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Wind Lens

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Delle “lenti” in grado di triplicare la produzione di energia. Una fonte abbondante, pulita, rinnovabile, silenziosa e di forte impatto estetico.

Dopo le tante discussioni che hanno causato, soprattutto in Italia, un rallentamento della diffusione dell’energia eolica (si è parlato di problemi estetici, deturpamento paesaggistico e persino alterazione dell’ecosistema causato da l’impatto delle turbine eoliche sulle specie che popolano i terreni arabili),  arriva dal Giappone  un progetto di turbine eoliche pensato per l’istallazione sia onshore che offshore.

Si chiamano Wind Lens e funzionano come delle sorta di “lenti”, in grado di concentrare il flusso del vento (così come le lenti ottiche intensificano la luce solare) e di triplicare, rispetto alle attuali turbine, la produzione elettrica.

Queste strutture si compongono turbine a sei pale dal diametro di 112 metri che possono essere realizzate sia su larga scala che adattate a porzioni più ridotte per le utenze domestiche. Il professor  Yuji Ohya, ideatore del progetto, ha infatti affermato che :”Pale di 2,5 metri di lunghezza basterebbero per alimentare, con velocità del vento di 5m/s, una famiglia media giapponese”.

Lenti  in grado di ridurre l’inquinamento acustico, migliorare la sicurezza, ridurre i costi di fabbricazione e moltiplicare la produzione di energia. Se attualmente l’energia eolica produce il 2 per cento del fabbisogno mondiale (secondo il World Wind Energy Associations) lo sviluppo della Wind Lens potrebbe apportare dei  vantaggi significativi anche a livello mondiale.

Il progetto, oltre ad essere una fonte abbondante, pulita e rinnovabile è anche di forte impatto estetico, particolarmente apprezzata la pianta esagonale delle lenti che ricorda il nido di un alveare.

Funzionalità, potenza, ecologia bellezza…ma ecco che arriva la nota negativa: come afferma lo stesso Ohya, le Wind Lens sono state sviluppate tenendo conto delle caratteristiche climatiche e morfologiche del Giappone, quindi, anche se dovessero venire realmente realizzate e sfruttate nel paese “d’origine”, non è detto che possano poi essere adottate da altri paesi a causa delle diverse intensità, direzioni del vento e di altri parametri non presi in considerazione durante lo sviluppo dell’idea.

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