PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 5 - Linee di indirizzo in merito all'interpretazione ed all'appli-cazione dell'articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (Legge finanziaria 2008). (GU n. 155 del 4-7-2008 | Ingegneri.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 5 – Linee di indirizzo in merito all’interpretazione ed all’appli-cazione dell’articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (Legge finanziaria 2008). (GU n. 155 del 4-7-2008

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 5 - Linee di indirizzo in merito all'interpretazione ed all'appli-cazione dell'articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (Legge finanziaria 2008). (GU n. 155 del 4-7-2008 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

CIRCOLARE 18 aprile 2008 , n. 5

Linee di indirizzo in merito all’interpretazione ed all’appli-cazione
dell’articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge
24 dicembre 2007, n. 244. (Legge finanziaria 2008).

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale

Alle Amministrazioni dello Stato anche
ad ordinamento autonomo

Al Consiglio di Stato – Ufficio del
Segretario generale

Alla Corte dei conti – Ufficio del
Segretario generale

All’Avvocatura generale dello Stato –
Ufficio del segretario generale

Alle agenzie

All’ARAN

Agli enti pubblici non economici
(tramite i Ministeri vigilanti)

Agli enti pubblici (ex art. 70 del
decreto legislativo n. 165/2001)

Agli enti di ricerca (tramite i
Ministeri vigilanti)

Alle istituzioni universitarie (tramite
il Ministero dell’universita’ e della
ricerca)

Alle camere di commercio, industria,
agricoltura e artigianato (tramite il
Ministero dello sviluppo economico)

Alla Scuola superiore della pubblica
amministrazione

e, per conoscenza

Alla Conferenza dei rettori delle
universita’ italiane

All’Unioncamere

Alla Conferenza dei presidenti delle
regioni

All’ANCI

All’UPI

1. Premessa.
Le disposizioni speciali in materia di «stabilizzazione» dettate
dalla legge 26 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)
derogando al principio costituzionale del concorso pubblico come
modalita’ di accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni,
hanno segnato significativamente la normativa sul reclutamento
ordinario del personale nelle amministrazioni pubbliche.
Alla base dell’intervento vi e’, come noto, la volonta’ del
legislatore di porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi
come effetto dell’utilizzo del lavoro flessibile per esigenze
permanenti legate al fabbisogno ordinario, situazioni assimilate a
forme di precariato ritenute poco compatibili con i principi che sono
alla base dell’organizzazione e del funzionamento delle
amministrazioni.
Il parametro di riferimento utilizzato dalle citate leggi
finanziarie per individuare le situazioni di irregolarita’ di cui
sopra e’ stato quello della durata triennale del contratto di lavoro
a tempo determinato, non sempre idoneo a differenziare situazioni
caratterizzate concretamente da un uso improprio del lavoro
flessibile. I criteri definiti dalla norma, per quanto
approssimativi, hanno conseguito di individuare la platea dei
possibili destinatari della procedura prevista.
E’ opportuno segnalare che la disciplina in argomento ha
determinato come effetto una forte aspettativa in capo agli
interessati nonche’ un condizionamento sulle scelte gestionali degli
enti che spesso hanno elaborato il loro fabbisogno di personale per
rispondere alle pressioni interne, anche di origine sindacale, che ne
sono derivate.
La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) ha
ampliato il numero dei possibili destinatari della stabilizzazione
spostando la data di riferimento per il calcolo del requisito
temporale per i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato
(art. 3, comma 90) ed ha dato, inoltre, rilevanza ad un ulteriore
fenomeno molto diffuso di utilizzo improprio del lavoro flessibile,
ovvero le collaborazioni coordinate e continuative, prevedendo per i
soggetti in possesso dei requisiti prescritti una forma di
valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita (art. 3, comma
94, lettera b)) anche attraverso l’inserimento degli stessi in un
piano programmatico di progressiva stabilizzazione secondo le
modalita’ descritte nei paragrafi successivi.
Lo scopo della presente circolare e’ quello di fornire linee di
indirizzo univoche per favorire un’applicazione uniforme delle
disposizioni speciali in materia di stabilizzazione, ma anche quello
di richiamare l’attenzione delle amministrazioni sui principi e sulle
regole fondamentali dell’azione amministrativa che costituiscono
criteri guida imprescindibili a cui i vertici degli enti devono fare
riferimento per una corretta gestione delle risorse pubbliche.
Si tratta di principi e regole in parte gia’ tracciati dalla
Direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione del 30 aprile 2007, n. 7 ed in parte frutto delle
interpretazioni elaborate in materia, nel corso dell’anno 2007, dalle
prime pronunce giurisprudenziali, nonche’ dai pareri espressi dal
Dipartimento della funzione pubblica a fronte di fattispecie concrete
prospettate dagli enti. I vari interventi hanno contribuito a
definire alcuni tratti distintivi della normativa sulla
stabilizzazione che in questo contesto si ritiene necessario
richiamare.
Tenuto conto, infine, che la normativa in argomento ha carattere
transitorio ed eccezionale, si ritiene importante anche fornire
indicazioni sulla necessita’ di orientare le scelte occupazionali e
la programmazione triennale dei fabbisogni verso la disciplina
ordinaria del reclutamento e del regime assunzionale.
2. Reclutamento ordinario e procedure di stabilizzazione.
Le disposizioni in materia di stabilizzazione (art. 1, commi 519 e
558, legge n. 296/2006 e art. 3, comma 90, legge n. 244/2007)
definiscono una procedura speciale di reclutamento che deroga
rispetto alle modalita’ ordinarie del concorso pubblico, in quanto
riservata ad una platea di destinatari per i quali si e’ scelto di
valorizzare la loro esperienza professionale presso le pubbliche
amministrazioni.
Tenuto conto del principio costituzionale del prevalente accesso
attraverso concorso pubblico, cioe’ senza riserve e limitazioni nella
partecipazione, che le amministrazioni devono garantire a fronte di
procedure di reclutamento riservate, le procedure di stabilizzazione
possono essere avviate dalle amministrazioni purche’ nella
programmazione triennale del fabbisogno siano previste forme di
assunzione che tendano a garantire l’adeguato accesso dall’esterno in
misura non inferiore al cinquanta per cento dei posti da coprire. A
tal fine la mobilita’ di personale va computata in maniera neutra.
Fermo restando quanto sopra, la legge finanziaria per il 2008 ha
ampliato l’impatto delle disposizioni sulla stabilizzazione ma nel
contesto della suddetta legge il legislatore si e’ preoccupato in
piu’ occasioni di limitare la portata temporale delle stesse ed a
ribadire il regime ordinario del reclutamento.
Nel contesto dell’art. 3, comma 90, della legge n. 244/2007 ad
esempio si sottolinea che l’accesso ai ruoli della pubblica
amministrazione, quindi le assunzioni a tempo indeterminato, e’
comunque subordinato all’espletamento di procedure selettive di
natura concorsuale.
Trattasi di un’enunciazione di principio che serve a ricordare il
carattere speciale delle disposizioni di cui si sta trattando e ad
evidenziare che comunque la procedura selettiva di natura concorsuale
rimane presupposto fondamentale per l’assunzione a tempo
indeterminato anche nel contesto di un percorso di stabilizzazione,
facendo salva l’unica disposizione speciale che prevede l’assunzione
a tempo indeterminato a domanda prevista dal comma 519 dell’art. 1
della legge n. 296/2006.
Nello stesso art. 3, comma 90, della legge n. 244/2007 e’ poi
espressa una chiara volonta’ di racchiudere in un ambito temporale
definito la parentesi «stabilizzazione» come reclutamento speciale
nel settore pubblico. La possibilita’ di ammettere a procedure di
stabilizzazione il personale in possesso dei prescritti requisiti e’
circoscritta agli anni 2008 e 2009. Per un approfondimento al
riguardo si rinvia al paragrafo sui criteri da seguire in sede di
programmazione triennale del fabbisogno.
Anche la novella all’art. 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, operata dall’art. 3, comma 79, della legge n. 244/2007,
sancisce il principio che le pubbliche amministrazioni effettuano
assunzioni esclusivamente secondo il modello standard del contratto
di lavoro subordinato a tempo indeterminato per ricondurre il settore
pubblico verso il regime ordinario del reclutamento in armonia con i
principi generali che ne regolano il funzionamento e con le finalita’
dell’attivita’ amministrativa preordinata al perseguimento
dell’interesse pubblico rispetto al quale piu’ correttamente le
politiche occupazionali del paese vengono affidate a settori
dell’a…

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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 5 – Linee di indirizzo in merito all’interpretazione ed all’appli-cazione dell’articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (Legge finanziaria 2008). (GU n. 155 del 4-7-2008

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