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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 4 febbraio 2003, n.7: Patto di stabilita’ interno per gli anni 2003-2005

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 4 febbraio 2003, n.7: Patto di stabilita' interno per gli anni 2003-2005 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. Art. 29 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003). (GU n. 39 del 17-2-2003)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 4 febbraio 2003,
n.7

Patto di stabilita’ interno per gli anni 2003-2005 per le
province e
i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
Art. 29 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria
2003).

Alle Province

Ai comuni con popolazione superiore

a 5.000 abitanti

Ai collegi dei revisori dei conti

delle province e dei comuni con

popol. superiore a 5.000 abitanti

e per conoscenza:
Alla Presidenza
del Consiglio dei
Ministri “-
Segretariato Generale
Al
Ministero dell’interno –

Dipartimento affari interni e

territoriali – Direz. centr.

finanza locale
Alle ragionerie
provinciali dello
Stato

All’A.N.C.I.

All’U.P.I.
Alla Corte dei conti –
Segretariato
generale – Sezione enti
locali

A. Effetti della legge finanziaria 2003 sul patto di
stabilita’
interno per il 2002.

La legge finanziaria per l’anno
2003 ha apportato diverse modifiche
alle regole del patto di
stabilita’ interno per l’anno 2002, previsto
dall’art. 24 della legge
n. 448 del 2001 come modificato dall’art. 3
della legge n. 75 del
2002.
In particolare, con l’art. 29, comma 9, della legge 27
dicembre
2002, n. 289, e’ stata soppressa la parte del comma 9
dell’art. 24
della legge n. 448 del 2001 in cui e’ prevista
una sanzione
(riduzione dei trasferimenti statali) a carico di
quelle province e
di quei comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti che non
hanno raggiunto l’obiettivo di cui al comma 4 dello
stesso art. 24 e,
cioe’, il rispetto del limite di crescita del
6 per cento dei
pagamenti correnti 2002 (al netto delle voci
espressamente previste
dalla normativa) rispetto ai corrispondenti
pagamenti del 2000.
Al tempo stesso, cosi’ come avvenuto con la
legge finanziaria 2002
per il “patto” 2001, e’ stata introdotta
(art. 34 della legge
finanziaria 2003) una sanzione in materia
di limitazioni alle
assunzioni di personale per quegli enti locali,
soggetti alle regole
del “patto”, che nel corso del 2002 non hanno
raggiunto gli obiettivi
previsti dall’art. 24 della legge n. 448 del
2001.
In proposito, si ritiene opportuno ricordare che le
regole del
“patto” per l’anno 2002 hanno previsto il
raggiungimento di tre
obiettivi:
il saldo finanziario per l’anno
2002, determinato in termini di
cassa, non puo’ essere superiore al
corrispondente saldo per l’anno
2000 incrementato del 2,5 per cento;

gli impegni e i pagamenti per spese correnti (al netto delle
voci
espressamente previste dalla normativa) dell’anno 2002 non
possono
essere superiori alle corrispondenti spese dell’anno
2000
incrementati del 6 per cento.
Pertanto, l’ente deve procedere
alla verifica del raggiungimento di
ciascuno dei tre obiettivi.
Per
effettuare tale controllo, si suggerisce agli enti (compresi i
comuni
con popolazione tra 5.000 e 60.000 abitanti) l’utilizzo degli
schemi
predisposti, ai fini del monitoraggio del “patto”, per le
province
(modello 2) e per i comuni con popolazione superiore a
60.000
abitanti (modello 3) allegati al decreto del
Ministero
dell’economia e delle finanze del 30 aprile 2002
(pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio
2002): detti schemi
individuano le voci e i criteri di calcolo che,
secondo la normativa
vigente per il “patto” 2002, determinano il
saldo finanziario, gli
impegni e i pagamenti che devono essere
presi in considerazione ai
fini del riscontro degli obiettivi.
In
caso di riscontro positivo sui tre predetti obiettivi,
l’ente
autocertifica – cosi’ come previsto nel citato art. 34 della
legge
finanziaria 2003 secondo modalita’ individuate nell’ambito
della
propria autonomia – il rispetto delle disposizioni
relative al
“patto” per l’anno 2002.

B. Il patto di stabilita’
interno per il triennio 2003-2005.
Com’e’ noto, ai fini del
concorso agli obiettivi di finanza
pubblica, l’art. 29 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge
finanziaria 2003) ha
stabilito le regole inerenti il rispetto del
“patto” per le
province e per i comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti per
il triennio 2003-2005.
In merito il legislatore, nel dare
continuita’ all’azione di
risanamento posta in essere negli ultimi
anni, ha rivisto i criteri
legati all’evoluzione del disavanzo
finanziario (che in questa sede
verra’ denominato “saldo
finanziario”, data la possibilita’ di
assumere valori positivi
e negativi) modificando in parte
l’impostazione seguita nel
2002, in cui erano anche previsti vincoli
alla crescita, rispetto
al 2000, degli impegni e dei pagamenti di
alcune spese correnti per
il 2002.
Le maggiori innovazioni legislative riguardano:
la
definizione e il sistema di calcolo del saldo finanziario
diversi
per le province (art. 29, commi 4 e 5) e per i comuni
con
popolazione superiore a 5.000 abitanti (art. 29, commi 6 e 7);

gli effetti finanziari sugli esercizi 2004 e 2005 (art. 29, commi
10,
11 e 12);
il monitoraggio dei flussi finanziari degli enti (art.
29, comma
13);
le limitazioni in caso di mancato conseguimento
degli obiettivi
(art. 29, comma 15);
la programmazione
trimestrale dei flussi finanziari (art. 29,
comma 17).
Come gia’
sopra segnalato, la norma ha previsto, per la prima volta
rispetto al
passato, una diversa impostazione tra province e comuni,
derivata
dalla necessita’ di consentire alle sole province
la
detraibilita’ dalle spese correnti delle spese sostenute
per
modifiche legislative; spese che incidono in misura rilevante
sui
bilanci di tali enti.
Pertanto, in questa sede verranno
esaminate separatamente le regole
del “patto” per le province e per i
comuni.
Si segnala, inoltre, che saranno di seguito fornite le
indicazioni
necessarie all’attuazione dei contenuti innovativi sopra
menzionati,
rinviando per cio’ che in questa sede non e’ precisato a
quanto gia’
disposto dagli atti amministrativi, emanati dal 1999
ad oggi in
applicazione della precedente normativa, la cui
consultazione e’
possibile sul sito Internet
http://www.tesoro.it/web/docu indici/Area
Normativa/patto stabilita
int a.htm

C. Il patto di stabilita’ interno delle province per l’anno
2003.
Per le province, nel determinare l’evoluzione del saldo
finanziario
compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica, e’
stato posto il
vincolo di migliorare il saldo finanziario
dell’esercizio 2003 del 7
per cento rispetto al corrispondente saldo
dell’esercizio 2001.

C.1. Le modalita’ di calcolo del saldo
programmatico per l’anno 2003.
Il comma 4 dell’art. 29 della
legge n. 289 del 2002 detta
indicazioni sui parametri cui far
riferimento per il calcolo del
saldo programmatico dell’anno 2003.
Tali parametri devono essere
utilizzati sulla base dello stesso
meccanismo di calcolo gia’
introdotto in passato: si deve,
pertanto, prendere a riferimento il
saldo finanziario dell’esercizio
2001 e migliorarlo nella misura del
7 per cento. Circa il computo
del saldo programmatico 2003, sara’
necessario procedere nel seguente
modo.

C.1.1. Determinazione del saldo finanziario dell’esercizio
2001.
Come disposto dal comma 5 dell’art. 29, il saldo
finanziario
rilevante ai fini del “patto” e’ quello computato,
sia per la
gestione di competenza che per quella di cassa, quale
saldo tra le
entrate finali e le spese correnti. Nel saldo
finanziario non sono
considerati:
a) i trasferimenti, sia di
parte corrente che in conto capitale,
dallo Stato, dall’Unione
europea e dagli enti che partecipano al
patto di stabilita’
interno;
b) le entrate derivanti dalla compartecipazione
all’IRPEF;
c) le entrate derivanti dalla dismissione di beni
immobili e
finanziari e dalla riscossione dei crediti;
d) le spese
per interessi passivi, quelle sostenute sulla base di
trasferimenti
con vincolo di destinazione dall’Unione europea e
quelle
eccezionali derivanti esclusivamente da calamita’ naturali,
nonche’
quelle sostenute per lo svolgimento delle
elezioni
amministrative;
e) le spese connesse all’esercizio
di funzioni statali e
regionali trasferite o delegate nei
limiti dei corrispondenti
finanziamenti statali o regionali.

Pertanto, ciascuna provincia provvedera’ a ricalcolare il
saldo
finanziario 2001 secondo le nuove regole dell’art. 29, comma 5,
e non
ad utilizzare quello realizzato per lo stesso anno ai sensi
dell’art.
53 della legge n. 388 del 2000, in quanto i criteri di
calcolo sono
diversi, cosi’ come diverse sono le detrazioni da
apportare alle
entrate e alle spese.
La determinazione del saldo
2001 deve avvenire come segue:
per la gestione di competenza,
si deve far riferimento agli
accertamenti e agli impegni di
competenza dell’esercizio 2001, come
risultano dal rendiconto della
provincia (o in mancanza di tale
documento dai partitari
dell’ente);
per la gestione di cassa, si deve far riferimento
agli incassi e
ai pagamenti (in conto competenza e in conto res…

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