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Etruscanning, l’archeologia del futuro e’ ‘virtuale’

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Archeologia e innovazione tecnologica, negli ultimi anni, stanno costituendo un insolito quanto entusiasmante connubio, che sta a sua volta offrendo nuova linfa vitale a una scienza come la museologia. Un esempio vincente lo si può trovare, da qualche giorno, presso i Musei Vaticani, dove è diventato possibile “visitare” in forma virtuale una ricchissima tomba etrusca, la Regolini Galassi della necropoli del Sorbo di Cerveteri. La meraviglia tecnologica si chiama “Etruscanning” ed è il prodotto di un progetto finanziato dall’Ue nel 2007, che ha coinvolto prestigiose istituzioni internazionali tra le quali l’italiano Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Consiglio nazionale delle ricerche (Itabc-Cnr).

A pochi passi dalla sala museale dove è esposto il magnifico corredo funerario, è stato installato un grande schermo da 3 metri di larghezza che permette l’accesso alla ‘tomba virtuale’, suddiviso in due viewport. L’area visiva più grande permette l’esplorazione immersiva nello spazio 3d, mentre con la seconda si può interagire con gli oggetti che si vengono a trovare nelle vicinanze dell’utente che sta esplorando lo spazio virtuale. Nella stessa sala del corredo è stato invece collocato un filmato con gli oggetti virtualmente ricontestualizzati nello spazio originario della tomba.

“L’elemento più innovativo di Etruscanning”, spiega Eva Pietroni, ricercatrice dell’Itabc-Cnr e responsabile scientifico del progetto, “è il modello di interazione, basato sull’uso di interfacce che rilevano i movimenti e i gesti del visitatore. Il pubblico, esplorando la tomba ricostruita virtualmente, potrà avvicinarsi agli oggetti che vi sono contenuti, toccarli, ascoltare le narrazione dei defunti. Tutto questo senza usare joystick, mouse, tastiere ma con il solo movimento del corpo: un approccio percettivo motorio altamente innovativo, che potrà avere un grande impatto nella comunicazione museale”.

Partendo da rilievi 3d con scanner laser si è provveduto a ricostruire la tomba così come appariva in età etrusca (metà del VII sec. a. C.). Anche gli oggetti del corredo funerario sono stati ricostruiti in 3D, virtualmente restaurati e ricollocati nella loro presunta posizione originaria. “La tomba”, continua Pietroni, “inclusa entro un tumulo monumentale, fu scoperta ancora intatta nell’aprile del 1836 con il suo fastoso corredo di oreficerie, vasi, arredi in bronzo e ceramiche. Dopo circa due anni di trattative con il governo pontificio, il suo corredo fu acquistato per le collezioni vaticane e da allora è esposto nel Museo Gregoriano Etrusco, inaugurato nel febbraio del 1837”.

Il progetto, che han coinvolto istituzioni quali l’Allard Pierson Museum di Amsterdam, il National Museum for Antiquities di Leiden, il Gallo-Roman Museum di Tongeren in Belgio, la società Visual Dimension e in forma di consulenza anche l’Istituto di studi sul Mediterraneo antico (Isma-Cnr), ha vinto il primo premio alla mostra di archeologia virtuale internazionale “Archeovirtual” organizzata a Paestum nel novembre 2012.

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