Un team di ingegneri, geologi, fisici, esperti di statistica e di analisi storico-ambientali, nell'ambito di una convenzione tra Enea e Regione Lazio, hanno messo a punto una nuova metodologia per la classificazione sismica del territorio regionale. E dovranno tenerne conto progettisti e geologi che si occupano di pianificazione territoriale, una volta che sarà approvata dalla Giunta regionale. La spiegano Dario Rinaldis e Guido Martini, rispettivamente ingegnere e geologo del dipartimento Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo sostenibile, sezione Prevenzione rischi naturali e Mitigazione effetti. Si tratta di un'analisi della sismicità regionale ai fini dell'individuazione di classi di comuni con situazioni omogenee di scuotibilità in occasione di eventi sismici.
I risultati scientifici delle attività sono stati presentati lo scorso ottobre a Pechino alla XIV Conferenza mondiale di Ingegneria sismica. "Sulla base dei risultati ottenuti, insieme ai geologi della Regione, i comuni del Lazio sono stati suddivisi secondo le diverse classi di pericolosità sismica", spiegano i due esperti, "Si è arrivati alla definizione di accelerogrammi di riferimento per ogni zona del territorio regionale, con caratteristiche di sismicità omogenee". L'indagine è stata condotta sia analizzando la sismica storica che ha interessato il territorio regionale sia i parametri di accelerazione al sito previsti dalla normativa vigente. "Nel primo caso sono stati identificati i massimi livelli di intensità sismica locale risentiti storicamente nei comuni del Lazio, nel secondo sono stati analizzati statisticamente i valori e le forme degli spettri di accelerazione locale disponibili per tutto il territorio nazionale. Mediante la tecnica statistica di 'cluster analysis' sono stati identificati raggruppamenti di comuni con caratteristiche omogenee di scuotibilità locale o meglio di accelerazioni del suolo; detti raggruppamenti, insieme ai valori di massima accelerazione attesa, sono alla base della classificazione sismica regionale. Per la definizione degli accelerogrammi di riferimento, l'analisi storica ha fornito alcuni parametri sismologici utilizzati come chiavi di ricerca per interrogare le banche dati accelerometriche mondiali". In linea generale, rispetto alla classificazione del 2003, per ottenere un maggiore dettaglio classificativo, le precedenti Zone Sismiche 2 e 3 sono state suddivise in 2 sub-zone ottenendo così un totale di 5 Zone Sismiche: Zona 1, Zona 2A e 2B, Zona 3A e 3B. Inoltre si è deciso di classificare più dettagliatamente sia il Comune di Roma, adottando i confini amministrativi dei 19 Municipi, sia i comuni di Rieti, Colfelice, Vejano, Nepi e Pescorocchiano.
Per tale ragione i possibili danneggiamenti nella città di Roma dipendono, oltre che dalla vulnerabilità degli edifici, sia dalle caratteristiche sismologiche degli eventi, sia dalla geologia e morfologia locale che può determinare fenomeni di amplificazione sismica. Questa situazione emerse già in passato, ad esempio con il terremoto di Avezzano del 1915; in quell'occasione i danni in città si concentrarono lungo l'alveo del fiume Tevere evidenziando l'influenza dei depositi sedimentari. Effetti di questo tipo possono essere valutati solo attraverso dettagliate analisi di microzonazione sismica".