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Dove vivremo su Marte? In case di basalto

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Una volta raggiunto Marte, come ci stabilizzeremo? Dove andremo a vivere? Come colonizzeremo adeguatamente il pianeta? A questa e ad altre visionarie domande ha provato a dare risposta un singolare progetto dello studio tedesco Za Architects, ad opera degli architetti russi Dmitry Zhuikov, Arina Ageeva e Krassimir Krastev e che rientra in un progetto di ricerca sviluppato dal Dessau Institute of Architecture in Germania.

Una proposta ben lontana da speculazioni di natura fantascientifica, che ha tenuto conto delle reali condizioni chimico-biologiche del suolo marziano, integrate con le evoluzioni garantite dalla robotica contemporanea. Lo studio ha concepito caverne scavate nel materiale roccioso presente sulla superficie del pianeta rosso, il basalto, che parrebbe garantire isolamento. Con del filare di basalto si potrebbero tra l’altro creare le strutture, considerando che il materiale può essere più solido e robusto dell’acciaio.

Ma chi realizzerà queste caverne del futuro? I robot, secondo la proposta. L’idea è che i ‘parenti’ di Curiosity arrivino sul suolo marziano per scavare larghi varchi nella roccia basaltica, specificamente nelle aree dove essa si configura nelle tipiche forme di colonne esagonali, rintracciabili anche sulla terra.

In seguito i robot utilizzerebbero le fibre di basalto per creare strutture reticolari che fungerebbero da piani intermedi. La fibra di basalto è più economica e versatile della fibra di carbonio, oltre a essere a prova d’incendio, e potrebbe offrirsi come valida alternativa ai tradizionali materiali costruttivi.

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