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Wetropolis: la citta’ del futuro post-diluvio

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Per ovviare al progressivo affondamento della città di Bangkok, gli architetti di S+PBA propongono un prototipo di comunità “Post-Diluvio” che traduce i principi di un’architettura tradizionale e consapevole della possibilità di alluvioni, in un modello contemporaneo o, si potrebbe dire, futuristico e sostenibile, chiamato Wetropolis.

Bangkok affonda progressivamente, da 10 cm a 40 cm sotto il livello del mare: il posto più sicuro su cui costruire è, dunque, chiaramente, sull’acqua. Il progetto nasce da un’approfondita analisi della comunità di Koh Pan Yii, abitanti di case costruite su palafitte galleggianti. Con tutte le caratteristiche di una comunità urbana, con scuole, spazi pubblici, ospedali, servizi e industrie, l’insediamento galleggia sul mare Andaman, nel Sud della Tailandia.

Se fosse realizzata Wetropolis avrebbe un minimo impatto sulle acque, anzi darebbe impulso alla coltivazione delle foreste di mangrovie, ed, inoltre, aiuterebbe la popolazione di abitanti mitigando l’emissione di anidride carbonica attraverso la flora marina, un sistema di filtraggio naturale. L’acqua costituisce forse uno dei pochi “spazi verdi aperti” della città, con la possibilità di allevare gamberetti, prodotto locale molto diffuso. La community nascerebbe proprio in prossimità di allevamenti poco utilizzati e sarebbe un’ottima soluzione contro il rischio di alluvioni. Soprattutto, dimostrerebbe un cambiamento di pensiero importante: se le autorità, infatti, considerano l’inondazione una crisi cui fare fronte, Wetropolis trae vantaggio dalla presenza costante dell’acqua.

C.C.

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