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L’UAV per i rilevamenti ambientali

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Il futuro dei rilevamenti ambientali per la protezione civile è in mano agli UAV (Un­manned Aerial Vehicle) i piccoli veicoli aerei che non hanno un pilota a bordo.

E a questo scopo, in Puglia si sta lavorando allo sviluppo di un progetto di ricerca che mette insieme le capacità e l’esperienza nel settore dei ricercatori del corso magistrale in Ingegneria aerospaziale dell’Università del Salento, con sede in Cittadella della Ricerca.

Il progetto si chiama Pico, un UAV del peso di 4,5 chili, due metri di apertura alare e un propulsore ad elica elettrico, con piattaforma sviluppata dalla Gas di Teodoro Grasso, una delle aziende del Distretto Aerospaziale Pugliese. Pico rientra nella categoria dei mini-UAV ed è candidato ai fondi del VII Programma Quadro dell’Unione Europea.

Gli UAV non godono di grande favore in Italia, infatti, come spiega l’ingegnere Gennaro Scarselli, docente di Costruzioni aerospaziali, il loro uso è frenato da lacune normative perché i velivoli senza pilota non possono volare negli spazi aerei controllati come gli aerei con equipaggio, ma solo in parti segregate. Chi utilizzerebbe, infatti, un mezzo potenzialmente in grado di nuocere precipitando su una città?

“Bisogna ricordare quali sono però i vantaggi nell’uso degli UAV: un aereo con equipaggio umano può toccare medie di permanenza in volo di 10 ore, un Uav arriva anche a 24-48 ore a 10-15mila metri, con costi molto ridotti.” prosegue Scarselli, responsabile della ricerca per i progetti candidati ai bandi europei.

E la ricerca si pone proprio per colmare le lacune che impediscono l’uso degli UAV con un progetto per cui, anche in caso di perdita di contatto con il centro di comando a terra, la Ground control station (che sfrutta i satelliti), gli UAV possono essere governati dai sistemi di bordo sino al compimento della missione programmata, ma anche elaborare o correggendo informazioni incomplete o errate, e adeguare la navigazione ad imprevisti fisici.

Il nostro lavoro – continua l’ingegnere- principalmente consiste nel perfezionarne le capacità di autonomia ed autogestione, ma anche per renderli più leggeri, ed in Puglia abbiano realtà di eccellenza per le fibre di carbonio, e spinti da propulsori sempre più avanzati.

Se i progetti saranno ammessi, ci saranno anche borse di studio per giovani ricercatori.

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