INAIL: pubblicata una nuova scheda tutta al femminile per promuovere la salute sul lavoro | Ingegneri.info

INAIL: pubblicata una nuova scheda tutta al femminile per promuovere la salute sul lavoro

Con un nuovo fact sheet Inail fornisce le indicazioni per la promozione della salute per la lavoratrice

inail per la salute delle donne lavoratrici
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Le donne, causa l’innalzamento dell’età pensionabile, potrebbero trascorrere circa 15-20 anni della propria vita lavorativa in menopausa; di conseguenza, diventa molto importante capire quanto questo evento, seppur fisiologico, sia in grado di ripercuotersi negativamente sul rendimento lavorativo femminile.
Per una corretta disamina, oltre alla riduzione della capacità lavorativa legata a stanchezza, insonnia, perdita di concentrazione e diminuzione della memoria, non si può non tener conto anche di altri fattori come l’aumento del numero di assenze dovute alle cure (fino al possibile abbandono del posto di lavoro) e del fatto che patologie come l’osteopenia e l’osteoporosi, che spesso si manifestano o comunque subiscono un peggioramento durante la menopausa, possono favorire l’aumento del rischio di malattie muscolo scheletriche e accrescere la possibilità, in caso di infortunio, di fratture e lussazioni.

Per migliorare la qualità della vita negli anni di lavoro in menopausa è importante che la donna riceva dal proprio medico di fiducia informazioni che vanno in due direzioni:
• possibile trattamento farmacologico (terapia ormonale sostitutiva) e prevenzione dei disturbi della menopausa;
• comportamenti consigliabili per uno stile di vita sano con i relativi accorgimenti riguardo l’alimentazione, l’attività fisica e il fumo di tabacco. Alcune abitudini di vita rappresentano, infatti, dei veri e propri fattori di rischio. Intervenire su questi, pertanto, rappresenta un intervento di prevenzione della malattia e di miglioramento della qualità dell’invecchiamento.

Secondo i dati Istat del 2015, scarica qui la scheda Inail, in Italia il 38% delle donne sopra i 45 anni è in sovrappeso e il 13% è obeso.
L’aumento del peso si verifica soprattutto dopo i 40 anni e si accompagna a una “ridistribuzione del grasso corporeo” con concentrazioni maggiori su fianchi e addome, cosa che espone maggiormente la donna in menopausa a malattie cardiovascolari, obesità, ipertensione, ecc.
Un’alimentazione corretta ed equilibrata associata a una regolare attività fisica di tipo aerobico può contribuire a mitigare i disturbi della menopausa e a prevenire e curare le patologie ad essa associate. Una dieta tipicamente mediterranea ricca di frutta, verdura e legumi, maggior consumo di carni bianche rispetto alle rosse, abbondante consumo di acqua e integratori di calcio, omega 3 e acido folico rappresentano la miglior soluzione per le donne in menopausa. Può risultare molto utile consumare cibi freschi, di stagione, integrali e non raffinati ed evitare cibi con conservanti, coloranti e additivi, fritti, alcool, bevande gassate, dolcificanti, cacao e cioccolata, uova e cibi troppo speziati.

Tabella 1. Consigli alimentari in menopausa

Alimento Consigli alimentari
Acqua Bere almeno 6-8 bicchieri al giorno
Frutta e verdura fresca Mangiare almeno 5 porzioni al giorno
Grassi animali (burro, strutto, maionese, lardo, pancetta, ecc.) Ridurre i grassi animali usando quelli vegetali in particolar modo olio extravergine di oliva
Calcio Assumere latte non intero e derivati, mandorle, fichi secchi, fagioli secchi, cavolo, porro, spinaci, broccoli, pane integrale, ecc.
Formaggi Consumare i freschi a basso contenuto di grassi
Cereali Preferire alimenti integrali, pane, pasta, riso, ecc.
Sale Limitare/abolire il consumo di sale aggiunto
Vitamina D Mangiare pesce, uova, formaggi.
Favorire l’esposizione solare
Pesce ricco di omega 3 Consumare tonno, dentice, acciughe, sgombro, pesce spada, trota, salmone, ecc.
Acido folico Assumere succo d’arancia fresco, verdure a foglia verde, arachidi, asparagi, legumi, ecc.
Vino Bere al massimo 1 bicchiere al giorno

Fonte: (Inail – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale)

Per avere una buona ed equilibrata alimentazione è necessario:
• stabilizzare il proprio peso corporeo evitando frequenti fluttuazioni di peso;
• regolarizzare gli orari di assunzione del cibo evitando snack e sostitutivi del pasto;
• privilegiare i cibi semplici e garantirsi l’assunzione di tutti i nutrienti prestando attenzione alla varietà degli alimenti;
• scegliere gli zuccheri complessi della pasta, del riso, dei cereali, dei legumi, piuttosto che zuccheri semplici e di rapido assorbimento quali quelli dei dolci;
• mangiare lentamente;
• controllare i valori nutrizionali riportati sulla etichetta.
L’esercizio fisico ha un effetto positivo sul benessere generale della donna in menopausa e contribuisce a migliorarne la qualità di vita in quanto riduce il rischio di osteoporosi (tramite un meccanismo di aumento della densità e della massa ossea) e di malattie cardiovascolari oltre ad avere un effetto benefico sull’umore grazie all’azione delle catecolamine e delle beta-endorfine che sembrano ridurre la frequenza dei disturbi vasomotori (vampate e sudorazioni).
Oltre ad una riduzione dei livelli ematici di LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e all’aumento dei livelli ematici di HDL (colesterolo “buono”), l’attività fisica diminuisce la pressione arteriosa, riduce i triglicerdi, contribuisce al mantenimento del peso corporeo ideale, potenzia il tono muscolare e i riflessi, migliora l’equilibrio riducendo il rischio di cadute.
Per la donna in menopausa l’attività fisica deve essere moderata, a basso impatto meccanico (camminate, bicicletta, nuoto, ecc.) e mirata al mantenimento o miglioramento dell’efficienza fisica e dello stato di salute (prevenzione delle malattie e degli infortuni). Deve essere intrapresa gradualmente, soprattutto se il soggetto è sedentario, ed essere adeguata alle proprie esigenze e al proprio stato di salute.
Prima di intraprendere l’attività fisica e seguire un determinato regime dietico è necessario consultare un medico per stabilire insieme un programma di lavoro.

Tabella 2. Consigli relativi all’attività fisica giornaliera e settimanale

Combattere la sedentarietà in ogni occasione: usare le scale, spostarsi da un ufficio all’altro invece di telefonare, approfittare della pausa pranzo per camminare, ecc.
Camminare o usare la bicicletta nel trasferimento da casa al lavoro, parcheggiare lontano dal posto di lavoro, scendere/salire ad una fermata più lontana, ecc.
Fare 10.000 passi o mezz’ora di camminata a passo sostenuto (non durante la spesa o lo shopping) o mezz’ora di cyclette
Ogni settimana, 2-3 sessioni di attività sportiva, in palestra o in piscina, ballo, ecc.
Approfittare del fine settimana per fare attività all’aperto: passeggiare a piedi o in bicicletta, fare sport, giardinaggio, ecc.

Fonte: (Inail – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale)

L’abitudine al fumo di tabacco sembra anticipare di 2-3 anni la menopausa fisiologica, aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, l’osteoporosi e la gravità della sintomatologia associata a questo periodo della vita. Le forti fumatrici (più di un pacchetto di sigarette al giorno) presentano, più spesso delle non fumatrici, cicli irregolari nella quarta e quinta decade di vita (40-60 anni) e vanno incontro ad una menopausa precoce; le ex fumatrici, solitamente, vanno in menopausa ad un’età intermediata tra le fumatrici e le non fumatrici.

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Il fumo ha conseguenze sulla funzione ovarica e sulle malattie legate agli estrogeni stessi come, ad esempio, l’osteoporosi menopausale. Nelle fumatrici la perdita di massa ossea cresce di un ulteriore 0,2% ogni anno rispetto alle non fumatrici (le donne fumatrici in menopausa risultano essere, molto di frequente, sottopeso e questa condizione è collegata ad una bassa massa ossea e a un aumentato rischio di frattura) con un effetto cumulativo che raggiunge il 6% all’età di 80 anni.
Il rischio di frattura dell’anca nelle fumatrici, inoltre, è stimato essere superiore, rispetto alle non-fumatrici, del 17% all’età di 60 anni, del 41% a 70 anni, del 71% a 80 anni e del 108% a 90 anni.
L’abitudine al fumo favorisce nei soggetti in menopausa lo sviluppo di alterazioni cutanee e della distribuzione pilifera. La carenza di estrogeni porta all’atrofia dell’epidermide e alla perdita di collagene con conseguente assottigliamento e minore elasticità della cute (accelera l’invecchiamento della pelle): provoca, inoltre, una diminuzione del 38 % della secrezione delle ghiandole sebacee, causa principale della secchezza e desquamazione della cute spesso lamentate dalle donne in menopausa.
I cambiamenti della distribuzione pilifera si palesano, a seconda dei distretti anatomici, sia sotto forma di aumento che di riduzione della crescita dei peli. Può verificarsi un aumento dell’irsutismo del volto (aumento della peluria sopra il labbro superiore o sul mento) così come la rarefazione o perdita parziale dei peli pubici, ascellari e dei capelli. Questi cambiamenti sono da attribuire alla mancanza degli estrogeni e all’effetto virilizzante degli ormoni maschili la cui produzione può aumentare dopo la menopausa soprattutto nelle donne che abbiano sofferto di ovaio policistico.
Tra gli altri effetti negativi, solo per citarne alcuni, la raucedine, il deterioramento dei denti e l’incanutimento precoce.
La cessazione del fumo di sigaretta riduce il rischio di malattia coronarica del 50 – 65%, ed il rischio si annulla dopo 2-3 anni con una riduzione globale della mortalità del 25%.

Tabella 3. Consigli utili per chi vuole smettere di fumare

Evitare aumento di peso e stipsi Seguire una dieta più ricca in fibre e liquidi
Evitare tutto ciò che può ricordare il fumo Posacenere, amici o colleghi fumatori, rito del dopo caffè o del dopo pasto, ecc.
Ricordare frequentemente i rischi del fumo Tumori, malattie cardiovascolari, broncopolmonari, modificazione della pelle, alito, odore, denti, ecc.
Ricordare frequentemente i benefici dello smettere Miglioramenti nella respirazione, nella circolazione, nelle prestazioni fisiche e nell’aspetto fisico. Risparmio di denaro, ecc.

Nel rispetto della normativa vigente, che impone di tener conto dell’età e della differenza di genere nel processo di valutazione del rischio, è opportuno che anche sul posto di lavoro, previo coordinamento tra le figure della sicurezza e salute in azienda, si faccia attività di informazione e prevenzione contro gli effetti negativi che la menopausa può arrecare alla donna anche nel suo contesto lavorativo. L’informazione e la formazione vanno rivolte, altresì, al personale dirigenziale che ha il dovere di rendere l’ambiente di lavoro consono alle esigenze delle lavoratrici in questo particolare periodo della vita.

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