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Esposizione a radiazioni ottiche artificiali

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I principali rischi per l’uomo derivanti da un’eccessiva esposizione a radiazioni ottiche in generale e artificiali in particolare riguardano essenzialmente due organi target: la cute e l’occhio (cornea, cristallino e retina).  
Le radiazioni ottiche artificiali sono classificate in funzione del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso (coerente o incoerente). Per quanto riguarda le fonti di tipo incoerente si può prendere in esame  la vasta gamma di lampade per l’illuminazione che emettono principalmente nel visibile: esistono lampade ad UVC ( sterilizzazione) , UVB-UVA (abbronzatura), UVA (polimerizzazione) o IRA-IRB (riscaldamento). Per quanto riguarda le fonti coerenti il caso più comune è rappresentato dai laser che rappresentano una sorgente monocromatica e quindi con una sola lunghezza d’onda, dotata di fascio di elevata densità di energia fortemente direzionale. La possibilità di focalizzare un fascio laser anche a notevoli distanze impone un grande cautela nell’utilizzo di questo tipo di strumenti e l’obbligo di adottare adeguate misure di protezione per coloro che possono essere esposti. 
La norma CEI EN 60825 classifica i laser in cinque classi pericolosità crescente, secondo lo schema sottostante:

CLASSE 1 (Laser Esente): 
Non pongono problemi anche per osservazione diretta prolungata del fascio in quanto o intrinsecamente sicuri o sicuri per il loro progetto tecnico.

CLASSE II:  
Sono i così detti laser a bassa potenza che emettono nel visibile e che possono funzionare in continuo (con potenza non superiore a 1 mW) o ad impulsi; l’osservazione diretta del fascio non è pericolosa purché sia conservato il riflesso palpebrale che, che consente un’interruzione dell’irraggiamento della cornea in un tempo inferiore a 0.25 secondi.

CLASSE IIIA:  
Sono quelli che hanno una potenza in uscita inferiore a 5 mW per i laser in continuo e fino a 5 volte il limite della classe II per quelli ad impulso ripetitivi o a scansione nella regione spettrale del visibile. L’osservazione diretta del fascio non è pericolosa purché sia conservato il riflesso palpebrale che, che consente un’interruzione dell’irraggiamento della cornea in un tempo inferiore a 0.25 secondi, ovvero l’osservazione non avvenga con attraverso sistemi ottici (es Oculari).

CLASSE IIIB:  
Appartengono a questa classe i laser e i sistemi laser che non superano i limiti di esposizione accessibile (Vedi allegato norma CEI EN 60825). La radiazione emessa può essere nel visibile e non, la potenza massima per i laser in continuo è di 500mW. L’esposizione diretta al raggio ad occhio nudo è pericolosa; non è invece pericolosa la luce diffusa.

CLASSE IV:  
A questa classe appartengono tutti i laser e sistemi laser che superano i limiti della classe IIIB, che hanno quindi in genere una potenza superiore a 500mW. Sono in grado di provocare danni agli occhi ed alla pelle anche per esposizione a fascio diffuso oltre che diretto. Possono costituire anche un pericolo d’incendio. A questi laser sono associati solitamente anche altri rischi ad esempio elettrocuzione.

A tali classi ovviamente corrispondono precauzioni crescenti.

In vista dell’entrata in vigore della norma  il  Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome” con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro hanno approvato un documento che  raccoglie le indicazioni operative per applicare le norme del Testo Unico in materia di radiazioni ottiche artificiali. Si tratta dell’aggiornamento di un documento più ampio relativo alle disposizioni del Testo Unico riguardanti tutti gli agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, microclima e atmosfere iperbariche) che è stato così completato inserendo la sezione specifica sulle radiazioni ottiche di origine artificiale (radiazione infrarossa, luce, radiazione ultravioletta, radiazione laser). 
Diverse le indicazioni contenute nel documento predisposto fra cui segnaliamo: i criteri di scelta dei dispositivi necessari alla protezione degli occhi e del viso dei lavoratori dalle radiazioni ottiche; i controlli di qualità obbligatori per le apparecchiature laser medicali; le varie tipologie di strumenti per la misura dei livelli di esposizione a radiazioni ottiche artificiali. Nel documento sono poi presenti una serie di informazioni utili per contrastare il rischio in esame come ad esempio le sorgenti che emettono così poco da non costituire un rischio e che quindi non richiedono valutazioni dettagliate e, al contrario, le situazioni lavorative che devono essere sicuramente valutate; i contenuti della formazione dei lavoratori; i casi in cui è necessaria la sorveglianza sanitaria per i lavoratori.  

Download documento integrale http://www.iss.it/binary/tesa/cont/FAQ_AgentiFisici.pdf

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