MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 dicembre 2010 | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 dicembre 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 dicembre 2010 - Direttive per l'attuazione delle operazioni finanziarie, ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398 (testo unico delle disposizioni in materia di debito pubblico). (11A00160) - (GU n. 9 del 13-1-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 28 dicembre 2010

Direttive per l’attuazione delle operazioni finanziarie, ai sensi
dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 2003, n. 398 (testo unico delle disposizioni in materia di
debito pubblico). (11A00160)

IL MINISTRO
DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003,
n. 398, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di debito pubblico», ed in particolare
l’art. 3, ove si prevede che il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato, in ogni anno finanziario, ad emanare decreti
cornice che consentano al Tesoro:
di effettuare operazioni di indebitamento sul mercato interno od
estero nelle forme di prodotti e strumenti finanziari a breve, medio
e lungo termine, indicandone l’ammontare nominale, il tasso di
interesse o i criteri per la sua determinazione, la durata, l’importo
minimo sottoscrivibile, il sistema di collocamento ed ogni altra
caratteristica e modalita’;
di disporre, per promuovere l’efficienza dei mercati finanziari,
l’emissione temporanea di tranche di prestiti vigenti per consentire
il ricorso ad operazioni di pronti contro termine od altre in uso nei
mercati;
di procedere, ai fini della ristrutturazione del debito pubblico
interno ed estero, al rimborso anticipato dei titoli, a
trasformazioni di scadenze, ad operazioni di scambio nonche’ a
sostituzione tra diverse tipologie di titoli o altri strumenti
previsti dalla prassi dei mercati finanziari internazionali;
Visto il decreto ministeriale n. 73150 del 4 agosto 2003, come
modificato dal decreto ministeriale n. 9487 del 1° febbraio 2005, con
il quale vengono regolate le operazioni di concambio di titoli di
Stato da effettuare tramite sistemi telematici di negoziazione;
Visto il decreto ministeriale n. 83002 del 30 dicembre 2005, con il
quale il Dipartimento del Tesoro e’ stato autorizzato ad effettuare
le operazioni di cui al menzionato art. 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, a valere sul conto
disponibilita’ del Tesoro per il servizio di tesoreria (di seguito
«conto disponibilita’»), mediante depositi o impieghi sul mercato
monetario nonche’ attraverso il ricorso ad altre operazioni in uso
nei mercati finanziari, entro i limiti previsti dal medesimo decreto
ministeriale;
Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, ed in particolare l’art.
47 recante: «Modifiche alla disciplina dei conti intrattenuti dal
Tesoro per la gestione delle disponibilita’ liquide», con il quale
sono state introdotte modifiche all’art. 5 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398;
Considerato che il Dipartimento del Tesoro pone in essere:
in occasione delle operazioni di ristrutturazione del debito
pubblico, accordi con istituzioni finanziarie al fine di
regolamentare le operazione medesime;
accordi di carattere generale con le medesime istituzioni
finanziarie, al fine di disciplinare i predetti contratti, secondo
quanto stabilito dall’International Swap & Derivatives Association,
gia’ International Swap Dealers Association (I.S.D.A.), associazione
di categoria tesa a garantire dal punto di vista
giuridico-finanziario l’equilibrio delle condizioni contrattuali fra
le controparti;
altri accordi comunque connessi alla gestione dei prestiti;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche» ed in particolare l’art. 4 con il quale,
mentre si attribuisce agli organi di governo l’esercizio delle
funzioni di indirizzo politico-amministrativo e la verifica della
rispondenza dei risultati dell’attivita’ amministrativa e di gestione
agli indirizzi impartiti, si riserva, invece, ai dirigenti l’adozione
degli atti e dei provvedimenti amministrativi, compresi quelli che
impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonche’ la gestione
finanziaria, tecnica ed amministrativa;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante la
«Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59» ed in particolare l’art. 5, comma 3, ove
si prevede che il capo del dipartimento svolge compiti di
coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello
dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso, al fine di
assicurare la continuita’ delle funzioni dell’amministrazione ed e’
responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici da
esso dipendenti, in attuazione degli indirizzi del Ministro;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante «Disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti» ed in
particolare l’art. 3, comma 13, con il quale si stabilisce che le
disposizioni di cui al comma 1, relative al controllo preventivo di
legittimita’ della Corte dei conti, non si applicano agli atti ed ai
provvedimenti emanati nelle materie monetaria, creditizia, mobiliare
e valutaria;
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il
«Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE», ed in
particolare l’art. 19, comma 1, lettera d), ove si stabilisce che le
disposizioni del codice stesso non si applicano ai contratti
concernenti servizi finanziari relativi all’emissione, all’acquisto,
alla vendita ed al trasferimento di titoli o di altri strumenti
finanziari;
Ritenuta la necessita’ di delineare gli obiettivi di riferimento
per lo svolgimento dell’attivita’ amministrativa nel settore delle
operazioni finanziarie volte alla gestione del debito pubblico,
stabilendo i limiti da osservare e le modalita’ cui l’amministrazione
dovra’ attenersi in tale attivita’ durante l’anno finanziario 2011;

Decreta:

Art. 1

Emissione dei prestiti

Ai sensi dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 2003, n. 398, citato nelle premesse, per l’anno finanziario
2011, le operazioni di emissione dei prestiti indicate nel medesimo
articolo verranno disposte dal Direttore generale del Tesoro o, per
sua delega, dal Dirigente generale capo della Direzione competente in
materia di debito pubblico (d’ora innanzi indicato, ai fini del
presente decreto, come «Direttore della direzione II»).
Il Dipartimento del Tesoro potra’ procedere ad emissioni di titoli
di Stato in tutte le tipologie in uso sui mercati finanziari, a tasso
fisso o variabile. Potra’, inoltre, procedere all’emissione
temporanea di tranche di prestiti vigenti per consentire il ricorso
ad operazioni di pronti contro termine od altre in uso nella prassi
finanziaria al fine di promuovere l’efficienza dei mercati, nonche’
le operazioni relative alla gestione del conto disponibilita’,
disciplinate dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2005 citato
nelle premesse e successive modificazioni, nonche’ eventuali
ulteriori modifiche.

Art. 2

Limiti dell’indebitamento

Le emissioni dei prestiti dovranno essere effettuate, oltre che nel
rispetto del limite stabilito annualmente dalla legge di approvazione
del bilancio di previsione dello Stato, attenendosi alle linee guida
di cui al presente decreto, e secondo gli obiettivi dal medesimo
indicati.
I titoli potranno avere qualunque durata; nella determinazione
della stessa, si dovra’ contemperare l’esigenza di acquisire il
gradimento dei mercati con quella di contenere il costo complessivo
dell’indebitamento in un’ottica di medio-lungo periodo, considerata
l’esigenza di protezione dal rischio di rifinanziamento e di
esposizione a mutamenti dei tassi di interesse.
In tale attivita’, il Dipartimento del Tesoro effettuera’ emissioni
di prestiti in modo che al termine dell’anno finanziario 2011 la
quota dei titoli a breve termine si attesti tra il 5% e il 15%
dell’ammontare nominale complessivo dei titoli di Stato in
circolazione a quella data, la quota dei titoli «nominali» a tasso
fisso tra il 55% e il 75%, la quota dei titoli «nominali» a tasso
variabile tra l’8% e il 15%; inoltre, le quote dei titoli «reali»
indicizzati all’inflazione europea e dei certificati del Tesoro
zero-coupon non dovranno superare rispettivamente il 10% e l’8%.
Le operazioni previste dal decreto ministeriale n. 83002 del 30
dicembre 2005 potranno essere svolte nei limiti massimi ivi previsti,
di cinque miliardi di euro giornalieri e di cinque miliardi di euro
quale saldo netto annuo, salvo eventuali modifiche, che potranno
essere introdotte nel corso del 2011, in attuazione dell’art. 47
della legge n. 196 del 31 dicembre 2009, citato nelle premesse.
Il totale dei prestiti emessi sui mercati esteri, al netto dei
rimborsi, non dovra’ eccedere il 30% del totale delle emissioni
nette.
Inoltre, il Dipartimento del Tesoro potra’ effettuare, con le
modalita’ di cui al presente decreto, operazioni di assegnazione di
titoli per particolari finalita’, previste dalla normativa.

Art. 3

Operazioni di ristrutturazione del debito pubblico

Le operazioni di ristrutturazione del debito pubblico avranno come
principale obiettivo, sulla base delle informazioni disponibili e
della prevedibile evoluzione delle condizioni di mercato, il
contenimento del costo complessivo dell’indebitamento considerata
l’esigenza di protezione dai rischi di mercato e di rifinanziamento,
nonche’ del buon funzionamento del mercato secondario dei titoli di
Stato.
Le operazioni di scambio (incluse quelle effettuate tramite sistemi
telematici di negoziazione), di riacquisto o di rimborso anticipato
di titoli ed ogni altra operazione finanziaria consentita, ai fini
della ristrutturazione del debito pubblico, dall’art. 3 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 398/2003 citato in premessa,
verranno disposte dal Direttore generale del Tesoro o, per sua
delega, dal «Direttore della direzione II».
Il Dipartimento del Tesoro potra’ procedere ad operazioni di
riacquisto o rimborso anticipato di titoli sino ad un importo massimo
pari al 40% dell’ammontare nominale in circolazione di ogni
emissione.
Il Dipartimento del Tesoro potra’, altresi’, effettuare operazioni
di scambio accettando, in pagamento dei titoli in emissione, titoli
di Stato di qualunque durata.
In forza dell’art. 3, 2° comma, del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 398 del 2003, i pagamenti conseguenti alle
operazioni di cui al presente articolo potranno avvenire anche in
deroga a quanto stabilito dall’art. 24, 2° comma, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, in considerazione delle condizioni obiettive
di fatto collegate a tale operativita’.

Art. 4

Contenimento del rischio delle operazioni
di ristrutturazione

Al fine di ridurre i rischi connessi ad eventuali inadempimenti
delle controparti di operazioni di ristrutturazione, tali operazioni
saranno concluse solo con istituzioni finanziarie di elevata
affidabilita’.
Nel valutare il merito del credito delle predette istituzioni, si
terra’ conto della valutazione espressa dalle principali agenzie di
rating.
Il Direttore generale del Tesoro o, per sua delega, il «Direttore
della direzione II», firmera’ gli accordi relativi alle operazioni di
ristrutturazione attuate con le medesime istituzioni finanziarie.
Alle operazioni di scambio, di riacquisto o di rimborso anticipato
di titoli saranno ammessi a partecipare esclusivamente gli
«Specialisti in titoli di Stato».

Art. 5

Accordi connessi con l’attivita’ di indebitamento

Il Direttore generale del Tesoro o, per sua delega, il «Direttore
della direzione II», inoltre, firmera’ i contratti I.S.D.A.
(«International Swap & Derivatives Association», gia’ «International
Swap Dealers Association») che intercorreranno tra il Ministero
dell’economia e delle finanze e le istituzioni finanziarie che
procedono ad operazioni di «swap», nonche’ ogni accordo connesso,
preliminare o conseguente alla gestione del debito.

Art. 6

Decreti di approvazione e di accertamento

I decreti di approvazione degli accordi citati nei precedenti
articoli 4 e 5 nonche’ quelli di accertamento dell’esito delle
operazioni di gestione del debito pubblico, verranno firmati dal
Direttore generale del Tesoro o per sua delega dal «Direttore della
direzione II».

Art. 7

Obbligo di comunicazione

Il Dipartimento del Tesoro dara’ regolare comunicazione all’ufficio
di Gabinetto del Ministro delle operazioni finanziarie effettuate in
forza del presente decreto, indicando i dati finanziari
caratteristici di ciascuna di esse; tale comunicazione potra’
avvenire anche utilizzando mezzi informatici.
Il Dipartimento del Tesoro dara’ preventiva comunicazione al
Ministro di quelle operazioni che per le loro caratteristiche
rientrino nelle funzioni di indirizzo politico-amministrativo proprie
degli organi di governo; inoltre, qualora particolari esigenze nella
gestione del debito rendano opportuno derogare ai limiti posti nel
presente decreto, le scelte conseguenti verranno sottoposte al
Ministro stesso.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 28 dicembre 2010

Il Ministro: Tremonti

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 dicembre 2010

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