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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - DIRETTIVA 1 agosto 2005: Tirocini formativi e di orientamento. (Direttiva n. 2/2005). (GU n. 246 del 21-10-2005)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DIRETTIVA 1 agosto 2005

Tirocini formativi e di orientamento. (Direttiva n. 2/2005).

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale
Alle Amministrazioni dello Stato
anche ad ordinamento autonomo
Al Consiglio di Stato – Ufficio del
Segretario generale
Alla Corte dei conti – Ufficio del
Segretario generale
All’Avvocatura generale dello Stato
– Ufficio del Segretario generale
All’ARAN
Alla Scuola superiore della
pubblica amministrazione
Agli enti pubblici non economici
(tramite i Ministeri vigilanti)
Agli enti pubblici (ex art. 70 del
decreto legislativo n. 165/2001)
Agli enti di ricerca (tramite il
Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca)
Alle istituzioni universitarie
(tramite il Ministero
dell’istruzione, dell’Universita’ e
della ricerca)
Alla Conferenza dei rettori delle
universita’ italiane (CRUI)
e, p.c.
Alla Conferenza dei presidenti
delle regioni
All’ANCI
All’UPI

1. Premessa.
La pubblica amministrazione e’ costantemente impegnata in un
processo di riforma delle proprie attivita’ finalizzato alla
creazione di un sistema in grado di rispondere ai bisogni della
collettivita’ e del sistema economico, per questo anche nel settore
del lavoro pubblico si e’ evidenziata la necessita’ di acquisire
nuove e sempre piu’ aggiornate e qualificate professionalita’.
Proprio in un contesto normativo e finanziario di forte limitazione
alle assunzioni assume grande rilevanza la qualita’ e la
professionalita’ del capitale umano da reclutare. Di qui la scelta di
promuovere politiche ed azioni dirette ad attrarre e formare i
giovani migliori provenienti dal mondo universitario instaurando
rapporti di collaborazione con il mondo della ricerca e della
formazione universitaria.
In questo contesto si colloca la presente direttiva, che intende
chiarire le modalita’ di svolgimento dei tirocini formativi e di
orientamento nelle pubbliche amministrazioni e favorirne la
diffusione, coerentemente con gli intenti gia’ espressi nel
Protocollo d’intesa tra il Dipartimento della funzione pubblica e la
Conferenza dei rettori delle universita’ italiane del 9 maggio 2002
e, piu’ in generale, con lo spirito sotteso a tale documento,
finalizzato a favorire una costante cooperazione ed interazione tra
pubblica amministrazione e mondo della formazione e ricerca
universitaria.
2. Destinatari e promotori dei tirocini.
Questo Dipartimento ritiene, alla luce di quanto evidenziato in
premessa, di prioritario interesse per le amministrazioni favorire
l’utilizzo dei tirocini di studenti regolarmente iscritti ad un ciclo
di studi presso l’universita’, di giovani laureati che frequentano
scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione, dottorati di
ricerca, nonche’ di giovani che frequentano scuole o corsi di
perfezionamento e specializzazione post-secondari, anche non
universitari, proprio al fine di assicurare loro l’acquisizione di
competenze idonee, spendibili successivamente nel mercato del lavoro
delle pubbliche amministrazioni.
E’ il caso di sottolineare che, pur nella pluralita’ di possibili
soggetti promotori dei tirocini, un ruolo preponderante, per quanto
concerne lo svolgimento di tirocini formativi in ambito pubblico, e’
svolto dalle universita’ e dagli istituti universitari statali e non
statali abilitati al rilascio dei titoli accademici, per l’interesse
che i neolaureati piu’ meritevoli suscitano nelle amministrazioni,
nonche’ dalle istituzioni pubbliche di alta cultura e formazione e
dalle scuole di formazione delle pubbliche amministrazioni.
3. Quadro normativo di riferimento.
Le disposizioni che disciplinano i tirocini formativi si rinvengono
nell’art. 18 della legge 25 giugno1997, n. 196, e nel decreto
ministeriale del 25 marzo 1998, n. 142, adottato Ministero del lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero della
pubblica istruzione e con il Ministero dell’universita’ e della
ricerca scientifica e tecnologica, che ne ha fissato criteri e
modalita’ di svolgimento. Come peraltro precisato dalla sentenza
della Corte costituzionale n. 50 del 2005 la disciplina dei tirocini
appartiene alla competenza normativa delle regioni. Pertanto la
normativa nazionale trovera’ applicazione solo in assenza di una
specifica disciplina a livello regionale.
L’istituto del tirocinio formativo cosi’ delineato costituisce il
punto di arrivo di un processo di avvicinamento fra mondo
dell’istruzione e della formazione e mondo del lavoro che ha
caratterizzato, nel settore privato, le politiche del lavoro degli
anni piu’ recenti ed e’ finalizzato ad aumentare le possibilita’ di
concreto inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
I tirocini formativi o di orientamento promossi dagli atenei in
riferimento alla tipologia individuata dalla legge n. 196 del 1997
costituiscono lo strumento attraverso il quale accompagnare i giovani
universitari verso scelte professionali utili per un consapevole ed
effettivo inserimento nel mondo del lavoro.
Nell’ambito che qui interessa, cioe’ una formazione dei giovani
universitari orientata all’acquisizione delle competenze gestionali,
organizzative, progettuali e strategiche necessarie agli
amministratori della pubblica amministrazione, acquista un ruolo
preponderante il rapporto fra atenei promotori dei tirocini formativi
e pubbliche amministrazioni ospitanti, in quanto le prassi che si
consolideranno in merito alle convenzioni stipulate fra tali soggetti
per l’attivazione dei tirocini formativi contribuiranno a creare una
tipologia di formazione universitaria utilmente spendibile nel
mercato del lavoro della pubblica amministrazione, nonche’
un’attivita’ di ricerca utile a sostenere i processi di innovazione
della pubblica amministrazione.
Oltre alle richiamate disposizioni occorre ricordare come il
Ministero del lavoro si sia attivato per fornire ulteriori
indicazioni con la circolare n. 92 del 15 luglio 1998.
Rispetto a tali disposizioni occorre, inoltre, operare alcune
considerazioni specifiche per le pubbliche amministrazioni, che di
seguito saranno evidenziate, al fine di garantire un corretto impiego
di tale istituto.
Ad esempio il citato decreto ministeriale n. 142 del 1998 estende
le disposizioni relative ai tirocini formativi ai cittadini
comunitari che effettuino esperienze professionali in Italia, anche
nell’ambito di programmi comunitari, in quanto compatibili con la
regolamentazione degli stessi. Le estende, inoltre, ai cittadini
extracomunitari secondo principi di reciprocita’, secondo «criteri e
modalita’ da definire mediante decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’interno,
il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’universita’
e della ricerca scientifica e tecnologica», come previsto dall’art.
8. Tuttavia occorre ricordare che in ambito pubblico deve tenersi
conto delle disposizioni contenute nell’art. 51 della Costituzione,
nell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio
1957, n. 3, e dall’art. 2, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 487 del 1984, le quali richiedono il requisito della
cittadinanza italiana per l’accesso al lavoro pubblico. Deve inoltre
tenersi conto dei limiti posti per i cittadini dei Paesi membri
dell’Unione europea, dall’art. 38 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
7 febbraio 1994, n. 174. Pertanto l’opportunita’ di far accedere
giovani comunitari o extracomunitari deve essere valutata alla luce
di tali disposizioni e delle finalita’ dei singoli tirocini.
4. Natura del tirocinio.
Con la legge 25 giugno 1997, n. 196, e’ stata data una sistematica
disciplina normativa all’istituto, introducendo il tirocinio
formativo e di orientamento, quale periodo di formazione finalizzato
a realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e ad agevolare
le scelte professionali a favore dei soggetti che hanno gia’ assolto
l’obbligo scolastico.
Il tirocinio formativo e di orientamento consiste in un periodo di
formazione professionale o anche di mero orientamento al lavoro che
permette ai giovani di prendere contatto diretto con il mondo
produttivo. Il datore di lavoro pubblico ospitante e’ obbligato
essenzialmen…

[Continua nel file zip allegato]

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