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La pelle degli edifici

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Che le nuove generazioni degli edifici debbano integrare sostenibilità, efficienza energetica, interdisciplinarietà non è certo una novità, ma che si possano in futuro aggiungere altri parametri e funzionalità potrebbe diventare un nuovo must per restare al passo con l’innovazione.

Alcuni professionisti come il marchigiano Simone Giostra, che dopo esperienze in Europa e Stati Uniti al fianco di Alvaro Siza, Raphael Vinoly, Raimund Abraham, Steven Holl e Richard Meier si è trasferito nel 2006 a New York per aprire il proprio studio, sono già operativi sul tema del “media wall”, vere e proprie facciate multimediali interattive (la prima – il GreenPix: 2.500 metri quadrati di schermo – è stata già realizzata a Pechino per le Olimpiadi) in cui convivranno comunicazione interattiva, efficienza energetica, sostenibilità ambientale.

Tali facciate potranno persino arrivare a rendere gli edifici autosufficienti dal punto di vista energetico, soprattutto se si calcola che ad oggi sono responsabili del 30% del consumo totale di energia e del 50-60% dell’inquinamento globale.

“Nel sud della Cina – racconta Simone Giostra in un’intervista rilasciata a Giorgio Santilli su il sole24ore (26/11/09) – stiamo coltivando un bosco di essenze vegetali da 35mila metri quadrati sulla facciata di una costruzione e presto saremo in grado di integrare alghe produttrici di biofuel, in modo da trasformare l’edificio da consumatore a produttore di energia».

Giostra ha inoltre progettato il SolPix, un sistema architettonico che combina protezione solare, fotovoltaico e display a LED per ridurre i costi per il riscaldamento immagazzinare energia solare.

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