di accreditamento per prelevamento in contanti.
Mod. 31-ter C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Elenco degli ordinativi estinti tratti sull’ordine di
accreditamento prodotto automaticamente dalle stesse sezioni di
tesoreria provinciale dello Stato.
Mod. 31-quater C.G. (a cura del funzionario delegato).
Buono speciale su ordine di accreditamento.
Mod. 31-quinquies C.G. (a cura del sub-funzionario delegato).
Ordini di prelevamento su sub-anticipazione.
Mod. 32-bis C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Elenco degli ordinativi su ordine di accreditamento rimasti
inestinti alla fine dell’esercizio e trasportati all’esercizio
successivo.
Mod. 34 C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Elenco degli ordini di accreditamento rimasti in tutto o in parte
inestinti.
Mod. 62 C.G. (a cura del funzionario delegato).
Elenco delle spese variabili, d’ordine e obbligatorie
insoddisfatte alla chiusura dell’esercizio.
Mod. 63 C.G. (a cura delle direzioni provinciali dei servizi
vari).
Elenco delle rate di spese fisse perente o prescritte alla
chiusura dell’esercizio.
Mod. 78 L (ex mod. 198) (a cura delle filiali dell’Agenzia del
Demanio).
Registro che riassume i dati comunicati da dette Filiali mediante
i rendiconti annuali mod.78 (ex modello 198), relativamente alle
operazioni fatte e da farsi circa le affrancazioni di canoni, censi,
livelli, decime ed altre annue prestazioni e alla riscossione di
capitali, mutui redimibili.
Mod. 79 R.T. (a cura della Banca d’Italia).
Elenco dei titoli pagati in conto sospeso in attesa di nuova
imputazione.
Mod. 88 Rag. Cent. (a cura del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca).
Prospetto riassuntivo delle variazioni annuali nel materiale
considerato immobile agli effetti inventariali per effetto dell’art.
7, secondo comma, del Regolamento di contabilita’ generale dello
Stato.
Mod. 89 T (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Schede di contabilita’ speciale tenute dalla Banca d’Italia.
Mod. 91 e Mod. 91 informatico (a cura delle Filiali dell’Agenzia
del Demanio).
Situazione dei beni immobili disponibili alla fine
dell’esercizio.
Mod. 97 C.G. “Riassunto delle variazioni” (a cura delle
ragionerie provinciali dello Stato).
Prospetto meccanografico, prodotto in forma sintetica nella parte
del solo riepilogo, riguardante le variazioni annuali nella
consistenza dei beni mobili per Amministrazione/categoria.
Mod. 98 C.G. (a cura dell’ufficio del Consegnatario).
Prospetto per “categoria” delle variazioni annuali nella
consistenza dei beni mobili del singolo ufficio consegnatario.
Mod. 100 T (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Elenco dei titoli da trasportare e di quelli colpiti da
perenzione, distintamente per competenza e residui.
Mod. 108 C.G. (a cura delle sezioni di tesoreria provinciale).
Eventuali variazioni negative desunte dai mod. 34 C.G. e mod.
31-bis C.G. da comunicare all’ufficio centrale del bilancio.

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Ingegneri.info