Siliquini: Riforma professioni, obiettivi diversi ma armonici | Ingegneri.info

Siliquini: Riforma professioni, obiettivi diversi ma armonici

wpid-413_professioni.jpg
image_pdf

“Le due riforme pendenti, forense al Senato e libere professioni alla Camera, sono entrambe indispensabili e, anche se hanno obiettivi diversi, saranno ispirate a principi comuni, in un quadro normativo armonico”. Lo ha dichiarato Maria Grazia Siliquini, relatore in commissione Giustizia del provvedimento di riforma delle libere professioni ed estensore del primo Ddl depositato in questa legislatura in materia (Ac503), a margine della quarta audizione a commissioni congiunte tenutasi stamane con il Cup – Comitato unitario professioni. “La forense, infatti – ha aggiunto -, si occupa della riforma del settore, con riferimento alle competenze e alle caratteristiche della professione legale, mentre la riforma in trattazione alla Camera darà vita ad una legge quadro che avrà il compito di stabilire i principi guida per oltre due milioni e 300 mila professionisti. In particolare, concordando con quanto esposto dal Vice presidente del Cup Roberto Orlandi, ritengo che la riforma delle professioni intellettuali debba stabilire i principi-quadro per regolamentare e riordinare il mondo complesso dell’intero comparto, formato da ben 24 ordini professionali: le professioni regolamentate hanno necessità urgente di chiarezza giuridica in merito ad alcuni punti fondamentali, mediante una legge che, in virtù del principio della sussidiarietà indicato dalla risoluzione del Parlamento Europeo del 12/10/2006, abbia anche caratteri di flessibilità su alcuni temi specifici come, ad esempio, le società professionali, il tirocinio e l’accesso, lasciando ai singoli ordini nazionali il compito di declinare questi temi secondo le singole esigenze e sensibilità”.

“In particolare – ha ricordato Siliquini -, non si dovrà assolutamente intervenire sulle competenze, né per aumentarle né per comprimerle o trasferirle. La legge è indispensabile alla luce della ‘confusione’ che si è venuta a creare in Italia, pur in presenza dell’art. 33 della Costituzione e dell’attuale art. 2229 codice civile, a seguito dell’erroneo decreto del governo Prodi 207/2006 di recepimento della direttiva Zappalà, il cui contenuto è stato completamente travisato e modificato, e a causa di altri provvedimenti, varati nella passata legislatura, quali, ad esempio, l’abolizione dei minimi tariffari, che anche nella riforma forense stanno per essere ripristinati. Inoltre vi sono le sentenze della Corte di Giustizia Europea, della Corte del Lussemburgo e le sentenze del Tar Lazio, di cui dobbiamo tenere conto. Abbiamo, in sostanza –ha concluso Siliquini- provvedimenti di legge o interpretazioni giurisprudenziali talora in contrasto tra di loro, che ci indicano come assolutamente prioritario il riordino di tutta la materia da parte dal Parlamento, all’insegna della ‘qualità’ e della ‘correttezza deontologica’ dell’attività professionale, nell’interesse del cittadino, che è il soggetto più debole che noi abbiamo il compito di tutelare”.

Fonte: Il Velino

Copyright © - Riproduzione riservata
Siliquini: Riforma professioni, obiettivi diversi ma armonici Ingegneri.info