MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 19 maggio 2009 | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 19 maggio 2009

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 19 maggio 2009 - Studi di settore elaborati su base regionale o comunale in attuazione dell'articolo 83, comma 19, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. (09A06840) (GU n. 139 del 18-6-2009 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 19 maggio 2009

Studi di settore elaborati su base regionale o comunale in
attuazione dell’articolo 83, comma 19, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112. (09A06840)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte sui redditi;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
come modificato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, riguardante l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul
valore aggiunto;
Visto l’art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427,
che prevede, da parte degli uffici del Dipartimento delle entrate del
Ministero delle finanze, l’elaborazione di appositi studi di settore
in relazione ai vari settori economici;
Visto l’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, che individua le
modalita’ di utilizzazione degli studi di settore in sede di
accertamento nonche’ le cause di esclusione dall’applicazione degli
stessi;
Visto l’art. 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che
ha trasferito le funzioni dei Ministeri del bilancio, del tesoro e
della programmazione economica e delle finanze al Ministero
dell’economia e delle finanze;
Visto l’art. 57 del medesimo decreto legislativo n. 300 del 1999
che ha istituito le agenzie fiscali;
Visto l’art. 83, comma 19, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, che prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2009, l’elaborazione
degli studi di settore di cui al predetto art. 62-bis del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, anche su base regionale o
comunale, ove cio’ sia compatibile con la metodologia prevista dal
comma 1, secondo periodo, dello stesso art. 62-bis;
Visto l’art. 83, comma 20, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, che prevede che le modalita’ di attuazione del comma 19 del
medesimo decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, sono stabilite con
decreto del Ministro dell’economia delle finanze;

Decreta:

Art. 1.
Elaborazione degli studi di settore su base regionale o comunale

1. In funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, a decorrere
dal 1° gennaio 2009, gli studi di settore di cui all’art. 62-bis del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono elaborati su base regionale
o comunale con le modalita’ e i criteri indicati negli articoli
successivi.
2. Entro il 31 dicembre 2013, gli studi di settore sono
progressivamente elaborati su base regionale o comunale, tenendo
conto di quanto disposto dall’art. 10-bis, comma 1, della legge 8
maggio 1998, n. 146.

Art. 2.
Criteri per l’elaborazione degli studi di settore
su base regionale o comunale

1. Il processo di elaborazione degli studi di settore su base
regionale o comunale e’ realizzato mediante criteri compatibili con
la metodologia prevista dal comma 1, dell’art. 62-bis del citato
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, tenendo conto:
a) del grado di differenziazione a livello territoriale dei prezzi
e delle tariffe relativi alle prestazioni di servizi o cessioni di
beni operate dalle imprese e dagli esercenti arti e professioni e dei
costi di approvvigionamento dei fattori impiegati nel processo
produttivo;
b) del grado di differenziazione a livello territoriale dei
modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attivita’
economica.
2. I criteri di cui al comma precedente, consentono di determinare
i ricavi o compensi derivanti dalla applicazione degli studi di
settore con riferimento alle specificita’ delle aree territoriali di
riferimento.

Art. 3.
Partecipazione dei comuni

1. Gli studi di settore su base regionale o comunale sono elaborati
tenendo conto del parere delle associazioni professionali e di
categoria presenti nella commissione degli esperti di cui al comma 7
dell’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146.
2. Al fine di consentire la partecipazione dei comuni al processo
di elaborazione degli studi di settore su base territoriale, come
previsto dall’art. 83, comma 20, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, la composizione della commissione degli esperti di cui al comma
precedente, e’ integrata con la partecipazione di due rappresentanti
dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, da designare con
successivo decreto, tenuto conto delle segnalazioni della medesima
Associazione nazionale dei comuni italiani.
3. Al fine di assicurare la partecipazione dei comuni alla fase di
individuazione, nell’ambito territoriale della regione,
dell’eventuale esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle
attivita’ economiche a livello locale, rilevanti sia ai fini della
revisione degli studi di settore che della relativa applicazione in
sede di accertamento, il direttore dell’Agenzia delle entrate
provvede a garantire la presenza di un rappresentante
dell’Associazione nazionale dei comuni italiani all’interno degli
osservatori regionali istituiti con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate 8 ottobre 2007.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 19 maggio 2009
Il Ministro : Tremonti
Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2009
Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 3
Economia e finanze, foglio n. 223

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