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Sono il 60% le donne laureate ma meno del 20% ha un posto dirigenziale

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Donne e ricerca, un binomio difficile. Al traguardo della laurea si registra una vera ‘onda rosa’: appartiene al gentil sesso il 60% dei laureati. Poi le tracce di queste giovani promesse si perdono, man mano che si salgono i gradini della carriera di ricerca. Ai livelli iniziali la presenza femminile si riduce del 44%, per poi scendere fino al 18% agli alti livelli. Le donne non arrivano facilmente ai vertici, tanto meno nei settori tecnico-scientifici, in cui meno di una posizione su 10 da professore ordinario o equivalente e’ occupata da cervelli ‘rosa’. E’ il quadro che emerge da alcuni dati diffusi oggi a Milano in occasione della consegna delle borse di studio L’Oréal Italia ‘Per le donne e la scienza’, assegnate in collaborazione con la commissione nazionale Unesco a 5 ricercatrici under 35.

La vita dei talenti ‘rosa’ nel Belpaese e’ più difficile che nel resto d’Europa. Anche se il Centro di ricerca indipendente Observa segnala che la presenza delle donne fra i laureati e i dottori di ricerca e’ in leggero aumento nei settori tecnico scientifici: in matematica e informatica la percentuale di donne e’ passata dal 37% al 40%, nell’area medico farmaceutica sono donne 2 laureati-dottori di ricerca su 3. L’Italia si conferma, pero’, un Paese con poche ricercatrici: se ne contano poco più di una ogni 3 ricercatori (33%, un dato in leggera crescita e in linea con la situazione europea).

Ma il ruolo delle donne in campo scientifico ha ancora bisogno di essere difeso non solo in Italia. “Negli Stati Uniti – ricordano i promotori dell’iniziativa L’Oreal-Unesco – secondo uno studio condotto dal Center for american progress, le ricercatrici in possesso di un PhD, sposate con figli, hanno il 35% in meno di possibilita’ di ottenere un incarico fisso rispetto ai colleghi maschi con la medesima situazione familiare”. La partnership L’Oreal-Unesco, aggiunge Giorgina Gallo, presidente e amministratore delegato di L’Oreal Italia, “ci permette di incoraggiare e di sostenere le donne che operano nella ricerca scientifica. E’ nostro dovere fare il possibile per evitare di perdere giovani talenti che attraverso la ricerca possono migliorare la vita delle persone e offrire nuove speranze”.

Fonte: Adnkronos

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