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Rischio sismico: le Linee Guida per il patrimonio culturale, in sintesi

Emanate nel 2007, le Linee Guida per la tutela del patrimonio storico architettonico contengono istruzioni innovative per la riduzione del rischio sismico degli edifici in muratura. Ecco cosa dicono, in sintesi

Destroyed building
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Nel 2007 sono state emanate le Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio architettonico tutelato. Ciò costituisce un importante strumento per la salvaguardia degli edifici storici.

La norma, nota con l’espressione “Linee Guida” ma definita ufficialmente “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme Tecniche per le Costruzioni”, viene emanata il 12 ottobre 2007 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2008. Nel febbraio 2011 viene riproposta con modeste modifiche, per renderla perfettamente compatibile con le Norme Tecniche valide per tutti gli edifici.

Dopo circa quaranta anni dalle prime critiche all’analisi tensionale delle murature, viene emanata una norma che abbandona le incertezze precedenti e in modo esplicito rivoluziona, per gli edifici storici, i metodi di analisi strutturale, i criteri di sicurezza e le modalità d’intervento. In modo esplicito vengono riproposti il metodo cinematico su base empirico-sperimentale e lo studio dei meccanismi locali, ovvero la suddivisione delle costruzioni in macroelementi. Il metodo viene preferito all’approccio globale e tensionale.

In estrema sintesi, ecco i principali punti messi in evidenza dalla Direttiva.
• L’analisi del comportamento strutturale deve seguire un percorso della conoscenza che comprende il rilievo dettagliato dell’edificio e delle tecniche costruttive, lo studio della storia dell’edificio e delle modifiche subite nel tempo, lo studio dei dissesti e delle lesioni, ricostruendone l’evoluzione nel tempo, lo studio degli eventi sismici, dei traumi subiti e della risposta fornita dalle strutture.
• Per gli edifici tutelati in nessun caso esiste l’obbligo dell’adeguamento.
• Il miglioramento deve essere perseguito rispettando il “principio del minimo intervento”.
• Per tutti gli edifici storici, in assenza di elementi di irrigidimento che siano in grado di garantire una effettiva ripartizione delle azioni sismiche, i modelli globali non hanno rispondenza con il comportamento reale e quindi devono essere evitati.
• L’esperienza insegna che, nella maggior parte dei casi, il collasso degli edifici in muratura avviene per meccanismi locali, per cui l’analisi strutturale deve essere effettuata, di norma, mediante l’individuazione e lo studio dei meccanismi locali di dissesto (metodo cinematico).
• Per quanto riguarda la valutazione della sicurezza, i risultati dei calcoli numerici hanno solo valore indicativo e devono essere considerati, insieme ad altri fattori, anche di tipo culturale come il valore dell’edificio, in un giudizio complessivo qualitativo.
• Il committente-proprietario-amministratore deve essere messo a conoscenza del livello di sicurezza dell’edificio e deve valutare l’opportunità di consentirne l’utilizzazione.

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