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Terna presenta il piano strategico 2010 -2014

Più investimenti nel business regolamentato per 900 milioni di euro (+26% rispetto al piano precedente)

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Pubblicato sul Canale impianti il 19 febbraio 2010

Roma, 19 febbraio 2010 - L’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ha  illustrato ieri alla comunità finanziaria e ai media il Piano Strategico relativo al periodo 2010-2014, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società, presieduta da Luigi Roth, presente all’incontro.

Accelerazione degli investimenti: da 3,4 miliardi di euro a 4,3 miliardi di euro (+26%)

Nei prossimi 5 anni saranno investiti 4,3 miliardi di euro, principalmente per lo sviluppo della rete, con una crescita di 900 milioni di euro, pari al + 26%, rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (3,4 miliardi di euro). Gli investimenti di sviluppo, per cui è prevista una remunerazione incentivata, rappresentano il 77% del totale e aumentano da 2,6 miliardi di euro a 3,3 miliardi di euro, concentrati per oltre il 70% al centro sud. Gli investimenti per le interconnessioni con l’estero passano da meno di 100 milioni dello scorso Piano ai circa 650 milioni dell’attuale. A questi si aggiungono gli oltre 300 milioni di investimenti per il progetto fotovoltaico che portano il totale previsto dal Piano a oltre 4,6 miliardi.

L’accelerazione degli investimenti si riflette sul capitale investito regolatorio (Regulated Asset Base, o RAB) che passa da 8,6 miliardi di euro a 11,1 miliardi di euro di fine piano, con un incremento medio annuo maggiore del 5%.
Gli investimenti previsti dal Piano sulla parte regolata equivalgono ad una media annua di circa 860 milioni di euro. Per Terna è una sfida importante ma sostenibile, come già dimostrano gli importanti risultati raggiunti negli ultimi due anni.

Si stima che la realizzazione di tutti gli interventi previsti possa coinvolgere 200 imprese per un totale di forza lavoro pari a 10.000 persone.

Le principali opere strategiche sul territorio nazionale previste nel Piano sono:

-          Linea Dolo-Camin Fusina (Veneto)

-          Linea Chignolo Po – Maleo (Lombardia)

-          SA.PE.I, secondo cavo (Sardegna -Penisola Italiana)

-          Linea Santa Barbara-Casellina (Toscana)

-          Collegamento Sorgente-Rizziconi (Sicilia – Calabria)

-          Linea Foggia – Benevento (Puglia – Campania)

Sul fronte delle interconnessioni, gli interventi previsti sono:

Interconnessione Italia – Montenegro: è stato firmato un accordo intergovernativo in base al quale Terna realizzerà un cavo di 450 Km (di cui 375 Km in cavo sottomarino) tra Villanova e Tivat e due stazioni elettriche. L’investimento ammonta a 760 milioni di euro complessivi, di cui 590 milioni rientrano nel Piano Strategico 2010 – 2014. L’accordo prevede, inoltre, una partnership strategica tra Terna e l’operatore di trasmissione locale, Prenos, attraverso l’acquisto, tra le altre cose, di una partecipazione di minoranza nel capitale sociale di Prenos.
Interconnessione Italia – Francia , il cui iter autorizzativo è stato avviato a ottobre 2009.

Diversificazione degli investimenti

Per il progetto fotovoltaico, sono previsti investimenti superiori ai 300 milioni di euro con una redditività (Ebitda Margin) a regime superiore all’80%. L’operazione è volta alla valorizzazione di alcuni dei terreni adiacenti alle stazioni elettriche attualmente non utilizzati e finalizzata alla realizzazione di impianti di generazione fotovoltaica di piccola taglia con un obiettivo di 100 MW di potenza entro il 2010.

Miglioramento dei margini: dal 74% al 77%

L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi consentirà di migliorare la redditività del Gruppo dall’attuale 74% al 77% alla fine del periodo di Piano.
Dal 2009 al 2014 la crescita media annua dei ricavi di Gruppo sarà di circa il 6%, grazie all’aumento degli investimenti. Contribuiscono, inoltre, alla crescita della marginalità, il completo consolidamento di Telat (acquisita il 1° aprile 200 9) e la massimizzazione degli incentivi, soprattutto per l’attività di dispacciamento, per cui Terna prevede di raggiungere 90 milioni di euro  di ricavi aggiuntivi, concentrati nel triennio 2010-2012.
Il Piano prevede una crescita media annua dei costi complessivi di circa il 3%. Rimarranno, invece, stabili, nonostante la forte crescita degli investimenti, i costi riferiti alle attività regolamentate, grazie alla razionalizzazione delle spese esterne e al contenimento della crescita di quelle interne.



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