Geometri o Periti: non è necessario un titolo di durata almeno triennale | Ingegneri.info

Geometri o Periti: non è necessario un titolo di durata almeno triennale

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Titoli di formazione necessari per l’esercizio delle professioni regolamentate in Europa ed inquadramento delle professioni di geometra, perito industriale e perito agrario secondo la Direttiva 36/2005/CE

Recentemente si è sostenuto che l’esercizio delle professioni regolamentate impone, secondo il diritto europeo, il possesso di un titolo accademico di durata almeno triennale (laurea). Da qui la presunta necessità, avanzata da alcuni, di innalzare i requisiti formativi necessari all’esercizio di alcune professioni regolamentate(quali, in particolare, quelle di geometra, perito industriale e perito agrario), il cui accesso è attualmente subordinato al solo possesso del diploma secondario superiore.

Si tratta di una affermazione palesemente contraria al quadro normativo europeo.La normativa di riferimento per dirimere la questione è la Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, sì come attuata nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 9novembre 2007, n. 206.

Secondo il D.Lgs. 206/2007 ai geometri, periti industriali e periti agrari si applica il regime generale di riconoscimento dei titoli;tali professioni, infatti, non sono ricomprese fra quelle di cui ai CapiIII e IV del Titolo III del D.lg. n. 206/2007.A tal fine, l’art. 19 del citato D.lg. n. 206/2007 articola le qualifiche professionali ed i titoli di formazione necessari per accedervi (indispensabili ai fini dell’esercizio di una determinata professione regolamentata) in ben cinque livelli.

In particolare sono qualifiche professionali quelle risultanti dal possesso di:

a) un attestato di competenza;

b) un certificato che attesta il compimento di un ciclo di studi

secondari;

c) un diploma (che potremmo definire di 1° livello) che attesta un percorso di formazione post secondario diverso da quello di cui alle lett. d) ed e) e, per le professioni regolamentate, un percorso formativo indicato dall’Allegato II al D.Lgs n. 206/2007 ;

d) un diploma (che potremmo definire di 2° livello) che attesta un percorso formativo universitario o comunque post secondario di durata almeno triennale;

e) un diploma (che potrebbe definire di 3° livello) che attesta un percorso formativo universitario di durata almeno quadriennale.

E’ quindi indubbio che, per la normativa europea vigente, esistano cinque livelli di qualifica professionale, tre dei quali (quelli indicati con le lettere a, b, c) accessibili con titoli di formazione non accademici o comunque inferiori a quelli della laurea di primo livello dell’ordinamento italiano.

In ogni paese sono riportate qualifiche professionali,e quindi professioni regolamentate, di livello a, b, c. Per rimanere in Italia, al livello b sono ad esempio inquadrate le professioni regolamentate di Guida alpina e Guida turistica.

Sempre recentemente si è affermato che le professioni di geometra, perito industriale, perito agrario si inquadrerebbero allivello d delle qualifiche professionali statuite dalla Direttiva 36/2005.Tale affermazione viene fondata sul fatto che a seguito del DPR328/2001 l’accesso agli albi dei geometri, periti industriali e periti agrari è aperto anche ai possessori di titolo di laurea.

Detto assunto è in palese contrasto con la normativa nazionale ed europea.Il fine ultimo dell’art. 55 del DPR 328/2001, infatti, è quello di rendere possibile l’accesso alle professioni di geometra e perito ai possessori di un diploma secondario diverso da quello obbligatoriamente richiesto dalla vigente normativa (quali, ad esempio, la maturità classica o scientifica) purché seguito dal conseguimento di uno specifico titolo di laurea.La novella dell’art. 55 del DPR 328/2001 non ha determinato dunque, né avrebbe potuto farlo, alcuna innovazione relativamente all’inquadramento delle professioni di geometra e perito industriale nel sistema europeo delle qualifiche professionali definito dalla Direttiva 36/2006/CE. L’art. 55 del DPR 328/2001 ha mantenuto,infatti, invariato il titolo formativo “minimo” necessario per l’accesso alle professioni di geometra, perito industriale e perito agrario sul quale si base l’inquadramento delle professioni regolamentate in Europa ed in Italia.

Due elementi riscontrano indiscutibilmente, anche a livello normativo, quanto detto.

Il primo va ricercato nell’Allegato II al D.lg. n. 206/2007 che individua le professioni regolamentate il cui accesso è subordinato al solo possesso del diploma di scuola secondaria: fra queste, per l’Italia, sono indicate espressamente le professioni di geometra e di perito agrario.

Il secondo risiede nel database delle professionire golamentate della Commissione Europea1. Tale database inquadra, anche successivamente alla novella di cui all’art. 55 delDPR 328/2001, le professioni di geometra, perito industriale e perito agrario al livello c dell’art.11 della Direttiva 36/2005(trasposto nell’art. 19 del D.Lgs. 206/2007).

Tratto dalla Premessa e sintesi a firma del Presidente del Centro Studi CNI Ing. Romeo La Pietra

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