Anche l'industria dei casalinghi è 'Made in Italy' che esporta sempre di più | Ingegneri.info

Anche l’industria dei casalinghi è ‘Made in Italy’ che esporta sempre di più

In occasione di Homi, l'associazione industriale di riferimento fa il quadro di un settore poco conosciuto, ma che vede gli investimenti aumentare

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In occasione dell’inizio di Homi, l’evento milanese dedicato al settore del lifestyle per la casa, la Fiac, che tutela le aziende produttrici italiane di articoli casalinghi, ha fatto il punto sul suo comparto, uno dei tanti esempi di expertise industriale italiano apprezzato all’estero. Secondo i dati dell’associazione, aderente ad Anima, pentole, padelle, posate, piatti made in Italy sono richiesti sempre più in tutto il mondo.

A consuntivo nel 2015 le imprese italiane (che rappresentano circa 3.900 lavoratori), hanno raggiunto quota 562 milioni di euro, con l’’export che contribuisce per il 65% del fatturato totale del comparto, pari a 858 milioni di euro nel 2015, cifra in lieve crescita secondo le previsioni 2016.

Fonte: Anima

Fonte: Anima

 
“I nostri prodotti sono dei manufatti veri e propri. – dichiara il Presidente di Fiac, Andrea Barazzoni – Siamo artigiani in grande scala che fanno investimenti continui in ricerca (nel 2015 il dato investimenti ha segnato un +4,5%). La bellezza dei nostri prodotti non è solo esteriore ma è indicativa della cura e degli studi che li costituiscono. Questa unicità non passa inosservata. Le esportazioni, infatti, hanno ripreso la loro corsa dopo la battuta d’arresto dell’anno scorso. I nostri prodotti, da sempre apprezzati all’estero per la loro qualità e il design da cui sono caratterizzati, sono molto richiesti negli Stati Uniti, un mercato che nel 2015 ha registrato un +54%. I nostri principali paesi export sono quelli a noi prossimi come Germania, Francia e Spagna. Abbiamo sempre necessità di allargare ancora i nostri orizzonti, guardando soprattutto oltre Europa. Ci attendiamo che Homi possa rispondere a questa esigenza”.

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