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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DIRETTIVA 10 luglio 2008

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DIRETTIVA 10 luglio 2008 - Fondo per l'innovazione tecnologica di cui alla legge 17 febbraio 1982, n. 46. Adeguamento della direttiva 16 gennaio 2001 alla nuova disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01). (GU n. 212 del 10-9-2008 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DIRETTIVA 10 luglio 2008

Fondo per l’innovazione tecnologica di cui alla legge 17 febbraio
1982, n. 46. Adeguamento della direttiva 16 gennaio 2001 alla nuova
disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di
ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01).

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46, che all’art. 14 ha
istituito il fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica;
Visto l’art. 54, comma 5, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che
ha demandato al decreto di cui all’art. 10, comma 2, del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, la determinazione della tipologia
e le misure delle agevolazioni, le modalita’ ed i criteri per la
concessione e l’erogazione dei benefici del fondo di cui all’art. 14
della legge 17 febbraio 1982, n. 46;
Visto il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, recante:
«Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il
sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione
delle tecnologie, per la mobilita’ dei ricercatori»;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante:
«Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
alle imprese a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge
15 marzo 1997, n. 59»;
Vista la direttiva 16 gennaio 2001 del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato recante direttive per la concessione
delle agevolazioni del fondo speciale rotativo per l’innovazione
tecnologica;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, che detta le norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto d’accesso ai documenti
amministrativi;
Vista la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a
favore di ricerca, sviluppo e innovazione n. 2006/C 323/01 (nel
seguito «Disciplina comunitaria»);
Considerato che e’ necessario adeguare la direttiva 16 gennaio 2001
a tale disciplina comunitaria;
Sentiti i Ministri dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca scientifica e dell’economia e finanze;
E m a n a
le seguenti direttive:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Le agevolazioni previste dal presente decreto sono destinate al
sostegno di programmi relativi ad attivita’ di sviluppo sperimentale.
I programmi possono comprendere anche attivita’ connesse e comunque
non preponderanti di ricerca industriale. Al coordinamento con le
competenze in materia del Ministero dell’universita’ e della ricerca
si provvede ai sensi dell’art. 10, comma 1, del decreto legislativo
27 luglio 1999, n. 297 e dell’art. 1, comma 886 della legge
27 dicembre 2006, n. 296.
2. Per attivita’ di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale
s’intendono, ai sensi della Disciplina comunitaria, quelle rivolte
rispettivamente:
a) ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a
punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole
miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende
la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la
ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie
generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera b);
b) alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale
mediante le fasi di progettazione e realizzazione di progetti pilota
e dimostrativi, nonche’ di prototipi, finalizzate a nuovi prodotti,
processi o servizi ovvero ad apportare modifiche sostanziali a
prodotti e processi produttivi purche’ tali interventi comportino
sensibili miglioramenti delle tecnologie esistenti; rientra nello
sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per
scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti
tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo e’ necessariamente
il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione e’
troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e
di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di
dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la
deduzione dei redditi, cosi’ generati, dai costi ammissibili. Lo
sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine
o le modifiche periodiche apportate a prodotti, processi di
fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche
quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.

Art. 2.
Procedure
1. Gli interventi sono attuati secondo quanto previsto dall’art. 5
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, per la procedura
valutativa, con procedimento a graduatoria o con procedimento a
sportello.
2. Al fine di promuovere programmi di rilevante interesse per lo
sviluppo tecnologico del Paese, gli interventi di cui al presente
decreto possono essere attuati altresi’ con le modalita’ previste per
la procedura negoziale dall’art. 6 del suddetto decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 123.
3. Il Ministro dello sviluppo economico, con apposito
provvedimento, stabilisce, per ciascun anno, tenuto conto delle
risorse disponibili, gli interventi da realizzare, anche individuando
specifiche tematiche tecnologiche e territoriali di intervento, le
procedure e i termini di attuazione.
4. Gli adempimenti tecnici ed amministrativi relativi alla
concessione e all’erogazione delle agevolazioni sono affidati, ai
sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
123, ad una o piu’ societa’ o enti, anche in forma consortile, ovvero
ad una o piu’ associazioni temporanee di imprese, che il Ministero
dello sviluppo economico individua sulla base delle condizioni
offerte e della disponibilita’ di una struttura tecnico-organizzativa
adeguata alla prestazione del servizio, mediante gara ai sensi del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
5. Con contratto, di durata non superiore a cinque anni, stipulato
tra il Ministero dello sviluppo economico ed il soggetto o i soggetti
prescelti, di seguito denominati «gestori», sono regolamentati i
reciproci rapporti e le modalita’ di corresponsione del compenso, i
cui oneri sono posti a carico delle risorse assegnate per gli
interventi di cui al presente decreto.
6. Fino alla scadenza delle convenzioni in essere alla data di
entrata in vigore del presente decreto, gli adempimenti di cui al
comma 5 sono svolti dai gestori convenzionati.
7. Per l’esame della validita’ tecnologica dei programmi il gestore
si avvale di esperti esterni, scelti dal Ministero dello sviluppo
economico tra quelli iscritti all’albo di cui al decreto del Ministro
delle attivita’ produttive 7 aprile 2006.

Art. 3.
Soggetti beneficiari
1. Possono beneficiare degli interventi previsti dal presente
decreto, purche’ possiedano una stabile organizzazione in Italia, i
seguenti soggetti:
a) le imprese che esercitano le attivita’ di cui all’art. 2195
del codice civile, numeri 1) e 3);
b) le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente
attivita’ industriale;
c) le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge
8 agosto 1985, n. 443;
d) centri di ricerca con personalita’ giuridica autonoma;
e) altri soggetti individuati con i bandi di cui all’art. 6,
comma 2.
2. Possono beneficiare degli interventi i consorzi e le societa’
consortili costituiti dai soggetti di cui al comma 1 a condizione che
la partecipazione dei medesimi soggetti sia superiore al 30 per cento
dell’ammontare del fondo consortile ovvero del capitale sociale.
3. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 possono presentare i programmi
anche congiuntamente tra loro purche’ nessun soggetto sostenga da
solo piu’ del 70 per cento e meno del 10 per cento dei costi
complessivi ammissibili del programma.
4. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 possono presentare i programmi
anche congiuntamente con Organismi di ricerca, purche’ le attivita’
dei soggetti stessi abbiano un costo ammissibile superiore al 30 per
cento di quello complessivo ammissibile del programma.
5. Ai fini di cui al comma 4, sono considerati organismi di ricerca
i soggetti senza scopo di lucro, quali universita’ o istituti di
ricerca, indipendentemente dal loro status giuridico (costituiti
secondo il diritto privato o pubblico) o fonte di finanziamento, la
cui finalita’ principale consiste nello svolgere attivita’ di ricerca
di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale e nel
diffonderne i risultati, mediante l’insegnamento, la pubblicazione o
il trasferimento di tecnologie; tutti gli utili sono interamente
reinvestiti nelle attivita’ di ricerca, nella diffusione dei loro
risultati o nell’insegnamento; le imprese in grado di esercitare
un’influenza su simile ente, ad esempio in qualita’ di azionisti o
membri, non godono di alcun accesso preferenziale alle capacita’ di
ricerca dell’ente medesimo ne’ ai risultati prodotti.
6. Non sono ammessi a beneficiare delle agevolazioni:
a) i soggetti sottoposti alle procedure di cui al regio decreto
16 marzo 1942, n. 267, come modificato dal decreto legislativo
9 gennaio 2006, n. 5, ed al decreto legislativo 8 luglio 1999, n.
270;
b) i soggetti che risultino morosi in relazione a precedenti
operazioni effettuate a carico del fondo di cui all’art. 14 della
legge 17…

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