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Alfano: «Aboliremo la Bersani»

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Anche le professioni entrano nella campagna elettorale per le amministrative. Con la promessa del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di eliminare «le lenzuolate Bersani». Un’espressione colorita — utilizzata nel 2006 dallo stesso governo Prodi — che significa, soprattutto, l’abolizione delle tariffe minime vincolanti e del divieto di concordare come compenso una parte del risultato della lite. Il pacchetto Bersani ha poi portato un po’ più di libertà, da parte dei professionisti, nella pubblicità e una nuova petizione di principio a favore delle società tra professionisti, anche multidisciplinari (dopo che il divieto dei 1939 era stato abolito nel 1997). Alfano parlava a Sulmona, in Abruzzo, per sostenere il candidato Pdl alla presidenza della provincia dell’Aquila. «Intendo convocare subito dopo la pausa pasquale gli stati generali dei professionisti italiani che rappresentano un milione di partite Iva», ha annunciato Alfano durante il comizio. Platea e obiettivo del ministro sono chiari: «rimuovere dalla legislazione italiana tutte quelle norme introdotte con Bersani, le sue lenzuolate che con il finto intendimento di proteggere i cittadini, non hanno protetto i cittadini ma hanno penalizzato tutti i professionisti italiani».

«La democrazia — ha continuato Alfano – non è una serie di divieti e di obblighi tra i quali devi fare slalom. E l’insieme delle regole e dei diritti che consentono a ciascuna persona di esprimere il meglio di se stesso. E noi abbiamo intenzione di togliere tutte quelle regole che non servono ma creano solo ostacoli alla libertà e alla crescita dei cittadini». Il ministro Alfano,a più riprese, nei mesi scorsi è tornato sul tema della riforma delle professioni, anche se l’orientamento sembrava quello di un riordino per comparti omogenei, abbandonando l’ambizione di una legge di sistema, rincorsa dagli anni ‘80 e sempre fallita alla prova dei fatti per il fiorire di particolarismi e personalismi. Ora, la strategia sembra essere cambiata. Non fa riferimento — il ministro — al lavoro svolto in commissione alla Camera, dove si è conclusa una serie di audizioni delle componenti professionali per iniziativa di Maria Grazia Siliquini, che da più legislature coltiva l’impegno della riforma delle professioni. Il ministro — sembra di capire — punta a prendere direttamente in mano la partita con l’invito agli «stati generali delle professioni»: occorrerà capire quanti saranno i destinatari, anche se in queste occasioni difficilmente gli ospiti sono a numero chiuso. Se il traguardo sarà — nella sostanza — il ritorno alle tariffe minime, il consenso è scontato: soprattutto gli avvocati hanno contestato l’abolizione del divieto circa il patto di quota lite e la fine delle tariffe minime vincolanti. La fine di questi due paletti, secondo i professionisti, porta a privilegiare il prezzo a scapito dell’attenzione alla qualità del servizio. Insomma, si innescherebbe un meccanismo(perverso) di concorrenza verso il basso. Tesi sempre contestata dall’Antitrust. Per i professionisti dell’area tecnica la questione è complicata perchè anche la normativa sugli appalti privilegia il massimo ribasso. L’annuncio di Alfano è stato commentato con ironia dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Avanti così verso il futuro, come i gamberi».

Tratto da il sole 24 ore a firma di Maria Carla De Cesari

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