Gli uffici del futuro? Progettati (da un italiano) con tecniche parametriche | Ingegneri.info

Gli uffici del futuro? Progettati (da un italiano) con tecniche parametriche

Parametric Steps di Paolo Venturella immagina un volume per uffici scomposto e ricomposto attraverso le tecniche del design parametrico

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Parametric Steps, un edificio per uffici di 12 piani che si fonde quasi sciogliendosi con l’area a giardino sottostante, è l’ultimo lavoro proposto dall’architetto Paolo Venturella. Laureato in Architettura alla facoltà romana di Valle Giulia con una tesi proponente una torre di 42 piani lungo il Paseo de la Castellana di Madrid, Paolo Venturella nasce a Roma nel 1982. Dopo la collaborazione con Bjarke Ingels (dove ha partecipato allo sviluppo delle torri per lo Yongsan International Business District a Seul e al progetto vincitore del nuovo quartiere di Europa City a Parigi) e un periodo passato nello studio romano di Massimiliamo e Doriana Fuksas (seguendo parte del processo della Nuvola), apre il suo studio, con il quale partecipa soprattutto a concorsi internazionali per cui elabora progetti con una forte componente parametrica.

Sono tra gli ultimi lavori il progetto per il padiglione austriaco all’Expo di Milano, arrivato tra i finalisti al concorso vinto da breathe.austria elaborato dal gruppo di progettisti guidati da Klaus K. Loenhart, e Guggeneight, presentato al concorso internazionale per la nuova sede del Guggenheim di Helsinki che concluderà la seconda fase entro l’estate con il nome del vincitore.

Efficienza energetica, utilizzo energie rinnovabili, studio dell’esposizione e molta attenzione alle forme sono i punti chiave dichiarati di un’idea di architettura che, rimasta finora solo sulla carta sebbene premiata e pubblicata soprattutto sul web, si concentra soprattutto sull’importanza dei volumi, che si estrudono, si scompongono, si piegano e poi si adattano alle richieste del contesto e a quanto imposto da valutazioni funzionali ed energetiche.

Parametric Steps è stato elaborato con Cosimo Scotucci, Gradient Solutions e AH, e disegna, facendo largo uso di tecniche parametriche, un edificio per uffici di 12 piani che si eleva per 42 m di altezza, realizzando una superficie di 13.500 mq su un lotto di recupero di 8.200 mq distribuito su due livelli e una volta occupato da un campo da calcio. Quattro sono le parti funzionali che si succedono in altezza. Partendo dalla cima, gli uffici, organizzati su una manica doppia con un corridoio centrale di distribuzione, occupano la maggior parte dell’altezza dell’edificio seguiti, scendendo, dai livelli dedicati alla ristorazione e al servizio per chi ci lavora, alla hall al piano terra e il parcheggio con una sala conferenze nei livelli più bassi. Il luogo, come anche la committenza, è ancora sconosciuto ma italiano.

© Paolo Venturella

Il processo progettuale, che fa del ricorso all’utilizzo di software per la modellazione 3D il suo punto di partenza, lavora sull’iniziale volume puro di un parallelepipedo e ne deforma le facciate, corrugando le superfici per adattarle meglio all’ingresso della luce naturale (parte delle chiusure verticali sono vetrate) e offrire nuovi punti di vista da chi guarda dall’interno. Passi successivi sono la scomposizione e rotazione dei volumi alla sua base, che creano geometrie tridimensionali quasi frattali poi riprese bidimensionalmente dall’area a parco sottostante con cui si unisce. L’effetto geometrico è accentuato anche dal trattamento delle superfici, scure quelle verticali e chiare quelle orizzontali.

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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