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I grattacieli del futuro si ispirano alla natura

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Saranno modellati sul complesso ecosistema delle mangrovie i grattacieli a spirale progettati da un team di designer per Manhattan.

I principi di adattamento ed evoluzione alla base degli ecosistemi naturali sono i paradigmi che guidano la visione di ecologia urbana dello studio Chimera, artefice del progetto Mangal City. Il modello preso in prestito dai designer è, in questo caso, l’habitat delle piante di mangrovia proprio per la loro particolare capacità strutturale di adeguarsi e rispondere in modo eterogeneo alle condizione esterne.

L’obiettivo è definire un “ecosistema urbano” che supporti lo sviluppo abitativo e culturale, ma che sia anche in grado di adattarsi, trasformarsi e mutare a seconda delle caratteristiche urbane e sociali specifiche del luogo. Mangal City propone infatti un complesso di edifici futuristici basati sul concetto di flessibilità, dove ogni componente modulare si inscrive nell’ambiente circostante in modo indipendente, proprio come ciascuna foglia e ciascun ramo di una pianta.

I grattacieli dalla caratteristica forma a spirale mirano a inserirsi nella complessa topografia della zona e nella sua connessione con il resto della città. Nella definizione del progetto sono state prese in considerazione variabili quali la possibile direzione dei flussi umani e la suddivisione dello spazio secondo la logica dell’aggregazione cellulare, capace di istaurare rapporti e relazioni di gradi differenti.

L’assunto fondamentale alla base dell’ecologia urbana è proprio l’interazione, costante e imprescindibile, tra il comportamento umano e i grandi ambienti urbani: con Mangal City i designer hanno voluto dar vita a un progetto in grado di creare un’ecologia urbana che sia anche adattiva e reattiva.

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