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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 8 aprile 2008

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 8 aprile 2008 - Sostituzione del decreto 15 agosto 2005, recante: «Speciali limiti all'importazione, commercializzazione, trasporto e impiego di detonatori ad accensione elettrica a bassa e media intensita' nonche' all'impiego e al trasporto degli altri esplosivi di 2ª e 3ª categoria, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155». (GU n. 95 del 22-4-2008 )

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 8 aprile 2008

Sostituzione del decreto 15 agosto 2005, recante: «Speciali limiti
all’importazione, commercializzazione, trasporto e impiego di
detonatori ad accensione elettrica a bassa e media intensita’ nonche’
all’impiego e al trasporto degli altri esplosivi di 2ª e 3ª
categoria, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 27
luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
luglio 2005, n. 155».

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e particolarmente
l’art. 8, comma 1, che demanda al Ministro dell’interno il potere di
disporre, con proprio decreto, per specifiche esigenze di pubblica
sicurezza o per la prevenzione di gravi reati, speciali limiti o
condizioni all’importazione, commercializzazione, trasporto e impiego
di esplosivi di 2ª e 3ª categoria, tra i quali rientrano i detonatori
ad accensione elettrica a bassa e media intensita’;
Visto il decreto 15 agosto 2005 del Ministro dell’interno, con il
quale sono state dettate disposizioni sul deposito, la
commercializzazione ed il trasporto di esplosivi, con particolare
riferimento a quelli destinati a scopi militari o di polizia;
Visto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, ed il relativo regolamento di
esecuzione, di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635;
Vista la legge 2 ottobre 1967, n. 895, recante disposizioni per il
controllo delle armi;
Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110, recante norme integrative
della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni
e degli esplosivi;
Vista la legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul
controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di
armamento;
Letto l’art. 11 della direttiva 93/15/CEE, relativa
all’armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul
mercato e controllo degli esplosivi per uso civile, che consente, nel
caso di minacce gravi o di pregiudizi alla sicurezza pubblica
l’adozione, nel rispetto del principio di proporzionalita’, di misure
necessarie per la limitazione della circolazione di esplosivi o di
munizioni per prevenire la detenzione o l’uso illecito degli stessi;
Visto il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le norme
di recepimento della predetta direttiva 93/15/CEE;
Visto il decreto ministeriale 19 settembre 2002, n. 272, del
Ministro dell’interno di concerto con i Ministri della giustizia,
dell’economia e delle finanze, della difesa e delle attivita’
produttive, recante il regolamento di esecuzione del citato decreto
legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, ed in particolare l’art. 17, che,
modificando l’allegato C al regolamento del testo unico delle leggi
di pubblica sicurezza, ha previsto che per il trasporto degli
esplosivi si applicano le disposizioni nazionali che recepiscono gli
accordi internazionali in materia di trasporto delle merci pericolose
su strada «ADR», per ferrovia «RID», per via aerea «ICAO», per mare
«IMO» e nelle acque interne «ADNR»;
Visto il capitolo 8.4 «Prescrizioni relative alla sorveglianza dei
veicoli» del decreto 2 settembre 2003 del Ministro delle
infrastrutture e trasporti, con il quale, per i trasporti interni, e’
stato recepito l’Accordo europeo sul trasporto internazionale di
merci pericolose (ADR);
Viste le disposizioni applicative del predetto regolamento n. 272
del 2002, adottate anche in applicazione della direttiva 2004/57/CEE
del 23 aprile 2004 e della decisione 15 aprile 2004 della Commissione
delle Comunita’ europee, diramate con circolare n.
557/P.A.S.12664-XV.H.MASS(53) del 5 maggio 2005;
Visto l’elenco degli esplosivi, degli accessori detonanti e dei
mezzi di accensione, per l’impiego minerario, istituito presso il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato –
Direzione generale delle miniere, ai sensi dell’art. 1 del decreto
ministeriale 21 aprile 1979 recante le «Norme per il rilascio
dell’idoneita’ di prodotti esplodenti ed accessori di tiro
all’impiego estrattivo, ai sensi dell’art. 687 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128» e dei relativi
decreti attuativi;
Tenuto conto che, nell’ambito del Gruppo di lavoro del G6 per lo
studio di un sistema «di controllo degli esplosivi al fine di
prevenire e contrastare il terrorismo», si e’ valutata la
possibilita’ di cooperazione e di azioni comuni, con possibilita’ di
rafforzati controlli di specifici tipi di detonatori commerciali e
della loro commercializzazione, con particolare riguardo ai
detonatori elettrici a bassa e media intensita’, rilevandosi che la
semplicita’ di attivazione ed il frequente utilizzo in attentati
terroristici di tali tipologie di esplodenti, fa sorgere
l’opportunita’ di un relativo miglior controllo e di una limitazione
del loro uso;
Tenuto conto che nel Piano d’Azione per aumentare la sicurezza
degli esplosivi, dei precursori e dei detonatori – elaborato
nell’ambito della Seconda Conferenza dell’Unione europea sul
potenziamento della sicurezza degli esplosivi, tenutasi a Braga (P),
il 16 e 17 luglio 2007, nel corso della quale e’ stata ufficializzata
la relazione della Task Force di esperti in materia di Sicurezza
degli Esplosivi, promossa dalla Direzione generale «Giustizia,
Liberta’ e Sicurezza» dell’Unione europea – si e’ evidenziato, con
riguardo ad eventuali misure concernenti i detonatori, che solo
l’adozione esclusiva di quelli elettronici, con esclusione di quelli
elettrici, siccome i primi sono provvisti di un codice di
identificazione e di un sistema di programmazione computerizzato,
sarebbe in grado di garantire un effettivamente elevato livello di
sicurezza ai fini antiterroristici, ma che tale misura, allo stato,
non appare realisticamente proponibile e che, pur tuttavia, vi e’
necessita’ di limitare la circolazione nel mercato civile di
detonatori elettrici commerciali, controllando la tipologia di
detonatori piu’ facilmente divertibili per scopi illeciti ed
evitando, nel contempo, significativi impatti economici;
Atteso che, tra i detonatori elettrici commerciali, secondo quanto
accertato, i piu’ idonei ad essere facilmente divertibili per usi
criminali sono quelli a bassa e media intensita’, ovvero quelli cosi’
definiti nel decreto del Ministro dell’industria, commercio ed
artigianato del 21 aprile 1979, agli articoli 1 e 5, per i quali
l’impulso di accensione e’ compreso fra lo 0,8 e 1000 mWs/Ohm, e la
«corrente di non accensione in Ampere» e’ calcolata fino a 4 Ampere,
e che limitare, in via ordinaria, l’uso di tali detonatori per le
sole esigenze delle Forze armate e di polizia e per altre speciali
non comporta significativi impatti economici, soprattutto a fronte
dei benefici che, in termini preventivi, ne deriverebbero;
Tenuto, altresi’, conto che l’art. 11 della Direttiva 93/15/CEE,
fissando il principio della proporzionalita’ delle misure adottate e
nei limiti di cui alle sopra menzionate conclusioni, consente – a
fronte del rischio costituito dall’estrema facilita’ d’uso dei
detonatori a bassa e media intensita’ con sorgenti elettriche, anche
radiocomandate, di bassissimo amperaggio (ovvero nella sopra
richiamata misura di «corrente di non accensione» calcolata fino a 4
Ampere) – di ritenere proporzionata la limitazione, in via ordinaria,
della circolazione degli stessi detonatori ai soli ambiti militari e
di polizia;
Ritenuto che l’esistenza di confezioni portatili di precursori,
atte alla realizzazione estemporanea di esplosivi bi-(o
pluri)componenti mediante semplice miscelazione in loco, contrasti,
oltre che con la normativa nazionale vigente sulla fabbricazione ed
il deposito di esplodenti, con l’esigenza primaria di non agevolarne
l’uso per finalita’ criminose;
Visto il ricorrere, negli scenari internazionali, di gravissimi
episodi di terrorismo, perpetrati mediante l’uso di esplosivi
attivati mediante detonatori elettrici a bassa e media intensita’;
Atteso che, a seguito della analoga limitazione in precedenza
disposta dal Ministro dell’interno, non sono discese sensibili
criticita’ per il settore produttivo, che ormai ricorre normalmente a
detonatori di altra tipologia per tutti gli impieghi di ingegneria
civile, fatte salve le speciali esigenze di impiego a fini di
sviluppo tecnologico;
Ritenuto, per quanto precede, di dover definitivamente limitare, in
un quadro di rafforzati controlli che riguardi comunque ed in via
ordinaria tutti gli esplodenti, alle Forze Armate e di Pubblica
Sicurezza ed alle speciali esigenze di sviluppo tecnologico,
l’impiego dei detonatori ad accensione elettrica, attivabili mediante
apparecchiature elettriche comuni a basso amperaggio, in quanto
attivabili a tempo o a distanza mediante apparati elettrici d’uso
comune, nonche’ l’impiego di esplosivi bi-componenti in confezioni
portatili, in quanto, ove essi fossero liberamente disponibili, ne
risulterebbe agevolato il compimento di atti terroristici o altre
attivita’ delittuose;
Ritenuto di dover aggiornare e integrare le disposizioni
applicative concernenti il trasporto delle sostanze esplodenti in
genere;
Ritenuta altresi’, la necessita’ di aggiornare le disposizioni

[Continua nel file zip allegato]

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