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Gli Attestati di prestazione energetica nelle Regioni italiane

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Gli Attestati di prestazione energetica (Ape) non sono tutti uguali. Sette amministrazioni hanno adottato un proprio modello regionale, mentre tutte le altre utilizzano il modello proposto dalle Linee guida nazionali. È, questo, uno degli aspetti trattati all’interno del “Rapporto 2013 sullo stato di attuazione della certificazione energetica degli edifici”, diffuso dal Comitato termotecnico italiano (Cti) e presentato nei giorni scorsi al ministero dello Sviluppo Economico.

Valore calcolato del fabbisogno di energia primaria specifico Epgl e classe energetica sono legati tra loro secondo due criteri: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano adottano una classificazione “diretta”, ovvero in funzione del valore di Epgl relazionato a valori limite fissi delle classi energetiche.

Le rimanenti Regioni fanno riferimento alla classificazione proposta dalle Linee guida nazionali, ovvero a valori limite espressi sia in funzione della zona climatica – così come individuate all’art. 2 del Dpr del 26/08/1993 n.412 – che del rapporto di forma dell’edificio S/V (Superficie disperdente/Volume lordo riscaldato). In particolare la Liguria considera anche il fabbisogno di acqua calda sanitaria.

Per quanto riguarda le modalità con le quali i soggetti certificatori, nelle varie regioni o province autonome, sono tenuti a produrre gli Ape, questi ultimi possono essere emessi da software certificato dal Cti, da piattaforma gestita dalla Regione oppure da piattaforma gestita dall’Organismo di abilitazione.

Gli Ace (Attestati di certificazione energetica, sostituiti dall’Ape nel 2013) complessivamente depositati presso le diverse amministrazioni risultano pari a circa 2,34 milioni. Una stima, questa, che è sicuramente per difetto, non tenendo conto delle Regioni che non hanno risposto al sondaggio e delle circa 89.000 autodichiarazioni.

Nella sola Regione Lombardia sono stati prodotti più della metà dei certificati energetici depositati a livello nazionale. Questi numeri confermano che la certificazione energetica “funzioni”, almeno dal punto di vista quantitativo. È evidente il fatto che il Nord copre il 92% del totale, probabilmente a seguito alla migliore tempestività di applicazione della normativa.

È possibile scaricare l’intero Rapporto 2013 cliccando qui.

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