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Arriva la mano artificiale robotica dell’Inail

Inail e Iit presentano un prototipo di mano artificiale: realizzata con la stampa 3D, e' dotata di un tendine ingegnerizzato che riproduce i movimenti naturali

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Una mano artificale, antropomorfa poliarticolata e polifunzionale, realizzata grazie alla stampa 3D: : è il prototito presentato nei giorni scorsi a Roma da Inail e Istituto italiano di tecnologia di Genova. Frutto dell’accordo siglato tra l’Istituto e l’Iit per lo sviluppo di nuovi dispositivi protesici e riabilitativi avanzati, con investimenti congiunti complessivi pari a 11,5 milioni di euro, la nuova mano artificiale è stata realizzata in materiale plastico con alcune componenti metalliche.

E’ robusta, leggera (meno di 500 grammi) e flessibile, grazie all’ingegnerizzazione di un tendine artificiale che consente di riprodurre i movimenti naturali, e permette agli amputati di arto superiore il recupero della funzionalità complessiva. Indossabile con semplicità sull’arto amputato, senza operazioni invasive, il paziente la controlla attraverso due sensori che recuperano il segnale naturale dei muscoli residui. L’obiettivo è di ottenere un dispositivo altamente ergonomico e con consumi ottimizzati.
Il prototipo di mano artificiale “è il primo risultato di una strategia altrettanto innovativa messa in atto dall’Inail, che parte dalla costruzione di un sistema a rete, per integrare l’esperienza clinica e riabilitativa del Cento Protesi di Vigorso di Budrio e del Centro di Riabilitazione Motoria di Volterra con progetti che si situano sulla frontiera della robotica ad alta tecnologia”, ha spiegato Massimo De Felice, presidente Inail. “L’integrazione tra processi di ricerca ed esperienza d’uso consente, infatti, di migliorare e abbreviare i percorsi di trasferimento tecnologico”. La strategia comprende anche l’innovazione gestionale rappresentata dal Regolamento dei brevetti dell’Istituto, che disciplina le modalità per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e dello sfruttamento industriale derivanti dalle invenzioni realizzate a seguito dell’attività di ricerca.

Marco Zambelli, il primo paziente del Centro protesi Inail che ha sperimentato la nuova mano artificiale

Sono tornato a pensare con due mani”, ha dichiarato Marco Zambelli, il primo paziente del Centro protesi Inail che ha sperimentato la nuova mano, mostrandone dal vivo le sue funzionalità e il buon livello di utilizzo che è riuscito a raggiungere dopo un primo periodo di addestramento, afferrando e impilando alcuni oggetti. “Ho subito l’amputazione del braccio destro a 15 anni, in seguito a un infortunio sul lavoro – ha spiegato – In tutti questi anni la protesi l’ho sempre considerata un corpo estraneo, ma questo nuovo tipo di tecnologie mi ha portato di nuovo a pensare con due mani”.

Il gruppo di lavoro che ha lavorato direttamente alla mano è composto da 20 persone, ed è stato guidato per l’Iiit da Antonio Bicchi, Giorgio Grioli e Manuel Catalano e sviluppato verso il paziente grazie alla sinergia con Rinaldo Sacchetti, Emanuele Gruppioni e Simona Castellano per l’Inail. Il gruppo di lavoro ha visto il coinvolgimento diretto di una ventina fra ricercatori, sviluppatori dei laboratori Iiit e personale tecnico e medico presso il Centro Protesi di Vigorso di Budrio. “Complessivamente, però, sono circa 300 le persone coinvolte – ha precisato il direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani – perché oltre al team che ha inventato la mano e all’eccezionale gruppo clinico dell’Inail, il progetto ha beneficiato del lavoro di ricerca di oltre 200 tra robotici e nanotecnologi”.
Una volta conclusa la fase di sviluppo preclinico con i pazienti della struttura di Vigorso di Budrio, entro il 2017 la produzione e la commercializzazione della nuova mano artificiale saranno affidate proprio a una nuova start-up che sta nascendo in seno all’Iit, con l’obiettivo di valorizzare questa tecnologia sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, a partire da Europa e Stati Uniti.

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