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Ok alla riforma delle professioni: ma per quanto?

Il Parlamento chiede di riscrivere molte norme

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Pubblicato sul Canale No comment il 31 luglio 2012

Via libera condizionato del parlamento allo schema di decreto sulla riforma degli ordinamenti professionali, con inviti al governo a riscrivere le disposizioni su praticantato (escludendo l'obbligatorieta' generalizzata) e procedimenti disciplinari (far salvi gli ordini che esercitano funzioni giurisdizionali).Dopo i rilievi del Consiglio di Stato anche le commissioni parlamentari (nella seduta del 27 luglio 2012) hanno licenziato, ma con molti distinguo, il testo del provvedimento attuativo del articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138.

Vediamo le singole censure, che comprendono anche profili specifici (obbligo per le assicurazioni di stipulare polizze di copertura rischi professionali e esclusione dell'incompatibilità del praticantato sia per gli impieghi pubblici sia per gli impieghi privati).

Professione regolamentata.

La definizione comprende anche le attività esercitate dagli iscritti in "albi, registri ed elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici” e, quindi, occorre che si chiarisca se si fa riferimento alla possibilità di introdurre nel novero delle professioni regolate altre specifiche professioni o se, come appare necessario alla luce del contenuto attuale della delega, si faccia riferimento con le nozioni richiamate ai soli ordini e collegi delle professioni già esistenti.

Albo unico.

Va chiarito se, nel disciplinare l'albo unico nazionale, si intendeva tener conto della articolata complessità di difforme organizzazione territoriale degli ordini esistenti o se si intende attribuire soggettività giuridica e qualità istituzionale al solo insieme nazionale degli iscritti agli albi e collegi.

Polizza assicurativa.

Da rimodulare la norma per chiarire che non è inibito ai Consigli nazionali degli ordini e collegi la possibilità di negoziare polizze collettive, di predisporre le condizioni generali delle polizze assicurative, in convenzione con i propri iscritti; inoltre va precisato l'obbligo da parte delle Compagnie assicuratrici di stipulare delle polizze.

Praticantato obbligatorio.

In relazione alla disposizione che rende obbligatorio il tirocinio anche per le categorie che ne erano prive e ne allunga la durata per quelle categorie che lo prevedevano per un periodo inferiore a 18 mesi, occorre chiarire che tale principio non limita in tal modo l’autonomia dei consigli degli ordini e dei collegi; secondo il parere è necessario specificare se il tirocinio diventa obbligatorio anche per le professioni che attualmente non lo prevedono.

Altro rilievo tocca l'anzianità del dominus (prevista in 5 anni di iscrizione): tale requisito, rileva il parere, non trova diretto fondamento nell'articolo 3 del decreto-legge 138/2011.

Quanto all'incompatibilità del praticantato con altre attività il parere chiede di prevedere la possibilità di svolgere il tirocinio anche in concomitanza con il mantenimento di un rapporto di impiego pubblico alle medesime condizioni previste per l’attività di lavoro privato subordinato.

Procedimenti disciplinari.

Lo schema di decreto disciplina il procedimento disciplinare per le professioni diverse da quelle sanitarie, con lo scopo di introdurre elementi di maggiore terzietà nell’esercizio del potere disciplinare, istituendo specifici organismi di disciplina distinti e diversi dagli attuali consigli territoriali e nazionali.

Tuttavia la soluzione prospettata per i consigli territoriali (trasferimento delle funzioni disciplinari al consiglio viciniore) e per i consigli nazionali (affidamento della funzione disciplinare ai soggetti primi fra i non eletti), secondo il parere, nel primo caso, fa persistere la commistione fra funzioni amministrative e funzioni disciplinari, e nel secondo caso non garantisce la terzietà nel giudizio.

Inoltre rimane inoltre irrisolto il problema della divisione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative per i consigli nazionali che decidono i ricorsi in via giurisdizionale. Il suggerimento del parere è di prevedere per gli ordini e collegi che decidono in via amministrativa, l’istituzione di consigli di disciplina territoriali e, per gli ordini e collegi che decidono in via giurisdizionale, l’istituzione di specifiche sezioni disciplinari dedicate, da costituirsi all’interno degli attuali consigli territoriali e nazionali, con sottrazione loro di qualunque altra funzione amministrativa.

Commercialisti ed esperti contabili

Secondo il parere andrebbe introdotta una norma per i dottori commercialisti e gli esperti contabili che consenta ai tirocinanti di avere la possibilità di completare il tirocinio anche per l’iscrizione nel registro dei revisori legali.

Assistenti sociali

È opportuno istituire una sezione unica dell’albo, superando le attuali sezioni A e B, provvedendo a disporre in via transitoria l’inserimento nella sezione unica dell’albo degli assistenti sociali iscritti nelle due sezioni al momento dell’entrata in vigore del regolamento.

Tratto dal portale Ipsoa del 30/07/2012 a firma di Antonio Ciccia



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