MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 21 maggio 2009 | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 21 maggio 2009

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 21 maggio 2009 - Razionalizzazione degli interessi per la riscossione ed il rimborso dei tributi, ai sensi dell'articolo 1, comma 150, della legge n. 244 del 2007. (09A06833) (GU n. 136 del 15-6-2009 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 21 maggio 2009

Razionalizzazione degli interessi per la riscossione ed il rimborso
dei tributi, ai sensi dell’articolo 1, comma 150, della legge n. 244
del 2007. (09A06833)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 26 gennaio 1961, n. 29, recante la disciplina della
riscossione dei carichi in materia di tasse e di imposte indirette
sugli affari;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, riguardante l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul
valore aggiunto;
Visti gli articoli 20, 21, 39, 44 e 44-bis, relativi alla misura
degli interessi, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, recante disposizioni sulla riscossione delle
imposte sul reddito;
Visti gli articoli 36-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di
controllo automatizzato;
Visto l’art. 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, concernente il controllo formale delle
dichiarazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n.
131, recante la approvazione del testo unico delle disposizioni
concernenti l’imposta di registro;
Visto il decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, recante
l’approvazione del testo unico delle disposizioni in materia di
imposta sulle successioni e donazioni;
Visto il decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, recante
l’approvazione del testo unico in materia di imposte ipotecaria e
catastale;
Visto l’art. 13, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n.
557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n.
133, riguardante gli interessi per rapporti di credito e debito
d’imposta, che dispone che il Ministro delle finanze e’ autorizzato,
con proprio decreto, a determinare, di concerto con il Ministro del
tesoro, la misura di detti interessi;
Visto l’art. 3 del decreto-legge 23 maggio 1994, n. 307,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 457,
riguardante l’autorizzazione al Ministero del tesoro a determinare i
tassi di interesse per debiti e crediti dello Stato;
Visto l’art. 3, commi 141 e 142, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, concernente disposizioni in materia di entrata, che stabilisce
la misura degli interessi dovuti a decorrere dal 1° gennaio 1997;
Visti gli articoli 8 e 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997,
n. 218, e 48 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, in
materia di accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale;
Visto l’art. 20, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, in materia di pagamento rateale;
Visto il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, concernente
unificazione ai fini fiscali e contributivi delle procedure di
liquidazione, riscossione e accertamento;
Visto l’art. 13, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 472, concernente sanzioni amministrative per le violazioni di
norme tributarie;
Visto l’art. 37 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46,
con il quale e’ stato abrogato l’art. 9 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, cui fa riferimento l’art.
20, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ai fini
dell’individuazione della misura dell’interesse nell’ipotesi di
pagamento rateale;
Visto il decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, recante il
riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo;
Visto il proprio decreto 5 marzo 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 9 marzo 1999, n. 56, con il quale e’ stata modificata la
misura del saggio degli interessi annui dovuti per la dilazione di
pagamento dell’imposta di successione;
Visto l’art. 13 della legge 13 maggio 1999, n. 133, che dispone,
tra l’altro, che la misura degli interessi per la riscossione e i
rimborsi di ogni tributo e’ determinata nei limiti di tre punti
percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse fissato ai
sensi dell’art. 1284 del codice civile;
Visto l’art. 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che
ha trasferito le funzioni dei Ministeri del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e delle finanze al Ministero
dell’economia e delle finanze;
Visto il proprio decreto 27 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2003, con il quale e’ stata
determinata, ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge 13 maggio
1999, n. 133, la misura degli interessi previsti dall’art. 1 della
legge 26 gennaio 1961, n. 29, dagli articoli 20, 21, 39, 44 e 44-bis
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, e in materia di imposta sul valore aggiunto, con decorrenza dal
1° luglio 2003;
Visto l’art. 2, comma 47, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
concernente l’istituzione dell’imposta sulle successioni e donazioni;
Visto il proprio decreto 12 dicembre 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2007, con il quale la
misura del saggio degli interessi legali, di cui all’art. 1284 del
codice civile, e’ fissata al 3 per cento in ragione d’anno, con
decorrenza dal 1° gennaio 2008;
Visto l’art. 1, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il
quale dispone che con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, emanato ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge 13
maggio 1999, n. 133, sono stabilite le misure, anche differenziate,
degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di
ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall’art.
13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, nei limiti di
tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse
fissato ai sensi dell’art. 1284 del codice civile, salva la
determinazione degli interessi di mora ai sensi dell’art. 30 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
Ritenuta la necessita’ di adeguare, ai sensi dell’art. 1, comma
150, della legge n. 244 del 2007, la misura degli interessi per la
riscossione ed i rimborsi dei tributi;

Decreta:

Art. 1.

Interesse per ritardato rimborso delle imposte

1. Gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per
rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata, previsti dagli
articoli 44 e 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, sono dovuti nella misura del 2 per cento
annuo e dell’1 per cento semestrale, a decorrere dal 1° gennaio 2010.
2. Gli interessi per i rimborsi in materia di imposta sul valore
aggiunto, previsti dagli articoli 38-bis e 38-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono dovuti
nella misura del 2 per cento annuo, a decorrere dal 1° gennaio 2010.
3. Gli interessi per i rimborsi dell’imposta di successione,
previsti dagli articoli 42, comma 3, e 37, comma 2, del decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e delle imposte ipotecaria e
catastale, di cui all’art. 13, comma 4, del decreto legislativo 31
ottobre 1990, n. 347, sono dovuti nella misura dell’1 per cento, per
ogni semestre compiuto, a decorrere dal 1° gennaio 2010.
4. Gli interessi per i rimborsi delle somme non dovute per tasse e
imposte indirette sugli affari, previsti dagli articoli 1 e 5 della
legge 26 gennaio 1961, n. 29 sono dovuti nella misura dell’1 per
cento per ogni semestre compiuto, a decorrere dal 1° gennaio 2010.

Art. 2.

Interessi per ritardata iscrizione a ruolo

1. A decorrere dal 1° ottobre 2009, gli interessi per ritardata
iscrizione a ruolo, previsti dall’art. 20 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono dovuti nella misura
del 4 per cento annuo, per i ruoli resi esecutivi dalla medesima
data.

Art. 3.

Interessi per dilazione del pagamento

Gli interessi per dilazione del pagamento, previsti dall’art. 21
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, sono dovuti nella misura del 4,5 per cento annuo, per le
dilazioni concesse a decorrere dal 1° ottobre 2009.

Art. 4.

Interessi per la sospensione amministrativa

1. Gli interessi per la sospensione amministrativa della
riscossione, previsti dall’art. 39 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono dovuti nella misura del
4,5 per cento annuo, a decorrere dal 1° ottobre 2009.

Art. 5.

Interessi per pagamenti rateali

1. Gli interessi per i pagamenti rateali, previsti dall’art. 20 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sono dovuti nella misura
del 4 per cento annuo a decorrere dai pagamenti delle imposte dovute
in relazione alle dichiarazioni fiscali presentate dal 1° luglio
2009.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2010, sono dovuti gli interessi al
tasso del 3,5 per cento annuo per i pagamenti rateali previsti
dall’art. 3-bis, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462.
3. Sugli importi dilazionati, previsti dall’art. 38, comma 2, del
decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, sono dovuti, per le
dilazioni concesse dal 1° gennaio 2010, gli interessi annui a scalare
nella misura del 3 per cento.

Art. 6.

Interessi per ritardato pagamento

1. A decorrere dalle dichiarazioni presentate per il periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, gli interessi relativi alle
somme dovute ai sensi degli articoli 2, comma 2, e 3, comma 1, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, versate entro i termini
ivi previsti, sono dovuti nella misura del 3,5 per cento annuo.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2010 sono stabiliti al tasso del 3,5
per cento annuo gli interessi relativi alle somme dovute a seguito
di:
a) rinuncia all’impugnazione dell’accertamento, di cui all’art. 15
del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, versate entro i
termini ivi previsti;
b) pagamento dell’imposta di registro, di donazione, ipotecaria e
catastale entro i termini previsti dagli articoli 54, comma 5, e 55,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986,
n. 131;
c) pagamento delle tasse sulle concessioni governative, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e
delle tasse automobilistiche la cui gestione e’ di competenza dello
Stato, entro i termini previsti dagli avvisi di accertamento;
d) accertamento con adesione di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 19 giugno 1997, n. 218, versate nei termini ivi previsti;
e) conciliazione giudiziale di cui all’art. 48 del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, versate nei termini ivi
previsti.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2010, sono stabiliti nella misura del
2,5 per cento per ogni semestre compiuto gli interessi relativi alle
somme dovute per le imposte sulle successioni e per le imposte
ipotecarie e catastali, versate entro i termini previsti dall’art.
37, comma 1, del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 21 maggio 2009
Il Ministro : Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2009
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 3
Economia e finanze, foglio n. 225

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 21 maggio 2009

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