MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 24 settembre 2010 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 24 settembre 2010

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 24 settembre 2010 - Attuazione dell'articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, riguardante la semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo d'impresa. (10A15411) - (GU n. 300 del 24-12-2010 - Suppl. Ordinario n.285)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 24 settembre 2010

Attuazione dell’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
riguardante la semplificazione degli strumenti di attrazione degli
investimenti e di sviluppo d’impresa. (10A15411)

Allegato 1

Elenco delle attivita’ ammissibili nell’ambito delle sezioni H ed N
della classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007

Sezione H “Trasporto e Magazzinaggio”

– attivita’ di cui al gruppo 49.5 “Trasporto mediante condotte”
– attivita’ di cui alla divisione 52 “Magazzinaggio e attivita’ di
supporto ai trasporti”
– attivita’ di cui alla divisione 53 “Servizi postali e attivita’ dei
corrieri”

Sezione N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle
imprese”:

– attivita’ di cui alla divisione 79 “Attivita’ dei servizi delle
agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e
attivita’ connesse”;
– attivita’ di cui al gruppo 80.1 “Servizi di vigilanza privata”;
– attivita’ di cui al gruppo 82.2 “Attivita’ dei call center”;
– attivita’ di cui alla classe 82.92 “Attivita’ di imballaggio e
confezionamento per conto terzi”.

Attivita’ non ammissibili per divieti e limitazioni derivanti dalle
vigenti disposizioni comunitarie:

Siderurgia: tutte le attivita’ connesse alla produzione di almeno uno
dei seguenti prodotti:

a) ghisa grezza e ferro-leghe: ghisa per la produzione dell’acciaio,
ghisa per fonderia e altre ghise grezze, ghisa manganesifera e
ferro-manganese carburato, escluse altre ferro-leghe;
b) prodotti grezzi e prodotti semilavorati di ferro, d’acciaio comune
o d’acciaio speciale: acciaio liquido colato o no in lingotti,
compresi i lingotti destinati alla fucinatura di prodotti
semilavorati: blumi, billette e bramme; bidoni, coils, larghi
laminati a caldo; prodotti finiti a caldo di ferro, ad eccezione
della produzione di acciaio liquido per colatura per fonderie di
piccole e medie dimensioni;
c) prodotti finiti a caldo di ferro, d’acciaio comune o d’acciaio
speciale: rotaie, traverse, piastre e stecche, travi, profilati
pesanti e barre da 80 mm. e piu’, palancole, barre e profilati
inferiori a 80 mm. e piatti inferiori a 150 mm., vergella, tondi e
quadri per tubi, nastri e bande laminate a caldo (comprese le bande
per tubi), lamiere laminate a caldo (rivestite o meno), piastre e
lamiere di spessore di 3 mm. e piu’, larghi piatti di 150 mm. e piu’,
ad eccezione di fili e prodotti fabbricati con fili metallici, barre
lucide e ghisa;
d) prodotti finiti a freddo: banda stagnata, lamiere piombate, banda
nera, lamiere zincate, altre lamiere rivestite, lamiere laminate a
freddo, lamiere magnetiche, nastro destinato alla produzione di banda
stagnata, in rotoli e in fogli;
e) tubi: tutti i tubi senza saldatura e i tubi saldati in acciaio di
un diametro superiore a 406,4 mm;

Cantieristica navale: cosi’ come contemplato nella comunicazione
della Commissione concernente la proroga della disciplina degli aiuti
di Stato al settore della costruzione navale, 2006/C 260/03
pubblicata sulla G.U.U.E C260 del 28/10/2006;

Industria carboniera: cosi’ come individuata nel Regolamento CE n.
1407/2002, concernente gli aiuti di stato all’industria carboniera,
pubblicato sulla G.U.C.E. L205 del 02.08.2002;

Fibre sintetiche: attivita’ relative a:

a) estrusione/testurizzazione di tutti i tipi generici di fibre e
filati poliesteri, poliammidici, acrilici o polipropilenici, a
prescindere dal loro impiego finale;
b) polimerizzazione (compresa la policondensazione) laddove questa
sia integrata con l’estrusione sotto il profilo degli impianti
utilizzati;
c) qualsiasi processo ausiliario, connesso all’installazione
contemporanea di capacita’ di estrusione/testurizzazione da parte del
potenziale beneficiario o di un’altra societa’ del gruppo cui esso
appartiene, il quale nell’ambito della specifica attivita’ economica
in questione risulti di norma integrato a tali capacita’ sotto il
profilo degli impianti utilizzati.

Precisazioni sulle attivita’ di trasformazione e commercializzazione
di prodotti agricoli

Nell’ambito delle attivita’ di trasformazione e commercializzazione
di prodotti agricoli sono escluse le attivita’ di fabbricazione e
commercializzazione dei prodotti di imitazione o di sostituzione del
latte e dei prodotti lattiero-caseari di cui all’articolo 3,
paragrafo 2 del reg. (CE) n. 1898/87 del Consiglio, relativo alla
protezione del latte e dei prodotti lattiero-caseari all’atto della
commercializzazione.
Ai fini del presente decreto:

– per “prodotti agricoli” si intendono:

i) i prodotti elencati nell’allegato I del Trattato, esclusi i
prodotti della pesca e dell’acquacoltura, che rientrano nel campo di
applicazione del regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio;
ii) i prodotti di cui ai codici NC 4502, 4503 e 4504 (sugheri);
iii) i prodotti di imitazione o di sostituzione del latte e dei
prodotti lattiero-caseari di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del
regolamento (CEE) n. 1898/87;
– per “prodotti di imitazione o di sostituzione del latte e dei
prodotti lattiero-caseari” si intendono i prodotti che potrebbero
essere confusi con il latte o i prodotti lattiero-caseari ma la cui
composizione differisce da questi ultimi in quanto contengono grassi
o proteine d’origine non casearia con o senza proteine derivate dal
latte [“prodotti diversi dai prodotti lattiero-caseari” di cui
all’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1898/87];
– per “trasformazione di prodotti agricoli” si intende qualsiasi
trattamento di un prodotto agricolo, in cui il prodotto ottenuto in
seguito a tale trattamento resta pur sempre un prodotto agricolo, ad
eccezione delle attivita’ agricole necessarie per preparare un
prodotto animale o vegetale alla prima vendita;
– per “commercializzazione di un prodotto agricolo” si intende la
detenzione o l’esposizione di un prodotto agricolo allo scopo di
vendere, consegnare o immettere sul mercato in qualsiasi altro modo
detto prodotto, ad eccezione della prima vendita da parte di un
produttore primario a rivenditori o a imprese di trasformazione, e
qualsiasi attivita’ che prepara il prodotto per tale prima vendita;
la vendita da parte di un produttore primario a consumatori finali e’
considerata commercializzazione se avviene in locali separati
riservati a tale scopo.

Allegato 2

Ulteriori limiti e condizioni di ammissibilita’ delle spese

Per quanto riguarda i progetti d’investimento di cui ai titoli II e
III:

1) le spese relative alle opere murarie e assimilate, di cui al comma
1, lettera b) degli articoli 15 e 21, sono ammissibili nella misura
massima del 40% dell’importo complessivo degli investimenti
ammissibili per ciascun progetto d’investimento. tale limite e’
elevato al 70% nel caso di programmi di sviluppo turistico e
commerciale;
2) le spese relative alle attrezzature di cui al comma 1, lettera d)
degli articoli 15 e 21, la cui installazione non sia prevista presso
l’unita’ produttiva interessata dal progetto bensi’ presso altre
unita’, della stessa impresa o di altre dello stesso gruppo o di
terzi, possono essere ammesse alle agevolazioni purche’ tali unita’
produttive siano ubicate in territori ammissibili; le relative
agevolazioni sono calcolate applicando l’intensita’ d’aiuto prevista
per le suddette diverse unita’ produttive fermo restando che, qualora
per queste ultime l’intensita’ di aiuto sia superiore a quella
stabilita per l’area in cui e’ localizzata l’unita’ produttiva
oggetto del progetto, le agevolazioni saranno calcolate applicando
l’intensita’ di aiuto relativa a quest’ultima;
3) le spese relative all’acquisto del suolo, di immobili o di
programmi informatici o di brevetti, di cui al comma 1, lettere a),
b), e) e f) degli articoli 15 e 21, di proprieta’ di uno o piu’ soci
dell’impresa richiedente le agevolazioni o, nel caso di soci persone
fisiche, dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci
stessi entro il terzo grado, sono ammissibili in proporzione alle
quote di partecipazione nell’impresa medesima degli altri soci; la
rilevazione della sussistenza delle predette condizioni, con
riferimento sia a quella di socio che a quella di proprietario, che
determinano la parzializzazione della spesa, va effettuata a partire
dai ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione
dell’istanza di accesso di cui all’articolo 7, comma 1. Le predette
spese relative alla compravendita tra due imprese non sono
ammissibili qualora, a partire dai ventiquattro mesi precedenti la
data di presentazione dell’istanza di accesso, le imprese medesime si
siano trovate nelle condizioni di cui all’articolo 2359 del codice
civile o siano state entrambe partecipate, anche cumulativamente, per
almeno il venticinque per cento, da medesimi altri soggetti; tale
ultima partecipazione rileva, ovviamente, anche se determinata in via
indiretta. A tal fine va acquisita una specifica dichiarazione del
legale rappresentante del soggetto beneficiario o di un suo
procuratore speciale resa ai sensi e per gli effetti degli articoli
47 e 76 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000.
4) in relazione alle spese per l’acquisto del suolo aziendale di cui
alle lettera a) del comma 1 degli articoli 15 e 21, qualora il
progetto d’investimento sia agevolato con risorse FESR, ai fini
dell’ammissibilita’ di dette spese, l’impresa deve produrre apposita
perizia giurata, rilasciata da professionisti iscritti all’albo degli
ingegneri, o degli architetti, o dei geometri, o dei dottori
agronomi, o dei periti agrari, o dei periti industriali edili,
attestante il valore di mercato del suolo e/o dei fabbricati.

Allegato 3

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 4

Criteri di valutazione delle istanze di ammissione alle agevolazioni,
nonche’ le specifiche priorita’ riguardanti i programmi di sviluppo

Vengono di seguito indicati i principali criteri tecnici di
valutazione delle istanze, nonche’ i criteri di priorita’ in ordine
alla finanziabilita’ delle istanze di accesso al contratto di
sviluppo.

Criteri di valutazione

1. Validita’ e fattibilita’ tecnica, economica e finanziaria.
Idoneita’ del programma a conseguire gli obiettivi produttivi ed
economici prefissati;
2. Know how specifico posseduto dai soggetti partecipanti e/o dai
loro azionisti in relazione all’iniziativa richiesta alle
agevolazioni;
3. Solidita’ economico-patrimoniale dei soggetti partecipanti
valutata sulla base dei bilanci storici in relazione a trend di
fatturato e di marginalita’ operative, rapporto tra indebitamento e
mezzi propri, equilibrio temporale tra impieghi e fonti di copertura,
possibilita’ di far fronte agli impegni finanziari legati alla
realizzazione del programma e all’incremento del capitale circolante;
4. Cantierabilita’ dell’iniziativa;
5. Situazione attuale e prospettica del settore di riferimento;
6. Grado di innovativita’ del programma proposto.

Criteri di priorita’ per la finanziabilita’ del Programma

1. Intensita’ dell’apporto finanziario dei soggetti beneficiari;
2. Entita’ dell’eventuale cofinanziamento regionale;
3. Idoneita’ del Programma a realizzare/consolidare sistemi di
filiera diretta ed allargata;
4. Capacita’ del Programma di miglioramento dell’impatto
sull’ambiente;
5. Previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o
sottoutilizzate nell’ambito del programma;
Ai criteri di priorita’ sopra elencati si aggiungono inoltre per il
settore turismo:
6. Prossimita’ di attrattori culturali, naturali e/o paesaggistici
alle unita’ produttive oggetto del Programma;
7. Presenza nell’area oggetto del Programma di dinamiche turistiche
caratterizzate da un elevato potenziale di sviluppo con particolare
riferimento ai flussi turistici internazionali;
8. Capacita’ del Programma di contribuire alla stabilizzazione della
domanda turistica attraverso la destagionalizzazione dei flussi;
9. Presenza all’interno del Programma di investimenti per lo sviluppo
di servizi innovativi di supporto all’offerta turistica.

Allegato 5

Parte di provvedimento in formato grafico

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

e con

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

e con

IL MINISTRO PER LA
SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA

e con

IL MINISTRO DEL TURISMO

Visto l’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che
prevede la definizione di criteri, condizioni e modalita’ per la
concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti
privati e per la realizzazione di interventi ad essi complementari e
funzionali con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro
dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, per quanto riguarda le attivita’ della filiera agricola e
della pesca e acquacoltura e con il Ministro per la semplificazione
normativa;
Visto il regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008 pubblicato
nella G.U.U.E. L 214 del 9 agosto 2008 concernente l’applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE che dichiara alcune categorie
di aiuti compatibili con il mercato comune (Regolamento generale di
esenzione per categoria);
Visti gli orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel
settore agricolo e forestale 2007-2013 emanati dalla Commissione
(2006/C 319/01);
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Vista la Carta degli aiuti di Stato a finalita’ regionale 2007-2013
approvata dalla Commissione europea il 28 novembre 2007 – Aiuto di
Stato 324/2007;
Visto l’articolo 1, comma 19-bis del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181 convertito, con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006,
n.233;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina i criteri, le condizioni e le
modalita’ per la concessione, attraverso la sottoscrizione di
contratti di sviluppo di cui all’articolo 10, di agevolazioni
finanziarie dirette a favorire la realizzazione di investimenti
rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese,
con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 2

Contratto di sviluppo

1. I contratti di sviluppo hanno ad oggetto la realizzazione, su
iniziativa di una o piu’ imprese di uno dei programmi di sviluppo
individuati all’articolo 3. Anche le imprese costituite all’estero
potranno proporre contratti di sviluppo purche’ si impegnino ad
istituire una sede secondaria con rappresentanza stabile nel
territorio italiano nell’ambito del programma di sviluppo e a
mantenerla per almeno cinque anni dalla ultimazione del programma di
sviluppo, ovvero nel caso di piccole e medie imprese (PMI) per almeno
tre anni dalla ultimazione del programma di sviluppo esclusivamente
nel caso in cui ricorrano, per il periodo di programmazione
2007-2013, le condizioni previste dall’articolo 57, capo IV del
regolamento (CE) n. 1083/2006 e successive modifiche ed integrazioni.
Le imprese dovranno comunque mantenere la suddetta sede secondaria
per l’intero periodo di vigenza degli obblighi conseguenti alla
concessione delle agevolazioni.
2. Ai fini del presente decreto i beneficiari delle agevolazioni
regolate dal presente decreto sono il soggetto che promuove
l’iniziativa, denominato proponente, e le eventuali altre imprese
partecipanti ai progetti d’investimento, denominate aderenti. In caso
di programmi di sviluppo realizzati da piu’ imprese, il proponente ne
assume la responsabilita’ verso l’Amministrazione anche ai fini della
coerenza tecnica ed economica.
3. Ai fini della classificazione delle imprese in piccola, media o
grande si applicano i criteri indicati nell’allegato 1 al Regolamento
(CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008, pubblicato nella G.U.U.E. L 214
del 9 agosto 2008 concernente l’applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili
con il mercato comune (Regolamento generale di esenzione per
categoria), nel seguito indicato «Regolamento GBER» e nel decreto del
Ministro delle attivita’ produttive 18 aprile 2005.
4. I soggetti di cui al comma 2, sin alla data di presentazione
della istanza di accesso di cui all’articolo 7, devono trovarsi nelle
seguenti condizioni:
a) essere regolarmente costituiti ed iscritti nel Registro delle
Imprese;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non
essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure
concorsuali;
c) trovarsi in regime di contabilita’ ordinaria;
d) non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente,
non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti
individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
e) operare nel rispetto delle vigenti norme edilizie ed
urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla
salvaguardia dell’ambiente, anche con riferimento agli obblighi
contributivi;
f) non essere stati destinatari, nei tre anni precedenti la
predetta data, di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni
concesse dal Ministero dello sviluppo economico, ad eccezione di
quelli derivanti da rinunce;
g) aver restituito agevolazioni godute per le quali e’ stata
disposta dal Ministero dello sviluppo economico la restituzione;
h) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in
difficolta’ cosi’ come individuata nel Regolamento GBER.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 3

Programma di sviluppo oggetto della proposta di
contratto di sviluppo

1. La proposta di contratto di sviluppo di cui all’articolo 2,
comma 1, puo’ avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:
a) programma di sviluppo industriale: un’iniziativa imprenditoriale
finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui
realizzazione sono necessari uno o piu’ progetti d’investimento, come
individuati nei Titoli II e III, ed, eventualmente, progetti di
ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, come
individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e funzionali tra di
loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali;
b) programma di sviluppo turistico: un’iniziativa imprenditoriale
finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica, attraverso il
potenziamento ed il miglioramento della qualita’ dell’offerta
ricettiva, delle attivita’ integrative l’offerta ricettiva e dei
servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico per la cui
realizzazione sono necessari uno o piu’ progetti d’investimento, come
individuati nei Titoli II e III, ed, eventualmente, progetti di
ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, come
individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e funzionali tra di
loro in relazione alla definizione di offerta turistica per il
territorio di riferimento;
c) programma di sviluppo commerciale: un’iniziativa imprenditoriale
finalizzata allo sviluppo del settore commerciale, attraverso il
potenziamento e la qualificazione dell’offerta distributiva del
territorio, per la cui realizzazione sono necessari uno o piu’
progetti d’investimento, come individuati nei Titoli II e III, ed,
eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo
sperimentale, come individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e
funzionali tra loro in relazione alla definizione dell’offerta
distributiva per il territorio di riferimento.
2. Il programma di sviluppo di cui al comma 1 puo’ prevedere anche
la realizzazione di opere infrastrutturali, materiali ed immateriali,
funzionali all’oggetto del contratto di sviluppo. Gli oneri relativi
alle suddette opere, compresi quelli di progettazione, sono
integralmente a carico delle risorse pubbliche. Solo ove sia
accertata la carenza, totale o parziale, di risorse di carattere
generale destinabili alla realizzazione delle infrastrutture, la
relativa copertura puo’ essere garantita attraverso le risorse
riservate ai contratti di sviluppo. Ove necessario, inoltre, si puo’
provvedere nelle forme e con la modalita’ della concessione di lavori
pubblici come regolata dagli articoli 142 e seguenti del decreto
legislativo 12 aprile 2006 n.163 ovvero prevedere la partecipazione
della Banca europea per gli investimenti e del Fondo europeo per gli
investimenti secondo le modalita’ previste dall’articolo 36 del
Regolamento (CE) n. 1083/2006.
3. L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli
investimenti oggetto del contratto di sviluppo, con esclusione del
costo di opere infrastrutturali se previste, non deve essere
inferiore a:
a) 30 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo
industriale di cui al comma 1, lettera a), ovvero 7,5 milioni di
euro, qualora tali programmi riguardino esclusivamente attivita’ di
trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
b) 22,5milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo
turistico di cui al comma 1, lettera b);
c) 30 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo
commerciale di cui al comma 1, lettera c).
Nell’ambito del programma di sviluppo, i progetti d’investimento
del proponente devono prevedere spese ammissibili di importo
complessivo non inferiore a:
a) 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca
industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai
programmi di sviluppo industriale di cui al comma 1, lettera a),
ovvero 3 milioni di euro se tali programmi riguardano esclusivamente
attivita’ di trasformazione e commercializzazione di prodotti
agricoli;
b) 12 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca
industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai
programmi di sviluppo turistico di cui al comma 1, lettera b);
c) 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca
industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai
programmi di sviluppo commerciale di cui al comma 1, lettera c).
4. I criteri di valutazione delle istanze di ammissione alle
agevolazioni, nonche’ le specifiche priorita’ riguardanti le istanze
di cui al comma 1, in relazione alle linee di politica industriale e
di sviluppo, sono riportati nell’allegato n. 4 al presente Decreto. I
suddetti criteri e priorita’ potranno essere modificati e potranno
essere previste specifiche riserve di fondi, con decreto del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, nonche’ con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali per quanto riguarda le attivita’ di
trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, e con il
Ministro del Turismo per quanto riguarda le linee di politica di
sviluppo del turismo.
5. Il Ministro dello sviluppo economico definisce, mediante sue
direttive da adottarsi con decreto, gli indirizzi operativi per la
gestione dell’intervento di cui al presente decreto.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 4

Progetti d’investimento e spese ammissibili

1. I progetti d’investimento ammissibili alle agevolazioni del
presente decreto sono quelli indicati nei Titoli II , III e IV.
Ai fini dell’ammissibilita’ e’ richiesto che ciascun progetto sia
organico e funzionale al conseguimento degli obiettivi del contratto
di sviluppo, e deve essere realizzato nell’ambito di unita’
produttive ubicate nelle aree rispettivamente indicate nei Titoli II
e III. Per unita’ produttiva si intende la struttura produttiva
dotata di autonomia tecnica, organizzativa, gestionale e funzionale,
eventualmente articolata su piu’ immobili e/o impianti, anche
fisicamente separati ma collegati funzionalmente.
2. Fatto salvo quanto stabilito all’articolo 3, comma 3, per
l’investimento proposto dal soggetto proponente, l’importo degli
investimenti ammissibili di ciascun progetto non puo’ essere
inferiore a 1,5 milioni di euro.
3 I progetti devono essere avviati successivamente alla
presentazione dell’istanza di accesso di cui all’articolo 7, comma 1.
Per avvio del progetto si intende la data del primo titolo di spesa
ammissibile. Il pagamento degli oneri concessori, non seguito da
avvio dei lavori, non costituisce avvio del progetto e non e’
considerato una spesa ammissibile. Il programma di sviluppo deve
essere concluso entro 48 mesi dalla presentazione dell’istanza di
accesso di cui all’articolo 7, comma 1, ovvero entro un termine piu’
breve ove reso necessario dalla normativa di riferimento in caso di
cofinanziamento con risorse comunitarie.
4. Non sono ammessi i progetti d’investimento riguardanti le
seguenti attivita’ economiche:
a) agricoltura, silvicoltura e pesca: tutte le attivita’ di cui
alla sezione A della classificazione delle attivita’ economiche ATECO
2007;
b) fornitura di acqua; reti fognarie, attivita’ di gestione dei
rifiuti e risanamento: tutte le attivita’ di cui alla sezione E della
classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
c) costruzioni: tutte le attivita’ di cui alla sezione F della
classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
d) commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli e motocicli: limitatamente alle attivita’ di cui ai
gruppi 47.8 «Commercio al dettaglio ambulante» e 47.9 «Commercio al
dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati», della sezione G
della classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
e) trasporto e magazzinaggio: tutte le attivita’ di cui alla
sezione H della classificazione delle attivita’ economiche ATECO
2007, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 del presente
decreto;
f) attivita’ dei servizi di alloggio e di ristorazione:
limitatamente alle attivita’ di cui alla categoria 56.10.4
«ristorazione ambulante e gelaterie ambulanti», della sezione I della
classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
g) servizi di informazione e comunicazione: limitatamente alle
attivita’ di cui alle classi 59.14 «attivita’ di proiezione
cinematografica» e 59.20 «attivita’ di registrazione sonora e di
editoria musicale», nonche’ alle attivita’ di cui alla divisione 60
«attivita’ di programmazione e trasmissione», della sezione J della
classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
h) attivita’ finanziarie e assicurative: tutte le attivita’ di cui
alla sezione K della classificazione delle attivita’ economiche ATECO
2007;
i) attivita’ immobiliari: tutte le attivita’ di cui alla sezione L
della classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
j) attivita’ professionali, scientifiche e tecniche: tutte le
attivita’ di cui alla sezione M della classificazione delle attivita’
economiche ATECO 2007;
k) noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese:
tutte le attivita’ di cui alla sezione N della classificazione delle
attivita’ economiche ATECO 2007, ad eccezione di quelle indicate
nell’allegato 1 al presente decreto;
l) istruzione: tutte le attivita’ di cui alla sezione P della
classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;
m) altre attivita’ di servizi: tutte le attivita’ di cui alla
sezione S della classificazione delle attivita’ economiche ATECO
2007, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 al presente
decreto.
Non sono altresi’ ammissibili alle agevolazioni i progetti
d’investimento riguardanti le attivita’ economiche relative ai
settori della siderurgia, della cantieristica navale, dell’industria
carboniera, delle fibre sintetiche come individuate nell’allegato 1
al presente decreto. Ulteriori precisazioni concernenti il settore
della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli sono
contenute nell’allegato 1 al presente decreto.
5. Le spese ammissibili alle agevolazioni sono quelle indicate nei
Titoli II, III e IV del presente decreto, in relazione agli specifici
progetti di investimento.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 5

Agevolazioni concedibili

1. Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse nei
limiti delle intensita’ massime di aiuto previste nei Titoli II, III
e IV del presente decreto, in relazione agli specifici progetti di
investimento.
2. Le agevolazioni possono essere concesse nelle forme di aiuto
trasparente di cui all’articolo 5 del paragrafo 1, lettera a), b,) e
c), anche combinate tra loro, del Regolamento GBER. Le categorie di
aiuto saranno limitate a quelle vigenti ed operative al momento della
presentazione delle istanze e della concessione delle agevolazioni e
saranno utilizzate secondo modalita’ gia’ definite da normative
esistenti o nel mentre approvate. L’utilizzo delle varie forme e la
loro combinazione e’ definita in fase di negoziazione sulla base
delle caratteristiche dei progetti e dei relativi ambiti di
intervento.
3. Le agevolazioni di cui al presente decreto si intendono concesse
con la sottoscrizione del contratto di sviluppo di cui all’articolo
10.
4. In tutti i casi in cui la tipologia di aiuto lo consenta, le
agevolazioni sono erogate secondo le modalita’ definite nel contratto
di cui all’articolo 10, sulla base di stati di avanzamento della
realizzazione dei singoli progetti, e previa presentazione della
dichiarazione di cui all’articolo 8, comma 4, lettera g).

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 6

Convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico
e l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti
e lo sviluppo d’impresa

1. L’istruttoria tecnica preliminare alla stipula del contratto di
sviluppo e’ affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., nel seguito «Agenzia»,
ed e’ svolta sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello
sviluppo economico, nel seguito «MiSE», in base a quanto previsto da
apposita convenzione. Gli oneri della convenzione tra il MiSE e
l’Agenzia, a carico delle risorse destinate ai contratti di sviluppo,
non possono essere superiori alla misura massima fissata con decreto
del MiSE, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze. La
medesima convenzione disciplina le modalita’ di trasferimento dal
MiSE all’Agenzia, sulla base dei fabbisogni, delle risorse
finanziarie necessarie per la concessione e l’erogazione delle
agevolazioni relative ai progetti di sviluppo nonche’ di quelle
riguardanti le eventuali opere infrastrutturali di cui all’articolo
3, comma 2. E’ fatto obbligo all’Agenzia di rendicontare
periodicamente in ordine all’utilizzo delle risorse di cui al
presente articolo e alle relative attivita’ svolte, nonche’ di
fornire adeguate informazioni al MiSE, in ogni fase della procedura,
con le modalita’ stabilite dalla convenzione.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 7

Fase di accesso e negoziazione

1. Il soggetto proponente che intende richiedere le agevolazioni
previste dal presente decreto deve preventivamente trasmettere
all’Agenzia, attraverso i sistemi informatici predisposti all’uopo
dal MiSE con il supporto di quest’ultima, apposita istanza di accesso
alla procedura di negoziazione. L’Agenzia provvede ad inviare
l’istanza immediatamente al MiSE e alla Regione o alle Regioni dove
sono previsti i progetti di investimento al fine di acquisire un
eventuale parere preliminare. L’istanza di accesso, sottoscritta dai
legali rappresentanti delle imprese coinvolte, redatta, a pena di
esclusione, secondo l’apposito modello predisposto dal MiSE e
disponibile sui siti internet del MiSE stesso e dell’Agenzia, e’
composta dal modulo di domanda e dalla proposta di massima completa
della descrizione del programma di sviluppo, delle caratteristiche
tecnico-economiche dei singoli progetti d’investimento e degli
eventuali progetti di prevalente sviluppo sperimentale e del loro
ammontare, anche con l’indicazione delle imprese aderenti, degli
organismi di ricerca ove presenti e degli istituti finanziari
coinvolti e, infine, di eventuali infrastrutture pubbliche
funzionali. Il MiSE rende disponibile attraverso il proprio sito
internet l’elenco della documentazione da presentare a corredo
dell’istanza d’accesso e necessaria ai fini delle verifiche da
effettuare, ivi compresi il certificato antimafia ai sensi degli
articoli 3 e 10 del decreto del Presidente della repubblica 3 giugno
1998, n. 252, rilasciato in data non anteriore al mese precedente
quello di presentazione dell’istanza di accesso, ovvero copia
dell’avvenuta richiesta del medesimo, oltre alla dichiarazione
dell’impresa beneficiaria relativa all’eventuale esistenza o
necessita’ di infrastrutture e di fonti energetiche funzionali agli
investimenti previsti. L’Agenzia, accertato che sussistono le
condizioni di ammissibilita’ stabilite dal presente decreto e
verificata la compatibilita’ dell’istanza con le risorse finanziarie
disponibili e con le priorita’ di cui all’articolo 3, comma 4, entro
30 giorni dal ricevimento dell’istanza di accesso, comunica al
soggetto proponente:
a) l’ammissibilita’ dell’istanza di accesso;
b) i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, assegnando
al soggetto proponente il termine di 10 giorni per la presentazione
di osservazioni o documenti ai sensi dell’articolo 10-bis della legge
7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
2. Decorsi i termini di cui al comma 1, l’Agenzia, nel rispetto
delle direttive stabilite dal MiSE, avvia la negoziazione con il
proponente per verificare la validita’ e la fattibilita’ del
programma di sviluppo e fornire eventuali prescrizioni per la
definizione della proposta definitiva del contratto di sviluppo.
Particolare attenzione e’ posta alla combinazione ed all’utilizzo
delle diverse forme di agevolazione utilizzabili, alla tempistica e
alla cantierabilita’ del programma di sviluppo, e, se previste, delle
opere infrastrutturali. In caso di partecipazione di una o piu’
grandi imprese, l’Agenzia verifica l’effetto incentivante delle
agevolazioni secondo quanto prevede l’articolo 8 del Regolamento
GBER, acquisendo la documentazione utile a dimostrare almeno uno dei
seguenti aspetti del progetto d’investimento:
– incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, delle dimensioni
del progetto;
– estensione rilevante, per effetto dell’aiuto, della portata del
progetto;
– incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, dell’importo totale
speso dal beneficiario per il progetto;
– riduzione significativa dei tempi di realizzazione del progetto
oggetto dell’aiuto;
– mancata realizzazione dell’investimento, in assenza di incentivi,
in un’area prevista dalla Carta degli aiuti a finalita’ regionale
approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007 – 2013, per i
progetti d’investimento di cui al successivo Titolo II.
L’Agenzia richiede al proponente, alle aderenti e agli enti
pubblici coinvolti la documentazione o i chiarimenti utili alla fase
istruttoria. I chiarimenti e/o le integrazioni richiesti dall’Agenzia
dovranno pervenire entro il termine perentorio di 7 giorni dal
ricevimento della relativa richiesta.
3. Entro 30 giorni dalla comunicazione scritta di cui al comma 1,
ovvero entro 60 giorni nel caso in cui sia necessario indire
un’apposita conferenza di servizi ai sensi dell’articolo 14-bis della
legge 7 agosto 1990, n. 241, l’Agenzia conclude la negoziazione e ne
comunica l’esito ai soggetti proponenti. I termini di 30 e 60 giorni
di cui sopra, sono sospesi fino alla scadenza del termine assegnato
per la produzione della documentazione o dei chiarimenti di cui al
comma 2. Nel caso in cui la Regione o le Regioni non trasmetta/ano
entro il termine sopra indicato le proprie osservazioni ed il proprio
parere, quest’ultimo si considera positivo; qualora il predetto
parere, invece, sia negativo, la negoziazione deve essere conclusa
con esito negativo e l’Agenzia ne da’ motivata comunicazione al
soggetto proponente.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 8

Presentazione della proposta definitiva di contratto
di sviluppo e della documentazione progettuale

1. La proposta definitiva di contratto di sviluppo di cui al comma
2, completa della documentazione progettuale prevista al comma 3, e’
presentata dal proponente all’Agenzia, che ne invia immediatamente
copia alla Regione o alle Regioni interessate, entro il termine di 60
giorni dal ricevimento della comunicazione di cui all’articolo 7,
comma 3, prorogabile una sola volta di non oltre 30 giorni. Decorso
tale termine perentorio, senza che la documentazione prevista sia
stata presentata o qualora quella presentata risulti incompleta, la
stessa non e’ piu’ ricevibile e la relativa istanza di accesso e’
considerata decaduta. La Regione o le Regioni, entro 30 giorni dal
ricevimento della proposta comunica/no le proprie osservazioni ed il
proprio parere ed eventualmente la disponibilita’ al cofinanziamento,
specificandone la misura, all’Agenzia, che li trasmette
immediatamente al MiSE. Nel caso in cui la Regione o le Regioni non
trasmettano entro il termine sopra indicato le proprie osservazioni
ed il proprio parere, quest’ultimo si considera positivo.
2. La proposta definitiva, sottoscritta dal legale rappresentante
del proponente e degli eventuali altri soggetti beneficiari, redatta,
a pena di esclusione, secondo il modello predisposto dal MiSE, deve
descrivere compiutamente e chiaramente i contenuti del programma di
sviluppo con particolare riguardo ai seguenti elementi:
a) presupposti e obiettivi sotto il profilo economico, industriale,
commerciale e finanziario;
b) soggetto proponente ed eventuali altri soggetti beneficiari;
c) investimenti relativi ai singoli progetti previsti;
d) piano finanziario di copertura degli investimenti, con
indicazione dell’ammontare e della forma delle agevolazioni
richieste, e delle relative previsioni economiche, patrimoniali e
finanziarie.
3. Alla proposta definitiva deve essere allegata una scheda
sintetica contenente i principali dati e informazioni relativi al
soggetto proponente e al complesso dei progetti d’investimento
proposti.
4. Nel caso in cui la proposta di contratto riguardi piu’ imprese
e/o uno o piu’ progetti d’investimento della stessa impresa, ad essa
devono essere allegati, riferiti a ciascuna impresa ed a ciascun
progetto i seguenti documenti:
a) scheda sintetica, contenente i principali dati e informazioni
relativi all’impresa beneficiaria ed al progetto proposto;
b) documento unico di regolarita’ contributiva rilasciato in data
non anteriore al mese precedente quello di presentazione della
proposta di contratto;
c) certificato antimafia ai sensi degli articoli 3 e 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, qualora non
piu’ valido il certificato presentato in fase di accesso ai sensi
dell’articolo 7, comma 1;
d) documentazione attestante la disponibilita’ degli immobili
oggetto del progetto d’investimento. La predetta disponibilita’ non
puo’ essere attestata da contratti di comodato;
e) perizia giurata relativa alla conformita’ urbanistica ed
edilizia degli immobili, di cui alla precedente lettera d), e
all’inesistenza di motivi ostativi circa il rilascio delle necessarie
concessioni e/o autorizzazioni e alla necessita’ di eventuali pareri
e/o nulla osta da parte di amministrazioni o enti;
f) dettaglio degli investimenti previsti, con allegati i relativi
preventivi e suddivisione degli stessi per capitolo di spesa e per
articolazione temporale;
g) dichiarazione di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2007 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 160 del 12 luglio 2007.
L’Agenzia potra’ richiedere, ogni altra eventuale ulteriore
documentazione ritenuta necessaria per la successiva istruttoria
tecnica. Tale documentazione deve essere predisposta secondo le
specifiche tecniche previste dall’Agenzia.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 9

Istruttoria e approvazione delle proposte
di contratto di sviluppo

1. Entro 45 giorni dal ricevimento della proposta definitiva di
contratto di sviluppo e della documentazione progettuale di cui
all’articolo 8, l’Agenzia provvede al relativo esame sulla base delle
indicazioni fornite dal MiSE. Se, ai fini dello svolgimento
dell’istruttoria, si rendono necessari chiarimenti e/o integrazioni,
il suddetto termine di 45 giorni resta sospeso. I chiarimenti e/o le
integrazioni richiesti dall’Agenzia dovranno pervenire entro il
termine perentorio di 7 giorni dal ricevimento della relativa
richiesta, pena la improcedibilita’ della domanda. La suddetta
sospensione del termine e’ ammessa una sola volta.
2. Al termine dell’istruttoria, per le proposte ritenute
ammissibili l’Agenzia ne da’ comunicazione al MiSE, anche ai fini
dell’eventuale notifica alla Commissione europea e alla/e Regione/i
interessata/e. Entro 15 giorni, il MiSE indica all’Agenzia le
modifiche, le integrazioni o correzioni da apportare alla proposta.
Decorso tale termine, in assenza di rilievi da parte del suddetto
Ministero, l’Agenzia approva la proposta di contratto di sviluppo.
Per le proposte di contratto di sviluppo non ammissibili, l’Agenzia
comunica al soggetto proponente, al MiSE ed alla Regione o alle
Regioni interessate l’esito negativo e le relative motivazioni. In
tal caso, il procedimento si intende concluso.
3. Contestualmente all’approvazione della proposta di contratto di
sviluppo, l’Agenzia ne da’ comunicazione ai proponenti e, anche ai
fini dell’acquisizione degli atti che attestano l’avvenuta
deliberazione dell’eventuale cofinanziamento regionale, alla Regione
o alle Regioni interessate specificando, per ciascuno dei progetti,
investimenti ammessi e relative agevolazioni.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 10

Sottoscrizione del contratto di sviluppo

1. Entro 10 giorni dall’approvazione della proposta di contratto di
sviluppo, di cui all’articolo 9, comma 2, l’Agenzia, il proponente e
gli altri soggetti beneficiari, nonche’ le eventuali altre
amministrazioni pubbliche coinvolte nel finanziamento o nella
realizzazione degli investimenti, sottoscrivono il contratto di
sviluppo, tenuto conto delle risorse disponibili nonche’ delle
decisioni della Commissione europea in relazione a eventuali progetti
di investimento soggetti a notifica. Il contratto e’ predisposto dal
MiSE sulla base dello schema definito con la convenzione di cui
all’articolo 6. L’Agenzia provvede a comunicare al Ministero la data
prevista per la sottoscrizione del contratto.
2. Il contratto di sviluppo, nel quale sono indicati impegni ed
obblighi, regola le modalita’ di erogazione delle agevolazioni, pure
in riferimento all’eventuale quota di cofinanziamento regionale, le
condizioni che possono determinare la revoca delle stesse, gli
obblighi connessi al monitoraggio ed alle attivita’ di accertamento
finale dell’avvenuta realizzazione dei progetti nonche’ di controllo
ed ispezione, e quanto altro necessario ai fini della realizzazione
dei progetti e degli investimenti previsti.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 11

Conferenza di servizi

1. Qualora l’Agenzia ravvisi che ai fini dell’accelerazione delle
attivita’ sia necessaria l’adozione di provvedimenti o atti
autorizzativi, intese, concerti, nullaosta o assensi comunque
denominati di altre amministrazioni pubbliche propedeutici all’avvio
degli investimenti o alla realizzazione delle funzionali opere
infrastrutturali, per i quali risulti necessario il coinvolgimento di
diverse amministrazioni pubbliche centrali o territoriali, ne da’
notizia al MiSE che indice una conferenza di servizi ai sensi
dell’articolo 14, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
invitando le altre amministrazioni coinvolte nella realizzazione del
programma di sviluppo e delle connesse opere infrastrutturali.
L’Agenzia e il soggetto proponente partecipano senza diritto di voto.
2. A seguito degli esiti della conferenza di servizi e in ogni caso
scaduto il termine di cui all’articolo 14-ter, comma 3, della legge 7
agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, in conformita’ alla
determinazione conclusiva della stessa conferenza, il MiSE adotta un
provvedimento di approvazione del programma dell’investimento che,
nei limiti previsti dalla normativa comunitaria in materia,
sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione,
nulla osta, intesa, concerto o atto di assenso comunque denominato
necessari all’avvio del programma di sviluppo e di competenza delle
amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma
risultate assenti, alla predetta conferenza.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 12

Variazioni successive alla sottoscrizione
del contratto di sviluppo

1. Eventuali variazioni riguardanti i soggetti beneficiari, anche a
seguito di rinuncia alle agevolazioni, nonche’ quelle afferenti il
programma di sviluppo oggetto del contratto sottoscritto devono
essere preventivamente comunicate dal soggetto proponente e/o dai
beneficiari all’Agenzia con adeguata motivazione. Ai fini
dell’autorizzazione delle variazioni proposte, l’Agenzia, con
apposita istruttoria tecnica, verifica la permanenza dei requisiti e
delle condizioni di ammissibilita’ del programma di sviluppo e dei
singoli progetti che lo compongono e ne da’ comunicazione al MiSE.
Ove, a seguito delle variazioni intervenute, vengano meno le
condizioni e i requisiti di ammissibilita’, o sia compromesso
l’equilibrio economico-finanziario del programma di sviluppo,
l’Agenzia propone al MiSE la revoca delle agevolazioni, previa
audizione degli interessati.
2. Variazioni dei singoli investimenti ammessi e indicati nel
contratto di sviluppo sottoscritto, ivi comprese quelle dovute a
incrementi di costi rispetto a quelli ammessi e/o a nuovi
investimenti, non potranno comportare, in nessun caso, aumento delle
agevolazioni concesse in relazione a ciascun progetto.
3. Eventuali economie di risorse, dovute a revoche o variazioni in
diminuzione delle spese oggetto dei progetti d’investimento, non
potranno in nessun caso determinare aumenti delle agevolazioni
concesse in relazione agli altri progetti previsti dal programma di
sviluppo.
4. In caso di revoca, anche a seguito di rinuncia alle
agevolazioni, in relazione ad uno o piu’ dei progetti d’investimento
del programma oggetto del contratto di sviluppo sottoscritto,
l’Agenzia verifichera’ che permanga comunque la validita’
tecnico-economica del programma oggetto del contratto di sviluppo
sottoscritto. Detta verifica sara’ effettuata anche nel caso in cui
l’ammontare degli investimenti complessivamente realizzati e ritenuti
ammissibili risulti significativamente inferiore all’ammontare degli
investimenti ammessi.

Titolo I Procedura per la concessione di agevolazioni agli
investimenti

Art. 13

Monitoraggio, controlli e ispezioni

1. Con cadenza mensile l’Agenzia comunica al MiSE dati e
informazioni riguardanti tutti i procedimenti per la stipula di
contratti di sviluppo, le proposte positivamente valutate nonche’
quelle per le quali l’istruttoria si e’ conclusa con esito negativo.
Inoltre, al 30 giugno e al 31 dicembre di ciascun anno, l’Agenzia
trasmette al MiSE un rapporto sulle attivita’ svolte, fornendo in
particolare dati e informazioni riguardanti l’avanzamento fisico,
finanziario ed amministrativo dei contratti di sviluppo sottoscritti
e le eventuali revoche effettuate.
2. In ogni fase e stadio del procedimento il MiSE puo’ disporre
controlli e ispezioni anche a campione sull’attivita’ dell’Agenzia,
sulla regolarita’ dei procedimenti, sui soggetti che hanno ottenuto
le agevolazioni, al fine di verificare le condizioni per la fruizione
e il mantenimento delle agevolazioni medesime, nonche’ l’attuazione
degli interventi finanziati e i risultati conseguiti per effetto
degli investimenti realizzati.
3. Il MiSE presenta alla Commissione europea relazioni annuali
relative alle agevolazioni concesse sulla base del presente decreto,
curando di trasmettere gli elenchi dei beneficiari e dei relativi
settori di attivita’ economica, gli importi concessi per ciascun
beneficiario e le relative intensita’.
4. Con riferimento ai progetti di cui al Titolo II, ove venga
concesso un aiuto in base al presente decreto a favore di progetti di
investimento non soggetti alla notifica individuale ai sensi
dell’articolo 18 e superiori a 50 milioni di euro, entro venti giorni
lavorativi dalla sottoscrizione del contratto di sviluppo il MiSE
fornisce alla Commissione europea le informazioni richieste nel
modulo standard di cui all’allegato II del Regolamento GBER.
5. Con riferimento ai progetti di cui al Titolo IV, ove venga
concesso un aiuto in base al presente decreto a favore di progetti di
investimento non soggetti all’obbligo di notifica individuale di cui
all’articolo 31 e superiori a 3 milioni di euro, entro venti giorni
lavorativi dalla sottoscrizione del contratto di sviluppo il MiSE
fornisce alla Commissione europea le informazioni richieste nel
modulo standard di cui all’allegato II del Regolamento GBER.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 14

Aree territoriali e progetti ammissibili

1. I progetti di cui al comma 2 devono essere realizzati nelle aree
ammesse alla deroga di cui all’articolo 87, paragrafo, 3 lettere a) e
c) del Trattato CE e previste dalla Carta degli aiuti a finalita’
regionale approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007 –
2013.
2. Le agevolazioni relative ai progetti di cui al presente Titolo
possono essere concesse a fronte di progetti d’investimento volti ai
seguenti obiettivi di sviluppo:
a) realizzazione di nuove unita’ produttive;
b) ampliamento di unita’ produttive esistenti;
c) diversificazione della produzione di un’unita’ produttiva in
nuovi prodotti aggiuntivi;
d) cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo
di un’unita’ produttiva esistente.
3. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente Titolo
i progetti costituiti da investimenti di mera sostituzione.
4. Le agevolazioni previste dal presente Titolo possono essere
concesse per la realizzazione di progetti d’investimento che non
riguardino le attivita’ economiche di cui all’articolo 4, comma 4.
5. Relativamente ai progetti d’investimento riguardanti le
attivita’ di trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 13, comma
9 del Regolamento GBER ove piu’ favorevoli.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 15

Spese ammissibili

1. Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla
costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e
seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalita’
del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese
riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni; le spese relative
all’acquisto del suolo aziendale sono ammesse nel limite del 10%
dell’investimento complessivo ammissibile del progetto;
b) opere murarie e assimilate;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica,
ivi compresi quelli necessari all’attivita’ amministrativa
dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attivita’ di
rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di
produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei
prodotti, purche’ dimensionati alla effettiva produzione,
identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unita’
produttiva oggetto delle agevolazioni; per il settore dei trasporti
sono escluse le spese relative all’acquisto di mezzi e attrezzature
di trasporto;
e) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa, brevetti, licenze, know-how e conoscenze
tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e
processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per
l’attivita’ svolta nell’unita’ produttiva interessata dal progetto;
per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50%
dell’investimento complessivo ammissibile.
2. Le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della
locazione finanziaria sono ammesse nei limiti previsti dal
Regolamento GBER e ove compatibili con la legislazione europea in
materia di ammissibilita’ delle spese alla partecipazione dei fondi
strutturali.
3. Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese relative a
consulenze connesse al progetto d’investimento, ai sensi e nei limiti
dell’articolo 26 del Regolamento GBER. Tali spese sono ammissibili
nella misura massima del 4% dell’importo complessivo ammissibile per
ciascun progetto d’investimento, fermo restando che la relativa
intensita’ dell’aiuto e’ pari al 50% in equivalente sovvenzione
lordo.
4. Non sono ammesse le spese relative a macchinari, impianti e
attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese notarili,
quelle relative a imposte, tasse, scorte e quelle relative
all’acquisto di immobili che hanno gia’ beneficiato, nei dieci anni
antecedenti la data di presentazione dell’istanza di accesso di cui
all’articolo 7, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura
fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti
medesimi da parte delle autorita’ competenti. Non sono altresi’
ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto
di IVA.
5. Non sono ammissibili i costi relativi a commesse interne.
6. Ulteriori limiti e condizioni di ammissibilita’ delle spese sono
riportate nell’allegato 2 al presente decreto e possono essere
modificate con provvedimento del Ministero dello sviluppo economico.
In particolare possono essere previste limitazioni alle spese
ammissibili qualora siano utilizzate risorse a valere sulla
programmazione comunitaria 2007-2013 nel rispetto di quanto previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196
che definisce le norme sull’ammissibilita’ delle spese per programmi
cofinanziati.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 16

Forma e intensita’ delle agevolazioni

1. Le agevolazioni sono concesse, nei limiti consentiti dal
Regolamento GBER, secondo una o piu’ delle forme di cui all’articolo
5, comma 2.
2. La misura delle agevolazioni e’ definita in termini di
intensita’ massime rispetto alle spese ammissibili, calcolate in
equivalente sovvenzione lordo che esprime il valore attualizzato
dell’aiuto espresso come percentuale del valore attualizzato delle
spese ammissibili. Le spese ammissibili e le agevolazioni erogabili
in piu’ rate sono attualizzate/rivalutate al momento della
concessione. Il tasso di interesse da applicare ai fini
dell’attualizzazione e’ il tasso di riferimento applicabile al
momento della concessione, determinato a partire dal tasso base
fissato dalla Commissione europea e pubblicato sul sito internet
all’indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference_
rates.html
3. Le intensita’ massime delle agevolazioni concedibili per gli
investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, riportate
nell’allegato 3 al presente decreto, sono quelle previste, per
dimensione di impresa beneficiaria e per ciascuna area ammissibile,
dalla Carta degli aiuti a finalita’ regionale approvata dalla
Commissione europea per il periodo 2007-2013. Relativamente ai grandi
progetti di investimento cosi’ come definiti nel Regolamento GBER e
ai progetti riguardanti il settore dei trasporti, le intensita’
massime di aiuto sono quelle previste per le imprese di grande
dimensione, indipendentemente dalla dimensione effettiva dell’impresa
beneficiaria.
4. I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad
apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie
ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di
qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale
delle spese ammissibili e sono tenuti all’obbligo del mantenimento
dei beni agevolati per almeno 5 anni, ovvero 3 anni nel caso di PMI,
dalla data di ultimazione. Per data di ultimazione si intende la data
relativa all’ultimo titolo di spesa ammissibile.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 17

Cumulo delle agevolazioni

1. Le agevolazioni concesse in relazione ai progetti d’investimento
di cui al presente Titolo non sono cumulabili con altre agevolazioni
pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a
titolo «de minimis» secondo quanto previsto dal Regolamento (CE) n.
1998/2006, pubblicato nella G.U.U.E. L. 379 del 28 dicembre 2006, ad
eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma di benefici
fiscali e di garanzia e comunque entro i limiti delle intensita’
massime previste dal Regolamento GBER.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 18

Notifica individuale

1. Secondo quanto previsto dal Regolamento GBER, per i progetti con
investimenti ammissibili superiori a 50 milioni di euro qualora
l’importo complessivo di agevolazioni concedibili sia superiore al
75% del massimale di aiuto che potrebbe ottenere un progetto con
investimenti ammissibili pari a 100 milioni di euro, applicando i
massimali di aiuto per le grandi imprese, la sottoscrizione del
contratto di sviluppo di cui all’articolo 10 e’ subordinata alla
notifica individuale ed alla successiva autorizzazione da parte della
Commissione europea. E’ altresi’ subordinata alla notifica
individuale ed alla successiva autorizzazione da parte della
Commissione europea, la concessione delle agevolazioni riguardanti le
spese relative a consulenze connesse al progetto d’investimento, di
cui al precedente articolo 15, comma 3, qualora l’ammontare delle
predette agevolazioni sia superiore a 2 milioni di euro.

Titolo II Progetti relativi ad investimenti nelle aree di cui
all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE

Art. 19

Revoche

1. Le agevolazioni concesse sono revocate, in tutto o in parte
secondo quanto previsto nel contratto di sviluppo sottoscritto:
a) in caso di mancato rispetto dei divieti di cumulo di cui
all’articolo 17;
b) in caso di mancata realizzazione del progetto;
c) in caso di non mantenimento dei beni per l’uso previsto e per il
periodo indicato all’articolo 16, comma 4;
d) in tutti gli altri casi previsti nel contratto di sviluppo cui
all’articolo 10, comma 2.
Con il citato contratto sono altresi’ disciplinate le modalita’ di
recupero delle agevolazioni revocate e le relative sanzioni
amministrative nel rispetto dei principi sanciti dal decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 20

Soggetti beneficiari, aree e progetti ammissibili

1. Le agevolazioni previste dal presente Titolo possono essere
concesse a piccole e medie imprese che realizzano progetti
d’investimento che non riguardino le attivita’ economiche di cui
all’articolo 4, comma 4, nonche’ a grandi imprese, che occupano meno
di 750 dipendenti e/o il cui fatturato e’ inferiore a 200 milioni di
euro, operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli.
2. I progetti di cui al comma 3 devono essere realizzati nelle aree
del territorio nazionale diverse da quelle ammesse alla deroga di cui
all’articolo 87, paragrafo, 3 lettere a) e c) del Trattato CE
previste dalla Carta degli aiuti a finalita’ regionale approvata
dalla Commissione europea per il periodo 2007-2013.
3. Le agevolazioni relative ai progetti di cui al presente Titolo
possono essere concesse a fronte di progetti d’investimento volti:
a) alla realizzazione di nuove unita’ produttive;
b) all’ampliamento di unita’ produttive esistenti;
c) alla diversificazione della produzione di un’unita’ produttiva
in nuovi prodotti aggiuntivi;
d) ad un cambiamento fondamentale del processo di produzione
complessivo di un’unita’ produttiva esistente.
4. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente Titolo
i progetti costituiti da investimenti di mera sostituzione.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 21

Spese ammissibili

1. Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla
costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e
seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalita’
del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese
riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni; le spese relative
all’acquisto del suolo aziendale sono ammesse nel limite del 10%
dell’investimento complessivo ammissibile del progetto;
b) opere murarie e assimilate;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica,
ivi compresi quelli necessari all’attivita’ amministrativa
dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attivita’ di
rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di
produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei
prodotti, purche’ dimensionati alla effettiva produzione,
identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unita’
produttiva oggetto delle agevolazioni; per il settore dei trasporti
sono escluse le spese relative all’acquisto di mezzi e attrezzature
di trasporto;
e) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa, brevetti, licenze, know-how e conoscenze
tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e
processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per
l’attivita’ svolta nell’unita’ produttiva interessata dal progetto;
per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50%
dell’investimento complessivo ammissibile.
2. Le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della
locazione finanziaria sono ammesse nei limiti previsti dal
Regolamento GBER e ove compatibili con la legislazione europea in
materia di ammissibilita’ delle spese alla partecipazione dei fondi
strutturali.
3. Sono inoltre ammissibili, per le sole PMI, le spese relative a
consulenze connesse al progetto d’investimento, ai sensi e nei limiti
dell’articolo 26 del Regolamento GBER. Tali spese sono ammissibili
nella misura massima del 4% dell’importo complessivo ammissibile per
ciascun progetto d’investimento, fermo restando che la relativa
intensita’ dell’aiuto e’ pari al 50% in equivalente sovvenzione
lordo.
4. Non sono ammesse le spese relative a macchinari, impianti e
attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese notarili,
quelle relative a imposte, tasse, scorte e quelle relative
all’acquisto di immobili che hanno gia’ beneficiato, nei dieci anni
antecedenti la data di presentazione dell’istanza di accesso di cui
all’articolo 7, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura
fiscale, salvo il caso in cui le amministrazioni concedenti abbiano
revocato e recuperato totalmente gli aiuti medesimi. Non sono
altresi’ ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro,
al netto di IVA.
5. Non sono ammissibili i costi relativi a commesse interne.
6. Ulteriori limiti e condizioni di ammissibilita’ delle spese sono
riportate nell’allegato 2 al presente decreto e possono essere
modificate con provvedimento del Ministero dello sviluppo economico.
In particolare possono essere previste limitazioni alle spese
ammissibili qualora siano utilizzate risorse a valere sulla
programmazione comunitaria 2007-2013 nel rispetto di quanto previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196che
definisce le norme sull’ammissibilita’ delle spese per programmi
cofinanziati.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 22

Forma ed intensita’ delle agevolazioni

1. Le agevolazioni sono concesse, per le PMI nei limiti consentiti
dal Regolamento GBER , per le grandi imprese (GI) nei limiti previsti
dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel settore
agricolo e forestale 2007-2013 al punto (42). Le agevolazioni sono
concesse secondo una o piu’ delle forme di cui all’articolo 5, comma
2.
2. La misura delle agevolazioni e’ definita in termini di
intensita’ massime rispetto alle spese ammissibili, calcolate in
equivalente sovvenzione lordo che esprime il valore attualizzato
dell’aiuto espresso come percentuale del valore attualizzato delle
spese ammissibili. Le spese ammissibili e le agevolazioni erogabili
in piu’ rate sono attualizzate/rivalutate al momento della
concessione. Il tasso di interesse da applicare ai fini
dell’attualizzazione e’ il tasso di riferimento applicabile al
momento della concessione, determinato a partire dal tasso base
fissato dalla Commissione europea e pubblicato sul sito internet
all’indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference_
rates.html
3. Le intensita’ massime delle agevolazioni concedibili per gli
investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali sono
riportate nell’allegato 3.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 23

Cumulo delle agevolazioni

1. Le agevolazioni concesse in relazione ai progetti d’investimento
di cui al presente Titolo non sono cumulabili con altre agevolazioni
pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a
titolo «de minimis» secondo quanto previsto dal citato Regolamento
(CE) n. 1998/2006, ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente
nella forma di benefici fiscali e di garanzia e comunque entro i
limiti delle intensita’ massime previste dal Regolamento GBER.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 24

Notifica individuale

1. La sottoscrizione del contratto di sviluppo di cui all’articolo
10 e’ subordinata alla notifica individuale ed alla successiva
autorizzazione da parte della Commissione europea nei seguenti casi:
– per i progetti presentati da PMI comportanti agevolazioni di
importo totale lordo superiore a 7,5 milioni di euro;
– per i progetti presentati da GI, come definite all’art. 20, con
investimenti ammissibili superiori a 25 milioni di euro o se
l’importo effettivo dell’aiuto supera i 12 milioni di euro.
E’ altresi’ subordinata alla notifica individuale ed alla
successiva autorizzazione da parte della Commissione europea, la
concessione delle agevolazioni riguardanti le spese relative a
consulenze connesse al progetto di investimento, di cui al precedente
articolo 21, comma 3, qualora l’ammontare delle predette agevolazioni
sia superiore a 2 milioni di euro.

Titolo III Progetti relativi ad investimenti in aree diverse da
quelle di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato CE

Art. 25

Revoche

1. Relativamente alle revoche, alle modalita’ di recupero delle
agevolazioni revocate e alle eventuali sanzioni amministrative, si
applica quanto previsto all’articolo 19.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 26

Soggetti beneficiari

1. Possono essere destinatari delle agevolazioni previste dal
presente decreto, in relazione ai progetti previsti dal presente
Titolo:
a) le imprese non operanti nei settori di attivita’ indicati
all’articolo 4, comma 4;
b) organismi di ricerca ai sensi del Regolamento GBER.
2. I progetti previsti dal presente Titolo possono essere
realizzati nell’intero territorio nazionale.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 27

Progetti ammissibili

1. Le agevolazioni relative ai progetti di cui al presente Titolo
possono essere concesse a fronte di progetti di sviluppo sperimentale
che possono prevedere anche attivita’ di ricerca industriale. In ogni
caso, la parte di sviluppo sperimentale deve essere, in termini di
costi agevolabili, prevalente rispetto a quella di ricerca
industriale.
2. I suddetti progetti possono essere realizzati dai soggetti di
cui all’articolo 26 anche in forma congiunta attraverso espliciti
accordi di collaborazione, formalizzati mediante appositi contratti
e/o la costituzione di consorzi e altre forme di associazione anche
temporanee tra imprese.
3. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «ricerca industriale»: ricerca pianificata o indagini critiche
miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a
punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole
miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende
la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la
ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie
generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera b);
b) «sviluppo sperimentale»: acquisizione, combinazione,
strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacita’ esistenti di
natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di
produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi
nuovi, modificati o migliorati; puo’ trattarsi anche di altre
attivita’ destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione
e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi;
tali attivita’ possono comprendere l’elaborazione di progetti,
disegni, piani e altra documentazione, purche’ non siano destinati a
uso commerciale; rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione
di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota
destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il
prototipo e’ necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo
costo di fabbricazione e’ troppo elevato per poterlo usare soltanto a
fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore
sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a
scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi cosi’ generati
dai costi ammissibili. Sono inoltre ammissibili aiuti alla produzione
e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non
siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o
per finalita’ commerciali. Lo sviluppo sperimentale non comprende
tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate
a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi
esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche
rappresentino miglioramenti.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 28

Spese ammissibili e costi agevolabili

1. Con riferimento alle attivita’ di ricerca industriale e sviluppo
sperimentale sono agevolabili i costi, nella misura congrua e
pertinente, riguardanti:
a) il personale, limitatamente a ricercatori, tecnici ed altro
personale ausiliario, adibito alle attivita’ del progetto di ricerca
e sviluppo, con esclusione del personale con mansioni amministrative,
contabili e commerciali;
b) gli strumenti e le attrezzature di nuova acquisizione, nella
misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di
ricerca e sviluppo, nel limite delle quote di ammortamento fiscali
ordinarie;
c) i servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per
l’attivita’ del progetto, inclusa l’acquisizione dei risultati di
ricerca, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza,
nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali condizioni di
mercato;
d) le spese generali imputabili al progetto di ricerca e sviluppo,
da determinare forfetariamente in misura non superiore al 30%
dell’importo dei costi agevolabili di cui alla lettera a);
e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto di
ricerca e sviluppo.
2. Non sono ammissibili i costi relativi a commesse interne.
3. Ulteriori limiti e condizioni di ammissibilita’ delle spese
possono essere previste qualora siano utilizzate risorse a valere
sulla programmazione comunitaria 2007-2013 nel rispetto di quanto
previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008,
n. 196, che definisce le norme sull’ammissibilita’ delle spese per
programmi cofinanziati.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 29

Forma ed intensita’ delle agevolazioni

1. Le agevolazioni sono concesse, nei limiti e alle condizioni
previste dal Regolamento GBER, in una o piu’ delle forme di cui
all’articolo 5, comma 2.
2. La misura delle agevolazioni e’ definita in termini di
intensita’ massime rispetto ai costi agevolabili calcolate in
equivalente sovvenzione lordo che esprime il valore attualizzato
dell’aiuto espresso come percentuale del valore attualizzato dei
costi agevolabili. I costi agevolabili e gli aiuti erogabili in piu’
rate sono attualizzati/rivalutati al momento della concessione. Il
tasso di interesse da applicare ai fini dell’attualizzazione e’ il
tasso di riferimento applicabile al momento della concessione,
determinato a partire dal tasso base fissato dalla Commissione
europea e pubblicato sul sito internet all’indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference_
rates.html
3. L’intensita’ di aiuto, calcolata in equivalente sovvenzione
lordo in base ai costi agevolabili, non puo’ superare:
a) il 50% per i costi agevolabili relativi alla ricerca
industriale;
b) il 25% per i costi agevolabili relativi allo sviluppo
sperimentale.
L’intensita’ di aiuto deve essere stabilita per ciascun
beneficiario, anche quando si tratta di un progetto di
collaborazione, in misura corrispondente alle attivita’ svolte e
documentate dai singoli partecipanti.
4. Le intensita’ di cui al precedente comma 3 sono maggiorate come
segue:
a) fino a 10 punti percentuali per le medie imprese e fino a 20
punti percentuali per le piccole imprese;
b) fino a 15 punti percentuali e a concorrenza di un’intensita’
massima dell’80% dei costi agevolabili, nei seguenti casi:
1) se il progetto comporta la collaborazione effettiva fra almeno
due imprese indipendenti l’una dall’altra e sono soddisfatte entrambe
le seguenti condizioni:
– nessuna impresa sostiene da sola piu’ del 70% dei costi
agevolabili del progetto di collaborazione;
– il progetto prevede la collaborazione con almeno una PMI o viene
realizzato in almeno due Stati membri distinti;
2) se il progetto comporta la collaborazione effettiva tra
un’impresa e un organismo di ricerca e sono rispettate entrambe le
seguenti condizioni:
– l’organismo di ricerca sostiene almeno il 10% dei costi
agevolabili del progetto;
– l’organismo di ricerca ha il diritto di pubblicare i risultati
dei progetti di ricerca nella misura in cui derivino da ricerche da
esso svolte;
3) nel caso della ricerca industriale, i risultati del progetto
sono ampiamente diffusi attraverso convegni su temi tecnici o
scientifici oppure tramite pubblicazioni in riviste tecniche e
scientifiche o inseriti in banche dati di libero accesso (in cui i
dati della ricerca, non elaborati, sono in libera consultazione) o
divulgati tramite software libero o open source.
Ai fini dei, punti 1) e 2), della lettera b), il subappalto non e’
considerato come una collaborazione effettiva.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 30

Cumulo delle agevolazioni

1. Le agevolazioni concesse in relazione ai progetti di cui al
presente Titolo non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche
concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo «de
minimis» secondo quanto previsto dal citato Regolamento (CE) n.
1998/2006, ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma
di benefici fiscali e di garanzia e comunque entro i limiti delle
intensita’ massime previste dal Regolamento GBER.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 31

Notifica individuale

1. Per i progetti di ricerca e sviluppo per i quali l’importo
dell’aiuto supera 7,5 milioni di euro per impresa e per progetto la
sottoscrizione del contratto di sviluppo e’ subordinata alla notifica
individuale ed alla successiva valutazione dettagliata da parte della
Commissione europea, secondo quanto previsto dalla Disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca,
sviluppo e innovazione.

Titolo IV Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Art. 32

Revoche

1. Le agevolazioni concesse sono revocate, in tutto o in parte
secondo quanto stabilito nel contratto di sviluppo sottoscritto:
a) in caso di mancato rispetto dei divieti di cumulo di cui
all’articolo 30;
b) in caso di mancata realizzazione del progetto;
c) in tutti gli altri casi previsti nel contratto di sviluppo di
cui all’articolo 10, comma 2.
Con il citato contratto sono altresi’ disciplinate le modalita’ di
recupero delle agevolazioni revocate e le relative sanzioni
amministrative nel rispetto dei principi sanciti dal decreto
legislativo 31 marzo 1998 n. 123.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 24 settembre 2010

Il Ministro dello sviluppo economico,
ad interim: Berlusconi

Il Ministro dell’economia e delle
finanze: Tremonti

Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali: Galan

Il Ministro per la semplificazione
normativa: Calderoli

Il Ministro del turismo: Brambilla

Registrato alla Corte dei conti il 16 novembre 2010
Ufficio di controllo Atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4, foglio n. 334.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 24 settembre 2010

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