Come trasformare la stazione piu' antica di Melbourne? | Ingegneri.info

Come trasformare la stazione piu’ antica di Melbourne?

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La gara ristretta per riprogettare la stazione di Flinders Street a Melbourne, in Australia, si è trasformata in una delle competizioni di maggior attrattiva del momento. Le ragioni sono varie e tutte comprensibili: in primo luogo, l’importanza storica della stazione, la più antica in Australia e a tutt’oggi la più trafficata di tutto lo stato del Victoria. Un luogo altamente simbolico per la cittadinanza, al punto che l’amministrazione locale, in modo piuttosto insolito, ha deciso di sottoporre le sei idee finaliste a un voto pubblico, attivo fino al 5 agosto 2013.

La competizione, inoltre, ha inoltre ‘scatenato’ la fantasia dei progettisti coinvolti, persino di quelli già abitualmente piuttosto visionari. I nomi in lizza sono assolute eccellenze del panorama mondiale dell’architettura: Zaha Hadid, Herzog & De Meuron, Grimshaw + John Wardle Architects, Eduardo Velasquez + Manuel Pineda + Santiago Medina, Nh Architecture e lo studio locale Ashton Raggatt Mcdougall.

Zaha Hadid propone le sue classiche forme d’ispirazione organica per proporre un nuovo paradigma della stazione ferroviaria. La sua struttura omaggia la ‘gloria’ del trasporto su rotaia integrandola con il suo inconfondibile tocco di stile. E’ prevista anche la realizzazione di un anfiteatro, un nuovo spazio galleria e persino una piattaforma galleggiante sul fiume.

Decisamente più inconsueta la proposta dello studio svizzero Herzog & De Meuron, in collaborazione con Hassell: una copertura reticolata a volte sui binari che permette di far trasparire la luce naturale, che si apre nel mezzo a una piazza che serve una gradinata-anfiteatro che sfocia sul fiume.

Ancora più radicale, se possibile, la proposta giunta dal team misto composto da Grimshaw + John Wardle Architects. Prevede la trasformazione del sito in una piazza pubblica coperta che reintegra i suoi punti di vista storici, combinata con la creazione di un nuovo museo del design e ulteriori interventi sulla riva del fiume. Il progetto, che culmina con la creazione di un parco sopraelevato, è una sintesi urbanistica che combina la tradizione e il futuro.

Interessante la presenza, di fianco ai ‘soliti noti’ dell’architettura, di un’espansione su larga scala del pluripremiato progetto di tesi di laurea del colombiano Eduardo Velasquez, insieme a Manuel Pineda e Santiago Medina. Un’idea che verte sulla riqualificazione della copertura già esistente del nodo sfruttando le potenzialità offerte dall’elemento ‘corte’, e che al contempo punta a trasformare l’adiacente sala da ballo e palestra in un museo del trasporto. Il risultato finale, con interventi aggiuntivi relativamente ridotti, come ad esempio una copertura in vetro, è una sorta di ‘corridoio culturale’ aperto alle necessità ricreative della metropoli.

Anche lo studio australiano Nh Architecture propone una riflessione sulla storia vittoriana di Melbourne, ideando una copertura di vetro ‘sospesa’ in modo dinamico sulla stazione, che rivela squarci della città e allo stesso tempo rende omogeneo il passaggio sui ponti pedonali.

Ancora visioni ambiziose, infine, nella proposta dello studio di Melbourne Ashton Raggatt Mcdougall: una stazione ripensata partendo ispirandosi direttamente alle forme irregolari e naturali definite dal lungofiume, con una copertura iconica che crea un continuum tra esterno e interno secondo principi imprevedibili.

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