Lo Iuav, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Corila - il Consorzio di ricerca lagunare, in collaborazione con i Ministero della Ricerca e dei Beni Culturali hanno condotto uno studio sui monumenti storici di Venezia, in modo particolare sui campanili, per valutare la loro stabilità strutturale e la possibile vulnerabilità in caso di terremoti.
Sulla base del monitoraggio compiuto da Iuav e Beni Culturali sugli 85 campanili veneziani è stata realizzata una banca dati contenente per ciascuno di essi, rilievi conoscitivi, valutazione di vulnerabilità e di rischio sismico ed eventuali interventi di miglioramento da attuare - finanziamenti permettendo - per migliorarne la sicurezza
Sono sette, in particolare, i campanili sotto osservazione, perché, nel caso di un terremoto importante, presentano i maggiori rischi teorici di collasso: sono quelli di Santa Maria della Misericordia, di San Pietro di Castello, della Madonna dell'Orto, di San Sebastiano, di Sant'Antonio, di Santa Maria dei Carmini e di San Francesco della Vigna. Non ci sono, appunto, i campanili di Santo Stefano e quello dei Frari - con lo spostamento di circa 2 centimetri di quest'ultimo verso l'abside della chiesa -, in cui negli ultimi anni si sono maggiormente concentrate le cure e gli interventi di Soprintendenza e Beni Culturali proprio per l'aumento di pendenza. La torre campanaria quattrocentesca di Santo Stefano ha cessato di inclinarsi, dopo aver accumulato nei secoli una pendenza di quasi due metri dal suo asse.
Migliorate le condizioni di quelli che sono stati a lungo i grandi "malati": il campanile di Santo Stefano e quello dei Frari, accanto a quello della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, che è addirittura a rischio di crollo e per il quale il Ministero dei Beni Culturali ha appena stanziato un milione di euro proprio per un intervento urgente.
Un'analisi che riporta un quadro completo sullo stato di salute degli oltre ottanta campanili di Venezia ma anche del degrado delle murature dei suoi edifici. Le ricerche e le proposte per affrontare il degrado o gli eventuali rischi saranno presentate il 16 e 17 maggio durante il convegno internazionale "A Venezia per Venezia".