MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 27 novembre 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 27 novembre 2008

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 27 novembre 2008 - Ulteriori misure urgenti per garantire la stabilita' del sistema creditizio. (GU n. 287 del 9-12-2008 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 27 novembre 2008

Ulteriori misure urgenti per garantire la stabilita’ del sistema
creditizio.

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, recante «Misure
urgenti per garantire la stabilita’ del sistema creditizio e la
continuita’ nell’erogazione del credito alle imprese e ai
consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati
finanziari»;
Visto il decreto-legge 13 ottobre 2008, n. 157, recante «Ulteriori
misure urgenti per garantire la stabilita’ del sistema creditizio»,
il quale, tra l’altro, prevede che:
«Il Ministero dell’economia e delle finanze, fino al 31 dicembre
2009, e’ autorizzato a concedere la garanzia dello Stato, a
condizioni di mercato, sulle passivita’ delle banche italiane, con
scadenza fino a cinque anni e di emissione successiva alla data di
entrata in vigore del presente decreto-legge» (art. 1, comma 1);
«Il Ministero dell’economia e delle finanze, fino al 31 dicembre
2009, e’ autorizzato ad effettuare operazioni temporanee di scambi
tra titoli di Stato e strumenti finanziari detenuti dalle banche
italiane o passivita’ delle banche italiane controparti aventi
scadenza fino a 5 anni e di emissione successiva alla data di entrata
in vigore del presente decreto. Le emissioni di titoli di Stato
relative a tali operazioni e quelle effettuate ai sensi dell’art. 1,
comma 7, lettera d), del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155,
possono essere effettuate in deroga ai limiti previsti al riguardo
dalla legislazione vigente. L’onere di tali operazioni per le banche
controparti e’ definito tenuto conto delle condizioni di mercato»
(art. 1, comma 2);
«Il Ministero dell’economia e delle finanze, fino al 31 dicembre
2009, e’ autorizzato a concedere la garanzia dello Stato, a
condizioni di mercato, sulle operazioni stipulate da banche italiane
al fine di ottenere la temporanea disponibilita’ di titoli
utilizzabili per operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema»
(art. 1, comma 3);
«Le operazioni di cui ai commi 1, 2 e 3 sono effettuate sulla base
della valutazione da parte della Banca d’Italia dell’adeguatezza
della patrimonializzazione della banca richiedente e della sua
capacita’ di fare fronte alle obbligazioni assunte» (art. 1, comma
5);
«Con decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, sono
stabiliti criteri, condizioni e modalita’ delle operazioni di cui
all’art. 1, comma 2, della garanzia dello Stato di cui all’art. 1,
commi 1 e 3, e di attuazione del presente decreto» (art. 2, comma 1);
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni, recante il testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia (Testo unico bancario);
Visto l’art. 87, comma 3, lettera b) del Trattato CE;
Vista la Comunicazione della Commissione europea in data 13 ottobre
2008 «The application of State aid rules to measures taken in
relation to financial institutions in the context of the current
global financial crisis» (2008/C270/02);
Ritenuto che gli interventi di cui al presente decreto debbano
rispondere ai principi di proporzionalita’ e non discriminazione e
debbano essere limitati a quanto strettamente necessario per poter
porre rimedio alla attuale grave turbativa dell’economia;
Visto il parere della Banca Centrale Europea del 12 novembre 2008;
Vista la decisione della Commissione del 13 novembre 2008 sulle
misure previste nel presente decreto, giudicate compatibili con il
mercato comune;
Visto il punto 21 della suddetta decisione in cui la Commissione
rileva che i termini economici della garanzia «seguono le
raccomandazioni della Banca Centrale Europea del 20 ottobre 2008»;
Sentita la Banca d’Italia in data 20 novembre 2008;
Decreta:

Art. 1.

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina, in attuazione del decreto-legge
13 ottobre 2008, n. 157 (d’ora in avanti: il decreto-legge), criteri,
modalita’ e condizioni delle seguenti operazioni:
a) concessione della garanzia dello Stato sulle passivita’ delle
banche italiane, di cui all’art. 1, comma 1, del decreto-legge;
b) operazioni temporanee di scambio tra titoli di Stato e
passivita’ delle banche italiane controparti, di cui all’art. 1,
comma 2, del decreto-legge;
c) concessione della garanzia dello Stato sulle operazioni
stipulate da banche italiane, al fine di ottenere la temporanea
disponibilita’ di titoli utilizzabili per operazioni di
rifinanziamento presso l’Eurosistema, di cui all’art. 1, comma 3, del
decreto-legge.
2. Ai fini del presente decreto, per banche italiane si intendono
le banche aventi sede legale in Italia.
3. L’entita’ delle operazioni poste in essere e’ limitata a quanto
strettamente necessario per porre rimedio alla attuale grave
turbativa dell’economia. L’insieme delle operazioni di cui al comma 1
e i loro effetti sull’economia sono oggetto di monitoraggio
semestrale da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, con
il supporto della Banca d’Italia, anche al fine di verificare la
necessita’ della sussistenza delle operazioni stesse e l’esigenza di
eventuali modifiche operative. I risultati delle verifiche sono
comunicati alla Commissione europea; le eventuali necessita’ di
prolungare la vigenza delle operazioni oltre i sei mesi dall’entrata
in vigore del presente decreto e le eventuali modifiche operative
ritenute necessarie sono notificate alla Commissione europea.
4. Le banche che ricorrono agli interventi previsti dal presente
decreto devono svolgere la propria attivita’ in modo da non abusare
del sostegno ricevuto e conseguire indebiti vantaggi per il tramite
dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte
al pubblico.
5. In caso di mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 4,
il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca
d’Italia, puo’ escludere la banca interessata dall’ammissione alle
operazioni di cui al comma 1, fatte salve le operazioni gia’ in
essere. Di tale esclusione e’ data comunicazione alla Commissione
europea.
6. Per singola banca, l’ammontare massimo complessivo delle
operazioni di cui al presente decreto non puo’ eccedere il patrimonio
di vigilanza, ivi incluso il patrimonio di terzo livello. La Banca
d’Italia effettua un monitoraggio del rispetto dei suddetti limiti e
ne comunica tempestivamente gli esiti al Dipartimento del Tesoro. Il
Dipartimento del Tesoro comunica alla Commissione europea i risultati
del monitoraggio.
7. Il Ministero dell’economia e delle finanze, con il supporto
della Banca d’Italia, controlla l’espansione delle attivita’ di
bilancio delle banche beneficiarie delle operazioni di cui al
presente decreto al fine di assicurare che a livello aggregato la
crescita di tali attivita’ non superi il piu’ elevato tra i seguenti
indicatori:
la crescita annua del PIL nominale dell’Italia nell’anno
precedente;
la media annua di crescita delle attivita’ di bilancio delle
banche italiane nel periodo 1987-2007;
il tasso medio di crescita delle attivita’ di bilancio delle
banche insediate nell’Unione europea nei sei mesi precedenti.
8. Ove le attivita’ di bilancio eccedano a livello aggregato il
limite di cui al comma 7, il Ministero dell’economia e delle finanze
adotta le misure necessarie ad assicurarne il rispetto, ivi comprese
le necessarie modifiche al presente decreto, salvo che il superamento
del limite sia determinato da cause indipendenti dalle misure
previste nel decreto medesimo.

Art. 2.

Garanzia dello Stato sulle passivita’
delle banche italiane

1. Nelle operazioni di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), la
garanzia dello Stato puo’ essere concessa su strumenti finanziari di
debito emessi da banche che presentino congiuntamente le seguenti
caratteristiche:
a) sono emessi, a condizioni di mercato, successivamente
all’entrata in vigore del presente decreto, anche nell’ambito di
programmi di emissione preesistenti, e hanno durata residua non
inferiore a tre mesi e non superiore a cinque anni;
b) prevedono il rimborso del capitale in un’unica soluzione a
scadenza;
c) sono a tasso fisso;
d) sono denominati in euro;
e) rappresentano un debito non subordinato nel rimborso del
capitale e nel pagamento degli interessi;
f) non sono obbligazioni bancarie garantite di cui all’art. 7-bis
della legge 30 aprile 1999, n. 130;
g) non sono titoli strutturati o prodotti complessi ne’
incorporano una componente derivata. A tal fine si fa riferimento
alle definizioni contenute nelle Istruzioni di Vigilanza per le
banche (Circolare della Banca d’Italia n. 229 del 21 aprile 1999,
Titolo X, Capitolo 1, Sezione I.).
2. La garanzia di cui al precedente comma copre il capitale e gli
interessi.
3. Non possono in alcun caso essere assistite da garanzia dello
Stato le passivita’ computabili nel patrimonio di vigilanza, come
individuate dalle Nuove disposizioni di Vigilanza prudenziale per le
banche (Circolare della Banca d’Italia n. 263 del 27 dicembre 2006,
Titolo I, Capitolo 2).

[Continua nel file zip allegato]

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