Oneri di sicurezza aziendali: ma l'indicazione è obbligatoria? | Ingegneri.info

Oneri di sicurezza aziendali: ma l’indicazione è obbligatoria?

Per la giurisprudenza, la mancata indicazione degli oneri di sicurezza aziendale nell'offerta economica non determina l'esclusione del concorrente

oneri sicurezza aziendale
image_pdf

In più di un’occasione, negli ultimi tempi, la giurisprudenza si è occupata della questione relativa all’indicazione degli oneri di sicurezza aziendale da parte dei concorrenti ad una procedura ad evidenza pubblica.
Non solo il Consiglio di Stato (Adunanza Plenaria nn. 3 e 9 del 2015) ma anche la Corte di Giustizia Europea è stata chiamata ad esprimersi sul tema.

Nello specifico, analizziamo un recentissimo caso, in cui il TAR del Lazio è stato incaricato di risolvere una questione interpretativa attinente un appalto relativo ai servizi, esclusi in parte dall’applicazione del Codice dei contratti pubblici.

 

Il Tar Lazio, Roma, sez. II, 4 luglio 2016, n. 7634, è stato investito della seguente questione interpretativa: è legittima la mancata esclusione del concorrente da parte dell’amministrazione aggiudicatrice e la conseguente attivazione del procedimento del soccorso istruttorio, in caso di omessa indicazione nell’offerta economica dei costi relativi alla sicurezza aziendale ?

Nel caso di specie, la gara aveva in oggetto l’affidamento di servizi legali, ricompresi, come noto, tra i servizi elencati dall’allegato IIB del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, abrogato dal D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo Codice dei contratti pubblici, ma applicabile (ratione temporis) al caso di specie (si ricorda che l’allegato IIB è stato sostituito, senza alcuna modifica di sorta, dall’allegato IX del nuovo Codice).

La stazione appaltante, nonostante la legge di gara prevedesse espressamente, a pena di esclusione, l’indicazione degli oneri di sicurezza aziendale (interni all’attività organizzativa degli operatori concorrenti), attivava il procedimento di soccorso istruttorio per lo studio legale aggiudicatario che aveva omesso di specificare l’ammontare dei costi di sicurezza nella propria offerta economica.

Giunta la questione all’attenzione dei giudici amministrativi, viene rigettato il ricorso proposto dal secondo in graduatoria perché nei confronti dei servizi di cui all’allegato IIB del D.lgs. 163/2006, non risulta applicabile in questo senso alcun obbligo specifico, con la conseguente possibilità di attivare il procedimento di soccorso istruttorio verso il soggetto “inadempiente”.

Per questi tipi di servizi, l’articolo 20 del “vecchio” Codice dei contratti pubblici, prevedeva infatti che l’aggiudicazione dovesse essere disciplinata esclusivamente dall’articolo 68 (specifiche tecniche), dall’articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento) e dall’articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati).

Salvo un richiamo espresso da parte della stazione appaltante, rimaneva dunque inapplicabile tutta la restante disciplina contenuta nel vecchio Codice dei contratti pubblici.

Per tali ragioni, il Tar Lazio, ha giudicato legittimo l’operato dell’amministrazione aggiudicataria, la quale non ha escluso il concorrente, ma ha invitato lo stesso a precisare i costi di sicurezza aziendale con successive richieste di chiarimenti.

Sul punto, la sentenza in commento afferma che “l’aggiudicazione degli appalti aventi per oggetto i servizi elencati nell’allegato II B, tra cui i servizi legali, è disciplinata esclusivamente dall’articolo 68 (specifiche tecniche), dall’articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento), dall’articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati), sicché la previsione di esclusione di cui all’allegato 4 – offerta economica della lex specialis di gara, che potrebbe assumere rilievo per la omessa dichiarazione degli importi in materia di salute e sicurezza, è nulla ai sensi dell’art. 46, co 1 bis, d.lgs. n. 163 del 2006, non essendo la stessa prevista da fonti normative primarie o secondarie.”.

 

Vuoi conoscere tutte le attuali problematiche in materia di urbanistica e appalti?
Clicca qui e scarica il tuo numero omaggio

 

In senso parzialmente conforme, si è espressa la sentenza del Consiglio di Stato, sez. III, 21 gennaio 2014, n. 280, secondo la quale “Il Collegio ritiene, infatti, che nelle gare aventi ad oggetto servizi esclusi dall’applicazione del Codice dei contratti pubblici (all. II B – servizi sanitari e sociali) la mancanza nel bando di una previsione specifica non esenta i concorrenti dal dovere di indicare gli oneri della sicurezza aziendali e dall’osservare le norme in materia di sicurezza sul lavoro, ma comporta soltanto che, ove la stazione appaltante non si sia autovincolata nella legge di gara ad osservare la disciplina di dettaglio dettata dagli artt. 86 commi 3-bis e 3-ter e 87 comma 4, del succitato Codice dei contratti pubblici, il concorrente, che non abbia indicato i suddetti oneri della sicurezza nella propria offerta, deve essere chiamato a specificarli successivamente, nell’ambito della fase di verifica della congruità dell’offerta, all’evidente scopo di consentire alla stazione appaltante di adempiere al suo onere (che sussiste anche al di fuori del procedimento di verifica delle offerte anomale) di verificare il rispetto di norme inderogabili a tutela dei fondamentali interessi dei lavoratori in relazione all’entità ed alle caratteristiche del servizio.”.

In questa circostanza, tuttavia, la stazione appaltante non aveva indicato alcunché nel bando di gara, omettendo qualsiasi espressa comminatoria di esclusione nel caso di mancata indicazione degli oneri di sicurezza aziendale da parte dei concorrenti.

Nel caso sottoposto all’attenzione del Tar Lazio, invece, la lettera di invito prevedeva espressamente l’esclusione del concorrente in caso di mancata indicazione degli oneri di sicurezza aziendale, ma è stata dichiarata nulla, perché contraria alle disposizioni del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

 

Precedenti giurisprudenziali

La disputa intorno all’esclusione degli operatori economici che omettono di indicare gli oneri di sicurezza aziendale nella propria offerta è tutt’altro che definita.

Nonostante l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 3 e 9 del 2015, abbia infatti sancito l’impossibilità per le stazioni appaltanti di attivare il procedimento di soccorso istruttorio nell’ambito degli affidamenti di lavori, servizi e forniture, la questione è stata sottoposta all’attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea da parte del Tar Piemonte, del Tar Molise e infine dal Consiglio di Stato.
Compito della Corte di Giustizia, sarà quello di chiarire se i principi comunitari ostino ad una normativa nazionale, quale quella italiana (artt. 87, comma 4, e 86, comma 3-bis, del d.lgs. n. 163 del 2006, e all’art. 26, comma 6, del d.lgs. n. 81 del 2008) così come interpretata, dalle sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 3 e 9 del 2015.

Nell’attesa di conoscere il responso della Corte di Giustizia, il legislatore nazionale ha pensato bene di chiarire, con l’articolo 95 comma 10 del nuovo Codice dei contratti pubblici, che “Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.”, omettendo alcuna distinzione tra affidamenti di lavori, servizi o forniture.

Nelle gare bandite successivamente al 19 aprile 2016, gli operatori economici sono dunque tenuti ad indicare espressamente, nella propria offerta economica, gli oneri di sicurezza aziendale.

Da questo punto di vista, sarebbe comunque opportuno che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) intervenisse quanto prima pubblicando i tanto attesi bandi tipo, così da dissolvere qualsiasi problema interpretativo per ogni tipo di gara.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Oneri di sicurezza aziendali: ma l’indicazione è obbligatoria? Ingegneri.info