TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.193 | Ingegneri.info

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.193

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.193 - Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 193, recante: 'Attuazione della direttiva 2003/50/CE relativa al rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e caprini.', corredato delle relative note. (GU n. 241 del 15-10-2005- Suppl. Ordinario n.165)

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.193

Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 193, recante: “Attuazione della direttiva 2003/50/CE relativa al
rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e caprini.”,
corredato delle relative note.

Avvertenza:
Si procede alla ripubblicazione del testo del decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 193, corredato delle relative note, ai sensi
dell’art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217. Restano invariati
il valore e l’efficacia dell’atto legislativo qui trascritto.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 117 della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n.
317, e successive modificazioni, recante norme per l’attuazione della
direttiva 92/102/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1992, relativa
all’identificazione e alla registrazione degli animali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954,
n. 320, recante regolamento di polizia veterinaria;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, (legge comunitaria 2003),
ed in particolare l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato «B»;
Vista la direttiva 2003/50/CE del Consiglio, del-l’11 giugno 2003,
che modifica la direttiva 91/68/CEE per quanto riguarda il
rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e caprini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992,
n. 556, recante regolamento per l’attuazione della direttiva
91/68/CEE, relativa alle condizioni di polizia sanitaria da applicare
negli scambi intracomunitari di ovini e caprini;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 532, come
modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 388, recante
attuazione della direttiva 95/29/CE in materia di protezione degli
animali durante il trasporto;
Visto il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive
modificazioni, recante attuazione delle direttive 89/662/CEE e
90/425/CEE relative ai controlli veterinari negli scambi
intracomunitari di prodotti di origine animale e di animali vivi;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze e per gli
affari regionali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo definisce le condizioni di
polizia sanitaria applicabili agli scambi di ovini e di caprini.

,in=10; Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della
funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– L’art. 117 della Costituzione, cosi’ recita:
«Art. 117. – La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo Stato e
dalle regioni nel rispetto della Costituzione, nonche’ dei vincoli
derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi
internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato;
rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e
condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti
all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela
della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile
dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum
statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e
degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia
amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e
penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su
tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni
fondamentali di comuni, province e citta’ metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento
informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione
statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:
rapporti internazionali e con l’Unione europea delle regioni;
commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione,
salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione
della istruzione e della formazione professionale; professioni;
ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i
settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e
aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione;
ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e
distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e
integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento
della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei
beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di
attivita’ culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a
carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta
alle regioni la potesta’ legislativa, salvo che per la determinazione
dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle regioni la potesta’ legislativa in riferimento ad
ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello
Stato.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza. partecipano alle decisioni dirette alla
formazione degli atti normativi comunitari e provvedono
all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli
atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura
stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di
esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta’ regolamentare spetta allo Stato nelle materie di
legislazione esclusiva, salva delega alle regioni. La potesta’
regolamentare spetta alle regioni in ogni altra materia. I comuni, le
province e le citta’ metropolitane hanno potesta’ regolamentare in
ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena
parita’ degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed
economica e promuovono la parita’ di accesso tra donne e uomini alle
cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della regione con altre
regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con
individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la regione puo’ concludere
accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro
Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n.
317, (Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva n.
92/102/CEE relativa all’identificazione e alla registrazione degli
animali), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 giugno 1996, n.
138.
– La direttiva n. 92/102/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Comunita’ europea n. L. 355 del 5 dicembre 1992.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n.
320, (Regolamento di polizia veterinaria) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 giugno 1954, n. 142, supplemento ordinario.
– Il testo dell’art. 1, commi 1 e 3, e l’allegato B, della legge
31 ottobre 2003, n. 306, (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (Legge
comunitaria 2003) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 novembre
2003, n. 266), e’ il seguente:
«Art. 1. (Delega al Governo per l’attuazione di direttive
comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il
termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per
dare attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli
allegati A e B.
2. (Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, nonche’,
qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali, quelli relativi
all’attuazione delle direttive elencate nell’allegato A, sono
trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla
legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’
su di essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data di
trasmissione, il parere dei competenti organi parlamentari. Decorso
tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza del parere.
Qualora il termine previsto per il parere dei competenti organi
parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei
termini previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi sono
prorogati di novanta giorni.».
«Allegato B (Art. 1, commi 1 e 3) 96/61/CE del Consiglio, del
24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate
dell’inquinamento.
1999/22/CE del Consiglio, del 29 marzo 1999, relativa alla
custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici.
1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa
all’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro della gente di
mare concluso dall’Associazione armatori della Comunita’ europea
(ECSA) e dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori
dell’Unione europea (FST).
2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre
2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di
acque.
2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre
2000, sull’incenerimento dei rifiuti.
2000/79/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa
all’attuazione dell’accordo europeo sull’organizzazione dell’orario
di lavoro del personale di volo nell’aviazione civile concluso da
Association of European Airlines (AEA), European Transport
Workers’Federation (ETF), European Cockpit Association (ECA),
European Regions Airline Association (ERA) e International Air
Carrier Association (IACA).
2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo
2001, relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario
transeuropeo convenzionale.
2001/86/CE del Consiglio, dell’8 ottobre 2001, che completa lo
Statuto della Societa’ europea per quanto riguarda il coinvolgimento
dei lavoratori.
2002/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 marzo
2002, che istituisce norme e procedure per l’introduzione di
restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli
aeroporti della Comunita’.
2002/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno
2002, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative
all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti
fisici (vibrazioni) (sedicesima direttiva particolare ai sensi
dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno
2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore
ambientale.
2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio
2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della
vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva
relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche).
2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di
servizi finanziari ai consumatori e che modifica la direttiva
90/619/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE.
2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE del Consiglio
relativa all’attuazione del principio della parita’ di trattamento
tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro,
alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di
lavoro.
2002/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 80/987/CEE del Consiglio
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alla tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza
del datore di lavoro.
2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 novembre
2002, che modifica le direttive in materia di sicurezza marittima e
di prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi.
2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare sugli enti
creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di
investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che
modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE,
93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e
2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
2002/89/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, che modifica la
direttiva 2000/29/CE concernente le misure di protezione contro
l’introduzione nella Comunita’ di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunita’.
2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a definire
il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno
illegali.
2002/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 dicembre
2002, sulla intermediazione assicurativa.
2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio
2003, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose
nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio
2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
(RAEE).
2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio
2003, sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale e che
abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990.
2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio
2003, relativa all’abuso di informazioni privilegiate e alla
manipolazione del mercato (abusi di mercato).
2003/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 marzo
2003, che modifica la direttiva 98/70/CE relativa alla qualita’ della
benzina e del combustibile diesel.
2003/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 aprile
2003, che modifica la direttiva 98/18/CE del Consiglio, del 17 marzo
1998, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da
passeggeri.
2003/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 aprile
2003, concernente requisiti specifici di stabilita’ per le navi ro/ro
da passeggeri.
2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio
2003, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli stati membri in materia di
pubblicita’ e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco.
2003/43/CE del Consiglio, del 26 maggio 2003, recante modifica
della direttiva 88/407/CEE che stabilisce le esigenze di polizia
sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni
di sperma di animali della specie bovina.
2003/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 giugno
2003, che modifica la direttiva 94/25/CE sul ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri riguardanti le imbarcazioni da diporto.
2003/50/CE del Consiglio, dell’11 giugno 2003, che modifica la
direttiva 91/68/CEE per quanto riguarda il rafforzamento dei
controlli sui movimenti di ovini e caprini».
– La direttiva 2003/50/CE e’ pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Comunita’ europea n. L. 169 dell’8 luglio 2003.
– La direttiva 91/68/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Comunita’ europea n. L. 46 del 19 febbraio 1991.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992, n.
556, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 1993, n. 28,
abrogato dal presente decreto, recava: «Regolamento per l’attuazione
della direttiva 91/68/CEE relativa alle condizioni di polizia
sanitaria da applicare negli scambi intracomunitari di ovini e
caprini».
– Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 532, come
modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 388, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 1993, n. 7 supplemento
ordinario.
– La direttiva 95/29/CE e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Comunita’ europea n. L. 148 del 30 giugno 1995.
– Il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 4 febbraio 1993, n. 28, supplemento
ordinario.
– La direttiva 89/662/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Comunita’ europea n. L. 395 del 30 dicembre 1989.
– La direttiva 90/425/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Comunita’ europea n. L. 224 del 18 agosto 1990.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) ovini o caprini da macello: gli animali della specie ovina e
caprina, destinati ad essere condotti al macello, direttamente o dopo
essere transitati da un centro di raccolta riconosciuto, per esservi
macellati;
b) ovini o caprini da riproduzione e d’allevamento: gli animali
della specie ovina e caprina diversi da quelli menzionati alle
lettere a) e c), destinati ad essere avviati verso il luogo di
destinazione direttamente o dopo essere transitati da un centro di
raccolta riconosciuto ai fini della riproduzione e dell’allevamento;
c) ovini o caprini da ingrasso: gli animali della specie ovina e
caprina diversi da quelli menzionati alle lettere a) e b), destinati
ad essere avviati verso il luogo di destinazione direttamente o dopo
essere transitati da un centro di raccolta riconosciuto per esservi
ingrassati e successivamente macellati;
d) azienda ovina o caprina ufficialmente indenne da brucellosi:
l’azienda che soddisfa le condizioni di cui all’allegato «A»,
capitolo 1, sezione I;
e) azienda ovina o caprina indenne da brucellosi: l’azienda che
soddisfa le condizioni di cui all’allegato «A», capitolo 2;
f) malattie soggette a dichiarazione obbligatoria: le malattie
elencate nell’allegato «B», sezione I;
g) veterinario ufficiale: il medico veterinario dell’azienda
sanitaria locale;
h) azienda di origine: l’azienda in cui gli ovini e i caprini si
trovano a titolo permanente e nella quale sono tenuti i registri
attestanti la permanenza degli animali che possono essere esaminati
dai servizi veterinari delle aziende sanitarie;
i) centro di raccolta: l’impianto, il mercato e la fiera nei
quali sono raggruppati, sotto la supervisione del veterinario
ufficiale, gli ovini e i caprini provenienti da differenti aziende,
ai fini della costituzione di gruppi di animali destinati ai
movimenti nazionali;
l) centro di raccolta riconosciuto: l’impianto nel quale sono
raggruppati gli ovini o i caprini provenienti da differenti aziende,
ai fini della costituzione di gruppi di animali destinati ad essere
spediti verso altri Stati membri;
m) commerciante: una persona fisica o giuridica che compra e
vende, direttamente o indirettamente, animali a titolo commerciale,
ha un regolare avvicendamento di tali animali e, al massimo entro 29
giorni dall’acquisto di animali li rivende o li trasferisce dai primi
impianti ad altri impianti o direttamente ad un macello che non sono
di sua proprieta’;
n) impianto riconosciuto del commerciante: gli impianti gestiti
da un commerciante riconosciuto dall’autorita’ competente e nei quali
sono raggruppati gli ovini o i caprini provenienti da differenti
aziende ai fini della costituzione di gruppi di animali destinati ad
essere spediti verso altri Stati membri;
o) trasportatore: una persona fisica o giuridica di cui
all’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 532, come
modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 388, di
seguito denominato: «decreto legislativo n. 532 del 1992»;
p) regione: la parte del territorio di uno Stato membro, di
superficie non inferiore a 2000 Km2, che e’ soggetta al controllo
delle competenti autorita’ veterinarie e che include almeno una delle
seguenti regioni amministrative:
1) Belgio: province/province;
2) Germania: Regierungsbezirk;
3) Danimarca: amt o island;
4) Francia: departement;
5) Italia: provincia;
6) Lussemburgo: -;
7) Paesi Bassi: RVV-kring;
8) Regno Unito:
Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord: county;
Scozia: district o island area;
9) Irlanda: county;
10) Grecia: vomos;
11) Spagna: provincia;
12) Portogallo:
territorio continentale: distrito;
altre parti del territorio del Portogallo: regia¬o auto¨noma;
13) Austria: Bezirk;
14) Svezia: la”n;
15) Finlandia: la”a”ni/la”n.
2. Fatte salve le definizioni di cui al comma 1, si applicano, ove
necessario, quelle di cui al decreto legislativo 30 gennaio 1993, n.
28, e successive modificazioni, nonche’ quelle di cui al decreto
legislativo n. 532 del 1992, e successive modificazioni.
3. Restano fermi gli obblighi di registrazione delle aziende di
ovini e caprini da eseguire secondo le modalita’ stabilite dal
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, e
successive modificazioni.

Note all’art. 2:
– Il testo dell’art. 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 532, come modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.
388, citato nelle premesse e’ il seguente:
«Art. 5.-1. – Ogni trasportatore deve:
a) essere iscritto in apposito registro presso l’azienda
sanitaria locale territorialmente competente in ragione della sua
residenza o sede legale; nel registro sono annotati tutti gli
elementi atti a consentire la sua rapida individuazione da parte
dell’autorita’ di controllo per il caso di inosservanza alle
prescrizioni di cui al presente decreto;
b) essere in possesso:
1) se stabilito nel territorio nazionale, di una
autorizzazione valida per tutti i trasporti di animali vertebrati
effettuati su uno dei territori elencati nell’allegato I al decreto
legislativo 3 marzo 1993, n. 93, rilasciata dalla azienda sanitaria
locale di cui alla lettera a). Il suddetto trasportatore deve
avvalersi, in caso di affidamento del trasporto di animali vivi ad
altri, di soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 2;
2) se stabilito in un Paese terzo, di un’autorizzazione
rilasciata dall’autorita’ competente di uno Stato membro, previa
sottoscrizione di impegno a rispettare le prescrizioni della
normativa veterinaria comunitaria. In tale impegno deve essere
precisato, in particolare, che il trasportatore ha adottato tutte le
misure necessarie per conformarsi alle prescrizioni del presente
decreto fino al luogo di destinazione, che, ove si trovi in Paesi
terzi, e’ quello definito dalla relativa legislazione comunitaria e
deve essere altresi’ precisato che la persona alla quale viene
affidato il trasporto sia in possesso dei requisiti di cui al comma
2;
c) non trasportare, ne’ fare trasportare, animali in condizioni
tali da poterli esporre a lesioni o a sofferenze inutili;
d) utilizzare mezzi di trasporto tali da garantire il rispetto
delle prescrizioni comunitarie, in particolare delle prescrizioni
previste dall’allegato, in materia di benessere durante il trasporto.
2. La persona alla quale viene affidato il trasporto, fatto salvo
quanto previsto dal capitolo I, sezione A, punto 6, lettera b),
dell’allegato, deve possedere una formazione specifica acquisita
presso l’impresa o presso un organismo di formazione o avere
un’esperienza pratica equivalente per procedere alla manipolazione e
al trasporto di animali vertebrati nonche’ per prestare, se
necessario, l’assistenza appropriata agli animali trasportati,
comunque attestata dall’azienda sanitaria locale che ha concesso
l’autorizzazione al trasportatore.
3. In caso di trasporto, il trasportatore deve:
a) stabilire, per gli animali di cui all’art. 1, comma 1,
lettera a), destinati agli scambi o all’esportazione, nel caso in cui
la durata del viaggio sia superiore a otto ore, un ruolino di marcia
conforme al modello di cui al capitolo VIII dell’allegato, che deve
accompagnare il certificato sanitario durante il viaggio e nel quale
siano precisati i punti di sosta e di eventuale trasferimento; un
solo ruolino di marcia deve essere compilato per coprire tutta la
durata del viaggio;
b) presentare il ruolino di marcia di cui alla lettera a) al
veterinario ufficiale competente per la redazione del certificato
sanitario; il numero o i numeri dei certificati devono essere
indicati nel ruolino di marcia su cui e’ apposta la stampigliatura e
la firma del veterinario ufficiale del luogo di partenza; questi
notifica l’esistenza del ruolino di marcia mediante il sistema ANIMO;
c) accertarsi che:
1) l’originale del ruolino di marcia di cui alla lettera a)
sia:
a) compilato e completato, nel momento opportuno, solo
dalle persone a cio’ legittimate;
b) unito al certificato sanitario che accompagna il
trasporto durante tutta la durata del viaggio;
2) il personale incaricato del trasporto:
a) menzioni sul ruolino di marcia l’ora e il luogo in cui
gli animali sono stati alimentati e abbeverati durante il trasporto;
b) faccia vistare, dal veterinario del posto di ispezione
frontaliera o del punto di uscita designato da uno Stato membro, il
ruolino di marcia, in caso di esportazione e quando il periodo di
trasporto nel territorio comunitario e’ superiore a otto ore; il
veterinario appone il visto previo controllo della stampigliatura e
della firma e dopo aver controllato gli animali stabilendo che
possono continuare il viaggio. Le spese sostenute per il controllo
veterinario sono a carico dell’operatore che effettua l’esportazione
secondo tariffe stabilite dall’art. 5, comma 12, della legge 29
dicembre 1990, n. 407;
c) invii, al rientro, il ruolino di marcia all’autorita’
competente del luogo di origine del trasporto degli animali;
d) conservare una copia del ruolino di marcia per un
periodo di almeno due anni, da presentare, su richiesta,
all’autorita’ competente per eventuali verifiche;
e) fornire, a seconda delle specie di animali trasportate e
quando la distanza implichi il rispetto delle disposizioni di cui al
punto 4 del capitolo VII dell’allegato, la prova che sono state prese
le misure per soddisfare le necessita’ di abbeverare e di alimentare
gli animali trasportati durante il viaggio anche in caso di modifica
del ruolino di marcia o di interruzione del viaggio per motivi
indipendenti dalla sua volonta’;
f) accertarsi che gli animali siano avviati senza indugio
al loro luogo di destinazione;
g) accertarsi, fatta salva l’osservanza delle disposizioni
di cui al capitolo III dell’allegato, che gli animali di specie non
previste dal capitolo VII dell’allegato siano abbeverati ed
alimentati in modo adeguato ad opportuni intervalli durante il
trasporto.
4. Le disposizioni di cui al comma 3, lettera c), punto 2), si
applicano anche nel caso di esportazioni effettuate mediante
trasporto marittimo e quando la durata del viaggio supera le otto
ore.
5. Le autorita’ competenti di cui all’art. 3, comma 1, provvedono
affinche’:
a) i punti di sosta stabiliti dal trasportatore ai sensi del
comma 3, lettera a), soddisfino i criteri comunitari fissati con
regolamento (CE) 1255/97 e siano sottoposti a periodici controlli;
b) gli animali pervenuti presso i punti di sosta siano
controllati e ritenuti idonei a proseguire il viaggio.
6. Le spese relative all’osservanza dei requisiti in materia di
alimentazione, abbeveraggio e riposo degli animali sono a carico del
trasportatore.».
– Per il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28 e per il
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, si
vedano le note alle premesse.

Art. 3.
Requisiti sanitari ai fini degli scambi
1. Gli ovini e i caprini da macello possono essere destinati agli
scambi solo se soddisfano le condizioni di cui agli articoli 4, 5, 6
e 7.
2. Gli ovini e i caprini da ingrasso possono essere destinati agli
scambi solo se soddisfano le condizioni di cui agli articoli 4, 5, 6
e 8, fatte salve le eventuali garanzie complementari ai sensi degli
articoli 10 e 11.
3. Gli ovini e i caprini da riproduzione e da allevamento possono
essere destinati agli scambi solo se soddisfano le condizioni di cui
agli articoli 4, 5, 6, 8 e 9 fatte salve le eventuali garanzie
complementari ai sensi degli articoli 10 e 11.
4. In deroga alle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, il Ministero
della salute, d’intesa con la regione o la provincia autonoma
destinatarie degli animali, puo’ accordare deroghe generali o
limitate per i movimenti di ovini e caprini da riproduzione,
d’allevamento e da ingrasso destinati esclusivamente al pascolo
temporaneo in prossimita’ delle frontiere interne della Comunita’; il
Ministero della salute informa la Commissione europea del contenuto
delle deroghe accordate.
5. Dal momento in cui lasciano l’azienda di origine fino all’arrivo
a destinazione, il detentore degli animali ed il trasportatore,
garantiscono che gli animali delle specie ovina e caprina oggetto di
scambi tra Stati membri, non entrino in alcun momento in contatto con
altri artiodattili di diversa qualifica sanitaria. A tale fine, le
regioni e le province autonome interessate dal transito degli animali
sui propri territori effettuano controlli sugli animali trasportati.

Art. 4.
Verifica condizioni sanitarie
1. Ai servizi veterinari delle aziende sanitarie compete la
verifica delle condizioni sanitarie e di polizia sanitaria di cui al
presente decreto. A tale fine gli ovini e i caprini destinati ad
essere spediti ad altri Stati membri:
a) devono essere identificati e registrati;
b) devono essere sottoposti ad un’ispezione da parte di un
veterinario ufficiale nelle 24 ore precedenti il carico degli animali
e non devono presentare alcun segno clinico di malattia;
c) non devono provenire da un’azienda, o non devono essere stati
in contatto con animali di un’azienda, oggetto di un divieto per
motivi di polizia sanitaria. Il periodo di tale divieto dura, dopo la
macellazione o l’eliminazione dell’ultimo animale infetto da una
delle malattie di cui ai numeri 1), 2), o 3), o sensibile ad una di
esse, almeno:
1) quarantadue giorni in caso di brucellosi;
2) trenta giorni in caso di rabbia;
3) quindici giorni in caso di carbonchio ematico;
d) non devono provenire da un’azienda o non devono essere stati
in contatto con animali di un’azienda ubicata in una zona che per
motivi di polizia sanitaria e’ oggetto di un divieto o di una
limitazione per le specie in questione ai sensi di norme comunitarie
o nazionali;
e) non devono essere soggetti a restrizioni di polizia sanitaria
ai sensi della normativa comunitaria relativa all’afta epizootica ne’
vaccinati contro tale malattia.
2. I servizi veterinari delle aziende sanitarie escludono dagli
scambi gli ovini e i caprini che:
a) devono essere abbattuti nell’ambito di un programma nazionale
di eradicazione di malattie non previste nell’allegato, relativo alle
stesse, di cui al decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e
successive modificazioni, o nell’allegato «B», rubrica I;
b) non possono essere commercializzati sul territorio nazionale
per motivi sanitari o di polizia sanitaria giustificati
dall’articolo 30 del Trattato.
3. Gli ovini e i caprini destinati ad un altro Stato membro devono
essere, in via alternativa:
a) nati e allevati dalla nascita nel territorio della Comunita’;
b) importati da un Paese terzo in conformita’ alle norme
comunitarie.

Nota all’art. 4:
– Per il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, si vedano le
note alle premesse.

Art. 5.
Requisiti sanitari ai fini della macellazione riproduzione,
allevamento, ingrasso
1. I servizi veterinari delle aziende sanitarie permettono l’invio
verso altri Stati membri di ovini e caprini destinati alla
macellazione, alla riproduzione, all’allevamento e all’ingrasso solo
se risultano rispettate tutte le seguenti condizioni:
a) gli animali hanno soggiornato ininterrottamente nell’azienda
d’origine per almeno trenta giorni, o sin dalla nascita se di eta’
inferiore a trenta giorni;
b) gli animali non provengono da un’azienda nella quale siano
stati introdotti ovini o caprini nei ventuno giorni che precedono la
spedizione;
c) gli animali non provengono da un’azienda nella quale nei
trenta giorni che precedono la spedizione siano stati introdotti
biungulati importati da un Paese terzo.
2. In deroga alle disposizioni di cui alle lettere b) e c) del
comma 1, qualora gli animali di cui alle lettere b) e c) del medesimo
comma 1 siano stati completamente isolati da tutti gli altri animali
dell’azienda, i servizi veterinari delle aziende sanitarie possono
autorizzare, sotto la propria responsabilita’, la spedizione di tali
ovini e caprini verso un altro Stato membro.

Art. 6.
Ulteriori requisiti sanitari ai fini degli scambi
1. I servizi veterinari delle aziende sanitarie vigilano affinche’
agli scambi intracomunitari di tutti gli ovini e caprini siano
applicate anche le condizioni di cui al presente articolo.
2. Gli animali non devono restare fuori dell’azienda di origine per
piu’ di sei giorni prima di essere da ultimo certificati per gli
scambi verso la destinazione finale in un altro Stato membro, come
indicato nel certificato sanitario. Fatto salvo l’articolo 15,
comma 1, per il trasporto marittimo, il periodo limite di sei giorni
e’ prolungato della durata del viaggio in mare.
3. Dopo avere lasciato l’azienda d’origine, gli animali devono
essere consegnati direttamente a destinazione in un altro Stato
membro.
4. In deroga al comma 3, dopo la partenza dall’azienda d’origine e
prima dell’arrivo a destinazione in un altro Stato membro gli ovini e
i caprini possono transitare attraverso un solo centro di raccolta
riconosciuto situato nello stesso Stato membro dal quale gli animali
sono stati spediti. Nel caso di ovini e caprini da macello e’
consentito il transito degli animali attraverso un impianto
riconosciuto del commerciante in alternativa al centro di raccolta
riconosciuto.
5. Gli animali da macello che sono condotti direttamente in un
macello nello Stato membro di destinazione devono esservi macellati
il piu’ presto possibile e in ogni caso entro 72 ore dall’arrivo.
6. Fatto salvo l’articolo 3, comma 5, tra la partenza d’origine e
l’arrivo a destinazione, gli animali oggetto del presente decreto non
devono compromettere in alcun momento la qualifica sanitaria degli
animali della specie ovina e caprina non destinati agli scambi
intracomunitari.
7. Le regioni e le province autonome autorizzano le strutture di
cui all’articolo 2, comma 1, lettere «l» e «n», mediante la
registrazione di ciascuna delle citate strutture con le modalita’
stabilite all’articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, e successive modificazioni, e
l’attribuzione di un numero di riconoscimento veterinario; tali
adempimenti devono essere comunicati al Ministero della salute.

Nota all’art. 6:
– Il testo dell’art. 2, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, citato nelle premesse, e’ il
seguente:
«Art. 2 (Elenco delle aziende). – 1-3. (Omissis).
4. Il servizio veterinario attribuisce il codice aziendale
recante nell’ordine le ultime tre cifre del codice ISTAT del comune
ove ha sede l’azienda, la sigla della provincia ove ha sede l’azienda
e il numero progressivo su base comunale assegnato all’azienda.».

Art. 7.
Deroghe
1. In deroga all’articolo 5, comma 1, lettera a), gli ovini e i
caprini da macello possono essere oggetto di scambi dopo un soggiorno
ininterrotto di almeno 21 giorni nell’azienda d’origine.
2. In deroga all’articolo 5, comma 1, lettera b), e fatto salvo il
comma 1 e l’articolo 5, comma 2, gli ovini e i caprini da macello
possono essere consegnati da un’azienda d’origine nella quale nei
ventuno giorni che precedono la spedizione sono stati introdotti
ovini e caprini, se sono trasportati direttamente ad un macello in un
altro Stato membro per esservi immediatamente macellati senza
transitare attraverso un centro di raccolta o un punto di sosta
stabilito conformemente al decreto legislativo n. 532 del 1992, e
successive modificazioni.
3. In deroga all’articolo 6, commi 3 e 4, e fatte salve le
disposizioni dell’articolo 6, comma 2, gli ovini e i caprini da
macello possono transitare, dopo aver lasciato l’azienda d’origine,
attraverso un altro centro di raccolta, a condizione che siano
soddisfatti in via alternativa i requisiti di cui alle lettere a) o
b):
a) prima di transitare attraverso il centro di raccolta
riconosciuto di cui all’articolo 6, comma 4, situato nello Stato
membro d’origine, gli animali soddisfino i seguenti requisiti:
1) dopo aver lasciato l’azienda d’origine gli animali
transitano attraverso un unico centro di raccolta sotto la
supervisione del veterinario ufficiale, che deve autorizzare solo
animali aventi almeno la stessa qualifica sanitaria;
2) fatta salva la normativa comunitaria sull’identificazione
degli ovini e dei caprini, gli animali sono identificati
individualmente al piu’ tardi in tale centro di raccolta in modo da
permettere in ogni caso la tracciabilita’ dell’azienda d’origine;
3) gli animali, accompagnati da un documento veterinario
ufficiale, sono trasportati dal centro di raccolta al centro di
raccolta riconosciuto di cui all’articolo 6, comma 4, per essere
certificati e consegnati direttamente ad un macello nello Stato
membro di destinazione;
b) dopo aver lasciato lo Stato membro d’origine gli animali
possono transitare attraverso un centro di raccolta riconosciuto
prima di essere consegnati al macello nello Stato membro di
destinazione, nel rispetto di almeno uno dei seguenti requisiti:
1) il centro di raccolta riconosciuto sia situato nello Stato
membro di destinazione dal quale gli animali devono essere
trasferiti, sotto la responsabilita’ del veterinario ufficiale,
direttamente in un macello, dove devono essere macellati entro cinque
giorni dall’arrivo nel centro di raccolta riconosciuto;
2) il centro di raccolta riconosciuto sia situato in uno Stato
membro di transito dal quale gli animali sono direttamente consegnati
al macello nello Stato membro di destinazione indicato nel
certificato sanitario rilasciato ai sensi dell’articolo 15, comma 6.
4. Le regioni e le province autonome autorizzano i centri di
raccolta diversi da quelli di cui al comma 7, dell’articolo 6, ai
sensi dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica
8 febbraio 1954, n. 320, e li registrano ai sensi dell’articolo 2,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996,
n. 317, e successive modificazioni; tali adempimenti devono essere
comunicati al Ministero della salute.

Note all’art. 7:
– Per il decreto legislativo n. 532 del 1992 si vedano le note
alle premesse.
– Il testo dell’art. 17 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, citato nelle premesse, e’ il
seguente:
«Art. 17. – L’esercizio delle stalle di sosta ed in genere dei
locali da adibirsi al temporaneo ricovero di equini, bovini, ovini,
caprini, suini e di animali da cortile da parte dei negozianti, dei
gestori di alberghi, mascalcie, mulini e pubblici esercizi e’
subordinato ad autorizzazione del sindaco, al quale gli interessati
devono rivolgere domanda.
Il sindaco, in base al risultato del sopralluogo del veterinario
comunale, rilascia l’autorizzazione quando risulta che i locali sono
situati in idonea localita’ e che sono provvisti dei necessari
requisiti igienici anche per quanto si riferisce allo smaltimento
delle deiezioni degli animali.
Qualora i locali non rispondano alle esigenze dell’igiene il
sindaco ordina i lavori necessari ed assegna il termine entro il
quale devono essere eseguiti.
Le stalle di sosta e gli altri locali anzidetti sottostanno alla
vigilanza del veterinario comunale. Se tra gli animali ricoverati si
manifestano malattie infettive non comprese tra quelle indicate
all’art. 1, l’autorita’ comunale adotta le misure atte ad impedirne
la propagazione.
Ai negozianti di animali e’ fatto obbligo di tenere costantemente
aggiornato un registro di carico e scarico conforme al mod. n. 3
allegato al presente regolamento.
Per la mancata esecuzione dei lavori ordinati o per altre
infrazioni alle precedenti norme il sindaco dispone la chiusura
temporanea dei locali indicati nei precedenti commi o, nei casi piu’
gravi, la revoca dell’autorizzazione all’esercizio.».
– Per l’art. 2, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 aprile 1996, n. 3l7, si veda la nota all’art. 6.

Art. 8.
Requisiti sanitari ai fini dell’introduzione in aziende indenni
1. Gli ovini e i caprini da riproduzione, da allevamento e da
ingrasso devono, per essere introdotti in un’azienda ovina e caprina
ufficialmente indenne da brucellosi o indenne da brucellosi,
soddisfare le condizioni previste all’articolo 4 e i requisiti
indicati nell’allegato «A», rispettivamente capitolo 1, punto D, e
capitolo 2, punto D, nonche’ le eventuali garanzie complementari di
cui agli articoli 10 e 11.

Art. 9.
Requisiti sanitari in relazione a specifiche patologie
1. Fatte salve le garanzie complementari esigibili conformemente
agli articoli 10 e 11, gli animali da allevamento e da riproduzione
devono soddisfare i requisiti seguenti:
a) essere stati acquistati in un’azienda ed essere venuti a
contatto solo con animali di un’azienda:
1) in cui non sono state accertate clinicamente le malattie
seguenti:
a) negli ultimi sei mesi, l’agalassia contagiosa della pecora
(Mycoplasma agalactiae) e l’agalassia contagiosa della capra
(Mycoplasma agalactiae, M. capricolum, M. micoide sottospecie micoide
«Large Colony»);
b) negli ultimi dodici mesi la paratubercolosi e la
linfadenite caseosa;
c) negli ultimi tre anni, l’adenomatosi polmonare, il
Maedi-Visna e l’artrite encefalite virale caprina. Tuttavia questo
termine e’ ridotto a dodici mesi se gli animali colpiti da
Maedi-Visna o da artrite encefalite virale caprina sono stati
abbattuti e gli animali restanti hanno reagito negativamente a due
prove riconosciute secondo le procedure comunitarie, oppure, fatto
salvo i1 rispetto dei requisiti per le altre malattie, siano fornite,
per una o piu’ malattie sopracitate nell’ambito di un programma
approvato conformemente alle procedure comunitarie, garanzie
sanitarie equivalenti per detta o dette malattie;
2) in cui nessun fatto che consenta di dimostrare
l’inosservanza dei requisiti di cui al numero 1) sia stato portato a
conoscenza del veterinario ufficiale incaricato di rilasciare il
certificato sanitario;
3) il cui proprietario abbia dichiarato di essere a conoscenza
di quanto previsto al punto 2 e abbia inoltre dichiarato per iscritto
che l’animale o gli animali destinati agli scambi intracomunitari
rispondono ai criteri di cui al numero 1);
b) per quanto riguarda l’epididimite contagiosa dell’ariete (B.
ovis), gli arieti da riproduzione e da allevamento non castrati
devono:
1) provenire da un’azienda in cui non sia stato accertato negli
ultimi dodici mesi alcun caso di epididimite contagiosa dell’ariete
(B. ovis);
2) essere sempre rimasti in detta azienda durante i sessanta
giorni che precedono la spedizione;
3) essere stati sottoposti con esito negativo, nel corso dei
trenta giorni che precedono la spedizione, ad un esame sierologico
praticato conformemente all’allegato «D» o rispondere a garanzie
sanitarie equivalenti da riconoscere secondo le procedure
comunitarie.
2. Il rispetto dei requisiti di cui al comma 1 deve essere
menzionato in un certificato conforme al modello III dell’allegato E.

Art. 10.
Garanzie complementari
1. Il Ministero della salute puo’ sottoporre alla Commissione per
attuare garanzie per gli scambi di ovini e caprini un programma
nazionale obbligatorio o volontario di controllo per una malattia
contagiosa figurante nell’allegato B, rubrica III.

Art. 11.
Ulteriori garanzie complementari per le aziende indenni
1. Il Ministero della salute quando accerta che il territorio sia
totalmente o parzialmente indenne da una delle malattie che sono
enumerate all’allegato «B», rubrica III ed a cui sono sensibili gli
ovini ed i caprini, presenta alla Commissione le opportune
documentazioni al fine di ottenere garanzie per gli scambi degli
ovini e dei caprini.

Art. 12.
Requisiti dei centri di raccolta ai fini degli scambi
1. Ai fini dell’attribuzione del numero di riconoscimento di cui
all’articolo 6, comma 7, i centri di raccolta degli ovini e caprini
destinati agli scambi tra Stati membri di cui al comma 7
dell’articolo 6, devono rispettare i seguenti requisiti minimi:
a) essere sotto il controllo di un veterinario ufficiale che
garantisce in particolare il rispetto delle disposizioni
dell’articolo 3, comma 5;
b) essere situati in una zona non soggetta a divieto o
restrizioni secondo la normativa comunitaria o la legislazione
nazionale;
c) essere puliti e disinfettati prima di ogni utilizzazione
secondo le istruzioni del veterinario ufficiale;
d) in base alla capacita’, essere provvisti:
1) di un ambiente esclusivamente adibito a tal fine quando
utilizzati come centro di raccolta;
2) di impianti adeguati che consentono di caricare e scaricare
e di ospitare opportunamente gli animali, di abbeverarli, di nutrirli
e di somministrare loro tutte le cure eventualmente necessarie; tali
impianti devono poter essere puliti e disinfettati facilmente;
3) di opportune infrastrutture di ispezione;
4) di opportune infrastrutture di isolamento;
5) di attrezzature di pulizia e di disinfezione dei locali e
dei carri bestiame adeguate;
6) di una zona adeguata di raccolta del foraggio, dello strame
e del letame;
7) di un adeguato sistema di raccolta delle acque di scolo,
8) di un ufficio o di un locale per il veterinario ufficiale;
e) ammettere solo animali identificati secondo la normativa
comunitaria e che soddisfano i requisiti sanitari stabiliti nel
presente decreto per ciascuna categoria di animali. A tale fine,
all’arrivo degli animali il proprietario o il responsabile del centro
verifica o fa verificare i documenti sanitari o gli altri documenti
di accompagnamento in base alle specie o alle categorie in questione,
essendo comunque responsabile di tale verifica;
f) essere ispezionati regolarmente dal servizio veterinario
dell’azienda sanitaria al fine di verificare il permanere dei
requisiti che hanno consentito il riconoscimento.
2. Il proprietario o il responsabile del centro di raccolta deve,
in base al documento di accompagnamento oppure ai numeri o marchi di
identificazione degli animali, iscrivere in un apposito registro o su
supporto informatico e conservare per almeno tre anni le informazioni
relative a:
a) il nome del proprietario, l’origine, la data di entrata e di
uscita, il numero e l’identificazione degli animali delle specie
ovina e caprina o il numero di registrazione dell’azienda di origine
degli animali che entrano nel centro, nonche’ il numero di
riconoscimento o di registrazione del centro di raccolta, qualora gli
animali siano transitati prima di entrare nel centro e la loro
destinazione prevista;
b) il numero di registrazione del trasportatore e il numero di
immatricolazione del veicolo che consegna e raccoglie gli animali dal
centro.
3. Le regioni e le province autonome possono limitare
l’autorizzazione dei centri di raccolta di cui agli articoli 1 e 2,
lettera l), ad una sola delle specie contemplate dal presente decreto
o solo agli animali da riproduzione, da allevamento o da ingrasso,
oppure ai soli animali da macello. Esse comunicano ogni dato relativo
a detti centri, e i successivi aggiornamenti, al Ministero della
salute con cadenza almeno annuale o ogni qualvolta ne venga fatta
richiesta; sulla base dei dati pervenuti, il citato Ministero redige
un elenco nazionale di detti centri e lo trasmette alla Commissione
europea.
4. Le regioni e le province autonome, nei limiti delle dotazioni di
personale delle aziende sanitarie, assicurano quando i centri di
raccolta sono operativi, la presenza di un numero di veterinari
ufficiali sufficiente per assolvere le mansioni loro assegnate nei
centri di raccolta.
5. Il riconoscimento di cui al comma 1:
a) e’ sospeso in caso di mancato rispetto delle disposizioni del
presente decreto nonche’ in caso di violazione delle disposizioni
previste dalle altre normative veterinarie; e’ ripristinato solo
quando si e’ accertata la cessazione delle cause che ne hanno
determinato la sospensione;
b) e’ revocato in caso di reiterate violazioni alla normativa
veterinaria ovvero qualora la violazione comporti rischi per la
salute pubblica o per la sanita’ animale.
6. Alla revoca del riconoscimento adottato ai sensi del comma 5
consegue la cancellazione dal registro di cui al comma 3.

Art. 13.
Registrazione del commerciante
1. Il commerciante di cui all’articolo 2, comma 1, lettera m), deve
essere registrato presso il servizio veterinario dell’azienda
sanitaria. Il commerciante che gestisce un impianto di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera n), per poter operare, deve essere
autorizzato dalla regione o dalla provincia autonoma, che rilascia un
numero di riconoscimento veterinario.
2. A tale fine il commerciante e’ obbligato a:
a) trattare solo animali identificati e provenienti da aziende
che soddisfino i requisiti stabiliti nell’articolo 3. A tale fine il
commerciante deve accertare che gli animali siano opportunamente
identificati e accompagnati dalla documentazione sanitaria prevista
dal presente decreto;
b) iscrivere in un registro o su supporto informatico in base al
documento di accompagnamento oppure ai numeri o marchi di
identificazione degli animali, i seguenti dati che devono essere
conservati per almeno tre anni:
1) il nome del proprietario, l’origine, la data d’acquisto, le
categorie, il numero e l’identificazione degli animali delle specie
ovina e caprina o il numero di registrazione dell’azienda di origine
degli animali acquistati, all’occorrenza il numero di riconoscimento
o di registrazione del centro di raccolta attraverso il quale gli
animali sono transitati prima dell’acquisto e la loro destinazione;
2) il numero di registrazione del trasportatore e il numero di
immatricolazione del veicolo che consegna e raccoglie gli animali;
3) il nome e l’indirizzo dell’acquirente e la destinazione
degli animali;
4) le copie dei ruolini di marcia, se previsti, e il numero di
serie dei certificati sanitari;
c) provvedere affinche’, nel caso di soggiorno degli animali nei
loro impianti:
1) sia impartita al personale adibito al governo degli animali
una formazione specifica relativamente ai requisiti del presente
decreto, nonche’ alla cura e al benessere di detti animali;
2) gli animali siano periodicamente sottoposti a controlli di
un veterinario ufficiale ed eventualmente a prove di laboratorio e
siano prese tutte le misure necessarie per prevenire la propagazione
di malattie.
3. Ciascuna struttura utilizzata dal commerciante per l’esercizio
della sua professione, deve essere autorizzato ai sensi
dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica
8 febbraio 1954, n. 320, e registrato con le modalita’ stabilite
all’articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
30 aprile 1996, n. 317. A tale fine ciascuna struttura deve:
a) essere soggetta al controllo di un veterinario ufficiale che
garantisce il rispetto;
b) essere situata in una zona non soggetta a divieto o
restrizioni secondo la normativa comunitaria o nazionale;
c) essere provvista:
1) di impianti adeguati e di capacita’ sufficiente, in
particolare di infrastrutture di ispezione e di infrastrutture di
isolamento che permettano di isolare tutti gli animali nel caso in
cui si manifesti una malattia contagiosa;
2) di impianti che consentano di caricare e scaricare e, se del
caso, di ospitare opportunamente gli animali, di abbeverarli, di
nutrirli e di somministrare loro tutte le cure eventualmente
necessarie. Tali impianti devono poter essere puliti e disinfettati
facilmente;
3) di una zona adeguata di raccolta dello strame e del letame;
4) di un adeguato sistema di raccolta delle acque di scolo;
d) essere pulita e disinfettata prima di ogni utilizzazione
secondo le istruzioni e con l’utilizzo di mezzi indicati dal
veterinario ufficiale.
4. L’autorizzazione di cui al comma 3:
a) e’ sospesa in caso di mancato rispetto delle disposizioni del
presente decreto, nonche’ in caso di violazione delle disposizioni
previste dalle altre normative veterinarie; e’ ripristinata solo
quando si e’ accertata la cessazione delle cause che ne hanno
determinato la sospensione;
b) e’ revocata in caso di reiterate violazioni alla normativa
veterinaria ovvero qualora la violazione comporti rischi per la
salute pubblica o per la sanita’ animale.
5. Alla revoca dell’autorizzazione adottata ai sensi del comma 4,
consegue la cancellazione dal registro di cui al comma 1.
6. Le regioni e le province autonome dispongono periodiche
ispezioni per verificare l’osservanza delle prescrizioni stabilite
nel presente articolo.

Note all’art. 13:
– Per l’art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 8
febbraio 1954, n. 320, si vedano le note all’art. 7.
– Per l’art. 2, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, si vedano le note all’art. 6.

Art. 14.
Requisiti relativi al trasportatore
1. Il trasportatore di cui all’articolo 5 del decreto legislativo
n. 532 del 1992, e successive modificazioni, deve:
a) utilizzare per il trasporto degli animali mezzi di trasporto:
1) costruiti in modo tale che il letame, lo strame o il
foraggio degli animali non possano scolare o fuoriuscire dal veicolo;
2) puliti e disinfettati con disinfettanti autorizzati dal
servizio veterinario immediatamente dopo ogni trasporto di animali o
di prodotti che possono incidere sulla salute degli animali e, se
ritenuto necessario da parte del servizio veterinario, prima di ogni
trasporto di animali;
b) disporre di attrezzature adeguate per la pulizia e la
disinfezione approvate dal servizio veterinario, di impianti per
l’immagazzinamento dello strame e del letame o, in alternativa,
fornire la documentazione comprovante che tali operazioni sono svolte
presso terzi riconosciuti dal servizio veterinario.
2. Per ciascun veicolo utilizzato per il trasporto di animali, il
trasportatore deve tenere e conservare per almeno tre anni un
registro contenente le seguenti informazioni:
a) luogo, data del ritiro, nome o ragione sociale e indirizzo
delle aziende o dei centri di raccolta dai quali gli animali sono
stati prelevati;
b) luogo e data della consegna, nome o ragione sociale e
indirizzo del o dei destinatari;
c) specie e numero degli animali trasportati;
d) data e luogo delle operazioni di disinfezione;
e) dati particolareggiati della documentazione di
accompagnamento, quali il relativo numero ed ogni altro elemento
relativo alla documentazione stessa.
3. Il trasportatore deve garantire che, tra la partenza
dall’azienda o dal centro di raccolta d’origine e l’arrivo al luogo
di destinazione, la partita di animali non entri mai in contatto con
animali di qualifica sanitaria inferiore.
4. Il trasportatore deve preventivamente assumere per iscritto
l’impegno, nei confronti della ASL presso la quale e’ registrato:
a) di adottare tutte le misure necessarie per conformarsi al
presente decreto, ed in particolare alle disposizioni previste dal
presente articolo concernenti la documentazione appropriata che deve
accompagnare gli animali;
b) di affidare il trasporto degli animali a personale in possesso
delle capacita’, competenza e conoscenze professionali necessarie.

Nota all’art. 14:
Per l’art. 5 del decreto legislativo n. 532 del 1992, si vedano
le note all’art. 2.

Art. 15.
Certificazione sanitaria per il trasporto
1. Gli ovini e i caprini debbono essere accompagnati, durante il
trasporto verso il luogo di destinazione, da un certificato sanitario
conforme, a seconda dei casi, al modello I, II o III che figura
nell’allegato «E». Il certificato e’ costituito da un unico foglio, o
qualora sia necessario piu’ di un foglio, i gruppi di due o piu’
fogli formano un insieme unico e indivisibile, ed e’ provvisto di un
numero di serie. Esso viene rilasciato il giorno dell’esame
sanitario, perlomeno in una delle lingue ufficiali del paese di
destinazione. Il certificato ha una validita’ di dieci giorni a
decorrere dalla data dell’esame sanitario.
2. Gli esami sanitari per il rilascio del certificato sanitario,
comprese le garanzie complementari, per una partita di animali
possono essere effettuati nell’azienda di origine o in un centro di
raccolta riconosciuto o, nel caso di animali da macello, negli
impianti riconosciuti del commerciante; a tal fine i certificati
sanitari devono essere redatti dal veterinario ufficiale solo al
termine delle ispezioni, delle visite e dei controlli previsti dal
presente decreto.
3. Il veterinario ufficiale responsabile del centro di raccolta
effettua, al loro arrivo, tutti i controlli necessari sugli animali.
4. Per gli ovini e i caprini da ingrasso e da allevamento spediti
in un altro Stato membro da un centro di raccolta riconosciuto
situato nello Stato membro d’origine, il certificato sanitario di cui
al comma 1, conforme, secondo i casi, al modello II o III che figura
nell’allegato «E», e’ rilasciato solo a seguito dell’esito favorevole
dei controlli previsti dal comma 3 e di un documento ufficiale
contenente le informazioni necessarie stilate dal veterinario
ufficiale responsabile dell’azienda d’origine.
5. Per gli ovini e i caprini da macello spediti in un altro Stato
membro da un centro di raccolta riconosciuto o da impianti
riconosciuti del commerciante situati nello Stato membro di origine,
il certificato sanitario di cui al comma 1, conforme al modello I che
figura nell’allegato «E», e’ rilasciato solo a seguito dell’esito
favorevole dei controlli necessari, previsti dal comma 3 e di un
documento ufficiale contenente le informazioni necessarie stilate dal
veterinario ufficiale responsabile dell’azienda d’origine o del
centro di raccolta di cui all’articolo 7, comma 3, lettera a).
6. Per gli ovini e i caprini da macello che transitano da un centro
di raccolta riconosciuto secondo quanto previsto dall’articolo 7,
comma 4, lettera a), il veterinario ufficiale responsabile del centro
di raccolta riconosciuto nello Stato membro di transito fornisce un
attestato per lo Stato membro di destinazione e rilascia un secondo
certificato sanitario conforme al modello 1 che figura
nell’allegato «E», annotandovi i dati pertinenti dei certificati
sanitari originali e allegandovi una copia autenticata dei
certificati originali. In tal caso il periodo di validita’ combinata
dei certificati non puo’ essere superiore a quello di cui al comma 1.
7. Il veterinario ufficiale che rilascia un certificato sanitario
per gli scambi intracomunitari in conformita’, a seconda dei casi,
del modello I, II, o III che figura nell’allegato E e’ tenuto a
provvedere alla registrazione dei movimenti degli animali nel sistema
ANIMO il giorno del rilascio del certificato.

Art. 16.
Modalita’ di svolgimento dei controlli
1. I controlli sugli animali vivi in provenienza dagli Stati membri
o ad essi destinati si effettuano secondo le norme sugli scambi
intracomunitari, comprese quelle relative alle misure di
salvaguardia.

Art. 17.
Cooperazione internazionale
1. Il Ministero della salute fornisce assistenza agli esperti
veterinari della Commissione incaricati dei controlli.

Art. 18.
Deroghe sottoposte a regime di reciprocita’
1. Il Ministero della salute puo’ concedere, a condizioni di
reciprocita’, deroghe all’ispezione di cui all’articolo 4, comma 1,
lettera b), ed all’obbligo del certificato sanitario di cui
all’articolo 15, agli Stati membri che offrano garanzie equivalenti a
quelle previste all’articolo 8 e all’articolo 9, lettere a) e c), e
ne informa la Commissione.

Art. 19.
Sanzioni
1. Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 6.000 la violazione
delle disposizioni di cui agli articoli 14, commi 2 e 4, e
all’articolo 12, comma 2.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punita con la sanzione
amministrativa, pecuniaria da euro 6.000 a euro 36.000, la violazione
delle disposizioni di cui agli articoli 15, comma 1, 14, comma 3, 13,
comma 1, 6, comma 7, e 3, commi 1, 2 e 3.

Art. 20.
Provvedimenti regionali
1. Le regioni e le province autonome si conformano direttamente
alle modalita’ di applicazione ed alle modifiche degli allegati della
disciplina comunitaria attuata con il presente decreto disposti in
sede comunitaria e ne assicurano l’applicazione da parte dei servizi
veterinari delle aziende sanitarie.
2. Con accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, si provvede:
a) a stabilire modalita’ uniformi di registrazione,
autorizzazione o riconoscimento veterinario delle strutture e dei
commercianti di cui al presente decreto;
b) a individuare forme di semplificazione delle procedure di cui
alla lettera a) anche mediante dichiarazione di equipollenza o di
estensione dell’efficacia, su richiesta di parte, dei provvedimenti
amministrativi in corso di validita’ comunque denominati, rilasciati
dalle Autorita’ sanitarie a fini igienico-sanitario e di controllo
veterinario a favore di soggetti o strutture che gia’ svolgono
attivita’ di commercio o allevamento di animali di specie di
interesse zootecnico;
c) a definire forme adeguate di acquisizione e archiviazione dei
dati individuando quelli che devono essere comunicati al Ministero
della salute, ed a stabilire le modalita’ e la frequenza delle
attivita’ dei servizi veterinari relative sia alla vigilanza
ordinaria che al controllo e all’intervento veterinario in caso di
rischio sanitario, nonche’ ogni altro aspetto ritenuto opportuno,
compresi quelli riguardanti i trasportatori di animali e le attivita’
da essi svolte.
3. In correlazione ai requisiti sanitari stabiliti nel presente
decreto, con decreto di natura non regolamentare del Ministro della
salute sono adottate, su parere della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano e tenuto conto del regolamento (CE) n. 999/2001 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, e successive
modificazioni, norme di profilassi delle encefalopatie spongiformi
trasmissibili relative agli animali delle specie sensibili; con
analogo provvedimento sono apportate le eventuali, successive
modifiche rese opportune da nuove o diverse esigenze
tecnicoscientifiche, di sorveglianza epidemiologica o di controllo
sanitario.
4. E’ obbligo dei commercianti, dei titolari o dei responsabili di
una qualunque delle strutture indicate nel presente decreto
richiedere la registrazione, l’autorizzazione o il riconoscimento
veterinario; le spese connesse a ciascuna tipologia di provvedimento
richiesto sono a carico dei richiedenti, sulla base del costo
effettivo del servizio prestato e secondo tariffe e modalita’ da
stabilirsi con disposizioni regionali.
5. Restano fermi gli obblighi stabiliti dal decreto legislativo
30 gennaio 1993, n. 28, e successive modificazioni.

Note all’art. 20:
– Il testo dell’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i
compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei
comuni, con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali –
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202), e’ il
seguente:
«Art. 4 (Accordi tra Governo, regioni e province autonome di
Trento e Bolzano). – 1. Governo, regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale
collaborazione e nel perseguimento di obiettivi di funzionalita’,
economicita’ ed efficacia dell’azione amministrativa, possono
concludere in sede di Conferenza Stato-regioni accordi, al fine di
coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere
attivita’ di interesse comune.
2. Gli accordi si perfezionano con l’espressione dell’assenso del
Governo e dei presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano.».
– Il regolamento (CE) n. 999/2001 e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea n. L. 147 del 31 maggio 2001.
– Per il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, si vedano le
note alle premesse.

Art. 21.
Clausola di cedevolezza
1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma,
della Costituzione, le norme del presente decreto, afferenti a
materia di competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano ancora provveduto al
recepimento della direttiva 2003/50/CE, si applicano fino alla data
di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata, nel
rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei
principi fondamentali desumibili dal presente decreto, da ciascuna
regione e provincia autonoma.
2. Le regioni e le aziende sanitarie svolgono gli adempimenti
previsti nell’ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali
disponibili a legislazione vigente.
3. Dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica.

Nota all’art. 21:
– Per l’art. 117, quinto comma della Costituzione e per la
direttiva 2003/50/CE, si vedano le note alle premesse.

Art. 22.
Abrogazioni
1. Il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992, n.
556, e’ abrogato.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 19 agosto 2005

Nota all’art. 22:
– Per il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre
1992, n. 556, si vedano le note alle premesse.

Allegati

—-> Vedere Allegati da pag. 52 a pag. 69 del S.O. in formato zip/pdf

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.193

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