MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 10 luglio 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 10 luglio 2008

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 10 luglio 2008 - Condizioni, criteri e modalita' per la concessione di agevolazioni a favore di progetti di innovazione industriale «Nuove tecnologie per il Made in Italy». (GU n. 205 del 2-9-2008 - Suppl. Ordinario n.207)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 10 luglio 2008

Condizioni, criteri e modalita’ per la concessione di agevolazioni a
favore di progetti di innovazione industriale «Nuove tecnologie per
il Made in Italy».

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto l’art. 1, comma 841 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che
ha istituito il Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo;
Visto l’art. 1, comma 842 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che
prevede la realizzazione di progetti di innovazione industriale
nell’ambito di specifiche aree tecnologiche;
Visto l’art. 1, comma 845 della citata legge n. 296/2006, che
prevede che il Ministro dello sviluppo economico con proprio decreto
istituisca appositi regimi di aiuto in conformita’ alla normativa
comunitaria;
Vista la Disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a
favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01);
Visto il decreto interministeriale dell’8 febbraio 2008 con il
quale le risorse del Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo
destinate ai progetti di innovazione industriale sono state ripartite
tra le aree tecnologiche indicate all’art. 1, comma 842 della citata
legge n. 296/2006;
Visto il decreto interministeriale del 6 marzo 2008 con il quale e’
stato adottato il Progetto di innovazione industriale «Nuove
tecnologie per il Made in Italy» ed e’ stato, tra l’altro, stabilito
che le risorse del Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo sono
destinate, oltre che alle incentivazioni finanziarie in attuazione
dell’Azione strategica di innovazione ivi prevista, anche
all’attuazione delle Azioni connesse;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
30 gennaio 2008 con il quale sono stati definiti i criteri e le
modalita’ per lo svolgimento delle attivita’ istituzionali
dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione di
cui all’art. 1, comma 368, lettera d) della legge 23 dicembre 2005,
n. 266;
Vista la decisione della Commissione europea C(2007) 6461 del
12 dicembre 2007 – Aiuto di Stato n. 302/2007, con la quale e’ stato
autorizzato il regime di aiuto per la concessione di agevolazioni in
favore di programmi di ricerca, sviluppo e innovazione;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 27 marzo
2008, n. 87, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 20 maggio
2008, con il quale e’ stato istituito, ai sensi dell’art. 1,
comma 845 della citata legge n. 296/2006, il regime di aiuto per la
concessione di agevolazioni in favore di programmi di ricerca,
sviluppo e innovazione;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Decreta:

Art. 1.
Finalita’ e ambito di intervento

1. Il presente decreto e’ emanato in attuazione dell’Azione
strategica di innovazione industriale, cosi’ come definita nel
decreto di adozione del Progetto di innovazione industriale relativo
all’area tecnologica «Nuove Tecnologie per il Made in Italy» citato
in premessa, e stabilisce le condizioni, i criteri e le modalita’ per
la concessione di agevolazioni a favore di programmi finalizzati allo
sviluppo di prodotti, processi e/o servizi caratterizzati da un
elevato livello di innovazione tecnologica ed organizzativa e da un
impatto di sistema e/o filiera. Ai fini del presente decreto,
l’ambito d’intervento Made in Italy e’ articolato sui seguenti due
livelli:
a) livello dei sistemi di filiera:
1) sistema moda, che identifica lo stile distintivo italiano
per estetica, qualita’ sostanziale, cura della persona, in termini di
abbigliamento, tessile, accessori;
2) sistema casa, che si riferisce all’«ambiente casa»,
all’arredamento e alle nuove tecnologie che migliorano la qualita’
dell’abitare;
3) sistema alimentare, che si riferisce alla trasformazione
finale degli alimenti nelle modalita’ e con lo stile della qualita’
italiana, legata al benessere e/o alla salute della persona;
4) sistema della meccanica, con riferimento a soluzioni
meccaniche complesse ed integrate;
b) livello delle soluzioni tecnologiche che sostengono
l’innovazione di prodotto e di processo dei sistemi di filiera di cui
alla lettera a):
1) tecnologie dei nuovi materiali;
2) tecnologie abilitanti nell’ambito dell’informatica,
dell’organizzazione, della logistica e della distribuzione.
2. I programmi di cui al comma 1 devono:
a) sviluppare una o piu’ nuove tecnologie e/o integrare
tecnologie esistenti in sistemi innovativi complessi e/o sviluppare
modelli applicativi sensibilmente nuovi, in grado di modificare
sostanzialmente i prodotti/processi e il loro contenuto di conoscenza
e valore aggiunto, ovvero sviluppare l’applicazione in un contesto
nuovo di una tecnologia esistente o di una sua evoluzione, in grado
di determinare un significativo cambiamento dei prodotti/processi;
b) modificare sensibilmente lo stato dell’arte tecnologico, in
modo da incidere sulla competitivita’ a livello internazionale;
c) realizzare e qualificare un prototipo del prodotto e/o
servizio innovativo che abbia validita’ industriale;
d) essere proposti da un partenariato qualificato, che preveda la
partecipazione significativa di PMI ed in particolare di piccole
imprese;
e) prevedere modalita’ realizzative, finanziarie e gestionali,
nonche’ un programma di utilizzo dei risultati, che garantiscano il
pieno conseguimento degli obiettivi prefissati.
3. I programmi devono avere ad oggetto lo sviluppo di prodotti,
processi e/o servizi innovativi Made in Italy in una sola tra le
sottoaree individuate all’interno di ciascuna delle aree obiettivo,
di seguito indicate, e devono comprendere uno o piu’ dei temi
progettuali relativi alla sottoarea prescelta:

A) Area obiettivo «Rinnovo e capitalizzazione delle competenze
distintive».

A1) Sottoarea «Prodotti innovativi realizzati attraverso
metodologie, processi e strumenti di progettazione basati sui nuovi
bisogni dei consumatori finali nel mercato mondiale»: obiettivo dei
programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di piattaforme di
progettazione che supportino la realizzazione di prodotti innovativi
a partire dai profili di domanda, reinterpretandola alla luce dei
livelli di qualita’ propri del Made in Italy; i programmi in oggetto
devono comprendere uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) sviluppo di strumenti innovativi di marketing intelligence
specializzati per le filiere del Made in Italy, finalizzati alla
misura ed alla qualificazione dei nuovi potenziali di mercato a
livello internazionale, con alta capacita’ di definizione dei profili
di domanda del consumatore, rispetto a mercati di nicchia ed in
contesti socio-culturali altamente differenziati;
2) applicazione di piattaforme di progettazione innovative allo
sviluppo di prodotti Made in Italy, basati sulla domanda dei mercati
emergenti nei segmenti di qualita’, ideati e progettati in Italia
coniugando nuova domanda mondiale, creativita’ e qualita’ italiane;
3) sviluppo di soluzioni tecnologiche a supporto della
cooperazione progettuale intrafiliera, interfiliera focalizzate sul
processo creativo, in grado di massimizzare la qualita’ dei prodotti
Made in Italy;
4) sviluppo di soluzioni tecnologiche specializzate per le
filiere del Made in Italy, finalizzate alla traduzione delle
componenti di analisi in specifiche di progettazione;
5) sviluppo di strumenti per la quick response specializzati per
le filiere del Made in Italy, applicati al processo di progettazione
per ottimizzare il time to market dell’innovazione non incrementale.
A2) Sottoarea «materiali innovativi ed intelligenti»: obiettivo dei
programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di prodotti Made in
Italy innovati attraverso l’utilizzo di materiali, fibre,
formulazioni e processi di produzione che ne migliorino le
prestazioni e la qualita’ intrinseca; i programmi in oggetto devono
comprendere uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) applicazione di materiali, nanomateriali, rivestimenti,
nanorivestimenti, innovativi, intelligenti, multifunzionali,
autoriparanti, a memoria di forma;
2) applicazione di formulati e materiali intelligenti, attivi, da
recupero, scarto e rifiuti;
3) applicazione di fibre (naturali e/o artificiali)
plurifunzionali, termoregolatrici, regolatrici anche con sostanze a
graduale rilascio;
4) applicazione di materiali tessili e tessuti con formulazioni
antimicrobiche, autopulenti, antifiamma, con basi biologiche,
biotecnologiche, ecocompatibili, per applicazioni medicali, per il
benessere e la salute, per abbigliamento «intelligente», per la
personalizzazione del materiale al consumatore;
5) sviluppo di prodotti cosmetici innovativi di origine vegetale
dotati di attivita’ cosmetica funzionale;
6) integrazione di materiali, microsistemi, nanomateriali o
speciali film di polimeri naturali, biocompatibili o biodegradabili,
per la veicolazione e lo slow release di prodotti naturali ad
attivita’ biologica.
A3) Sottoarea «Soluzioni robomeccatroniche»: obiettivo dei
programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di prodotti Made in
Italy innovati attraverso l’utilizzo di prodotti o di sottocomponenti
a forte integrazione meccanica, elettronica, fluidica e sensoristica,
al fine di generare funzionalita’ speciali e/o intelligenti
fortemente innovative per applicazioni industriali, per beni di
consumo durevoli, per meccanizzazione agricola, per applicazioni di
domotica e per l’ausilio alle diverse abilita’; i programmi in
oggetto devono comprendere uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) integrazione di sistemi robomeccatronici con funzioni di
autodiagnosi ed autoriparazione nei prodotti Made in Italy e/o nelle
loro tecnologie di produzione;
2) sviluppo di sistemi multifunzionali basati su architetture di
base condivise ed espandibili e sull’integrazione di moduli
funzionali specifici, per la realizzazione di elettrodomestici
intelligenti, comunicanti, interfacciabili con i sistemi di controllo
domestico da locale e da remoto;
3) sviluppo di sistemi, sensori ed attuatori predittivi ed
inferenziali per l’ottimizzazione dei consumi di medio e lungo
periodo;
4) sviluppo di sistemi di assistenza e di diagnostica automatica
dei parametri vitali e di benessere personale, a bassa o nulla
invasivita’ e/o da remoto;
5) sviluppo di sistemi di riconoscimento e tracciamento degli
oggetti e di ausilio al movimento e all’orientamento dell’anziano e
del diversamente abile;
6) sviluppo di sistemi di screening, allarme, chiamata,
comunicazione, gestione dell’emergenza;
7) applicazione di sistemi innovativi per la produzione e
l’utilizzo di energia pulita nella generazione di potenza in macchine
per l’agricoltura ed il giardinaggio.
A4) Sottoarea «Tecnologie e soluzioni impiantistiche per gli
ambienti civili ed industriali»: obiettivo dei programmi di questa
sottoarea e’ lo sviluppo di prodotti Made in Italy innovati
attraverso l’utilizzazione di sistemi o componenti per una migliore
funzionalita’ impiantistica, per una migliore qualita’ dell’acqua,
per la sicurezza e la qualita’ dei luoghi di lavoro, per la riduzione
dei sottoprodotti e per la gestione ed il risparmio energetico degli
ambienti industriali, lavorativi, sociali e civili; i programmi in
oggetto devono comprendere uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) sviluppo di sistemi di controllo, applicazione di materiali e
processi per il miglioramento della qualita’ dell’acqua potabile;
2) sviluppo di sistemi di controllo totale dei flussi energetici,
elettrici ed idrici negli ambienti industriali, sociali ed abitativi;
3) applicazione di tecnologie per la riduzione sistematica
dell’utilizzazione di materiali, acqua, energia e sottoprodotti nei
processi di produzione dei prodotti agroalimentari;
4) sviluppo di sistemi di generazione innovativa di energia
pulita ed autonoma, modulare, indoor per il potenziamento dei sistemi
di servizio.
A5) Sottoarea «Tecnologie, sistemi di produzione e prodotti
destinati al miglioramento della qualita’ della vita (ambito chimico,
biologico, nutrizionale)»: obiettivo dei programmi di questa
sottoarea e’ lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative in
grado di migliorare gli effetti di prodotti industriali alimentari
Made in Italy sulla salute umana; i programmi in oggetto devono
comprendere uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) applicazione di tecnologie nutrigenomiche per lo sviluppo di
componenti bioattive delle diverse matrici alimentari;
2) applicazione di componenti bioattive capaci di influenzare i
meccanismi di regolazione cellulare a livello dei sistemi cognitivo e
neurologico;
3) miglioramento dei fattori biologici delle matrici alimentari
coinvolte nei meccanismi di resistenza ai patogeni;
4) sviluppo di soluzioni innovative per l’aumento della
biodisponibilita’ di specifici componenti nutrizionali;
5) sviluppo di componenti innovative dei prodotti alimentari
funzionali al miglioramento della salute umana;
6) sviluppo di soluzioni innovative per la produzione di enzimi
migliorati, derivanti da coprodotti, sottoprodotti e residui
alimentari.
A6) Sottoarea «Tecnologie, materiali, processi e sistemi in grado
di migliorare la performance ambientale, la conservazione e la durata
di vita del prodotto»: obiettivo dei programmi di questa sottoarea e’
lo sviluppo di tecnologie, prodotti, materiali e processi in grado di
assicurare il miglioramento delle caratteristiche dei prodotti
alimentari industriali in termini di durata, affidabilita’ e
convenienza, con specifico riferimento ai processi di conservazione e
distribuzione del prodotto; i programmi in oggetto devono comprendere
uno o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) sviluppo di sistemi di regolazione delle componenti critiche
per il ciclo ed il tempo di conservazione dei prodotti alimentari;
2) sviluppo e/o applicazione di tecnologie e materiali
innovativi, a biodegradabilita’ controllata, per la conservazione dei
prodotti alimentari;
3) sviluppo di sistemi innovativi per il miglioramento delle
caratteristiche di conservazione del prodotto alimentare, in termini
di durata, mantenimento della freschezza, delle qualita’
organolettiche e di gusto.

B) Area obiettivo «Cooperazione produttiva».

B1) Sottoarea «Progetti finalizzati allo sviluppo di prodotti e
processi innovativi ecocompatibili, focalizzati sull’utilizzo di
materie prime rinnovabili, e, congiuntamente, ad alto valore aggiunto
in termini di prestazioni per l’utente finale»: obiettivo dei
programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di prodotti Made in
Italy ecocompatibili e, congiuntamente, ad alto valore aggiunto in
termini di qualita’ estetica, funzionale e prestazionale; i programmi
in oggetto devono comprendere uno o piu’ dei seguenti temi
progettuali:
1) innovazione di prodotto, del processo produttivo, e/o
dell’organizzazione finalizzata alla ecosostenibilita’ nell’intero
ciclo di vita del prodotto;
2) applicazione di piattaforme tecnologiche innovative per le
filiere del Made in Italy finalizzate alla cooperazione produttiva,
specializzate per la gestione degli aspetti di ecosostenibilita’.
B2) Sottoarea «Sviluppo di sistemi di filiera per la progettazione
integrata su tutto il ciclo produttivo e la rappresentazione del
prodotto»: obiettivo dei programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo
di soluzioni integrate di progettazione e «prototipazione virtuale»
rapida, applicate ai cicli produttivi Made in Italy, dalla formazione
dei campionari alla rappresentazione virtuale del prodotto presso il
punto vendita; i programmi in oggetto devono comprendere uno o piu’
dei seguenti temi progettuali:
1) sviluppo di soluzioni integrate per la prototipazione
virtuale, in grado di adeguare i tempi di progettazione del prodotto
ai mercati ad alta rotazione del campionario, di ridurre i costi di
progettazione e di orientare la produzione alla «mass customization»;
2) definizione di linguaggi di progettazione per il Made in Italy
condivisi tra gli attori della filiera anche in ambito
multiculturale;
3) sviluppo di tecnologie di cooperazione produttiva per il Made
in Italy che consentano l’integrazione operativa di soggetti diversi
in termini di coprogettazione, coproduzione, scambio di semilavorati
e componenti, sia in ambito di filiera che interfiliera.
B3) Sottoarea «Progetti per l’organizzazione delle filiere»:
obiettivo dei programmi di questa sottoarea e’ l’innovazione
organizzativa delle filiere del Made in Italy, anche a livello
internazionale; i programmi in oggetto devono comprendere uno o piu’
dei seguenti temi progettuali:
1) applicazione di soluzioni tecnologiche innovative a supporto
delle relazioni tra soggetti che cooperano e competono allo stesso
tempo;
2) applicazione di soluzioni tecnologiche innovative per la
interoperabilita’, la cooperazione, la sicurezza, e per l’estrazione
e l’elaborazione di informazioni ad alto valore aggiunto, con
tecniche di «data mining».

C) Area obiettivo «Presidio strategico dei mercati».

C1) Sottoarea «Sviluppo di format distributivi innovativi per la
commercializzazione sul mercato consumer internazionale»: obiettivo
dei programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di format
distributivi innovativi sul mercato «consumer» che comunichino in
modo chiaro l’identita’ del prodotto Made in Italy, promuovendo lo
stile di vita italiano e garantendo qualita’ e servizio post-vendita
al consumatore finale; i programmi in oggetto devono comprendere uno
o piu’ dei seguenti temi progettuali:
1) innovazione del processo di gestione delle reti distributive
specializzate per il Made in Italy anche attraverso l’integrazione di
piattaforme logistiche innovative, di sistemi di pagamento, di
strumenti innovativi di marketing intelligence per la gestione delle
informazioni sui clienti;
2) prototipazione di punti vendita innovativi specializzati,
comprensivi del marchio, dei sistemi tecnologici di supporto, degli
strumenti e delle tecnologie di gestione del cliente e di post
vendita.
C2) Sottoarea «Progettazione di strumenti tecnologici innovativi
per la commercializzazione sul mercato business internazionale»:
obiettivo dei programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di
strumenti innovativi di commercializzazione e di supporto alla
commercializzazione nel segmento «business to business» che
comunichino in modo chiaro la qualita’ distintiva del prodotto Made
in Italy; i programmi in oggetto devono comprendere uno o piu’ dei
seguenti temi progettuali:
1) innovazione del processo di gestione delle reti distributive
«business to business» specializzate per il Made in Italy, anche
attraverso l’integrazione di piattaforme logistiche innovative, di
strumenti di valutazione e gestione dei canali commerciali e delle
reti di vendita, di strumenti innovativi di marketing intelligence
per la gestione delle informazioni sui clienti, di piattaforme di
gestione delle transazioni e degli ordini;
2) sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative di gestione
delle reti distributive che facilitino l’accesso alle piccole imprese
delle filiere del Made in Italy sul mercato business internazionale.
C3) Sottoarea «Soluzioni di e-commerce e di market intelligence»:
obiettivo dei programmi di questa sottoarea e’ lo sviluppo di canali
innovativi di vendita on line, flessibili e personalizzabili rispetto
ai profili di performance richiesti dalle filiere del Made in Italy;
i programmi in oggetto devono comprendere uno o piu’ dei seguenti
temi progettuali:
1) sviluppo e/o applicazione di tecnologie di comparazione del
ciclo di vita e delle caratteristiche di prodotto;
2) sviluppo e/o applicazione di tecnologie e strumenti per la
realizzazione di contenuti e format di comunicazione multi-lingua e
multi-cultura, personalizzati e flessibili;
3) sviluppo e/o applicazione di strumenti e soluzioni integrate
di business e marketing intelligence;
4) sviluppo e/o applicazione di soluzioni tecnologiche
cooperative per la gestione a livello globale delle transazioni,
degli ordini e della gestione del rapporto con il cliente.
C4) Sottoarea «Soluzioni di logistica di filiera»: obiettivo dei
programmi di questa sottoarea e’ l’innovazione nella logistica di un
intero processo industriale appartenente alle filiere del Made in
Italy, ottenuta attraverso l’armonizzazione e l’integrazione dei
processi e dei flussi informativi delle singole unita’ produttive
coinvolte, dall’acquisizione delle materie prime alla consegna al
cliente; i programmi in oggetto devono comprendere uno o piu’ dei
seguenti temi progettuali:
1) sviluppo e/o applicazione di soluzioni innovative di
packaging, integrate con le soluzioni di logistica, a basso impatto
di costo e ambientale;
2) sviluppo di simulatori per l’analisi ed il disegno ottimale ed
interattivo della logistica di approvvigionamento e dei relativi
costi;
3) sviluppo di una piattaforma ICT, per la raccolta centralizzata
delle informazioni relative alla logistica delle imprese appartenenti
ad una o piu’ filiere del Made in Italy, la gestione sicura ed
integrata delle informazioni, anche in termini di condivisione
cooperativa e competitiva e l’accesso distribuito e sicuro da parte
delle aziende;
4) sviluppo di soluzioni innovative per la logistica di filiera,
anche attraverso l’applicazione di sistemi intelligenti di
identificazione e tracciabilita’ dei prodotti.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «disciplina comunitaria»: la disciplina comunitaria in materia
di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C
323/01) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del
30 dicembre 2006;
b) «ricerca industriale»: ricerca pianificata o indagini critiche
miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a
punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole
miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende
la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la
ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie
generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);
c) «sviluppo sperimentale»: acquisizione, combinazione,
strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacita’ esistenti di
natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di
produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi
nuovi, modificati o migliorati; puo’ trattarsi anche di altre
attivita’ destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione
e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi;
tali attivita’ possono comprendere l’elaborazione di progetti,
disegni, piani e altra documentazione, purche’ non siano destinati a
uso commerciale; rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione
di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota
destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il
prototipo e’ necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo
costo di fabbricazione e’ troppo elevato per poterlo usare soltanto a
fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore
sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a
scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi cosi’ generati
dai costi ammissibili. Sono inoltre ammissibili aiuti alla produzione
e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non
siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o
per finalita’ commerciali. Lo sviluppo sperimentale non comprende
tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate
a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi
esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche
rappresentino miglioramenti;
d) «PMI»: le imprese classificate di piccola o media dimensione
secondo i criteri stabiliti nell’allegato n. 1 al Regolamento (CE)
70/2001 del 12 gennaio 2001, come modificato dal Regolamento (CE)
364/2004 del 25 febbraio 2004, e nel decreto del Ministro dello
sviluppo economico del 18 aprile 2005;
e) «grandi imprese»: le imprese che non rientrano nella
definizione di PMI;
f) «organismo di ricerca»: soggetto senza scopo di lucro, quale
un’universita’ o un istituto di ricerca, indipendentemente dal suo
status giuridico (costituito secondo il diritto privato o pubblico) o
fonte di finanziamento, la cui finalita’ principale consiste nello
svolgere attivita’ di ricerca di base, di ricerca industriale o di
sviluppo sperimentale e nel diffonderne i risultati, mediante
l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie;
tutti gli utili sono interamente reinvestiti nelle attivita’ di
ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell’insegnamento; le
imprese in grado di esercitare un’influenza su simile ente, ad
esempio in qualita’ di azionisti o membri, non godono di alcun
accesso preferenziale alle capacita’ di ricerca dell’ente medesimo
ne’ ai risultati prodotti;
g) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
h) «Agenzia»: l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per
l’innovazione di cui all’art. 1, comma 368 della legge 23 dicembre
2005, n. 266.

Art. 3.
Caratteristiche dei programmi

1. I programmi devono prevedere attivita’ di sviluppo sperimentale
ovvero di innovazione dei processi e dell’organizzazione nei servizi
di cui al punto 5.5 della disciplina comunitaria, comprendenti
eventualmente anche attivita’ di ricerca industriale. In ogni caso,
l’importo dei costi agevolabili relativi alla ricerca industriale
deve essere inferiore al 50% del totale dei costi agevolabili. I
programmi devono concludersi con la realizzazione e la qualificazione
di un prototipo del prodotto e/o servizio innovativo che abbia
validita’ industriale.
2. Nel caso di programmi che prevedono anche l’innovazione dei
processi e dell’organizzazione nei servizi, il prototipo puo’
rappresentare una regola procedurale, un modello, una metodologia o
un concetto commerciale che si possa riprodurre in maniera
sistematica e, ove possibile, omologare e depositare; in tali
programmi non sono ammesse le modifiche ordinarie o periodiche
apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione,
servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali
modifiche rappresentino miglioramenti; devono inoltre essere
soddisfatte le seguenti condizioni:
a) l’innovazione dell’organizzazione deve essere legata all’uso e
allo sfruttamento delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione, nell’ottica di modificare l’organizzazione;
b) l’innovazione dei processi o dell’organizzazione deve
rappresentare una novita’ o un sensibile miglioramento rispetto allo
stato dell’arte del settore interessato nell’Unione europea. La
novita’ puo’ essere dimostrata anche sulla base di una descrizione
dettagliata dell’innovazione, comparata con le altre tecniche dei
processi o dell’organizzazione attualmente utilizzate da altre
imprese dello stesso settore;
c) il progetto di innovazione dei processi o dell’organizzazione
deve comportare un grado di rischio evidente. Tale rischio puo’
essere dimostrato, alternativamente, in termini di costi
dell’attivita’ rispetto al fatturato dell’impresa che lo propone, di
tempo necessario per sviluppare il nuovo processo, di utili attesi
dall’innovazione del processo rispetto ai costi delle attivita’, di
probabilita’ di insuccesso.
3. Ciascun programma deve essere realizzato in forma congiunta da
piu’ soggetti di cui all’art. 4 comma 1, attraverso espliciti accordi
di collaborazione, formalizzati o da formalizzare mediante appositi
contratti e/o la costituzione di consorzi e altre forme di
associazione, anche temporanee, tra imprese. Tali accordi, che devono
essere descritti nella proposta di massima di cui all’art. 8, comma 1
e nel programma definitivo di cui all’art. 10 comma 1, devono
regolamentare i rapporti tra le parti per la realizzazione del
programma e definire, per ciascun soggetto partecipante, l’attivita’
da realizzare, anche in termini di costi da sostenere, nonche’
dimostrare la rilevanza della sua partecipazione ai fini del
raggiungimento degli obiettivi del programma. Il subappalto non e’
considerato una collaborazione effettiva. Gli accordi possono essere
formalizzati anche successivamente alla presentazione del programma
definitivo e comunque prima della sottoscrizione del decreto di
concessione di cui all’art. 11, comma 3.
4. Alla data di presentazione del programma definitivo deve
risultare sottoscritto un esplicito accordo che definisca con
chiarezza gli aspetti relativi alla proprieta’ e all’utilizzo dei
risultati.
5. Per ogni programma deve essere individuata, tra le imprese
partecipanti, quella che assume il ruolo di «referente del
programma», con il compito di raccogliere e coordinare la
documentazione di tutti i soggetti partecipanti e di tenere i
rapporti con il Ministero; qualora il programma preveda un modello
gestionale che fa capo ad un «primo proponente», intendendosi per
tale l’impresa partecipante cui compete il ruolo di coordinatore del
programma stesso e della sua attuazione, quest’ultima assume anche il
ruolo di referente nei confronti del Ministero.
6. L’importo complessivo dei costi agevolabili previsti da ciascun
programma non puo’ essere inferiore a 6 milioni di euro. Per i
programmi nei quali tutte le imprese partecipanti sono classificate
come micro o piccole imprese, secondo i criteri di cui all’art. 2,
comma 1, lettera d), i costi agevolabili complessivi possono essere
inferiori a 6 milioni di euro, fino ad un limite minimo di 2,5
milioni di euro; tali programmi concorrono esclusivamente ai fini
della graduatoria di cui all’art. 10, comma 10 lettera a), alla quale
e’ riservata la quota di risorse di cui all’art. 6, comma 2.
7. Ai fini dell’ammissibilita’ i programmi devono essere avviati
successivamente alla presentazione del programma definitivo di cui
all’art. 10 comma 1, ferma restando la possibilita’ che i beneficiari
abbiano effettuato studi di fattibilita’ antecedenti i cui costi,
tuttavia, non sono ammissibili alle agevolazioni. Per le grandi
imprese e per i programmi che prevedono innovazione dei processi e
dell’organizzazione nei servizi deve essere altresi’ dimostrato
l’effetto di incentivazione dell’aiuto, fornendo nel predetto
programma definitivo le informazioni previste dal punto 6 della
disciplina comunitaria.
8. La data di avvio dei programmi deve in ogni caso intervenire non
oltre 30 giorni dalla sottoscrizione del decreto di concessione di
cui all’art. 11, comma 3 ed essere comunicata al Ministero, a cura
del «referente del programma», con apposita dichiarazione. I
programmi agevolati hanno una durata non superiore a 36 mesi
dall’avvio del programma, fatti salvi casi particolari per i quali,
su richiesta del «referente del programma», il Ministero puo’
disporre un incremento temporale non superiore a 6 mesi qualora ne
valuti la necessita’ in relazione alle difficolta’ intervenute nella
realizzazione, alle caratteristiche tecniche del programma e
all’effettiva possibilita’ di ultimazione dello stesso nel rispetto
delle condizioni prestabilite.
9. Ogni programma deve prevedere la presenza di almeno un organismo
di ricerca che, attraverso la partecipazione diretta ai costi ovvero
lo svolgimento di attivita’ di ricerca contrattuale, svolga un ruolo
qualificato e coerente con gli obiettivi del programma. L’organismo
di ricerca deve essere indicato nella domanda di agevolazione.

Art. 4.
Soggetti beneficiari e requisiti

1. Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal presente
decreto, per la realizzazione dei programmi di cui all’art. 3:
a) le imprese operanti in tutti i settori, con esclusione delle
attivita’ rientranti nella sezione A e nella sezione H, divisioni 49,
50, 51 e 53, della classificazione delle attivita’ economiche ISTAT
2007;
b) gli organismi di ricerca.
2. Possono essere destinatari delle agevolazioni anche imprese e
organismi di ricerca costituiti all’estero e che non abbiano
istituito una sede secondaria con rappresentanza stabile nel
territorio italiano, ai quali potra’ essere concessa complessivamente
una quota non superiore al 15% del contributo assegnato all’intero
programma. La partecipazione di tali soggetti al programma deve
essere rilevante al fine di garantire un’alta qualita’ ed una forte
innovativita’ dello stesso nel suo insieme e di assicurare vantaggi
agli altri soggetti in termini di trasferimento di conoscenze ed
utilizzo dei risultati raggiunti.
3. Qualora siano coinvolti nella realizzazione del programma
soggetti diversi da quelli indicati ai commi 1 e 2, la loro
partecipazione e’ valutata in relazione ai vantaggi che la stessa
apporta al programma nel suo complesso, fermo restando che detti
soggetti non possono beneficiare delle agevolazioni previste.
4. I soggetti di cui al comma 1, lettera a), alla data di
presentazione della proposta di massima di cui all’art. 8, comma 1,
devono:
a) essere regolarmente costituiti ed iscritti nel registro delle
imprese;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non
essere sottoposti a procedure concorsuali, ne’ essere in liquidazione
volontaria;
c) trovarsi in regime di contabilita’ ordinaria, ovvero
impegnarsi ad operare con tale regime entro la data di presentazione
del programma definitivo di cui all’art. 10 comma 1;
d) non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e,
successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato,
gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione
europea;
e) essere in regola con le vigenti norme edilizie e urbanistiche,
del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia
dell’ambiente;
f) non trovarsi nelle condizioni di impresa in difficolta’, cosi’
come definita dagli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per
il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta’
(2004/C 244/02) pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
europea del 1° ottobre 2004.

Art. 5.
Spese ammissibili e costi agevolabili

1. Le spese ammissibili e i relativi costi agevolabili, sia per le
attivita’ di ricerca industriale, sia per quelle di sviluppo
sperimentale e di innovazione dei processi e dell’organizzazione nei
servizi, nella misura congrua e pertinente, riguardano:
a) il personale, relativamente alle retribuzioni lorde, compreso
il contributo del datore di lavoro, per ricercatori, tecnici e altro
personale ausiliario purche’ impiegati per la realizzazione del
programma. Viene preso in considerazione il personale dipendente,
compreso quello con contratto «a progetto»;
b) gli strumenti e le attrezzature di nuova acquisizione, nella
misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il programma, nel
limite delle quote di ammortamento fiscali ordinarie; nel caso di
attivita’ di innovazione dell’organizzazione nei servizi, gli
strumenti e le attrezzature sono esclusivamente quelli delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
c) i fabbricati, nella misura e per il periodo in cui sono
utilizzati per il programma, nel limite delle quote di ammortamento
fiscali ordinarie;
d) la ricerca contrattuale, le competenze tecniche ed i brevetti,
acquisiti o ottenuti in licenza da soggetti esterni, nonche’ i
servizi di consulenza ed i servizi equivalenti utilizzati
esclusivamente per l’attivita’ del programma, inclusa l’acquisizione
dei risultati di ricerca, di brevetti e di know-how, di diritti di
licenza, nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali
condizioni di mercato;
e) spese generali supplementari, basate su costi effettivi
direttamente imputabili al programma sulla base di un calcolo pro
rata secondo un metodo equo e corretto debitamente giustificato;
f) altri costi di esercizio, inclusi i costi di materiali,
forniture e prodotti analoghi (ad es. componentistica per la
realizzazione del prototipo, materie prime per la sperimentazione,
ecc.), connessi direttamente al programma.

Art. 6.
Risorse finanziarie, forma ed intensita’ delle agevolazioni

1. Per la concessione delle agevolazioni di cui al presente decreto
le risorse finanziarie disponibili sono pari a 190 milioni di euro, a
valere sulla quota di risorse del Fondo per la competitivita’ e lo
sviluppo assegnata al Progetto di innovazione industriale «Nuove
Tecnologie per il Made in Italy» con il decreto di ripartizione delle
risorse dell’8 febbraio 2008 citato in premessa.
2. Una quota dell’importo di cui al comma 1, pari a 25 milioni di
euro, e’ riservata alla formazione della graduatoria di cui all’art.
10, comma 10, lettera a).
3. L’importo di cui al comma 1 potra’ essere integrato con risorse
del Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Competitivita’
2007-2013 (asse 1 obiettivo operativo 4.1.1.2), approvato dalla
Commissione europea con decisione C(2007) 6882 del 21 dicembre 2007,
che saranno utilizzate per la concessione di agevolazioni a fronte di
programmi riferibili alle regioni di intervento del PON medesimo
(Campania, Calabria, Puglia e Sicilia); l’ammissibilita’ al
cofinanziamento del PON sara’ determinata sulla base delle condizioni
in esso stabilite. Il Ministero si riserva di comunicare alle imprese
interessate l’ammissione al cofinanziamento ed eventuali limitazioni
o prescrizioni aggiuntive che da questo derivano.
4. Le agevolazioni previste dal presente decreto sono concesse, nei
limiti stabiliti dalla disciplina comunitaria, nella forma di
contributi diretti alla spesa.
5. La misura delle agevolazioni e’ definita in termini di
intensita’ massime rispetto ai costi agevolabili. Le intensita’ di
aiuto sono calcolate in termini di equivalente sovvenzione lordo
(ESL), che esprime il valore attualizzato dell’aiuto come percentuale
del valore attualizzato dei costi agevolabili. I costi agevolabili e
le agevolazioni erogabili in diverse rate sono attualizzati al
momento della concessione applicando il tasso di riferimento vigente
alla stessa data fissato dalla Commissione europea e pubblicato sul
sito internet:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state___aid/legislation/referenc
e rates.html
6. Le intensita’ di aiuto, in equivalente sovvenzione lordo, sono
pari al 50% per i costi agevolabili relativi alla ricerca industriale
e al 25% per quelli relativi allo sviluppo sperimentale. Esse sono
determinate per ciascun soggetto beneficiario in misura
corrispondente ai relativi costi agevolabili.
7. Le intensita’ di cui al comma 6 sono maggiorate come segue:
a) di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti
percentuali per le piccole imprese;
b) fino a concorrenza di un’intensita’ massima dell’80%, di 10
punti percentuali per tutte le categorie di soggetti beneficiari
indicate all’art. 4, comma 1, se alla realizzazione del programma
partecipano almeno sette imprese indipendenti l’una dall’altra e se
risultano rispettate le seguenti condizioni:
1) nessuna impresa che partecipa al programma sostiene da sola
piu’ del 70% dei costi agevolabili del programma;
2) il programma prevede la collaborazione di almeno tre PMI.
8. Le intensita’ di aiuto, in equivalente sovvenzione lordo, per i
costi relativi all’innovazione dei processi e dell’organizzazione nei
servizi, sono pari al 15% per le grandi imprese, al 25% per le medie
imprese e al 35% per le piccole imprese. Le grandi imprese possono
beneficiare di dette agevolazioni soltanto se il programma prevede la
partecipazione di PMI che sostengono almeno il 30% del totale dei
costi agevolabili.
9. Nel caso in cui gli organismi di ricerca siano beneficiari delle
agevolazioni, il Ministero verifichera’ l’eventuale sussistenza di
aiuti indiretti alle imprese, ai sensi del punto 3.2 della disciplina
comunitaria. Per gli organismi di ricerca che svolgono attivita’ sia
di natura economica che non economica devono risultare identificabili
e distinguibili i due tipi di attivita’ e i relativi costi e
finanziamenti.
10. Il contributo concedibile non potra’ superare l’importo di 10
milioni di euro per l’intero programma e di 2 milioni di euro per
ciascun soggetto beneficiario. Per i programmi di cui all’art. 3,
comma 6, comportanti costi agevolabili di importo complessivo pari o
superiore a 2,5 milioni di euro e inferiore a 6 milioni di euro e nei
quali tutte le imprese partecipanti sono classificate come micro o
piccole imprese, secondo i criteri di cui all’art. 2, comma 1,
lettera d), i predetti limiti sono, rispettivamente, di 5 milioni e
di 1 milione di euro.
11. Ai fini del calcolo del contributo concedibile si seguono le
seguenti fasi:
a) i costi agevolabili sono attualizzati all’anno solare di
concessione e distinguendo tra i costi relativi alle attivita’ di
ricerca industriale, quelli relativi alle attivita’ di sviluppo
sperimentale e quelli di innovazione dei processi e
dell’organizzazione nei servizi; ai fini dell’attualizzazione si
considera convenzionalmente il tasso vigente al momento della
formazione delle graduatorie di cui all’art. 10, comma 10;
b) a tali importi attualizzati si applicano le rispettive
intensita’ di aiuto previste nel presente articolo, ottenendo
l’importo massimo attualizzato del contributo concedibile;
c) tale importo viene rivalutato con riferimento al piano delle
erogazioni corrispondente agli stati di avanzamento definiti e
ritenuti validi in istruttoria.
12. L’ammontare del contributo concesso e’ rideterminato al momento
dell’ultima erogazione a saldo ai fini della verifica del rispetto
delle intensita’ massime indicate ai precedenti commi 6, 7 e 8, sulla
base dei costi effettivamente sostenuti per anno solare. Le
agevolazioni concesse con il decreto di cui all’art. 11 non possono
in ogni caso essere aumentate.

Art. 7.
Cumulo

1. Le agevolazioni concesse in relazione ai programmi di cui al
presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche
concesse, anche a titolo de minimis, per i medesimi costi.

Art. 8.
Presentazione delle proposte di massima

1. I soggetti di cui all’art. 4 presentano al Ministero una
proposta di massima, formulando la domanda secondo lo schema
riportato nell’allegato n. 1 al presente decreto e sottoscritta dai
legali rappresentanti di tutti i soggetti richiedenti. Alla domanda
e’ allegata, a pena di esclusione, la proposta di massima redatta,
anche in lingua inglese, secondo lo schema di cui all’allegato 2,
sottoscritta dal rappresentante legale dell’impresa indicata quale
referente del programma ai sensi dell’art. 3, comma 5.
2. La domanda e’ presentata al Ministero dello sviluppo economico,
Dipartimento per la competitivita’ – Direzione generale per la
politica industriale, via Molise 2, 00187 Roma, a decorrere dal
trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del presente decreto
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Al fine di
consentire l’immediata diffusione delle disposizioni del presente
decreto, lo stesso e’ pubblicato nel sito internet
www.sviluppoeconomico.gov.it nelle more della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
3. La domanda deve essere compilata e presentata per via
elettronica, corredata dalla proposta di massima sotto forma di file
allegato, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione
sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it, secondo le modalita’ ivi
indicate; ai fini della dimostrazione del rispetto del termine di
presentazione fa fede la data e l’ora registrata dal sistema
informatico.
4. La stampa della domanda, unitamente alla versione cartacea della
proposta di massima, deve essere trasmessa, entro novanta giorni
dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, mediante raccomandata o posta celere con
avviso di ricevimento e quale data di presentazione si assume quella
di spedizione; la presentazione della domanda per via elettronica,
con le modalita’ indicate al comma 3, deve avvenire entro le ore
18,00 del medesimo termine. La stampa della domanda e la proposta di
massima devono essere poste nella corretta sequenza e rese solidali,
a cura del «referente del programma», con firma o timbro a cavallo di
ciascuna coppia di fogli. In caso di difformita’ tra la
documentazione cartacea e quella inviata per via elettronica fa fede
quest’ultima.

Art. 9.
Istruttoria delle proposte di massima

1. Il Ministero trasmette all’Agenzia le domande con le relative
proposte di massima, per l’avvio della fase di valutazione, ed entro
i trenta giorni successivi dalla scadenza del termine di cui all’art.
8, comma 4 comunica alla stessa l’elenco delle domande risultate
complete e regolari. Le domande incomplete della proposta di massima
di cui all’art. 8, comma 1, quelle spedite o inoltrate per via
elettronica al di fuori dei termini, nonche’ quelle redatte in
difformita’ dalla modulistica prescritta ovvero non utilizzando lo
specifico software messo a disposizione dal Ministero non sono
ritenute valide e sono respinte con specifica nota contenente le
relative motivazioni.
2. L’Agenzia esamina le proposte di massima entro 45 giorni dal
termine di cui all’art. 8, comma 4, valutandone la validita’
tecnologica e competitiva sulla base dei criteri di seguito indicati:
a) validita’ e coerenza rispetto alle finalita’ dell’intervento
di cui al presente decreto, valutata con riferimento alla qualita’
del programma e alla sua rispondenza alle finalita’ e agli ambiti di
intervento di cui ai commi 1, 2, e 3 dell’art. 1;
b) innovazione nello sviluppo tecnologico e/o organizzativo,
valutata con riferimento al grado di definizione e di chiarezza degli
obiettivi del programma, all’innovativita’ rispetto allo stato
dell’arte e al grado di innovazione (radicale, incrementale), nonche’
al contributo rispetto all’avanzamento tecnologico e/organizzativo;
c) completezza e adeguatezza del partenariato, valutata con
riferimento al ruolo previsto per i vari soggetti, alla qualita’ e
rilevanza delle esperienze dei partecipanti rispetto agli obiettivi
del programma proposto (anche in termini di capitale umano ed
infrastrutture tecnologiche), alla complementarieta’ e bilanciamento
delle competenze;
d) ricadute potenziali in termini tecnologici e di
competitivita’, valutate con riferimento agli impatti attesi su
filiere e settori industriali, nonche’ in termini di valorizzazione
delle competenze e delle eccellenze presenti nel sistema produttivo e
della ricerca, di trasversalita’ applicativa e di potenzialita’ nel
mobilitare filiere e sistemi di imprese.
3. L’Agenzia formula per ciascuna proposta di massima un giudizio
articolato, evidenziando in modo puntuale le motivazioni relative a
ciascuno degli elementi di valutazione compresi nei criteri elencati
al comma 2. Le proposte di massima che ottengono un giudizio positivo
sono ammesse alla fase di presentazione dei programmi definitivi.
4. Entro il termine di cui al comma 2, l’Agenzia trasmette i
risultati della valutazione al Ministero, in conformita’ agli schemi
e procedure definiti ai sensi dell’art. 6, comma 3 del decreto
interministeriale del 6 marzo 2008, citato in premessa, relativo
all’adozione del Progetto di Innovazione Industriale «Nuove
Tecnologie per il Made in Italy».
5. Il Ministero comunica ai «referenti del programma» l’esito
motivato della valutazione, comprensivo delle indicazioni tecniche
eventualmente formulate dall’Agenzia e pubblica nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana l’elenco delle domande ammesse
alla presentazione dei programmi definitivi.
6. In conformita’ a quanto previsto dall’art. 6, comma 4 del citato
decreto interministeriale del 6 marzo 2008, nel caso in cui l’Agenzia
non sia pienamente operativa al momento dell’avvio della fase di
valutazione, l’attivita’ di valutazione e’ svolta dal Ministero, che
si avvale del comitato di esperti ivi previsto.

Art. 10.
Presentazione e valutazione dei programmi definitivi

1. I programmi definitivi sono presentati, entro 60 giorni dalla
pubblicazione dell’elenco di cui all’art. 9, comma 5, pena la
decadenza, in conformita’ allo schema di domanda di cui all’allegato
n. 3. Alla domanda, sottoscritta dai legali rappresentanti di tutti i
soggetti richiedenti, e’ allegata la proposta tecnica del programma
definitivo, redatto, anche in lingua inglese, secondo lo schema di
cui all’allegato n. 4, nonche’ la documentazione indicata
nell’allegato n. 5. Nella domanda deve essere indicata la banca alla
quale dovranno essere erogate le agevolazioni in base a quanto
stabilito all’art. 12, comma 4.
2. La domanda deve essere compilata e presentata per via
elettronica, corredata dalla proposta tecnica del programma
definitivo e dalla documentazione di cui al comma 1, in formato
elettronico, entro le ore 18,00 del termine di cui al comma 1,
utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito
www.sviluppoeconomico.gov.it, secondo le modalita’ ivi indicate; ai
fini della dimostrazione del rispetto del termine di presentazione fa
fede la data e l’ora registrata dal sistema informatico.
3. La stampa della domanda, unitamente alla versione cartacea della
proposta tecnica del programma definitivo e della documentazione di
cui al comma 1, deve essere trasmessa mediante raccomandata o posta
celere con avviso di ricevimento e quale data di presentazione si
assume quella di spedizione; la stampa della domanda e la proposta
tecnica devono essere posti nella corretta sequenza e resi solidali,
a cura del «referente del programma», con firma o timbro a cavallo di
ciascuna coppia di fogli. In caso di difformita’ tra la
documentazione cartacea e quella inviata per via elettronica fa fede
quest’ultima.
4. Il Ministero trasmette le domande all’Agenzia per l’avvio della
fase di valutazione ed entro i trenta giorni successivi dalla
scadenza del termine di cui al comma 1 comunica alla stessa l’elenco
delle domande risultate complete e regolari. Le domande incomplete
della proposta tecnica e/o della documentazione di cui al comma 1,
quelle spedite o inoltrate per via elettronica al di fuori dei
termini, nonche’ quelle redatte in difformita’ dalla modulistica
prescritta ovvero non utilizzando lo specifico software messo a
disposizione dal Ministero non sono ritenute valide e sono respinte
con specifica nota contenente le relative motivazioni.
5. L’Agenzia effettua la valutazione dei programmi definitivi entro
90 giorni dal termine di cui al comma 1, sulla base dei criteri di
seguito indicati, in relazione a ciascuno dei quali e’ riportato il
punteggio da attribuire ed e’ fissata la soglia minima del punteggio
necessario ai fini dell’ammissione del programma alla graduatoria:
a) validita’ e coerenza rispetto alle finalita’ dell’intervento
di cui al presente decreto, valutata con riferimento alla qualita’
del programma e alla sua rispondenza alle finalita’ e agli ambiti di
intervento di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 1: punti da 0 a 10,
soglia minima 6;
b) innovazione nello sviluppo tecnologico ed organizzativo,
valutata con riferimento: al grado di definizione e di chiarezza del
programma; agli obiettivi generali e specifici e alla loro qualita’;
all’innovativita’ rispetto allo stato dell’arte e al grado di
innovazione (strutturale, incrementale), nonche’ al contributo
rispetto all’avanzamento tecnologico ed organizzativo: punti da 0 a
10, soglia minima 8;
c) adeguatezza del piano di lavoro, del piano di management e
dell’organizzazione del progetto, valutati rispetto all’allocazione
delle risorse tecniche ed umane, anche con riferimento ad una
equilibrata partecipazione di genere, rispetto agli obiettivi e alle
attivita’ proposti, all’economicita’ e realizzabilita’ del programma,
alla qualita’ ed efficacia delle metodologie di lavoro prescelte,
delle procedure e delle soluzioni di management adottate per la
gestione delle attivita’ (con particolare attenzione alle attivita’
ed alle soluzioni previste per controllare e coordinare il
partenariato ed individuare e gestire i rischi connessi alla
realizzazione del programma): punti da 0 a 10, soglia minima 6;
d) completezza e adeguatezza del partenariato, valutate con
riferimento al ruolo previsto per i vari soggetti, all’intensita’ e
qualita’ della partecipazione delle PMI ed in particolare delle
piccole imprese; alla qualita’ e rilevanza delle esperienze dei
partecipanti rispetto agli obiettivi del programma (anche in termini
di capitale umano e di infrastrutture tecnologiche) e rispetto al
management e alla partecipazione a progetti complessi,
all’affidabilita’ economico finanziaria dei soggetti richiedenti le
agevolazioni, alla distribuzione delle attivita’ e dei relativi
costi, alla complementarieta’, bilanciamento e completezza delle
competenze: punti da 0 a 10, soglia minima 7;
e) validita’ del piano di sviluppo industriale e valorizzazione
della proprieta’ e utilizzo dei risultati, valutata con riferimento
alle previsioni di ritorni economico-finanziari del programma,
nonche’ alla valutazione dei rischi connessi, all’eventuale supporto
di investimenti esterni i cui rischi e rendimenti sono direttamente
connessi con il piano di sviluppo industriale, all’adeguatezza del
piano di marketing strategico dei risultati attesi e alla capacita’
di accesso al mercato, nonche’ alla validita’ ed efficacia degli
accordi riguardanti il management della proprieta’ e dell’utilizzo
dei risultati del programma: punti da 0 a 10, soglia minima 8;
f) ricadute potenziali in termini tecnologici, economici e di
competitivita’, valutate con riferimento agli impatti attesi su
filiere, settori industriali ed utenti finali, alla trasversalita’
applicativa e potenzialita’ nel mobilitare filiere e sistemi di
imprese, alla valorizzazione delle competenze e delle eccellenze
presenti nel sistema produttivo e della ricerca, agli impatti attesi
sotto il profilo della sostenibilita’ ambientale e della
responsabilita’ sociale di impresa: punti da 0 a 10, soglia minima 6.
6. L’Agenzia formula per ciascun programma un giudizio articolato,
indicando il punteggio attribuito ed evidenziando in modo puntuale le
motivazioni relative a ciascuno degli elementi di valutazione
compresi nei criteri elencati al comma 5. I programmi che conseguono
un punteggio inferiore a 42 punti non sono ammessi alla graduatoria.
7. L’Agenzia valuta altresi’:
a) la dimostrazione dell’effetto di incentivazione dell’aiuto
fornita dalle grandi imprese secondo quanto stabilito all’art. 3,
comma 7;
b) la pertinenza al programma delle spese previste e la loro
congruita’ in relazione a ragionevoli valutazioni di mercato,
rideterminando l’ammontare dei costi agevolabili e dichiarando
inammissibili i programmi per i quali l’importo complessivo dei costi
agevolabili risulti, a seguito di tale determinazione, inferiore ai
limiti stabiliti all’art. 3, comma 6.
8. Al fine di completare la valutazione l’Agenzia puo’ richiedere
al «referente del programma» le integrazioni e i chiarimenti ritenuti
necessari, che devono essere forniti entro dieci giorni dal
ricevimento della richiesta, pena l’esclusione della domanda.
9. Entro il termine di cui al comma 5, l’Agenzia trasmette i
risultati della valutazione dei programmi definitivi al Ministero in
conformita’ agli schemi e procedure definiti ai sensi dell’art. 6,
comma 3 del decreto interministeriale del 6 marzo 2008, citato in
premessa, relativo all’adozione del Progetto di innovazione
industriale «Nuove Tecnologie per il Made in Italy».
10. Sulla base delle risultanze di cui al comma 9 il Ministero,
entro i successivi trenta giorni, forma e pubblica le seguenti
graduatorie, inserendo i programmi ammissibili in ordine decrescente
in relazione al punteggio assegnato ed individuando quelli
agevolabili sulla base delle risorse finanziarie disponibili e fino
ad esaurimento delle stesse:
a) una graduatoria relativa ai programmi di cui all’art. 3,
comma 6 comportanti costi agevolabili di importo complessivo pari o
superiore a 2,5 milioni di euro e inferiore a 6 milioni di euro e nei
quali tutte le imprese partecipanti sono classificate come micro o
piccole imprese, secondo i criteri di cui all’art. 2, comma 1,
lettera d);
b) una graduatoria relativa agli altri programmi non rientranti
tra quelli indicati alla lettera a).
11. Qualora, nell’ambito di una graduatoria, il fabbisogno
finanziario dell’ultimo programma agevolabile risulti solo in parte
coperto dalle disponibilita’ residue, e’ attribuita detta somma
residua, agevolando comunque l’intero programma; e’ fatta salva la
facolta’ dei soggetti beneficiari di rinunciare all’agevolazione
parziale cosi’ individuata.
12. Le risorse eventualmente non utilizzate nell’ambito di una
graduatoria sono destinate all’altra graduatoria.
13. Nel caso in cui l’Agenzia non sia pienamente operativa al
momento dell’avvio della fase di valutazione, si applica quanto
previsto all’art. 9, comma 6.

Art. 11.
Concessione delle agevolazioni

1. Successivamente all’approvazione della graduatoria il Ministero
adotta, per ciascun programma agevolabile, il decreto di concessione
delle agevolazioni e comunica agli interessati il termine previsto al
comma 3 per la sottoscrizione del decreto, indicando la
documentazione necessaria ai fini di detta sottoscrizione, tra cui il
documento unico di regolarita’ contributiva e, se non gia’ allegato
alla domanda, l’accordo di collaborazione di cui all’art. 3, comma 3.
Per i programmi non ammessi alla graduatoria e per quelli ammessi ma
non agevolati per insufficienza di risorse, e’ inviata la
comunicazione motivata dell’esito del procedimento.
2. Il decreto di concessione stabilisce, tra l’altro, gli impegni
dei soggetti beneficiari in ordine agli obiettivi, tempi, modalita’ e
specifiche tecniche di realizzazione del programma, il piano delle
erogazioni e dei corrispondenti stati di avanzamento del programma,
la documentazione necessaria a documentare lo stato di avanzamento,
le condizioni che possono determinare la revoca delle agevolazioni
secondo quanto disposto dall’art. 14, gli obblighi connessi al
monitoraggio e alle attivita’ di controllo, nonche’ ogni altro
obbligo necessario ai fini della realizzazione del programma.
L’efficacia del decreto di concessione e’ subordinata
all’acquisizione della certificazione antimafia.
3. I soggetti beneficiari sottoscrivono il decreto di concessione,
per espressa assunzione degli obblighi derivanti dallo stesso e dagli
eventuali allegati tecnici e giuridici, entro 60 giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, pena la
dichiarazione di decadenza dai benefici.

Art. 12.
Erogazione delle agevolazioni

1. Le agevolazioni sono erogate per stati di avanzamento del
programma complessivo, secondo il piano delle erogazioni definito con
il decreto di cui all’art. 11, in numero non superiore a cinque
erogazioni, l’ultima delle quali non inferiore al 20% delle
agevolazioni concesse. La prima erogazione puo’ essere disposta a
titolo di anticipazione previa presentazione di fideiussione bancaria
o polizza assicurativa, nel limite massimo del 25% del totale delle
agevolazioni concesse. Ai fini dell’erogazione per stato di
avanzamento i costi sostenuti non devono essere inferiori a quelli
determinati nel suddetto piano di erogazione per ciascuno stato di
avanzamento.
2. Le richieste di erogazione sono presentate e sottoscritte dal
legale rappresentante dell’impresa «referente del programma» e
sottoscritte altresi’ dai legali rappresentanti dei singoli soggetti
beneficiari che hanno realizzato le attivita’ comprese nello stato di
avanzamento per cui si richiede l’erogazione. Le richieste devono
essere corredate da un rapporto tecnico sulle attivita’ realizzate e
dalla documentazione comprovante le spese sostenute, indicata nel
decreto di cui all’art. 11. Ai fini dell’ultima erogazione la
richiesta e’ trasmessa entro 6 mesi dalla data di ultimazione del
programma e il rapporto tecnico deve relazionare in merito all’intero
programma realizzato nonche’ al raggiungimento degli obiettivi.
3. Il Ministero esamina gli stati di avanzamento presentati,
sottoponendo all’Agenzia la documentazione necessaria per l’esame
tecnico-scientifico volto a verificare la rispondenza dei risultati
intermedi e finali rispetto alle specifiche del programma e
l’ammissibilita’ tecnica delle attivita’ rendicontate rispetto ai
risultati raggiunti.
4. Le agevolazioni sono erogate dal Ministero alla banca indicata
nella domanda di agevolazioni, presso la quale e’ acceso un conto
corrente dedicato al programma e che provvede a trasferire le somme
ai singoli beneficiari sulla base degli importi spettanti indicati
dal Ministero stesso.

Art. 13.
Monitoraggio e controlli

1. Le imprese sono tenute a corrispondere a tutte le richieste di
informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal
Ministero per effettuare il monitoraggio dei programmi agevolati
previsto dall’art. 7 del decreto interministeriale del 6 marzo 2008
citato nelle premesse, riguardante l’adozione del Progetto di
Innovazione Industriale «Nuove tecnologie per il Made in Italy».
2. Il Ministero, nell’ambito del sistema di controllo previsto
dall’art. 8 del decreto interministeriale del 6 marzo 2008 sopra
citato, dispone controlli e ispezioni in ogni fase del procedimento
al fine di verificare lo stato di avanzamento del programma e le
condizioni per il mantenimento delle agevolazioni. Una verifica in
loco e’ effettuata in ogni caso ad avvenuta realizzazione del
programma, prima dell’ultima erogazione.

Art. 14.
Revoche

1. Le agevolazioni concesse sono revocate, in tutto o in parte nel
caso di:
a) mancato rispetto del divieto di cumulo di cui all’art. 7;
b) mancato rispetto dei termini di cui all’art. 3, comma 8;
c) mancata realizzazione del programma;
d) mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma,
fatti salvi i casi di forza maggiore, caso fortuito, o altri fatti ed
eventi sopravvenuti e non prevedibili;
e) mancata presentazione degli stati di avanzamento entro un anno
dalle date previste nel piano delle erogazioni stabilito nel decreto
di cui all’art. 11.
f) in tutti gli altri casi previsti nel decreto di cui all’art.
11 in relazione alle caratteristiche tecniche e alle modalita’ di
realizzazione del programma.
2. In caso di revoca, le agevolazioni erogate sono restituite
maggiorate degli interessi e delle sanzioni amministrative pecuniarie
di cui all’art. 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 10 luglio 2008

Il Ministro: Scajola

Registrato alla Corte dei conti il 7 agosto 2008
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3, foglio n. 281

Allegato 1

—-> Vedere Allegato da pag. 18 a pag. 23 Vedere
Allegato a pag. 24 Vedere Allegato da pag. 25 a pag. 31 Vedere
Allegato da pag. 32 a pag. 35 Vedere Allegato da pag. 36 a pag. 51
Vedere Allegato a pag. 52

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 10 luglio 2008

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