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N. 47 ORDINANZA (Atto di promovimento) 4 novembre 2002. Ordinanza emessa il 4 novembre 2002

N. 47 ORDINANZA (Atto di promovimento) 4 novembre 2002. Ordinanza emessa il 4 novembre 2002 dalla Corte di cassazione nel procedimento civile vertente tra LeoneMaria Rosaria ed altri e Comune di Portici Giustizia amministrativa - Devoluzione al giudice amministrativo delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva al giudice ordinario delle sole controversie relative alla determinazione e corresponsione delle indennita' in conseguenza di atti espropriativi o ablativi - Conseguente...

N. 47 ORDINANZA (Atto di promovimento) 4 novembre 2002.

Ordinanza emessa il 4 novembre 2002 dalla Corte di cassazione nel
procedimento civile vertente tra LeoneMaria Rosaria ed altri e Comune
di Portici

Giustizia amministrativa – Devoluzione al giudice amministrativo
delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva
al giudice ordinario delle sole controversie relative alla
determinazione e corresponsione delle indennita’ in conseguenza di
atti espropriativi o ablativi – Conseguente istituzione di una
nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena sulle controversie
aventi ad oggetto atti, provvedimenti o comportamenti delle
pubbliche amministrazioni in materia di edilizia e urbanistica, ivi
comprese quelle relative al risarcimento del danno ingiusto –
Esorbitanza dai limiti della legge delegante – Richiamo alla
sentenza della Corte costituzionale n. 292/2000. Richiamo,
altresi’, alle ordinanze della Corte costituzionale nn. 123/2002 e
340/2002, di manifesta inammissibilita’ interpretativa di questione
identica, non condivise dal giudice rimettente.
– Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, artt. 34, commi 1 e 2, e
35, comma 1.
– Costituzione, artt. 76 e 77.

(GU n. 7 del 19-2-2003)
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Ha pronunciato la seguente ordinanza interlocutoria sul ricorso
proposto da: Leone Maria Rosaria, Leone Vittorio, Leone Clara,
domiciliati in Roma, presso la cancelleria della Corte suprema di
cassazione, rappresentati e difesi dall’avvocato Lucio Filosa, giusta
delega a margine del ricorso, ricorrenti;
Contro Comune di Portici, in persona del sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in Roma, presso la cancelleria della Corte
suprema di cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato Biagio
Guarino, giusta delega a margine del ricorso, resistente con mandato,
per regolamento preventivo di giurisdizione in relazione al giudizio
pendente n. 5629/1999 del Tribunale di Napoli;
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
il 27 settembre 2002 dal consigliere dott. Giulio Graziadei;
Lette le conclusioni scritte dal sostituto procuratore generale
dott. Vincenzo Maccarone, il quale chiede alla Corte di voler
riproporre la questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 34
del d.lgs. n. 80 del 1998 nei termini di cui in motivazione.
La Corte, a sezioni unite, considerato:
che Maria Rosaria, Vittorio e Clara Leone, in qualita’ di
eredi di Enrichetta Leone, deducendo che alcune aree di proprieta’ di
detta Enrichetta Leone erano state occupate in via d’urgenza ed
irreversibilmente impiegate dal Comune di Portici nella realizzazione
di opere stradali, e che tale acquisizione era da reputarsi
illegittima, in ragione dell’invalidita’ ed inefficacia della
dichiarazione di pubblica utilita’ di quelle opere ed anche
dell’inefficacia dei successivi atti di determinazione
dell’indennita’ d’espropriazione e d’accettazione di essa in sede di
cessione volontaria, il 28 aprile 1999 hanno citato davanti al
Tribunale di Napoli detto comune, chiedendone la condanna al
pagamento di somma pari al valore dei terreni, a titolo di
risarcimento del danno per occupazione appropriativa, o, in
subordine, al pagamento di quanto a suo tempo offerto per l’indicata
cessione;
che il comune, con la comparsa di risposta, ha sostenuto il
difetto di giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda
principale, ai sensi dell’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80;
che i Leone, con atto notificato il 7 aprile 2000, hanno
proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione,
assumendo che la predetta norma non riguarda le azioni risarcitorie
basate sulla denuncia di responsabilita’ aquiliana della pubblica
amministrazione;
che il comune il 13 marzo 2001 ha depositato atto di
costituzione;
che il procuratore generale, con le conclusioni scritte,
premettendo che la causa e’ soggetta all’applicazione dell’originario
testo dell’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80, non di quello
introdotto dall’art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, in ragione
dell’irretroattivita’ di quest’ultima norma, ha sollecitato la
trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, per la definizione
della questione di legittimita’ costituzionale di detto art. 34,
sotto il profilo del superamento dei limiti della delega di cui
all’art. 11, quarto comma, lett. g), della legge 15 marzo 1997 n. 59,
richiamando i motivi per i quali la questione medesima e’ stata in
altri processi gia’ sollevata da queste sezioni unite con le
ordinanze 25 maggio 2000 n. 43, 21 giugno 2001 n. 8506 ed 11 dicembre
2001 n. 15641;
che, per la decisione sull’istanza di regolamento, e’ stata
fissata l’odierna camera di consiglio, a norma dell’art. 375 cod.
proc. civ.;
che la controversia ricade nelle previsioni del primo e del
secondo comma dell’art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998, i quali
stabiliscono la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
nelle cause aventi ad oggetto atti, provvedimenti e comportamenti
delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica ed edilizia e
specificano che tale materia concerne tutti gli aspetti dell’uso del
territorio (restando ferma, in base al terzo comma, la giurisdizione
del Tribunale superiore delle acque e la giurisdizione del giudice
ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la
corresponsione delle indennita’ in conseguenza dell’adozione di atti
di natura espropriativa od ablativa), dato che dette previsioni
operano, ai sensi dell’art. 45, diciottesimo comma, nei giudizi
instaurati a partire dal 1 luglio 1998, e comprendono, ove inerenti
all’indicata materia, le domande di risarcimento del danno per
occupazione acquisitiva, come gia’ affermato da queste sezioni unite
(v., in particolare, la citata ord. n. 43 del 2000);
che, nel corso del procedimento, e’ sopravvenuta la legge
n. 205 del 2000, il cui art. 7 ha sostituito l’art. 34 del d.lgs.
n. 80 del 1998, sostanzialmente riportandone il contenuto (con la non
significativa aggiunta della previsione, nel primo comma, accanto
alle amministrazioni pubbliche, dei soggetti ad esse equiparati), ed
ha pure sostituito il successivo art. 35, riproducendo fra l’altro il
primo comma, secondo cui il giudice amministrativo, nelle
controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, dispone,
anche attraverso la reintegrazione in forma specifica, il
risarcimento del danno ingiusto;
che queste sezioni unite, con quelle delle menzionate
ordinanze di rimessione rese quando era in vigore la legge n. 205 del
2000 (v., in particolare, ord. n. 15641 del 2001), ed inoltre con le
decisioni 21 marzo 2001 n. 127, 6 aprile 2001 n. 149, 11 giugno 2001
n. 7867, 16 luglio 2001 n. 9645, 17 luglio 2001 n. 9651, 8 agosto
2001 n. 10957, 28 novembre 2001 n. 15139, 12 dicembre 2001 n. 15717,
14 gennaio 2002 n. 362, 7 febbraio 2002 n. 1760, 14 marzo 2002
n. 3791 e 24 aprile 2002 n. 6043, hanno negato che il predetto
art. 7, inserito in una legge operante a partire dal 10 agosto 2000
(a norma dell’art. 73, terzo comma, della Costituzione), abbia
efficacia retroattiva, e dunque hanno escluso che possa trovare
applicazione nelle cause a tale data gia’ in corso davanti al giudice
ordinario, in deroga alla regola dell’art. 5 cod. proc. civ., secondo
cui la giurisdizione si determina in base alla legge del tempo della
proposizione della domanda e non puo’ venire meno per effetto di
sopraggiunti mutamenti del quadro normativo (influenti solo quando
valgano a radicare la giurisdizione del giudice in precedenza adito
in difformita’ della disciplina all’epoca vigente);
che il principio e gli argomenti che lo sorreggono devono
essere condivisi e ribaditi, dato che la suddetta deroga, per sua
natura abbisognante di una non equivoca previsione, non si rinviene,
direttamente od indirettamente, nella legge n. 205 del 2000, e
nemmeno e’ desumibile dal coordinamento delle sue disposizioni con i
lavori parlamentari, da cui si evince soltanto l’intento, in linea
con i criteri posti dall’art. 5 cod. proc. civ., di conservare alla
cognizione del giudice amministrativo i processi che dinanzi allo
stesso siano stati in precedenza attivati in base all’art. 34 del
d.lgs. n. 80 del 1998;
che la Corte costituzionale, investita nell’ambito di
similari procedimenti della questione di legittimita’ costituzionale
dell’art. 34 originario testo del d.lgs. n. 80 del 1998, sotto il
profilo della violazione delle direttive fissate dalla legge di
delega, ha restituito gli atti al giudice rimettente, quando la
questione medesima era stata sollevata prima della legge n. 205 del
2000, per un riesame della sua rilevanza alla luce dello ius
superveniens (v. ord. 23 gennaio 2001 n. 17), e poi, con ordinanza
16 aprile 2002 n. 123, sempre in relazione a giudizi instauratisi
davanti al giudice ordinario dopo il 30 giugno 1998 e prima del
10 agosto 2000, ma per i quali i provvedimenti di rimessione erano
stati adottati successivamente all’entrata in vigore della legge
n. 205 del 2000, ha dichiarato inammissibili le relative istanze, per
non essere stata vagliata l’opzione interpretativa secondo cui
l’art. 7 della legge n. 205 del 2000, sostituendo il testo
dell’art. 34 (nonche’ degli artt. 33 e 35) all’interno del d.lgs.
n. 80 del 1998, non solo avrebbe trasformato la natura delle
corrispondenti disposizioni, d…

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N. 47 ORDINANZA (Atto di promovimento) 4 novembre 2002. Ordinanza emessa il 4 novembre 2002

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