Ufficio Tecnico respinge un progetto di 4000 mc firmato da un geometra | Ingegneri.info

Ufficio Tecnico respinge un progetto di 4000 mc firmato da un geometra

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Un tecnico diplomato presenta al Comune di Santa Maria Imbaro un progetto riguardante il permesso a costruire di un complesso residenziale, costituito da due fabbricati, per complessive 10 unità abitative, e da 10 locali ad uso garage,  il Responsabile del Servizio Urbanistica ed Edilizia Privata respinge la richiesta asserendo che  l’intervento proposto era di competenza di tecnici abilitati ingegneri o architetti e non di un tecnico diplomato geometra e quest’ultimo ricorre al TAR chiedendo  che il Comune sia condannato per eccesso di potere, per difetto di istruttoria e di motivazione.
Il Tar per l’Abruzzo invece, con sentenza del 16 novembre 2010 n. 1213, ha confermato l’annullamento disposto dal Comune di Santa Maria Imbaro che respingeva la richiesta  di permesso a costruire  motivando che la superficie totale (mq 727) e al volume (mc 4.000) dell’edificio, anche in presenza di  limitato utilizzo del cemento armato (per la sola cordonatura perimetrale dei solai) anche in presenza di calcoli redatti da un  architetto abilitato, eccedevano le competenze del tecnico.

Infatti, eccepisce il TAR,  l’art. 16 del R. D. 11 febbraio 1929, n. 274 (Regolamento per la professione di geometra), nel precisare l’oggetto e i limiti dell’esercizio professionale dei geometri, afferma che tali professionisti possono svolgere attività di progettazione di costruzioni rurali e l’attività di progettazione, direzione e vigilanza “di modeste costruzioni civili”. 

Tali norme, come sembra evidente, nel regolare l’esercizio e i limiti di applicazione delle professioni di geometra, architetto e ingegnere sono dettate per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano assegnati a chi abbia la preparazione adeguata all’importanza delle opere, a salvaguardia sia dell’economia pubblica e privata, che dell’incolumità delle persone.

In conclusione il  Tar ha ritenuto che per chiarire il concetto  di “modesta costruzione civile” “assumono specifico rilievo, oltre alla complessità della struttura e  delle relative modalità costruttive, anche, ma in via complementare, il costo presunto dell’opera, in quanto si tratta di un elemento sintomatico che vale ad evidenziare le difficoltà tecniche che coinvolgono la costruzione.” Il collegio giudicante ha anche precisato che tale  limite, trattandosi di competenze dettate dalla legge,  sussiste anche se la progettazione viene  effettuata in sinergia con un altro professionista abilitato nella fattispecie un architetto.

Di seguito riportiamo il testo integrale della sentenza dove fra l’altro viene evidenziato che,   nella memoria depositata per giustificare l’operato del suo assistito,   l’avvocato del geometra fa esplicito riferimento al fatto che “è  stato presentato presso il Senato un disegno di legge che consente ai geometri di realizzare in zona sismica edifici di due piani fuori terra” (N.d.r Proposte Vicari e Toto).

Scarica il testo integrale della sentenza

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