Trasporto ripetitivo rifiuti sanitari: contratto di trasporto o appalto di servizi? | Ingegneri.info

Trasporto ripetitivo rifiuti sanitari: contratto di trasporto o appalto di servizi?

Riflessioni sulla definizione dei trasporto ripetitivo dei rifiuti sanitari e suo inquadramento

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Relativamente al trasporto ripetitivo dei rifiuti sanitari, ci si potrebbe porre la domanda se questo sia in grado di mutare la fattispecie causale del “contratto di trasporto” in quella di “appalto di servizi di trasporto” in quanto, secondo orientamento giurisprudenziale, “Si è ritenuto che quando un soggetto si obbliga ad eseguire prestazioni continuative di servizi consistenti nel trasporto di merci, con organizzazione propria ed a proprio rischio si è in presenza non già di una pluralità di contratti di trasporto, bensì di un’unica figura contrattuale corrispondente ad un contratto atipico oscillante tra l’appalto e la somministrazione” (M. Riguzzi, I contratti speciali, pag. 21).

Sul punto troviamo una chiara quanto distinta posizione nel seguente assunto:
“Ci sentiamo pertanto di aderire a quella tesi secondo la quale lo stesso contratto di trasporto è già una specie di appalto, qualificato da una prestazione tipica (di trasferimento), che il legislatore ha svincolato dal ceppo originario della locatio operis per renderlo contratto nominato autonomo.
Pertanto quando l’opus dedotto in contratto è un trasporto (o una pluralità di trasporti che è lo stesso) si avrà un contratto di trasporto e non di appalto; quando poi, pur in presenza di prestazioni di trasporto, l’opus dedotto in contratto è diverso dal trasporto, si avrà un contratto di appalto ma mai un “contratto di appalto di servizi di trasporti” (M. Riguzzi, I contratti speciali, pag. 22).

A conferma di questa linea di pensiero troviamo anche che “… la dimensione quantitativa non cambia la natura giuridica dell’atto che, isolato o reiterato nel tempo, rimane sempre il medesimo” (U. La Torre, La definizione del contratto di trasporto, pag. 81), e che “Va così esclusa la possibilità di inquadrare nell’appalto di servizi il contratto che si limiti a prevedere una pluralità di trasporti determinati, da effettuarsi in un certo arco previsione negoziale di una prestazione complessa, integrata da attività ulteriori e diverse da quella consistente nel trasferimento di persone o cose da un sito all’altro” (S. Busti, Contratto di trasporto terrestre, pag. 43).

Dunque, la nostra considerazione che un contratto di trasporti reiterati non possa costituire appalto è sostenuta da dottrina prevalente.

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Prendiamo spunto dall’affermazione del prof. Busti per estrapolare ed analizzare la parte in cui fa riferimento alla possibilità di considerare appalto un eventuale trasporto integrato “…da attività ulteriori e diverse da quella consistente nel trasferimento…”, in modo tale da verificare se, nella fattispecie, ci possano essere possibili integrazioni similari. Dalla descrizione dell’esempio più sopra riportato si può vedere che le attività incluse riguardano:
la destinazione “smaltimento”;
alcune forniture accessorie.

Possono tali forniture accessorie modificare la natura del “contratto di trasporto” in “appalto di servizi”? A nostro avviso no, sia in ragione del fatto che sulla particolarità della destinazione abbiamo già chiarito la nostra posizione, sia perché le altre prestazioni non possono costituire modificazione dell’opus prevalente e quindi dell’unità minima effettuale del trasporto.
Infatti la fornitura di contenitori dei rifiuti, a perdere o riutilizzabili che siano, costituisce elemento accessorio quanto complementare al trasporto del rifiuto e quindi individua “solo uno degli elementi che concorrono a realizzarlo [il disegno negoziale ovvero il trasporto], ponendosi in funzione accessoria o strumentale per il conseguimento di quell’opus o servizio che, della complessa operazione, costituisca la risultante finale” (U. La Torre, La definizione del contratto di trasporto, pag. 84).

La fornitura dei contenitori dei rifiuti affidata al trasportatore dei medesimi non rappresenta comunque un atto indispensabile dato che la medesima può essere richiesta anche con contratto di fornitura separato e relativa gara d’aggiudicazione, realizzando in ogni caso un rapporto giuridico affatto identificato la cui natura sinallagmatica non può essere confusa con l’opus del trasporto.
Le altre forniture costituiscono elementi economicamente trascurabili, assolvibili una tantum e comunque funzionali ad assolvere esclusivamente l’esigenza di avere un unico fornitore da parte dell’appaltante.

Nell’ambito di questo criterio di valutazione si può riprendere, per valutarne un ulteriore aspetto, anche la particolare destinazione “a smaltimento” del rifiuto (facente parte dell’oggetto dell’appalto) in quanto è certamente attività strumentale all’obbligo del “disfarsi” dell’appaltante che si realizza mediante il trasferimento del rifiuto alla destinazione indicata, per il tramite necessario del vettore, nel cui sito viene eseguita l’attività di “smaltimento” del rifiuto, attività che, in ogni caso, non è effettuata dal vettore bensì da terzi e quindi, anche in questo caso, non può modificare l’opus del trasferimento né la causa del rapporto giuridico.

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