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Regolamento 04/03/1991

Regolamento 04/03/1991 n. 594 - CEE - Sostanze che riducono lo strato dell'ozono.

Regolamento 04/03/1991 n. 594
CEE – Sostanze che riducono lo strato
dell’ozono.

REGOLAMENTO CEE 4 MARZO 1991 N. 594

RELATIVO A
SOSTANZE CHE RIDUCONO LO STRATO DI OZONO.

IL CONSIGLIO DELLE
COMUNITÀ EUROPEE

visto il Trattato che istituisce la Comunità
economica europea, in particolare l’articolo 130 S,

vista la
proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento
europeo,

visto il parere del Comitato economico e sociale
,

considerando che è accertato che le emissioni continue di sostanze
che riducono lo strato di ozono, ai livelli attuali, causano un grave
danno allo strato di ozono; che è internazionalmente riconosciuta la
necessità di ridurre in modo significativo sia la produzione sia il
consumo di tali sostanze; che le decisioni 80/372/CEE e 82/795/CEE
prevedono controlli che hanno effetto limitato e riguardano soltanto
due di tali sostanze (CFC 11 e CFC 12);

considerando che, date le
competenze della Comunità in materia ambientale e commerciale, tutti
gli Stati membri e la Comunità sono diventati parti della convenzione
di Vienna per la protezione dello strato di ozono e del protocollo di
Montreal relativo alle sostanze che riducono lo strato di ozono;

considerando che il regolamento (CEE) n. 3322/88 (Cfr. GU n. L 297
del 31.10.1988, p. 1) prevede controlli per taluni clorofluorocarburi
e halon che riducono lo strato di ozono;

considerando che alla luce
dei più recenti risultati scientifici le parti firmatarie del
protocollo di Montreal hanno approvato nella seconda riunione, in cui
la Comunità e gli Stati membri hanno svolto un ruolo trainante, misure
aggiuntive per la protezione dello strato di ozono;

considerando che
è necessario adottare provvedimenti a livello comunitario per
l’adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione e dal
protocollo modificato, in particolare dell’obbligo di controllare
ulteriormente la produzione e il consumo nella Comunità di taluni
clorofluorocarburi e halon e di altre sostanze che riducono lo strato
di ozono;

considerando che, in particolare in base ai risultati
scientifici, è opportuno introdurre in determinati casi misure di
controllo più severe di quelle previste dal protocollo modificato;

considerando che, data la struttura del mercato dei
clorofluorocarburi, degli altri clorofluorocarburi completamente
alogenati, degli halon, del tetracloruro di carbonio e dell’
1.1.1-tricloroetano, è opportuno – al fine di garantire l’adempimento
degli obblighi che il protocollo modificato impone alla Comunità –
controllare il consumo di tali sostanze, esercitando un controllo
sull’offerta piuttosto che sulla domanda; che l’offerta può essere
controllata limitando le vendite e l’uso da parte dei produttori nella
Comunità e limitando l’immissione in libera circolazione delle
importazioni;

considerando che è necessario esaminare costantemente
l’evoluzione del mercato delle sostanze succitate, in particolare per
quanto riguarda l’offerta sufficiente per gli usi essenziali e i
progressi compiuti nello sviluppo di opportune sostanze sostitutive;

considerando che possono essere necessarie ulteriori misure
comunitarie per l’adempimento degli obblighi della Comunità derivanti
dal protocollo, per quanto riguarda la ricerca, lo sviluppo e
l’assistenza tecnica;

considerando che il regolamento (CEE) n.
3322/88 è diventato superfluo e che perciò è d’uopo abrogarlo

HA
ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO

Art. 1 – Campo di applicazione .

Il presente regolamento si applica all’importazione,
all’esportazione, alla produzione e al consumo dei clorofluorocarburi,
degli altri clorofluorocarburi completamente alogenati, degli halon,
del tetracloruro di carbonio, dell’ 1.1.1-tricloroetano. Si applica
inoltre alla comunicazione dei dati su tali sostanze e sulle sostanze
di transizione.

Art. 2 – Definizioni .

Ai fini del presente
regolamento:

– per ” protocollo ” si intende il protocollo di
Montreal relativo alle sostanze che riducono lo strato di ozono, nella
versione adattata o in quella adattata e modificata;

– per ” parte ”
si intende una parte firmataria del protocollo di Montreal.

Tuttavia, per quanto attiene ai diritti e agli obblighi derivanti
dalle modifiche del protocollo, gli Stati che non hanno approvato tali
modifiche o misure ai fini della loro applicazione non sono
considerati ” parti “;

– per ” sostanze controllate ” si intendono i
clorofluorocarburi, gli altri clorofluorocarburi completamente
alogenati, gli halon, il tetracloruro di carbonio e l’
1.1.1-tricloroetano, soli o in miscuglio. Questa definizione non
compete le sostanze controllate che siano presenti in un prodotto
lavorato diverso dal contenitore utilizzato per il trasporto o la
conservazione di dette sostanze;

– per ” clorofluorocarburi ” si
intendono le sostanze elencate nel gruppo I dell’allegato I, compresi
i loro isomeri;

– per ” altri clorofluorocarburi completamente
alogenati ” si intendono le sostanze elencate nel gruppo II
dell’allegato I, compresi i loro isomeri;

– per ” halon ” si
intendono le sostanze elencate nel gruppo III dell’allegato I,
compresi i loro isomeri;

– per ” tetracloruro di carbonio ” si
intende la sostanza indicata nel gruppo IV dell’allegato I;

– per ”
1.1.1-tricloroetano ” si intende la sostanza indicata nel gruppo V
dell’allegato I;

– per ” sostanze di transizione ” si intendono i
clorofluorocarburi parzialmente alogenati, compresi i loro isomeri,
elencati nel gruppo VI dell’allegato I, soli o in miscuglio. Tale
definizione tuttavia non comprende le sostanze di transizione, i
miscugli o gli isomeri presenti in un prodotto lavorato diverso dal
contenitore utilizzato per il trasporto o la conservazione di dette
sostanze;

– per ” produttore ” si intende qualsiasi persona fisica o
giuridica che produce sostanze controllate o di transizione nella
Comunità;

– per ” produzione ” si intende il quantitativo di
sostanze prodotto, meno il quantitativo distrutto dalle tecnologie che
le parti approveranno, meno il quantitativo prodotto per essere
utilizzato come materia prima nella fabbricazione di altri prodotti
chimici. Il quantitativo riciclato e riutilizzato non deve essere
considerato “produzione”;

– per ” impresa ” si intende qualsiasi
persona fisica o giuridica che produce, ricicla a scopo di
commercializzazione o utilizza nella Comunità sostanze controllate o
di transizione a fini industriali o commerciali ovvero che immette in
libera circolazione nella Comunità tali sostanze importate o esporta
tali sostanze dalla Comunità per fini industriali o commerciali;


per ” potenziale di riduzione dell’ozono ” si intende il valore
riportato nell’ultima colonna dell’allegato I, che rappresenta
l’effetto potenziale di ciascuna sostanza sullo strato di ozono;


per ” livello calcolato ” si intende un quantitativo determinato
moltiplicando il quantitativo di ciascuna sostanza per il potenziale
di riduzione dell’ozono di quella sostanza specificato nell’allegato I
e sommando, per ciascun gruppo di sostanze indicate nell’allegato I
separatamente, i valori ottenuti;

– per ” razionalizzazione
industriale ” si intende il trasferimento totale o parziale del
livello calcolato di produzione da un produttore ad un altro, fra
diverse parti o all’interno di uno Stato membro, al fine di
raggiungere l’efficienza economica o far fronte a previste carenze di
forniture conseguenti alla chiusura di impianti.

PARTE I – REGIME
CHE DISCIPLINA GLI SCAMBI COMMERCIALI.

Art. 3 – Importazione di
sostanze da paesi terzi .

1. L’immissione in libera circolazione
nella Comunità di sostanze controllate, vergini, riciclate o usate,
importate a paesi terzi, è soggetta a limitazioni quantitative.

2. A
tal fine la Comunità apre i contingenti indicati nell’allegato II, che
si applicano durante il periodo ivi stabilito, e li assegna alle
imprese secondo la procedura prevista all’articolo 12.

3. La
Commissione può modificare i contingenti indicati nell’allegato II
secondo la procedura prevista all’articolo 12.

Art. 4 – Licenza di
importazione .

1. L’immissione in libera circolazione nella Comunità
di sostanze controllate, cui si applicano i contingenti di cui
all’articolo 3, è soggetta alla presentazione di una licenza di
importazione. Tale licenza è rilasciata dalla Commissione. La
Commissione trasmette copia della licenza all’autorità competente
dello Stato membro nel quale la sostanza sarà importata. A tal fine
ciascuno Stato membro stabilisce quale sia le propria autorità
competente.

2. La domanda di licenza deve contenere:

a) il nome e
l’indirizzo dell’importatore;

b) la descrizione di ciascuna sostanza
con l’indicazione:

– della designazione commerciale,

– della voce
della nomenclatura combinata,

– del paese da cui la sostanza è
importata,

c) una dichiarazione della quantità di ciascuna sostanza
da importare, espressa in tonnellate e

d) l’indicazione del luogo e
della data della progettata importazione, se conosciuti.

Art. 5 –
Importazione di sostanze controllate provenienti da paesi che non sono
parti .

1. É vietata l’immissione in libera circolazione nella
Comunità di clorofluorocarburi o halon importati da paesi che non sono
parti.

2. A decorrere dal 10 agosto 1993 è vietata l’immissione in
libera circolazione nella Comunità di altri clorofluorocarburi
completamente alogenati, di tetracloruro di carbonio e di
1.1.1-tricloroetano importati da paesi che non sono parti.

Art. 6 –
Importazione di prodotti contenenti sostanze controllate provenienti
da paesi che non sono parti .

1. Fatta salva la decisione di cui al
paragrafo 3, l’immissione in libera circolazione nella Comunità di
prodotti importati da paesi che non sono parti e contenenti
clorofluorocarburi o halon è vietata a decorrere dal 27 maggio 1993.

2. Fatta salva la decisione di cui al paragrafo 3, l’immissione in
lib…

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Regolamento 04/03/1991

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