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Le carceri del futuro sospese sulla città

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Una città-carcere sospesa sul centro abitato, dove i detenuti possono essere produttivi lavorando nelle fabbriche e nei campi agricoli a beneficio della città sottostante. Questo è il progetto vincitore del concorso Skyscraper 2010 disegnato da tre studenti della Malesia, Chow Khoon Toong, Ong Tien Yee, e Beh Ssi Cze.

È una prigione senza mura che la separano dalla città: infatti, lo scopo di un carcere è quello di isolare i detenuti dalla società e le prigioni per far ciò presentano una barriera. Ma la prigione verticale non utilizza a questo scopo le mura, ma isola i detenuti attraverso l’altezza.

L’idea dominate è quella di creare una struttura dove i detenuti possano vivere “liberi”, in cui possano essere riabilitati all’interno di una comunità autosufficiente, che in qualche modo “dialoga” con il mondo esterno in un rapporto simbiotico. Rapporto che si traduce in una maggiore accettazione da parte della città che diviene più disposta a dare ad essi un’altra opportunità con il reinserimento sociale dopo la loro scarcerazione.

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