MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 26 giugno 2012 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 26 giugno 2012

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 26 giugno 2012 - Modifiche ed integrazioni ai criteri e alle modalita' per la concessione della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. (12A09216) - (GU n. 193 del 20-8-2012 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 26 giugno 2012

Modifiche ed integrazioni ai criteri e alle modalita’ per la
concessione della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e
medie imprese. (12A09216)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, in particolare, l’art.
2, comma 100, lettera a), che ha istituito il Fondo di garanzia per
le piccole e medie imprese;
Vista legge 7 agosto 1997, n. 266 e, in particolare, l’art. 15,
relativo alla disciplina del predetto Fondo di garanzia, il quale al
comma 3, prevede che i criteri e le modalita’ per la concessione
della garanzia e per la gestione del Fondo sono regolati con decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
concerto con il Ministro del tesoro;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, del 31 maggio 1999, n.
248, con cui e’ stato adottato il «Regolamento recante criteri e
modalita’ per la concessione della garanzia e per la gestione del
Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese» e successive
modifiche e integrazioni;
Visto il Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15
dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato agli aiuti d’importanza minore («de minimis»), pubblicato
nella G.U.U.E. L 379 del 28 dicembre 2006 e successive modifiche e
integrazioni;
Vista la definizione di piccola e media impresa contenuta nella
Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio
2003 e nell’allegato 1 al Regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, pubblicato nella G.U.U.E. L 214 del 9
agosto 2008, nonche’ il decreto del Ministero delle attivita’
produttive del 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 12 ottobre 2005, n. 238, con il quale
sono adeguati i criteri di individuazione di piccole e medie imprese
alla disciplina comunitaria;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico dell’11
novembre 2010, con il quale e’ stato istituito uno specifico regime
di aiuto per la concessione di agevolazioni in forma di garanzia e
altri strumenti di mitigazione del rischio di credito;
Vista la decisione n. 4505 del 6 luglio 2010 con la quale la
Commissione europea ha approvato il metodo nazionale di calcolo
dell’elemento di aiuto nelle garanzie a favore delle piccole e medie
imprese, notificato dal Ministero dello sviluppo economico (n.
182/2010) in data 14 maggio 2010, nonche’ la conseguente circolare
emanata dallo stesso Ministero con la quale sono fornite le «Linee
guida» per l’applicazione del predetto metodo di calcolo;
Visto il Programma Operativo Nazionale «Ricerca e Competitivita’»
FESR 2007-2013, approvato con decisione della Commissione europea
C(2007)6882 del 21 dicembre 2007;
Visto il Programma Operativo Interregionale «Energie Rinnovabili e
Risparmio Energetico» FESR 2007-2013, approvato con decisione
C(2007)6820 della Commissione del 20 dicembre 2007;
Visto il Programma Operativo Interregionale «Attrattori Culturali,
Naturali e Turismo» FESR 2007-2013, approvato con decisione n.
C(2008)5527 della Commissione del 6 ottobre 2008;
Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive del 23
settembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 3 ottobre 2005, n. 230, recante «Approvazione delle
condizioni di ammissibilita’ e delle disposizioni di carattere
generale per l’amministrazione del Fondo di garanzia per le piccole e
medie imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge
23 dicembre 1996, n. 662, a seguito di rideterminazione delle
caratteristiche degli interventi del Fondo stesso, ai sensi del D.M.
20 giugno 2005» e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, recante «Semestre
europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia», convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011 e, in
particolare, l’art. 8, comma 5, lettera b), il quale prevede che ai
fini di una migliore finalizzazione verso l’accesso al credito e lo
sviluppo delle piccole e medie imprese degli interventi del Fondo di
garanzia di cui all’ art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23
dicembre 1996, n. 662, nonche’, per un utilizzo piu’ efficiente delle
risorse finanziarie disponibili, con decreti del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, possono essere modificati e integrati i criteri e le
modalita’ per la concessione della garanzia e per la gestione del
Fondo di cui al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 31 maggio 1999, n. 248 e successivi decreti
attuativi, anche introducendo delle differenziazioni in termini di
percentuali di finanziamento garantito e di onere della garanzia e
che a tali fini, il Fondo puo’ anche sostenere con garanzia concessa
a titolo oneroso il capitale di rischio investito da fondi comuni
d’investimento mobiliari chiusi;
Visto il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante
«Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento
dei conti pubblici” e, in particolare, l’art. 39, il quale prevede:
al comma 1, che la misura della copertura degli interventi di
garanzia e controgaranzia, nonche’ la misura della copertura massima
delle perdite e’ regolata in relazione alle tipologie di operazioni
finanziarie, categorie di imprese beneficiarie finali, settori
economici di appartenenza e aree geografiche, con decreto di natura
non regolamentare, adottato dal Ministro dello sviluppo economico,
d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze; al comma 2,
che nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, per ogni
operazione finanziaria ammessa all’intervento del Fondo di cui al
comma 1, la misura dell’accantonamento minimo, a titolo di
coefficiente di rischio, puo’ essere definita con decreto di natura
non regolamentare adottato dal Ministro dello sviluppo economico,
d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze; al comma 3,
che l’importo massimo garantito per singola impresa dal Fondo di cui
al comma 1 e’ elevato a 2 milioni e cinquecentomila euro per le
tipologie di operazioni finanziarie, le categorie di imprese
beneficiarie finali, le aree geografiche e i settori economici di
appartenenza individuati con decreto di natura non regolamentare
adottato dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il
Ministro dell’economia e delle finanze e che una quota non inferiore
all’80 per cento delle disponibilita’ finanziarie del Fondo e’
riservata ad interventi non superiori a cinquecentomila euro
d’importo massimo garantito per singola impresa; al comma 5 che con
decreto di natura non regolamentare adottato dal Ministro dello
sviluppo economico, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle
finanze, puo’ essere modificata la misura delle commissioni per
l’accesso alla garanzia dovute dai soggetti richiedenti, a pena di
decadenza, in relazione alle diverse tipologie di intervento del
Fondo di cui al comma 1;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico in data 26 gennaio
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del 24 aprile 2012, n. 96, recante «Modalita’ per l’incremento della
dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese»;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, sono adottate le seguenti
definizioni:
a) «Fondo»: il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese
di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre
1996, n. 662;
b) «Soggetti beneficiari»: le imprese classificate di micro,
piccola e media dimensione secondo i criteri indicati nell’allegato 1
al Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008,
nonche’ i consorzi;
c) «Imprese femminili»: le imprese, di micro, piccola e media
dimensione, di cui all’art. 2, comma 1, lettera a), della legge 25
febbraio 1992, n. 215, ossia le societa’ cooperative e le societa’ di
persone costituite in misura non inferiore al 60 percento da donne,
le societa’ di capitali le cui quote di partecipazione spettano in
misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di
amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne,
nonche’ le imprese individuali gestite da donne, che operano nei
settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del
commercio, del turismo e dei servizi;
d) «Piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione
straordinaria»: le imprese di piccola dimensione che, alla data di
presentazione della richiesta di garanzia del Fondo, hanno prodotto,
nell’esercizio in corso e in ciascuno dei due esercizi precedenti,
almeno il 50 percento del loro fatturato nei confronti di imprese
committenti che siano state ammesse, a partire dal 1° luglio 2008,
alle procedure di amministrazione straordinaria di cui al decreto
legislativo 8 luglio 1999, n. 270 e al decreto-legge 23 dicembre
2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
2004, n. 39. Ai fini della presentazione delle richieste di garanzia
e della valutazione del merito creditizio, per tali imprese si
applica quanto previsto ai commi 3 e 4 dell’art. 6-quater del
Regolamento del 31 maggio 1999, n. 248 e successive modifiche;
e) «Imprese sociali»: le imprese di micro, piccola e media
dimensione che, ai sensi decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 27
aprile 2006, n. 97, esercitano, in via stabile e principale,
un’attivita’ economica organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o servizi di utilita’ sociale, diretta a realizzare
finalita’ di interesse generale ed iscritte nell’«apposita sezione»
del Registro delle Imprese prevista all’art. 5, comma 2, del medesimo
decreto legislativo n. 155/2006 e successive modifiche e
integrazioni;
f) «Contratto di rete»: il contratto di cui all’art. 3, comma
4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito in legge
dall’art. 1, comma 1, della legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive
modifiche e integrazioni;
g) «Regioni del Mezzogiorno»: le regioni Abruzzo, Basilicata,
Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
h) «Regioni dell’Obiettivo Convergenza»: le regioni Calabria,
Campania, Puglia e Sicilia;
i) «Disposizioni operative del Fondo»: le «condizioni di
ammissibilita’ e le disposizioni di carattere generale per
l’amministrazione del Fondo», adottate dal Comitato di gestione del
Fondo di cui all’art. 15, comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266
e approvate dal Ministro dello sviluppo economico con decreto del 23
settembre 2005, e successive modifiche e integrazioni.
2. Per quanto non espressamente disposto nel presente articolo,
valgono le ulteriori definizioni adottate nel Regolamento del 31
maggio 1999, n. 248 e successive modifiche e integrazioni e nelle
Disposizioni operative del Fondo.

Art. 2

Ambito e finalita’ di applicazione

1. Il presente decreto, in attuazione di quanto previsto all’art.
39, commi 1, 2, 3 e 5, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e
all’art. 8, comma 5, lettera b), del decreto-legge 13 maggio 2011, n.
70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.
106, individua, per gli interventi del Fondo, in relazione a
tipologie di operazioni finanziarie, categorie di imprese
beneficiarie, settori economici di appartenenza e aree geografiche:
la misura della copertura degli interventi di garanzia e
controgaranzia; la misura della copertura massima delle perdite;
l’importo massimo garantito per singola impresa; la misura delle
commissioni per l’accesso alla garanzia. E’ altresi’ definita la
misura minima dell’accantonamento da operare, a titolo di
coefficiente di rischio, per ogni operazione finanziaria ammessa alla
garanzia del Fondo.

Art. 3

Operazioni finanziarie con copertura massima del Fondo fino all’80
percento

1. La garanzia diretta del Fondo, fatto salvo quanto previsto al
comma 4, e’ concessa fino alla misura massima dell’80 percento
dell’ammontare delle operazioni finanziarie, comunque finalizzate
all’attivita’ di impresa, riferite a:
a) soggetti beneficiari ubicati nei territori delle regioni del
Mezzogiorno;
b) imprese femminili;
c) piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione
straordinaria, relativamente alle operazioni di finanziamento di
durata non inferiore a 5 anni, dirette alla rinegoziazione e al
consolidamento dei debiti nei confronti del sistema bancario, nonche’
a fornire alle medesime imprese la liquidita’ necessaria per il
regolare assolvimento degli obblighi tributari e contributivi.
2. Nel limite della copertura massima delle operazioni di cui al
comma 1 e fatto salvo quanto previsto al comma 4, la garanzia diretta
del Fondo copre fino all’80 percento dell’ammontare dell’esposizione
per capitale, interessi, contrattuali e di mora, del soggetto
richiedente nei confronti del soggetto beneficiario.
3. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo, fatto salvo quanto previsto al comma 4, e’
concessa fino alla misura massima dell’80 percento dell’importo
garantito dal confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che
le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima
di copertura dell’80 percento. Entro il predetto limite, la
controgaranzia copre fino all’80 percento della somma liquidata dal
confidi o da altro fondo di garanzia al soggetto finanziatore.
4. Nel caso in cui le operazioni finanziarie di cui al comma 1
abbiano ad oggetto l’anticipazione di crediti verso Pubbliche
Amministrazioni di cui all’art. 4, il consolidamento di passivita’ di
cui all’art. 6 o interventi sul capitale di rischio di cui all’art.
7, la garanzia diretta e la controgaranzia del Fondo sono concesse
entro le rispettive misure massime indicate nei medesimi articoli 4,
6 e 7.
5. Per la concessione della garanzia del Fondo sulle operazioni
finanziarie di cui al comma 1, lettera a), qualora riferite a
soggetti beneficiari ubicati nei territori delle regioni
dell’Obiettivo Convergenza, e a condizione che siano conformi alle
linee guide trasmesse al Gestore dal Ministero dello sviluppo
economico, le Riserve «PON Ricerca e Competitivita’», «POIn Energie
Rinnovabili e Risparmio Energetico» e «POIn Attrattori Culturali,
Naturali e Turismo» del Fondo sono utilizzate in via prioritaria.
6. L’importo massimo garantibile dal Fondo per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle operazioni finanziarie di cui al
presente articolo, e’ pari a 1,5 milioni di euro. Tale importo
massimo e’ innalzato a 2,5 milioni di euro per:
a) le operazioni finanziarie garantite a valere sulle Riserve
«PON Ricerca e Competitivita’», «POIn Energie Rinnovabili e Risparmio
Energetico» e «POIn Attrattori Culturali, Naturali e Turismo» del
Fondo;
b) le operazioni finanziarie di cui al comma 1 che presentano le
caratteristiche di cui agli articoli 4, 5 e 7.

Art. 4

Sostegno alle imprese creditrici di Pubbliche Amministrazioni

1. La garanzia diretta del Fondo e’ concessa fino alla misura
massima del 70 percento dell’ammontare delle operazioni finanziarie
di anticipazione del credito senza cessione dello stesso, accordate
ai soggetti beneficiari ubicati su tutto il territorio nazionale che
vantano crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni. Ai fini
dell’ammissione alla garanzia del Fondo, tali crediti devono essere
certificati dall’Amministrazione debitrice, sia nell’ammontare, sia
nella loro certezza, esigibilita’ e liquidita’, secondo le modalita’
previste dai decreti di cui all’art. 13, comma 2, della legge 12
novembre 2011, n. 183 e all’art. 12, comma 11-quinquies, del
decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, attuativi dell’art. 9, commi 3-bis
e 3-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive
modifiche e integrazioni.
2. L’importo dell’operazione finanziaria per la quale e’ presentata
richiesta di ammissione alla garanzia del Fondo non puo’ essere
superiore all’ammontare dei crediti di cui al comma 1.
3. Nel limite della copertura massima delle operazioni di cui al
comma 1, la garanzia diretta del Fondo copre fino al 70 percento
dell’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi, contrattuali
e di mora, del soggetto richiedente nei confronti del soggetto
beneficiario.
4. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo e’ concessa fino alla misura massima dell’80
percento dell’importo garantito dal confidi o da altro fondo di
garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non
superino la percentuale massima di copertura dell’80%. Entro il
predetto limite, la controgaranzia copre fino all’80 per cento della
somma liquidata dal confidi o da altro fondo di garanzia al soggetto
finanziatore.
5. L’importo massimo garantibile dal Fondo per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle tipologie di operazioni finanziarie
di cui al presente articolo, e’ pari a 2,5 milioni di euro.
6. Relativamente alle operazioni di cui al comma 1, non e’ dovuto
il versamento di alcuna commissione al Fondo a fronte dell’ammissione
alla garanzia.

Art. 5

Operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi

1. Fatto salvo quanto previsto agli articoli 3 e 4, per le
operazioni finanziarie comunque finalizzate all’attivita’ di impresa,
aventi durata non inferiore a 36 mesi e concesse ai soggetti
beneficiari ubicati su tutto il territorio nazionale, la garanzia
diretta del Fondo e’ concessa fino alla misura massima del 70
percento dell’ammontare dell’operazione stessa. Nel caso in cui le
operazioni finanziarie di cui al presente comma abbiano ad oggetto il
consolidamento di passivita’ a breve termine, ai fini del
riconoscimento della predetta misura massima di copertura nonche’
dell’importo massimo garantibile di cui al comma 4, l’operazione
finanziaria per la quale e’ richiesta la garanzia del Fondo deve
essere accordata al soggetto beneficiario da un soggetto finanziatore
diverso, nonche’ appartenente ad un differente gruppo bancario,
rispetto a quello che ha erogato, al medesimo soggetto beneficiario,
i prestiti oggetto di consolidamento.
2. Nei limiti della copertura massima delle operazioni di cui al
comma 1, la garanzia diretta del Fondo copre fino al 70 percento
dell’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi, contrattuali
e di mora, del soggetto richiedente nei confronti del soggetto
beneficiario.
3. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo e’ concessa fino alla misura massima dell’80
percento dell’importo garantito dal confidi o da altro fondo di
garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non
superino la percentuale massima di copertura dell’80 percento. Entro
il predetto limite, la controgaranzia copre fino all’80 percento
della somma liquidata dal confidi o da altro fondo di garanzia al
soggetto finanziatore.
4. L’importo massimo garantibile dal Fondo per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle tipologie di operazioni finanziarie
di cui al presente articolo, e’ pari a 2,5 milioni di euro.

Art. 6

Altre operazioni di consolidamento di passivita’

1. Per le operazioni di consolidamento di passivita’ a breve
termine accordate dal medesimo soggetto finanziatore che ha erogato
al soggetto beneficiario i prestiti oggetto di consolidamento, ovvero
da un soggetto finanziatore appartenente al medesimo gruppo bancario,
la garanzia diretta del Fondo, su tutto il territorio nazionale, e’
concessa fino alla misura massima del 30 percento dell’ammontare
dell’operazione finanziaria.
2. Nel limite della copertura massima delle operazioni di cui al
comma 1, la garanzia diretta del Fondo copre fino al 30 percento
dell’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi, contrattuali
e di mora, del soggetto richiedente nei confronti del soggetto
beneficiario.
3. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo e’ concessa fino alla misura massima del 60
percento dell’importo garantito dal confidi o da altro fondo di
garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non
superino la percentuale massima di copertura del 60 percento. Entro
il predetto limite, la controgaranzia copre fino al 60 percento della
somma liquidata dal confidi o da altro fondo di garanzia al soggetto
finanziatore.
4. L’importo massimo garantibile dal Fondo per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle tipologie di operazioni finanziarie
di cui al presente articolo, e’ pari a 1,5 milioni di euro.

Art. 7

Operazioni sul capitale di rischio

1. Sono ammesse alla garanzia diretta del Fondo le operazioni di
acquisizione di partecipazioni di minoranza in piccole e medie
imprese, realizzate attraverso aumenti di capitale sociale, se
compiute dai fondi comuni di investimento mobiliari chiusi per il
tramite delle societa’ di gestione del risparmio e delle societa’ di
gestione armonizzate oltre che dai soggetti di cui all’art. 1, comma
1, del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, del 31 maggio 1999, n.
248, e successive modificazioni e integrazioni.
2. Per le operazioni di cui al comma 1, la garanzia diretta del
Fondo e’ concessa fino alla misura massima del 50 percento. Essa
copre fino al 50 percento della differenza tra i prezzi di acquisto e
di cessione delle azioni o quote dell’impresa partecipata, come
risultanti dagli atti di compravendita e/o di sottoscrizione. Nei
casi di liquidazione volontaria o concorsuale dell’impresa
partecipata, per la determinazione del valore ipotetico di realizzo
delle quote o azioni, deve essere prodotta una perizia giurata
contenente una valutazione periziale della partecipazione, effettuata
da un perito iscritto all’albo dei consulenti tecnici di ufficio, i
cui oneri sono a carico dei soggetti richiedenti.
3. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo e’ concessa fino alla misura massima dell’80
percento dell’importo garantito dal confidi o da altro fondo di
garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non
superino la percentuale massima di copertura del 60 percento. Entro
il predetto limite, la controgaranzia copre fino all’80 percento
della somma liquidata dal confidi o da altro fondo di garanzia al
soggetto investitore.
4. Le partecipazioni garantite dal Fondo devono essere detenute per
un periodo non inferiore a 24 mesi e non superiore a 7 anni, pena la
decadenza della garanzia.
5. L’importo massimo garantibile dal Fondo, per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle tipologie di operazioni finanziarie
di cui al presente articolo, e’ pari a 2,5 milioni di euro.
6. Il Fondo puo’ garantire operazioni di acquisizione di
partecipazioni di minoranza complessivamente fino a 50 milioni di
euro di ammontare garantito. Con decreto di natura non regolamentare,
adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Comitato di
gestione del Fondo di cui all’art. 15, comma 3, della legge 7 agosto
1997, n. 266, puo’ essere aggiornato l’importo massimo garantibile
dal Fondo per dette operazioni.

Art. 8

Altre operazioni finanziarie

1. Per le operazioni finanziarie diverse da quelle di cui agli
articoli 3, 4, 5, 6 e 7, comunque finalizzate all’attivita’ di
impresa, concesse ai soggetti beneficiari ubicati su tutto il
territorio nazionale, la garanzia diretta del Fondo e’ concessa fino
alla misura massima del 60 percento dell’ammontare dell’operazione
finanziaria.
2. Nel limite della copertura massima delle operazioni di cui al
comma 1, la garanzia diretta del Fondo copre fino al 60 percento
dell’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi, contrattuali
e di mora, del soggetto richiedente nei confronti del soggetto
beneficiario.
3. Per le operazioni finanziarie di cui al comma 1, la
controgaranzia del Fondo e’ concessa fino alla misura massima dell’80
percento dell’importo garantito dal confidi o da altro fondo di
garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non
superino la percentuale massima di copertura del 80 percento. Entro
il predetto limite, la controgaranzia copre fino all’80 percento
della somma liquidata dal confidi o da altro fondo di garanzia al
soggetto finanziatore.
4. L’importo massimo garantibile dal Fondo per singola impresa
beneficiaria, relativamente alle tipologie di operazioni finanziarie
di cui al presente articolo, e’ pari a 1,5 milioni di euro.

Art. 9

Commissioni per la garanzia

1. Fermo restando quanto previsto all’art. 4, comma 6, per
l’ammissione alla garanzia non e’ dovuto il versamento di alcuna
commissione al Fondo relativamente alle operazioni finanziarie,
diverse da quelle di cui agli articoli 6 e 7, riferite a:
a) soggetti beneficiari ubicati nelle regioni del Mezzogiorno;
b) imprese femminili;
c) piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione
straordinaria, relativamente alle operazioni di cui all’art. 3, comma
1, lettera c);
d) micro, piccole e medie imprese che hanno sottoscritto un
contratto di rete;
e) imprese sociali;
f) soggetti beneficiari operanti nel settore del trasporto merci
su strada per conto terzi.
2. Nei casi non previsti dal comma 1, il soggetto richiedente versa
al Fondo, a pena di decadenza della garanzia, una commissione
espressa in termini di percentuale, applicata una tantum all’importo
garantito dal Fondo e variabile in funzione della tipologia di
operazione finanziaria garantita e della dimensione del soggetto
beneficiario, la cui misura e’ riportata, distintamente per gli
interventi di garanzia diretta e di controgaranzia del Fondo, nelle
tabelle allegate al presente decreto.
3. Per le operazioni finanziarie di cui all’art. 7, oltre alla
commissione una tantum di cui al comma 2, versata a seguito della
concessione della garanzia, e’ altresi’ versata al Fondo, a pena di
decadenza, una commissione annuale, per ciascuno degli anni di
detenzione della partecipazione, nella misura dello 0,25 percento
dell’importo garantito per i primi 5 anni e nella misura dello 0,50
percento dell’importo garantito per gli anni successivi.

Art. 10

Accantonamento al Fondo

1. A fronte dell’ammissione alla garanzia del Fondo, la misura
dell’accantonamento minimo, a titolo di coefficiente di rischio, non
puo’ essere inferiore al 6 percento dell’importo garantito dal Fondo
su ogni operazione finanziaria. In relazione al profilo di rischio
delle diverse tipologie di operazioni finanziarie garantite dal
Fondo, ovvero alla rischiosita’ del soggetto beneficiario, il
Comitato di gestione del Fondo puo’ innalzare la predetta percentuale
di accantonamento.

Art. 11

Innalzamento delle percentuali di copertura

1. In tutti i casi previsti dal presente decreto in cui le
percentuali di copertura del Fondo, cosi’ come le percentuali massime
di copertura applicabili dai confidi e dagli altri fondi di garanzia
sulle operazioni per le quali e’ richiesta la controgaranzia del
Fondo, siano inferiori all’80 percento, ovvero qualora la misura
massima consentita, seppur fissata dal presente decreto all’80
percento, sia applicata in misura ridotta, la percentuale di
copertura del Fondo puo’ essere innalzata fino alla misura dell’80
percento nel caso in cui l’operazione finanziaria:
a) sia garantita dal Fondo utilizzando, unitamente alle risorse
finanziarie ordinarie del medesimo Fondo, i contributi apportati da
banche, Regioni o altri enti e organismi pubblici, ovvero con
l’intervento della SACE S.p.A., sulla base di quanto previsto
dall’art. 11, comma 5, del decreto-legge del 29 novembre 2008, n.
185, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della legge del 28
gennaio 2009, n. 2 e secondo le modalita’ definite con il decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico di cui al medesimo art. 11, comma 5;
b) benefici della controgaranzia rilasciata dal Fondo Europeo
degli Investimenti.

Art. 12

Informazione alle imprese

1. I soggetti richiedenti la garanzia del Fondo comunicano, in sede
di domanda, le condizioni economiche applicate alle imprese per la
concessione dell’operazione finanziaria oggetto di richiesta di
garanzia, ovvero per il rilascio della garanzia, nel caso di
controgaranzia.
2. L’ammissione alla garanzia del Fondo e’ comunicata ai soggetti
beneficiari dal Comitato di gestione per il tramite del Gestore del
Fondo. Il Comitato di gestione puo’ prevedere ulteriori disposizioni
in tema di trasparenza delle condizioni e di informazioni alle
imprese.
3. I soggetti richiedenti la garanzia diretta e la controgaranzia
del Fondo provvedono ad adeguare la modulistica, inserendo i loghi e
le altre indicazioni riportati nelle Disposizioni operative del
Fondo.

Art. 13

Norme finali

1. Per quanto non disposto dal presente decreto, si applica quanto
previsto dal Regolamento del 31 maggio 1999, n. 248 e successive
modifiche e integrazioni e dalle Disposizioni operative del Fondo.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere
dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione
delle conseguenti modifiche e integrazioni delle condizioni di
ammissibilita’ e delle disposizioni di carattere generale, di cui
all’art. 13 del decreto 31 maggio 1999, n. 248.
Il presente decreto sara’ trasmesso ai competenti organi di
controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 26 giugno 2012

Il Ministro
dello sviluppo economico
Passera

p. Il Ministro dell’economia
e delle finanze
il vice Ministro delegato
Grilli

Registrato alla Corte dei conti l’8 agosto 2012
Ufficio di controllo Atti MISE – MIPAAF, registro n. 9, foglio n. 294

Allegato n. 1

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 26 giugno 2012

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