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Norme tecniche per le costruzioni: analisi delle novita’

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Da una prima lettura si evince che le modifiche sono per lo più puntuali e che rimane il nodo nevralgico legato alle costruzioni esistenti. Proponiamo di seguito una breve analisi di alcuni capitoli, e dei cambiamenti riscontrati rispetto alla versione del 2008, delle nuove Norme tecniche delle costruzioni, che hanno ottenuto parere favorevole da parte del Consiglio superiore lavori pubblici (Cslp) il 14 novembre 2014.

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Capitolo 1: Oggetto delle norme

Qui sono espressi gli obiettivi delle norme, ovvero i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni nei confronti delle prescrizioni richieste attraverso verifiche di resistenza, stabilità, incendio e di durabilità. Prevede inoltre la possibilità di adottare documenti e nomrative di comprovata validità, quali ad esempio gli Eurocodici e i relativi annessi Nazionali.

Capitolo 2: Sicurezza e prestazioni attese

Oltre a definire gli Stati Limite (ultimi e di esercizio) è esplicitata la sicurezza nei confronti degli incendi , della durabilità e della robustezza, ovvero la struttura deve assolvere le proprie funzioni durante il periodo di riferimento, resta valida, infatti, la definizione di Vita Nominale, ora denominata Vita Nominale di Progetto (VN), periodo durante il quale la costruzione non deve avere deficit e che è distinta tra temporanea/provvisoria (≥10 anni), prestazione ordinaria (≥50 anni) o elevata (≥100 anni). Si precisa inoltre che la fase di costruzione di un’opera, ai fini dell’azione sismica deve essere minore o uguale a 5 anni e il periodo di riferimento è dettato sempre dal prodotto tra VN e la Classe d’Uso (Cu).

La valutazione della sicurezza è data da un’analisi detta di Primo Livello di carattere Semiprobabilistico attraverso l’impiego di opportuni coefficienti di sicurezza; a tale proposito il riferimento alle verifiche con le Tensioni Ammissimibili (TA) è definitivamente rimosso (ex paragrafo 2.7 delle NTC08).

Le azioni sulle costruzioni sono valutate mediante un valore di calcolo dettato dalla conoscenza dell’azione caratteristica per un periodo di ritorno, che per le azioni ambientali è paria 50 anni, con una probabilià di eccedenza del 2% su base annua. I coefficienti di combinazione corrispondenti ai sovraccarichi sono distinti tra frequente, quasi permanente e di combinazione, inoltre quello relativo alla coperture (ex Categoria H) è distinto in funzione del tipo di copertura, ovvero  accessibile per la sola manutenzione, praticabile e per usi speciali.

I coefficienti di combinazione dei carichi permanenti sono sempre distinti tra strutturali (gG1) e non (gG2), per questi ultimi cambia il valore corrispondente alla situazione favorevole, da 0 a 0,8 (EQU, A1 e A2).

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Capitolo 3: Azioni sulle costruzioni

In merito ai carichi variabili vi sono delle correzioni puntuali circa i valori caratteristici, ad esempio nella Categoria A sono inserite le scale comuni, ballatoi e balconi a cui è fatto corrispondere un carico verticale distribuito di 4,00 kN/m2. Sulla stessa linea sono state proposte le correzioni alle azioni orizzontali lineari (Hk) ad esempio per i negozi.

L’azione sismica è definita sempre attraverso o accelerogrammi, di comprovata validità, o spettri di risposta delineati dai parametri ag, F0 e T*C i cui valori sono quelli contenuti nelle NTC08.

L’azione del vento è definita medainte la velocità di riferimento, a sua volta funzione del livello e del coefficiente di altitudine. Per quest’azione è solitamente assunto un TR = 50 anni, ma può essere ridotto per le fasi di costruzione (fase transitoria deve essere definita in sede di progetto), ovvero se inferiore a 3 mesi  TR ≥ 5 anni, se inferiore all’anno TR ≥ 10 anni.

In merito al carico della neve si osserva una riassegnazione delle zone di carico per alcune città, prevedendo anche in questo caso la fase transitoria dettata dalla costruzione dell’opera.

Per gli incendi sono rivisitate le definizioni relative alle capacità di compartimentazione e portante in caso di incendio e alla resistenza al fuoco.

Capitolo 4/7: Costruzioni civili e industriali/Progettazione per azioni sismiche

Resta la suddivisione tra le tecnologie costruttive, ovvero calcestruzzo armato, acciaio, acciaio-calcestruzzo, legno e muratura. Per ciascuna di esse compaiono correzioni puntuali, macroscopicamente la tecnologia che pare essere maggiormente rivisitata è il legno, in cui sono aggiornati i riferimenti alle normem UNI, il valore di gM è distinto tra colonna A e B (la differenza dipende dalla produzione, se è o meno continuativa e quindi soggetta a controlli periodici).

Nel calcestruzzo armato si osserva la precisazione relativa alla definizione del valore della tensione di confinamento durante la qualificazione della resistenza del provino cilindrico.

In merito all’azione sismica è prevista una progettazione semplificata qualora si abbia agS ≤ 0,075g (per gli edifici in muratura, nel caso di soddisfacimento di tale disuguaglianza è previsto l’impiego di muratura con giunti sottili, con le clausole che l’edificio non superi i due piani e abbia un’altezza massima, valutata alla mezzeria del solaio, di 7 m), nonchè la definizione del fattore di sovraresistenza (gRd) pari a 1,25, se non diversamente indicato, da utilizzarsi per la valutazione della capacità locale o meccanismi globali fragili. Infine lo svolgimento di verifiche di resistenza e duttilità per tutti gli elementi strutturali corrispondenti a tutte le tecnologie costruttive previste.

LEGGI L’INTERVISTA AL PROF.SANPAOLESI SULLE NUOVE NTC

 

Capitolo 6: Progettazione geotecnica

Prevede la caratterizzazione e modellazione geologica del sito, quindi il modello deve ricostruire la storia evolutiva dell’area di studio, riproponendola all’interno di un’opportua relazione geologica che a sua volta si baserà su indagini geotechine svolte su un volume significativo. Qualora gli interventi e le costruzioni siano di modesta rilevanza e insistano su zone be conosciute dal punto di viasta geotecnico, sarà possibile avvalersi di una progettazione a fronte di un certo grado di esperienza avvalorata da conoscenze opportunamente documentate.

Capitolo 8: Costruzioni esistenti

Questo è sicuramente il capitolo più controverso, per cui inizialmente era state prese in considerazioni due versioni (A e B). Quella al momento approvata (Testo A) prevede la ridefinizione delle casistiche rientranti nelle soluzioni di:

•  adeguamento sismico, ovvero intervento volto ad incrementare la sicurezza strutturale preesistente, senza dover raggiungere il livello di sicurezza previsto per le nuove costruzioni (riduzione del 20%);

•  miglioramento sismico che corrisponde all’incremento delle sicurezza strutturale senza raggiungere le soglie fissate per l’adeguamento, cioè pari al minimo a 0,1;

•  intervento locale: il suo concetto deve essere contestualizzato, infatti il legislatore sottolinea che benchè gli interventi interessino parti limitate di costruzione, occorre indagare e dimostrare l’effetto che questo implica sulla costruzione nel suo insieme.

La riflessione che emerge da questo rapidissimo excursus è che la progettazione per le nuove costruzioni può avvalersi dei codici europei, la mancanza si ha nei confronti degli edifici esistenti. L’Italia ha una patrimonio costruttivo storico (civile ordinario/strategico e di culto) che ha subito nei secoli trasformazioni non sempre documentate e leggibili dalla struttura, ciò non consente un approccio conoscitivo univoco e lo studio della risposta strutturale globale e locale è affidata alla sensibilità e alle conoscenze del tecnico, il quale avvalendosi di programmi di calcolo pone delle ipotesi alla base dello studio del comportamento strutturale che talvolta portano a non considerare alcune problemtiche legate non necessariamente agli elementi strutturali.

LEGGI IL COMMENTO DI ADRIANO CASTAGNONE AL CAPITOLO 8 DELLE NTC

 

 

LE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI DAL 2008 A OGGI

 

Il 14 gennaio 2008 uscivano le Norme tecniche delle costruzioni (Ntc 08) a seguito del testo transitorio uscito del 2005. Dopo un anno fu pubblicata, più precisamente il 2 febbraio 2009, la Circolare Esplicativa n. 617, la cui funzione fu quella di intersezione e completamento con la normativa del 2008. L’aspetto fondamentale era quello di allineamento con la normativa europea (Eurocodici, EC), di definizione delle verifiche strutturali per gli edifici civili di nuova progettazione ed esistenti (tipologia non considerata dagli EC). Quest’ultima tematica rappresentò l’elemento innovativo, fortemente voluto a seguito dei terremoti passati e di quello, all’ora, relativamente recente di San Giuliano di Puglia, che aveva scosso le coscenze e aveva messo in luce la necessità di fornire delle linee guida di verifica sull’esistente e di interventi progettuali compatibili, strutturali e non.

A soli tre anni dall’uscita della circolare la Commissione Redatrice intraprende un processo di revisione delle NTC 08, ma non della Circolare e, nel luglio 2012, c’è per la prima volta un’apertura e un confronto con il mondo professionale che deve applicare in prima persona i contenuti delle norme e che quindi procede a un esame della revisione. Nell’ottobre 2012 si assite a un primo tentativo di approvazione che si conclude con un nulla di fatto. Si dovrà attendere il 14 novembre 2014, data in cui si ha il parere favorevole da parte del Consiglio superiore lavori pubblici.

 
 

 

 

 

 

Riferimenti Editoriali

Le nuove Norme tecniche per le costruzioni (2008)

I testi delle nuove Norme tecniche per le costruzioni e della Circolare 617 / 2009

 

In un unico volume, i testi delle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14.1.2008) e della Circolare 617 / 2009 (Istruzioni per l’applicazione delle NTC), preceduti da una introduzione su novità e temi centrali della nuova normativa, a firma del prof. Luca Sanpaolesi.

 

Autore: Introduzione a cura del Prof. Luca Sanpaolesi   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno: 2009

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