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La riforma delle professioni e’ realta’

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Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 è entrata in vigore la riforma delle professioni, prevista dal decreto del ministro Severino approvato lo scorso 3 agosto dal Consiglio dei Ministri.

Tra le novità, l’apertura alla pubblicità dell’attività professionale attraverso ogni mezzo, purché sia veritiera e non ingannevole, e il rinvio dell’obbligo di assicurazione, che scatterà dunque il 13 agosto 2013.

Per quanto riguarda il tirocinio, la durata non potrà superare i 18 mesi e resta obbligatorio solo per le professioni per le quali lo era già e non per tutte, come ipotizzato nella bozza di giugno.

Potrà Rimane la soglia massima di tre praticanti per professionista e il tirocinio potrà essere svolto presso enti pubblici e, per i primi sei mesi, anche in concomitanza con l’ultimo anno di università. Infine è stata eliminata l’incompatibilità del tirocinio con il pubblico impiego.

Sul fronte dei corsi di formazione è confermata la possibilità di svolgere fino a 6 mesi del periodo formativo impegnandosi nella “frequenza con profitto” di corsi di formazione organizzati sia dagli ordini che dalle associazioni di iscritti agli albi. Modalità, contenuti, durata minima dei corsi saranno stabiliti mediante regolamento dal Consiglio nazionale dell’ordine entro un anno, con parere del ministero.

Viene ribadito dal decreto l’obbligo di formazione continua permanente del professionista. In tale ambito, il Consiglio nazionale dell’ordine dovrà stilare entro un anno un regolamento che definisca le modalità di assolvimento dell’obbligo, l’organizzazione dell’attività di aggiornamento degli iscritti da parte degli ordini territoriali e di altri soggetti autorizzati, i requisiti minimi dei corsi di aggiornamento, che dovranno essere uniformi su tutto il territorio nazionale, e il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua.

Novità anche per gli organi disciplinari delle professioni. Con l’entrata in vigore della riforma debuttano infatti i consigli di disciplina territoriali, formati da persone diverse dai consiglieri dell’ordine, e gli omologhi consigli nazionali. La separazione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative dovrà avvenire entro 90 giorni.

O.O.

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