Gli Ordini non hanno paura della modernità | Ingegneri.info

Gli Ordini non hanno paura della modernità

wpid-463_business.jpg
image_pdf

di Marina Calderone

Cosa rappresentano oggi le professioni ordinistiche nel sistema economico italiano? L’interrogativo é di stretta attualità nel dibattito socio-politico dei commenti alla manovra correttiva. Le professioni , innanzitutto, sono un’opportunità occupazionale non solo per gli iscritti agli Albi ma anche per i dipendenti degli studi professionali. Il mondo delle professioni ordinistiche, con più di 2 milioni di iscritti e uno di addetti, rappresenta un’importante componente dell’occupazione, creando economia e sostentamento per molte famiglie. E nel quadro economico e sociale del sistema Paese hanno assunto nel tempo un ruolo fondamentale rappresentando il 12,5% del Pil. Peraltro, le professioni ordinistiche garantiscono i propri servizi, caratterizzati da alta specializzazione, a cittadini, lavoratori, alla pubblica amministrazione e alle imprese che sono costrette a confrontarsi in un mercato globale estremamente competitivo. E i professionisti, soprattutto dell’area economico-giuridico-sociale, affiancano i decision makers delle aziende sia nella gestione del capitale umano sia nelle pratiche di internazionalizzazione, in campo fiscale e tributario. E in questo contesto di assoluta positività di un modello da esportare, il mondo ordinistico è impegnato in un’opera di ulteriore modernizzazione.  

Si parla di nuovo di riforma delle professioni ed è quanto meno paradossale pensare che gli Ordini e i Consigli professionali, settore estremamente dinamico e al passo con le nuove esigenze del mercato, siano contrari al concetto di liberalizzazione. Ma le liberalizzazioni devono comportare comprovati vantaggi al Paese, cosa che di certo non si può dire della legge Bersani. Quando si parla di Ordini si affronta il tema semplicisticamente, parlando di barriere all’accesso e tariffe minime. Il tariffario della maggior parte degli ordini è fermo a un’Italia che oggi non esiste più e in alcuni campi, come quello degli appalti, l’eliminazione dei vincoli tariffari ha portato ad una vera e propria giungla. Per ciò che concerne i giovani e l’accesso agli Ordini, basta far parlare i numeri. E poi sul tavolo del riforma delle professioni sono stati posti altri argomenti, forse anche più decisivi per arrivare ad un intervento strutturale del settore. Accesso dei giovani alla professione, codice deontologico, associazioni tra professionisti, nuovo sistema di welfare, regole sulla pubblicità: questi ed altri sono i punti cardine del confronto in atto con governo e parlamento. 

Rilanciamo il confronto fra imprese, mondo del lavoro e professionisti sull’efficienza della pubblica amministrazione e sulla produttività industriale. La proposta del tavolo di confronto fatta da Confindustria è condivisibile ma è opportuno che siano rappresentati tutti i protagonisti del mondo economico, dalle parti sociali ai professionisti del settore. E l’obiettivo principale del tavolo deve essere quello di pensare, discutere ed elaborare riforme di sistema, riforme strutturali di medio-lungo periodo che permettano di ammodernare il Paese rendendolo nuovamente competitivo a livello mondiale. 

Presidente del Cup

Tratto da il Sole 24 Ore  del 3 giungo 2010

Copyright © - Riproduzione riservata
Gli Ordini non hanno paura della modernità Ingegneri.info