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Ko Lee Institute Ningbo

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indirizzo 199, Taikang East Road
città Ningbo (Cina)
progettista: Mario Cucinella, Elizabeth Francis, Angelo Agostini, David Hirsch
collaboratori Eva Cantwell, Richard Ceccanti – 3D
Francesco Fulvi, Caterina Maciocco,
Giuseppe Perrone, Natalino Roveri – models
Luca Stramigioli, Debora Venturi – environmental strategies
consulenti School of the Built Environment, University
of Nottingham (UK): Brian Ford, Saffa Riffat, Rosa Schiano,
Mauricio Hernandez Tascon – environmental strategies
Chris Jagger, Charles Lee, Orlando Shi – management
di cantiere e progetto
Jo Darkwa – on-site implementation of energy
equipments and technologies
Guo XiaoHui – architetto locale
WEG – construction management
Luca Turrini – strutture
TiFS Ingegneria s.r.l., Roberto Zecchin – ingegneria
meccanica, elettrica e lighting design
   
periodo di realizzazione 2006 – 2008
committente / proprietario University of Nottingham, Ningbo (Cina)
tipologia intervento: nuova costruzione
Tipologia dell’opera educazione / scolastico
destinazione intervento 1.300 mq
costi di realizzazione 5.000.000 euro

La Nottingham University ha inaugurato il Ko Lee Institute, il nuovo campus a Ningbo, nel cuore del distretto cinese di Zhijiang.
Il CSET, Centro per le Tecnologie Energetiche Sostenibili (Centre for Sustainable Energy Technologies), si dedica alla diffusione di tecnologie sostenibili come quelle applicate all’energia solare, all’energia fotovoltaica o all’energia eolica. Il progetto è concepito con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’edificio, grazie a sistemi non convenzionali per la climatizzazione dell’ambiente interno, e alle tecnologie per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. L’edificio di 1.300 mq ospita un centro visitatori, laboratori di ricerca e aule per i corsi di specializzazione. Il padiglione sorge su un’estesa area prativa, lungo un corso d’acqua che scorre attraverso il campus e presenta un design ispirato alle lanterne di carta e ai ventagli della tradizione cinese. La facciata
dello stabile si ripiega drasticamente dando origine a una forma dinamica. L’edificio è interamente rivestito da una doppia pelle in vetro, con motivi serigrafati che evocano gli edifici storici della zona e mostra un aspetto che si trasforma dal giorno alla notte.
Un’ampia apertura sul tetto convoglia la luce naturale a tutti i piani dell’edificio e, contemporaneamente, produce un effetto camino, che assicura un’efficace ventilazione naturale, mentre i pannelli radianti a pavimento utilizzano l’energia geotermica per riscaldare e raffrescare l’ambiente. L’impianto fotovoltaico soddisfa la restante domanda di energia elettrica. Il funzionamento dell’edificio e dei suoi impianti è gestito da una centralina BEMS (Building Energy Management System) per ottimizzare i livelli di comfort all’interno degli ambienti, riducendo al contempo i consumi energetici. L’analisi del clima locale ha guidato il processo progettuale, per ridurre al minimo la domanda di energia per il riscaldamento invernale, il raffrescamento estivo e per favorire la ventilazione naturale degli ambienti durante le stagioni intermedie. Per questo motivo, oltre all’elevata coibentazione e tenuta all’aria dell’involucro, sono state adottate strutture massive, caratterizzate da un’alta capacità termica e una double skin facade sul fronte sud. In inverno, l’impianto di riscaldamento viene attivato per preriscaldare l’aria di ventilazione in ingresso negli ambienti.
Questo sistema integra l’aria esterna in ingresso alla torre, che attraversa la facciata a doppia pelle, dove viene riscaldata naturalmente per effetto serra dall’apporto solare. Raggiunta una temperatura adeguata, questa viene immessa negli ambienti riscaldati. Per quanto concerne invece il basamento, l’aria esterna attraversa una serie di condotti geotermici, dove viene preriscaldata naturalmente per poi essere immessa negli ambienti. L’impianto ad aria è integrato con la climatizzazione radiante a soffi tto, mediante l’attivazione termica della massa dei solai in calcestruzzo. Una pompa di calore geotermica, alimentata dal fotovoltaico, fornisce energia termica per alimentare le serpentine radianti inglobate nei solai e il riscaldamento dell’aria di ventilazione. In estate, il raffrescamento meccanico dell’aria è richiesto per pre-raffreddare l’aria di ventilazione in ingresso negli ambienti: nel basamento l’aria viene pre-raffrescata naturalmente attraversando una serie di condotti interrati nel terreno, per poi essere umidificata e ulteriormente raffreddata da un’apposita unità di trattamento aria (UTA). L’aria di ventilazione in ingresso nella torre viene raffreddata e deumidificata mediante una UTA collocata in copertura, per poi essere immessa nell’ambiente dalla sommità del camino di luce. L’aria fredda, più pesante rispetto a quella calda, tende a scendere nei diversi ambienti, per poi essere estratta dalla facciata ventilata per effetto camino. Il solare termico alimenta un refrigeratore ad assorbimento per la produzione di freddo per le UTA. Infi ne la pompa di calore geotermica produce acqua fredda per il raffrescamento della massa dei solai in calcestruzzo.

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