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Riapre il teatro Elfo Puccini di Milano

Dopo 5 anni di restauri e più di 15 milioni di euro riapre lo storico stabile in Corso Buenos Aires

restauro - 15 marzo 2010

Dopo 24 anni di chiusura, di cui 5 dedicati ai lavori, inaugura con un palinesto ricco di eventi, l'Elfo Puccini di Milano, riportando alla luce una delle compagnie storiche milanesi che hanno inciso sulla fisionomia culturale cittadina e che avevano abbandonato il panorama culturale.

La nuova sede, in Corso Buenos Aires 33, è costata anni di lavori, circa 472 mila ore di lavori intensi, e un costo di più di 15 milioni di euro al Comune di Milano, con l’opera di contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Cariplo, di Teatri d’Italia e con la collaborazione di Regione Lombardia e di molti altri privati

Il restauro ha comportato un'innovamento radicale dell'intera struttura: quella che precedentemente si presentava come solamente una mono sala da 1.600 posti, si è poi trasformata nella prima multisala teatrale tecnologica della città, dotata di tre spazi per una capacità complessiva di 800 posti, tutti attrezzati con requisiti tecnici e tecnologici teatrali – come, per esempio, la famosa graticcia, una struttura di legno o in metallo formata da una serie di travi che costituisce il soffitto del palcoscenico dove vengono posizionate luci e scenografie – il tutto nel rispetto più assoluto della struttura originale :la parete di stucco in fondo alla vecchia platea, il pavimento in mosaico del lontano 1930 e la torre scenica da ben 23 metri.

Ecco quindi la creazione della modernissima “sala Shakespeare” – dove il primo giorno di inaugurazione è andata in scena la rappresentazione diretta da Ferdinando Bruni dalle ore 16 – con la platea composta da un’ampia gradinata e con la capacità di 500 posti; la “Fassbinder” – dal nome dell’autore di riferimento dei due registi principali – al piano terreno con gradinata telescopica (da 200 ad un massimo di 300 posti); infine l’accogliente “sala Bausch”, che conta i 100 posti complessivi, con la possibilità di modulare il numero di file.


Alle tre coinvolgenti sale dedite alle varie rappresentazioni che possono funzionare simultaneamente, si aggiungono i nuovi laboratori, la zona caffè e per finire la mediateca (diverse per dimensioni e destinazione).

La molteplicità e la contemporaneità della programmazione, evidentemente, arricchisce il quadro, diversifica i livelli dell’offerta, aggiunge di per sé un motivo di attrazione, una rinnovata ramificata “cittadella del teatro” in cui il pubblico si distribuisce in vari spazi: il concetto di multisala, a quanto pare, sta diventando una specificità tipicamente milanese.

Inoltre, il nuovo Teatro di Corso Buenos Aires mostra anche una novità: non produce emissioni di sostanze nocive nell’atmosfera, in quanto è alimentato interamente a corrente elettrica.

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